Cerca riconoscimento il tennis per persone con disabilità fisica “in piedi”

È molto popolare ed è sport paralimpico il wheelchair tennis (tennis in carrozzina), che però esclude le persone con disabilità fisica che non possono partecipare agonisticamente al tennis “normodotato”, ma che al tempo stesso, non avendo bisogno della carrozzina, sono escluse anche dallo sport paralimpico. Per colmare questa lacuna nel nostro Paese, l’Associazione Sportdipiù di Torino promuoverà in aprile un Training Camp e un torneo di “Adaptive Standing Tennis”, disciplina che dà appunto la possibilità di poter giocare in piedi, e che cerca riconoscimento paralimpico

Partita di "Adaptive Standing Tennis"

Una partita di “Adaptive Standing Tennis”

Lo sport appassiona tutti ed è giusto che tutti possano praticarlo, anche a livello professionale e competitivo. Parlando quindi di wheelchair tennis, il tennis in carrozzina, si tratta di una disciplina che ha avuto un’impennata di popoolarità a livello mondiale dagli Anni Settanta sino ad oggi e che è presente alle Paralimpiadi. Esso, però, esclude dalla competizione quelle persone con disabilità fisica che non possono partecipare agonisticamente al tennis “normodotato”, ma che al tempo stesso, non avendo bisogno dell’ausilio della sedia a rotelle, sono escluse anche dallo sport paralimpico.
È quindi l’Associazione Sportiva Dilettantistica Sportdipiù che si è assunta il compito di portare all’attenzione in Italia una versione del tennis già presente negli Stati Uniti, l’Adaptive Standing Tennis, che dà la possibilità di poter giocare in piedi, ciò che avveniva già, non avendo però mai ottenuto un riconoscimento a livello agonistico.

«Il tennis per persone con disabilità fisico-motorie – spiega l’atleta Gregory Leperdi, atleta e promotore dell’iniziativa – è attualmente riconosciuto dall’IPC, il Comitato Paralimpico Internazionale, solo nella sua versione in carrozzina, attualmente governata dall’ITF, la Federazione Internazionale del Tennis. La categoria “in piedi”, invece, viene praticata alle Paralimpiadi solo nel tennis tavolo e nel badminton. Nonostante questo, a livello internazionale l’Adaptive Standing Tennis è gestito già da diversi anni dal TAP World Tour, circuito composto da atleti provenienti da tutti e cinque i continenti, tra i quali il neozelandese Alex Hunt, eccellente giocatore impegnato anche sul fronte dell’ATP, l’Associazione Tennisti Professionisti, e lo spagnolo Ivan Corretja, fratello di Alex, già numero 2 ATP al mondo nel 1999. L’obiettivo, dunque, è quello di ottenere il riconoscimento paralimpico e l’inserimento nel programma dei Giochi a partire da Los Angeles 2028».

Sportdipiù, dunque, ospiterà un Training Camp e un torneo (a iscrizione gratuita) di Adaptive Standing Tennis, presso il Monviso Sporting Club di Grugliasco (Torino), nelle giornate del 23, 24 e 25 aprile, garantendo anche ai partecipanti la fruizione dei mezzi di trasporto locali, il pernottamento in un albergo convenzionato e una borsa omaggio.
«Questa manifestazione – aggiunge Leperdi, che ne è l’organizzatore  – rappresenta una pietra miliare in Italia per ottenere un primo riconoscimento ufficiale della disciplina da parte della FIT (Federazione Italiana Tennis) e del CIP (Comitato Italiano Paralimpico), nell’ottica dell’inclusione attraverso lo sport, tema sempre molto attuale in tutte le sue forme: sono infatti già numerosi i giocatori e i maestri che hanno aderito e confermato la propria presenza. Da questi presupposti parte la nostra ricerca di ulteriori sponsor e patrocini per coprire i costi di questa manifestazione».

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: comunicazione@sportdipiu.it (Marco Berton).

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