Nel ricordo di Tescari, le sfide di ieri e le frontiere di domani per i diritti

Non sarà un semplice evento celebrativo, ma un momento di confronto vivo e attuale, l’incontro online “Nel ricordo di Bruno Tescari: le sfide di ieri e le nuove frontiere di domani per i diritti delle persone con disabilità”, promosso per domani, 2 marzo, dalla Federazione FISH, a 10 anni dalla scomparsa di colui che della stessa FISH fu tra i fondatori, «impegnato per 40 anni nella difesa dei diritti e per il superamento delle barriere fisiche e degli ostacoli culturali che limitano la vita delle persone con disabilità», come sottolinea l’attuale presidente della Federazione Falabella

Bruno Tescari

Bruno Tescari

«Una figura di grande impegno politico e culturale, autore di numerosi libri contro corrente, rivendicanti la qualità della vita delle persone con disabilità, da liberare non solo dalle barriere architettoniche, ma soprattutto dalle tradizionali convenzioni sociali e religiose che le vedevano segregate in ruoli del tutto passivi, oggetti esclusivamente di pietismo»: così, solo pochi giorni fa, Salvatore Nocera aveva raccontato su queste stesse pagine Bruno Tescari, scomparso il 2 marzo 2012, ovvero esattamente dieci anni fa, definito in quella triste occasione dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), della quale era stato tra i fondatori, ricoprendo anche la Presidenza della FISH Lazio, come «infaticabile, inarrestabile, ironico e sempre ottimista, rigoroso nella riflessione e nelle azioni».
Colpito a due anni dalla poliomielite, Tescari aveva “fatto politica” per molti anni con il Partito Radicale, componendo numerosi tavoli ministeriali, in rappresentanza dell’associazionismo. Aveva anche fondato la Lega Arcobaleno contro le barriere, così come faceva parte della Direzione Generale dell’Associazione Luca Coscioni. E ancora, aveva guidato la Consulta della Regione Lazio sulla Disabilità.

«Un combattente tenace – dice oggi l’attuale presidente della FISH Vincenzo Falabella – un profondo conoscitore delle tematiche e delle problematiche legate alle disabilità, che per quarant’anni è stato impegnato nella difesa dei diritti e per il superamento delle barriere fisiche e degli ostacoli culturali che ogni giorno incontrano le persone con disabilità nella loro vita quotidiana».
Non sarà dunque un semplice evento celebrativo, ma un momento di confronto quanto mai vivo e attuale, l’incontro online intitolato Nel ricordo di Bruno Tescari: le sfide di ieri e le nuove frontiere di domani per i diritti delle persone con disabilità, organizzato per il pomeriggio di domani, 2 marzo, dalla FISH, appuntamento che, come già avvenuto in precedenza, rientrerà anch’esso tra le celebrazioni volute dalla Federazione per il trentennale della Legge 104/92.
«Sarà un’occasione quanto mai preziosa – sottolinea Falabella – per ricordare le sfide del passato e quelle che ancora ci attendono per tutelare i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie, rinnovando l’impegno di Bruno Tescari, che abbiamo fatto nostro, nel rimuovere tutte le barriere, architettoniche, culturali, sociali, sensoriali e sessuali, che ancora impediscono alle persone con disabilità di amare, andare a scuola, praticare sport, lavorare, viaggiare, in poche parole di vivere serenamente la propria esistenza».

A partecipazione gratuita e aperta a tutti, con diffusione in diretta sulla pagina Facebook e sul canale YouTube della FISH, oltreché sul sito della stessa, l’incontro di domani sarà aperto alle 16 da Vincenzo Falabella, insieme ad Anna Benedetti Tescari, moglie di Bruno e presidente della Lega Arcobaleno e ad Antonio Caponetto, consigliere capo dell’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità.
Interverranno quindi Roberto Speziale, vicepresidente vicario della FISH e presidente dell’ANFFAS (Associsazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale); Giampiero Griffo, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità; Giulio Nardone, presidente dell’ADV (Associazione Disabili Visivi); Antonio Cotura, presidente della FIADDA (Famiglie Italiane Associate per la Difesa dei Diritti degli Audiolesi); Assia Andrao, coordinatrice del Gruppo di Lavoro FISH sull’Accessibilità; Gabriele Favagrossa, disability manager dell’AIAS (Associazione Italiana Assistenza Spastici) e coordinatore del Gruppo 10 dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità (Accessibilità, uffici e servizi, ambienti privato, formazione, monitoraggio fondi strutturali, trasporti, informazione e comunicazione, emergenza); Armando De Salvatore della Direzione Tecnica del CRABA (Centro Regionale per l’Accessibilità e il Benessere Ambientale) della LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH); Haydee Longo, avvocato e disability manager; Roberto Vitali, co-fondatore e attuale amministratore delegato di Village for all (V4A®).
Le conclusioni saranno affidate a Vincenzo Falabella, Anna Benedetti Tescari e Salvatore Nocera, presidente del Comitato dei Garanti della FISH. (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: ufficiostampa@fishonlus.it.

