Assegno universale e famiglie con disabilità

«Ci riteniamo doppiamente soddisfatti, sia perché le nostre proposte a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie le ritroviamo nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri, sia perché appare che dalla misura nessuno sia stato escluso»: così il presidente della Federazione FISH Falabella commenta i contenuti del Decreto Attuativo della cosiddetta “Legge sull’assegno unico e universale alle famiglie”, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, che contiene una serie di misure favorevoli alle famiglie con figli con disabilità

Rappresentazione grafica di famiglia con disabilitàPresentata nel giugno del 2018, la Proposta di Legge su Delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e la dote unica per i servizi, meglio nota come “Legge sull’assegno unico alle famiglie”, era stata approvata alla Camera nell’estate dello scorso anno, divenendo poi la Legge 46/21 (Delega al Governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e universale).
Su quel provvedimento, come avevamo riferito nella primavera scorsa, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) era stata chiamata per due volte in audizione, presso la Commissione Affari Sociali della Camera, nell’ottobre del 2019 e anche nell’ottobre dello scorso anno, presentando in tali occasioni alcuni emendamenti al testo, in particolare chiedendo al Legislatore di far valere il principio che «nessun assegno o dote potessero costituire l’occasione per ridurre o comprimere i servizi sociali, socio-sanitari e socio-educativi per la disabilità, già previsti dalla normativa vigente e in particolare dai LEA, i Livelli Assistenziali di Assistenza».
«Ritenevamo – aveva dichiarato per l’occasione Vincenzo Falabella, presidente della FISH –  che quel provvedimento, anche se apprezzabile, non andasse a compensare la necessità di politiche e servizi integrati e strutturali per la disabilità. Soprattutto lanciavamo l’allarme sul fatto che rimanevano esclusi dal perimetro normativo previsto, per età e per condizioni di vita, cittadini che pure si trovavano in condizione di necessità e supporto. Per questo chiedevamo al Parlamento l’introduzione di altre misure inclusive per prevenire le disuguaglianze che il provvedimento, così come era stato concepito, rischiava di acuire, sottolineando, nello specifico, la necessità del riconoscimento di un assegno maggiorato rispetto agli importi previsti, per ciascun figlio con disabilità a carico, fino al compimento del 26° anno di età, una maggiorazione, per altro, che fosse graduata secondo le classificazioni di condizione di disabilità media, grave e di non autosufficienza di cui all’Allegato 3 del Decreto del Presidente del Consiglio (DPCM) 159/13 [“Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)”, N.d.R.]. Parimenti lo chiedevamo per la dote unica».

Ora, nella giornata di ieri, 18 novembre, «il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legislativo Attuativo di quella Legge Delega, che entrerà a regime dal 2022», come ha dichiarato all’Agenzia ANSA Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, ciò che consentirà alle famiglie italiane, dal 1° gennaio prossimo,  di richiedere l’assegno unico tramite il sito dell’INPS, presentando un modello ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente).
Il testo approvato ieri, naturalmente, dovrà passare al vaglio delle Commissioni competenti di Camera e Senato, prima del via libera definitivo, ma sin d’ora la FISH esprime soddisfazione per i contenuti di esso.
«Siamo soddisfatti – spiega infatti il Presidente della Federazione – perché, come si legge in quel testo, le famiglie con figli con disabilità riceveranno il versamento “senza limiti di età” dei figli stessi. In particolare, poi, per chi ha figli minorenni, si prevede una maggiorazione dell’assegno che potrà variare da 85 a 105 euro al mese in base alla gravità della condizione di disabilità, cifre, queste, che andranno ad aggiungersi, ai 175 euro già previstì per tutti i figli».
Ma non solo. «Sono previste infatti – aggiunge Falabella – ulteriori maggiorazioni anche per le famiglie che hanno figli maggiorenni disabilità e, nello specifico, ci saranno 50 euro in più per quelli di età compresa tra i 18 e i 21 anni, mentre chi ha figli a carico con più di 21 anni di età, riceverà un assegno per tutta la vita, pari a 85 euro mensili, importo che tuttavia potrà variare in base all’indicatore ISEE».

«Si tratta indubbiamente di una prima svolta nelle politiche sociali – commenta ancora Falabella – che potrebbe essere la base di un nuovo modello di welfare per i più giovani, perché il nuovo assegno arriverà, in generale, a oltre 7 milioni di famiglie italiane. In tal senso ci riteniamo doppiamente soddisfatti, sia perché le nostre proposte a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie le ritroviamo nel testo approvato dal Consiglio dei Ministri, sia perché appare che dalla misura nessuno sia stato escluso». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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