Siamo tutti diversi, ma nessuno è “diverso”

«La prima parte del titolo di questa mia riflessione – scrive Giorgio Genta – è una semplice constatazione che ciascuno è in grado di fare, non esistendo infatti due esseri umani perfettamente uguali. La seconda parte, invece è grossolanamente ricavata dalla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America. I guai, quindi, iniziano quando ai diversi si mettono le virgolette, ricreando lo stigma che da sempre segue e perseguita le persone con disabilità. Contribuire ad eliminare questo stigma credo fosse una buona intenzione insita nel Disegno di Legge bocciato ieri al Senato»

M.C. Escher, "Relativity", 1953

Maurits Cornelis Escher, “Relativity”, 1953

Questo vecchio noiosissimo caregiver insonne, che non sa proprio come passare “’a nuttata” e invece di seguire con attenzione le indicazioni del ventilatore “intelligente”* della figlia Silvia, si ostina a scrivere stupidaggini che pochi leggono, ha intitolato come in “epigrafe”** questo suo commento alle tristi vicende legate al “Disegno di Legge Zan” [il Disegno di Legge S. 2005, avente ad oggetto “Misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità”, bocciato ieri, 27 ottobre, al Senato, N.d.R.].
La seconda parte del titolo (nessuno è “diverso”) l’ha grossolanamente ricavata dalla Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America, ove «tutti gli uomini sono stati creati uguali» ecc. ecc.
La prima parte, invece (Siamo tutti diversi), è una semplice constatazione che ciascuno è in grado di fare, non esistendo infatti due esseri umani perfettamente uguali.

I guai, dunque, iniziano quando ai diversi si mettono le virgolette, che equivalgono a ricreare lo stigma che da sempre segue e perseguita le persone con disabilità. Contribuire ad eliminare questo stigma credo fosse una buona intenzione insita nel Disegno di Legge dal tormentato iter parlamentare, che ha messo in luce – persino a quelli poco illuminati come chi scrive – l’abisso che separa il comune sentire del popolo elettore dall’insensibilità degli eletti. Questi ultimi, infatti, con il voto segreto si rifiutano in pratica di render conto del loro operato politico a chi sulla comoda poltrona li ha fatti sedere.

La parte terminale di questa breve riflessione, quindi, ove il vecchio caregiver formulava ardite tesi circa l’ipotetica cospirazione che dovrebbe portare una nobilissima figura come candidata alla Massima Carica, per poi lasciarla in caso di malanni legati all’età a chi la Legge prevede sino alla prossima elezione… ebbene, questa parte è stata autocensurata, per risparmiare a chi eventualmente l’avesse letta di dover portare arance all’Autore, ospite novello di qualche patria galera.
E a proposito, il vecchio caregiver, avendo più vizi che anni d’età, preferisce quelle leggermente amarognole che in Liguria chiamano “pernanbucchi”.
Buona nottata a tutti!

*Il termine “ventilatore intelligente”, del quale chi scrive si ritiene autore, sta ad indicare un ventilatore polmonare di ultima generazione, spesso più intelligente di chi dovrebbe interpretarne i segnali.
**Nella lingua italiana il termine “epigrafe” può indicare sia il titolo di un articolo, sia quanto è scolpito su una pietra tombale. Chi vi vuol vedere un velato riferimento alla sorte del citato Disegno di Legge lo fa a proprio rischio e pericolo…

Vecchio caregiver.

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