I luoghi dove è nata la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità

«Anche in prospettiva delle prossime tornate elettorali – scrive Salvatore Cimmino -, credo sarà fondamentale, per chi si proporrà di tutelare i diritti delle persone con disabilità, approfondire la conoscenza della Convenzione ONU sui Diritti delle stesse Persone con Disabilità, per salvaguardare i princìpi di libertà e di uguaglianza che la sostengono. Ma per farlo bisognerà andare “in pellegrinaggio” nei luoghi dove la Convenzione ONU è nata, ovvero ovunque una persona con disabilità sia “imprigionata” da barriere fisiche, sociali e morali, per riscattarne la libertà e la dignità»

Disegno di omino in carrozzina che spezza le cateneL’importanza di avere una Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità è data dal fatto che equivale ad una Legge: è uno strumento legale che, una volta ratificato, come è avvenuto da parte della maggioranza dei Paesi Membri delle Nazioni Unite [se ne legga l’elenco a questo link, N.d.R.], diventa per essi vincolante e devono rispettarla nelle Leggi e nelle politiche concrete.

In Italia, le ultime Legislature, e in particolare l’ultima, hanno senza dubbio tentato di dare risposte ai cittadini e alle cittadine con disabilità che rischiano quotidianamente l’emarginazione e l’esclusione sociale, attraverso provvedimenti senz’altro ragguardevoli nelle intenzioni, ma rivelatisi assolutamente insufficienti a tutelare realmente, giorno dopo giorno, i diritti fondamentali delle persone con disabilità, per mancanza, innanzitutto, di risorse appropriate e quindi di esigibilità.
Finché la classe politica italiana anteporrà il contenimento della spesa alla tutela dei diritti dei propri cittadini e cittadine con disabilità, l’Italia resterà un Paese malato e non si potrà dire né civile né tanto meno democratico.

Nella prospettiva delle prossime tornate elettorali, credo sarà fondamentale, per chi si proporrà di tutelare i diritti delle persone con disabilità, approfondire la conoscenza della Convenzione ONU, per salvaguardare i princìpi di libertà e di uguaglianza che la sostengono.
Parafrasando Piero Calamandrei, se voi volete andare “in pellegrinaggio” nel luogo dove è nata la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, andate nei luoghi dove vivono le persone con disabilità, nelle case dove sono “imprigionate dalle barriere fisiche, sociali e morali, nelle Residenze Sanitarie Assistenziali dove muoiono per Covid. Andate dovunque sia “imprigionata” una persona con disabilità, per riscattarne la libertà e la dignità, andate lì, col pensiero, perché è lì che è nata la Convenzione ONU.

L’amore, come la democrazia, è una grande parola la cui storia non è stata ancora scritta: solo se si è follemente innamorati (di un’Idea) riusciremo ad inondare il mondo.

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