Kapka Panayotova, una combattente contro la segregazione della disabilità

«Panayotova è stata una vera combattente per la vita indipendente, battendosi instancabilmente per la chiusura degli istituti segreganti, per l’avvio di servizi incentrati sulla persona e per far sì che l’Unione Europea non utilizzi mai più i propri fondi per istituzionalizzare le persone con disabilità»: così Yannis Vardakastanis, presidente del Forum Europeo sulla Disabilità, ricorda la bulgara Kapka Panayotova, già presidente di ENIL, la Rete Europea per la Vita Indipendente, fondatrice e direttrice del Centro per la Vita Indipendente di Sofia, scomparsa in questi giorni

Kapka Panayotova

Kapka Panayotova

È purtroppo un periodo in cui stanno venendo a mancare Persone con la P maiuscola, che hanno segnato in questi decenni la storia del movimento internazionale per i diritti delle persone con disabilità. Dopo infatti che solo poche settimane fa avevamo dovuto segnalare la scomparsa di Soumia Amrani, oggi dobbiamo registrare quella della bulgara Kapka Panayotova, di cui informa l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, ricordandone innanzitutto la Presidenza di ENIL, la Rete Europea per la Vita Indipendente, e le sue qualità di «leader dinamica», fondatrice e direttrice del Centro per la Vita Indipendente di Sofia.

«È una grave perdita – dichiara Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF – per il movimento delle persone con disabilità in Bulgaria e in Europa. Panayotova, infatti, è stata una vera combattente per la vita indipendente, battendosi instancabilmente per la chiusura degli istituti segreganti, per l’avvio di servizi incentrati sulla persona e per far sì che l’Unione Europea non utilizzi mai più i propri fondi per istituzionalizzare le persone con disabilità».

«Ho incontrato Kapka – ricorda Mher Hakobyan, del settore Accessibilità dell’EDF – quando ho iniziato a occuparmi di diritti delle persone con disabilità come volontario nell’ENIL. Ne ricordo il grande spirito e la passione nel difendere i diritti delle persone con disabilità. Aveva valori forti e diceva quello che pensava, senza usare mezzi termini quando parlava con i decisori politici. Per questo ha ispirato me stesso e molti altri giovani con disabilità a continuare il suo lavoro per i diritti umani per tutti. La sua eredità rimarrà viva e continuerà a dare forza alle future generazioni di persone con disabilità».

Segnaliamo anche (a questo link) il tributo a Kapka Panayotova pubblicato dall’ENIL. (S.B.)

Stampa questo articolo