Rebecca Azzini: la disabilità non deve escluderci dal mondo

Seduta in carrozzina da alcuni anni, a causa di un malattia motoria, Rebecca Azzini, giovane friulana ex calciatrice ed ex operatrice della Croce Rossa, non si è arresa e oggi, oltre ad essere una brava nuotatrice, si batte con varie iniziative per i diritti delle persone con disabilità, per l’eliminazione delle barriere architettoniche, nonché per l’installazione di montacarichi nelle stazioni, che permettano alle persone con disabilità di viaggiare in autonomia. «Tutti abbiamo qualcosa da trasmettere agli altri – dice -, con disabilità o meno. La disabilità non deve escluderci dal mondo»

Immagine di Rebecca Azzini da Facebook (©Sara Busiol)

Una grintosa immagine di Rebecca Azzini, tratta dal suo profilo Facebook (©Sara Busiol)

«Tutto è iniziato quando, nel novembre 2011, mi sono svegliata con un dolore al braccio e poco dopo non potevo più muoverlo», racconta Rebecca Azzini, ventottenne di Tarvisio (Udine) ed ex calciatrice del Tavagnacco, che oggi è in sedia a rotelle a causa di una malattia rara che colpisce l’apparato motorio e che per il momento non ha una cura. In quel momento, per sostenere le necessarie visite specialistiche, si era spinta fino a Milano e una volta sentitasi meglio, aveva deciso di entrare nella Croce Rossa, dato che la sua malattia si era fermata. Solo temporaneamente, purtroppo, cosicché, alla fine, si è trovata definitivamente seduta in carrozzina.

Rebecca, però, non si è arresa, oggi è una nuotatrice e una figura importante che si batte per i diritti delle persone con disabilità, per l’eliminazione delle barriere architettoniche, nonché per l’installazione di montacarichi nelle stazioni, per permettere alle persone con disabilità di poter viaggiare in autonomia. «Purtroppo – dice – la stazione ferroviaria di Tarvisio non era sufficientemente attrezzata per persone con disabilità, ero costretta a chiedere al personale ferroviario oppure ai passeggeri di aiutarmi». E così, con l’aiuto della nota annunciatrice Maria Giovanna Elmi, sua concittadina, è riuscita ad entrare in contatto con il Servizio di Assistenza delle Ferrovie dello Stato e a fare installare un montacarichi che consente anche a chi è in carrozzina di salire e scendere in autonomia.

Ma l’impegno sociale di Rebecca non si ferma qui: di recente, infatti, ha partecipato anche alla mostra fotografica L’essenziale è invisibile agli occhi, organizzata dall’Associazione lombarda dei Ragazzi di Robin, che l’ha vista ritratta in scatti senza veli. «Ho partecipato a questa mostra – confida – perché vorrei che questo progetto riuscisse almeno in minima parte a smuovere la società: fate fare sport ai vostri figli, fateli avvicinare all’arte in generale, fate fare a loro quello che più gli si addice, quello per cui spiccano». E conclude: «I canoni estetici sono cambiati, si può tranquillamente sfilare anche in sedie a rotelle. In America un passo avanti è stato già fatto: una testimonial di Gucci una giovane con sindrome di Down. Tutti noi abbiamo qualcosa da trasmettere agli altri, con disabilità o meno. La disabilità non deve escluderci dal mondo».

La vita, dunque, è piena di sorprese, può condurti su strade che non ti aspetteresti, ma l’importante è non mollare mai, sembra raccontare la storia di Rebecca Azzini, che ora vive con Sara De Stalis, una giovane e nota chef friulana che l’ha introdotta anche nel mondo della cucina sociale; insieme, infatti, hanno partecipato recentemente all’evento Cenando sotto un Cielo Diverso.

Stampa questo articolo