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I tanti fronti d’impegno della FISH per migliorare l’inclusione scolastica

Aula di scuola con molti alunni«A giudicare da quanto ci viene segnalato da numerose famiglie afferenti alla nostra Federazione, che hanno nel proprio nucleo bambini e bambine con diverse forme di bisogni educativi speciali, possiamo certamente dire che tali famiglie non trovino ancora condizioni sufficienti a realizzare per i loro figli e figlie un’inclusione scolastica di qualità»: lo ha dichiarato oggi Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), durante un’audizione presso il Ministero dell’Istruzione, unitamente all’altra organizzazione FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), dedicata alle Linee Pedagogiche per il sistema integrato “zerosei”, documento prodotto in bozza dalla Commissione Nazionale per il Sistema integrato di educazione e di istruzione del Ministero stesso, di cui è prevista prossimamente la stesura finale e l’adozione formale.

Di quelle Linee Pedagogiche, il Presidente della FISH ha innanzitutto voluto evidenziare, durante l’audizione, «una serie di gravi carenze, a partire dall’assenza di accenni agli alunni e alle alunne con disabilità, per i quali gli aspetti educativi e giuridici relativi alla fase da zero a 6 anni sono certamente fondamentali per arrivare ad un’effettiva inclusione scolastica e a un pieno sviluppo di vita».
In particolare, poi, Falabella si è soffermato sul tema degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione, soprattutto in riferimento alle scuole paritarie, che ad oggi sono la grande maggioranza tra quelle dell’infanzia. «Tuttora – ha dichiarato – accade che i Comuni si rifiutino di assegnare ore di assistenza per l’autonomia e la comunicazione alle scuole paritarie, anche a seguito della decisione quanto meno discutibile assunta dalla Sentenza 2925/20 del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Lazio, già duramente criticata anche dalle Associazioni aderenti alla nostra Federazione, per avere di fatto determinato una vera e propria discriminazione ai danni degli alunni e delle alunne con disabilità fino a 6 anni di età. Quel che serve, dunque, è un immediato intervento normativo, e segnatamente la rapida emanazione del Decreto previsto dall’articolo 3 del Decreto Legislativo 66/17 sull’inclusione, concernente appunto i profili dell’assistente all’autonomia e comunicazione, di cui vanno definiti i ruoli e le relazioni con le altre qualifiche operanti nella realtà scolastica».

Quella riguardante le scuole paritarie dell’infanzia paritarie appare del resto come una questione molto “calda” non solo sul fronte degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, ma anche su quello dei docenti di sostegno, il cui costo ricade ad oggi sulle famiglie.
È opportuno a questo punto ricordare che, allargando la prospettiva alle scuole di ogni ordine e grado, proprio sull’insegnamento di sostegno si è centrata la Proposta di Legge sulla continuità didattica dei docenti specializzati per il sostegno didattico agli alunni con disabilità e norme varie per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica, presentata appena prima di Natale dalla FISH, come avevamo ampiamente riferito anche sulle nostre pagine.
Un importante tassello, quest’ultimo, della costante azione svolta dalla Federazione nei confronti delle Istituzioni, per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica, così come preziosa è stata l’iniziativa di monitoraggio avviata due mesi fa e consistente in un sondaggio di verifica sulla regolare convocazione dei GLO (Gruppi di Lavoro Operativi per l’Inclusione) e sulla redazione dei PEI (Piani Educativi Individualizzati). Il relativo questionario ha raccolto ben 1.469 risposte nel giro di un mese, i cui contenuti sono stati diffusi in questi giorni nel sito della FISH (questo link). Ne commenteremo entro breve i risultati in altra parte del giornale.

A proposito, infine, della redazione dei Piani Educativi Individualizzati, è su tale aspetto che Falabella ha concluso la propria audizione al Ministero, sottolineando che «fino a quando vi sarà un alunno o un’alunna senza il PEI, o con un PEI redatto solo quale adempimento formale, il sistema scuola avrà fallito, non garantendo affatto quelle pari opportunità sancite innanzitutto dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità». (S.B.)

Ricordiamo ancora il link che rinvia ai risultati del sondaggio realizzato dalla FISH di cui si parla nel presente contributo. A quest’altro link, invece, è disponibile il testo integrale della Memoria presenta congiuntamente da FISH e FAND al Ministero dell’Istruzione, in occasione dell’audizione sulle Linee Pedagogiche per il sistema integrato “zerosei”. Per ogni ulteriore informazione o approfondimento: ufficiostampa@fishonlus.it.