Il disability manager non può lavorare a titolo gratuito

«Riteniamo – scrive Mauro Buzzi, presidente della FEDMAN (Federazione Disability Management) – che la decisione del Comune di Torino di non prevedere alcun compenso per il disability manager sia una scelta sbagliata che non rispetta il grande lavoro svolto da questa figura innovativa. Auspichiamo quindi che il Comune stesso ci ripensi, dando dignità alla figura del disability manager, con il giusto riconoscimento economico ad un professionista che mette a disposizione esperienze e competenze, per garantire la piena inclusione delle persone con disabilità nella società»

Particolare di uomo con una lavagna in mano e la scritta "DISABILITY MANAGER"Il 19 gennaio scorso è stato pubblicato, da parte del Comune di Torino, un avviso pubblico per la presentazione delle candidature per ricoprire la carica di disability manager, specificando che l’incarico sarà nuovamente a titolo gratuito. La nostra organizzazione [FEDMAN-Federazione Disability Management, N.d.R.], Associazione professionale che dal 2019 riunisce e rappresenta professionalmente i disability manager in àmbito lavorativo, ritiene che la decisione di non prevedere alcun compenso per il disability manager sia una scelta assolutamente sbagliata che non rispetta minimamente il grande lavoro svolto da questa figura innovativa, così importante per la vita delle persone con disabilità.
Il compito del disability manager, infatti, è quello di contribuire a costruire soluzioni che sostengano l’autonomia delle persone con disabilità nelle diverse sfere della vita quotidiana: un “facilitatore creativo”, costruttore di reti, di servizi, di soluzioni che, partendo necessariamente dai bisogni della persona con disabilità, dispone degli strumenti per realizzare una visione unitaria e coordinata, migliorando la qualità delle politiche territoriali. Una figura, quindi, assolutamente necessaria per il benessere di tutti i cittadini, soprattutto in un’ottica di invecchiamento generale della popolazione e anche considerando il perdurare della situazione pandemica.

Nello specifico, il disability manager del Comune di Torino dovrà operare (a norma di regolamento) attraverso diverse azioni, tra le quali: la programmazione delle politiche pubbliche in un’ottica di pari opportunità e di superamento delle barriere architettoniche, sensoriali e culturali; la promozione dell’esercizio dei diritti e delle opportunità di accesso/fruizione dei servizi comunali da parte delle persone con disabilità; la promozione di iniziative pubbliche di sensibilizzazione sui temi dell’accessibilità e della fruibilità; la proposta e il monitoraggio di politiche attive per l’inclusione lavorativa e la valorizzazione dei dipendenti comunali con disabilità. Tra i compiti più rilevanti, inoltre, vi è anche quello dell’elaborazione di un piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

Dalla lettura delle relazioni semestrali presentate dall’ex disability manager del Comune di Torino Franco Lepore, emerge un lavoro poderoso attraverso molteplici iniziative e azioni di intervento in vari settori. Ciò comporta necessariamente grande conoscenza della materia, profonda competenza, sensibilità, capacità organizzativa, impegno costante e continuativo, grande responsabilità.
Tutte queste doti, fondamentali per adempiere al meglio al ruolo di disability manager, non possono essere richieste senza prevedere alcun compenso. La scelta del Comune di Torino non solo testimonia la scarsa attenzione per una vera promozione di politiche sulla disabilità, ma stride fortemente con quanto richiesto a questa figura in termini di professionalità.
Il disability manager, infatti, qualunque professionalità pregressa abbia (ingegnere, architetto, avvocato…), oltre al titolo di laurea posseduto deve aver frequentato un percorso di perfezionamento o un Master. In buona sostanza è un professionista che, come tale, non può essere minimamente equiparato ad un semplice volontario.

La nostra Federazione non vuole  entrare in questioni politiche e tuttavia non può esimersi dal rilevare che all’atto della emanazione del regolamento che ha istituito la figura del disability manager, l’opposizione in Giunta – di cui allora faceva parte la coalizione ora al governo della Città di Torino – contestò fermamente la previsione di gratuità dell’incarico. Ciò nonostante viene oggi integralmente riproposto quanto deliberato dalla precedente Amministrazione.

Nei giorni scorsi abbiamo scritto al sindaco di Torino Stefano Lo Russo, per richiedere l’immediato ritiro dell’avviso pubblico e rendendoci disponibili a contribuire ad adeguare e migliorare il regolamento che ha istituito il profilo del disability manager, anche alla luce degli obblighi legislativi nazionali in ordine all’inclusione lavorativa (tale figura, infatti, è obbligatoria per le amministrazioni con più di duecento dipendenti) e alla recente previsione, da parte della Regione Piemonte della creazione di un Registro Regionale dei disability manager, a dimostrazione dell’accresciuta importanza che viene riconosciuta  a questa figura professionale e al suo ruolo per le città e i cittadini.
Purtroppo ad oggi non abbiamo avuto ancora riscontri, ma auspichiamo che il Comune di Torino ci ripensi e pubblichi un nuovo bando che dia dignità alla figura del disability manager e che preveda il giusto riconoscimento economico per un professionista che mette a disposizione della città esperienze e competenze, per garantire la piena inclusione delle persone con disabilità nella società.

Presidente della FEDMAN (Federazione Disability Management) (segreteria@fedman.it).

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