Le parole di Bruno Tescari in «Superando.it»
«Da troppi anni viviamo in piena crisi dei Diritti Umani, per noi, per tutti gli emarginati. Sono i Diritti a dover indirizzare l’economia e non già il contrario».
28 settembre 2009 (“Da troppi anni viviamo in piena crisi dei diritti umani”)

«L’immagine che la società italiana ha della persona con disabilità è sempre “dolente”, “impacciata”, “malinconica”, “bisognosa di caritatevole aiuto”. E ciò grazie proprio ai media, che rimandano tale immagine degna di tempi antichi, senza dare un’occhiata a ciò che l’associazionismo italiano ha prodotto in termini politici e, in particolare, legislativi. I media, ad esempio, ignorano il percorso compiuto da noi, ex “handicappati, invalidi, diversamente abili, utenza ampliata”: sino alla fine degli anni Settanta, infatti, si era soliti vederci in strada a tendere la mano per chiedere l’elemosina; poi, invece, ci hanno visti dietro un tavolino a tendere la mano per porgere una penna con cui firmare una proposta di legge, un referendum, una petizione. Insomma, da questuanti siamo divenuti “legislatori del nostro destino”. I media parlano di noi quando qualcuno ci lega al termosifone o ci ammazza; tacciono invece quando interveniamo con proposte serie e fattibili ad ogni Finanziaria, quando elaboriamo leggi che in Parlamento sono numerate come 13/89 sulle barriere architettoniche, 104/92, 162/98, 68/99, 328/00 e decine di altre, sino alla recente Convenzione ONU sui Diritti delle persone con Disabilità. E questa cecità dei media ci imprigiona ancor di più della catena al termosifone, ci rende ignoti nella nostra effettiva dimensione moderna di “persone”, appunto, e non già di “handicappati”».
11 gennaio 2010 (“Da questuanti a legislatori del nostro destino”)

«Anziché far  vivere il diritto al sesso, si adoperano sotterfugi: si porta il disabile da prostitute o queste ultime alla sua casa, si organizza una rete di prostitute/i specializzate/i (come in Danimarca, Olanda, Svezia) o si allevia la tensione sessuale del figlio/a tramite la masturbazione o, addirittura, con il rapporto incestuoso. E lo si fa di nascosto, come “cosa proibita e indecente”, colpevolizzando in tal modo anche il/la disabile, facendo vivere il sesso come “cosa sporca” e certamente non gioiosa. Invece, occorre parlarne con maggiore serenità e coraggio, liberando dall’“ergastolo” e dalla tortura cui queste persone vengono “condannate”, non a causa del loro corpo bensì da una cultura sessuofobica che permea di sé la vita di quasi tutti. E bisogna farlo non solo per pretendere diritti, ma soprattutto in nome dell’essere umano che glorifica ogni pulsione positiva verso un’altra persona al di là delle limitazioni del proprio corpo: si tratta di una battaglia difficilissima e lunga, individuale e collettiva, per una più completa Libertà di tutti e di ciascuno».
18 gennaio 2010 (“Ma perché la Convenzione non parla di sesso?”)

«Ci siamo opposti con grande dignità contro la vostra incivile prepotenza. Ma non siamo felici per una vittoria che ci lascia nella nostra solita situazione di sofferenza, senza farci fare un millimetro in avanti verso l’inclusione sociale. La battaglia da noi combattuta il 7 luglio con enorme coraggio sociale, tramite la grande manifestazione nazionale di FISH e FAND a Roma, è la prima tappa di un nuovo rilancio su obiettivi strategici: innanzitutto la determinazone e l’approvazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e del nuovo Nomenclatore Tariffario. E non saranno questi i soli obiettivi, ma menzionarli farà comprendere quale sarà il terreno sul quale questa volta a lanciare la “sfida” saremo noi».
9 luglio 2010 (“Caro Senatore, quell’atto era proprio indecente!”)

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