Ucraina: l’appello dell’Associazione Europea sulla sindrome di Down

«Ricordiamo urgentemente agli Stati le loro responsabilità per garantire in Ucraina la protezione e la sicurezza delle persone con sindrome di Down e di tutte le persone con disabilità, oltreché di tutti coloro che sono maggiormente a rischio»: è l’appello lanciato dall’EDSA, l’Associazione Europea sulla Sindrome di Down, rappresentata nel nostro Paese dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), appello pienamente in linea con quello diffuso nei giorni scorsi dal Forum Europeo sulla Disabilità e ripreso anche dal nostro giornale

Zack Gottsagen

Zack Gottsagen, attore americano con sindrome di Down

«In qualsiasi situazione di crisi o di conflitto, le persone con la sindrome di Down e altre disabilità affrontano un rischio sproporzionato di abbandono, violenza, morte e mancanza di accesso alla sicurezza, al soccorso e al sostegno per il recupero. Le donne con disabilità, inoltre, sono a maggior rischio di violenza sessuale e i bambini con disabilità sono più esposti ad abusi e trascuratezza. E ancora, le informazioni cruciali sulla sicurezza e l’evacuazione sono spesso inaccessibili, così come sono raramente accessibili gli stessi centri di evacuazione, il che significa che le persone con la sindrome di Down e altre disabilità sono troppo spesso lasciate indietro»: è pienamente in linea con quella diffusa nei giorni scorsi dal Forum Europeo sulla Disabilità e da noi ripresa su queste pagine, la lettera aperta inviata dall’EDSA, l’Associazione Europea sulla Sindrome di Down, alle Istituzioni Europee, ai Capi di Stato delle varie nazioni, a quelli della Russia e dell’Ucraina, oltreché alla NATO, in cui si chiede «protezione e sicurezza per le persone con sindrome di Down e altre disabilità in Ucraina, rispettando la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che nell’articolo 11 (Situazioni di rischio ed emergenze umanitarie) fa riferimento alle situazioni di rischio e alle emergenze umanitarie, oltreché la Risoluzione n. 2475-2019 approvata tre anni fa all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU, nonché il diritto internazionale umanitario e i princìpi umanitari».

«Di fronte a informazioni che ci parlano di una situazione spaventosa per le persone con disabilità in Ucraina [circa 2 milioni e 700.000 persone, N.d.R.] – scrivono dall’EDSA -, rivolgiamo una serie di specifiche richieste ai leader politici e a tutti gli attori umanitari che si occupano di questa crisi, per garantire protezione e sicurezza alle persone con la sindrome di Down e altre disabilità: 1. Pieno accesso a tutti gli aiuti umanitari; 2. Protezione dalla violenza, dagli abusi e dai maltrattamenti; 3. Informazioni accessibili sui protocolli di sicurezza e assistenza, sulle procedure di evacuazione e sul supporto; 4. Pieno accesso ai servizi di base, compresi acqua e servizi igienici, sostegno sociale, istruzione, assistenza sanitaria, trasporti e informazioni; 5. Attenzione e considerazione, soprattutto per chi vive in strutture istituzionali; 6. Pieno coinvolgimento in tutte le azioni umanitarie, attraverso le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie».

«Oltre alle persone con sindrome di Down – concludono dall’EDSA, organizzazione che in Italia è rappresentata dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) -, bisogna prestare particolare attenzione a coloro che sono più a rischio, tra cui donne, bambini, persone cieche e sordocieche, persone con disabilità psicosociali e intellettuali, e persone con elevate esigenze di sostegno. Oggi siamo testimoni di un conflitto su vasta scala sul suolo europeo e di fronte all’escalation della situazione in Ucraina, ricordiamo urgentemente agli Stati le loro responsabilità per garantire la protezione e la sicurezza di tutti. A tal proposito continueremo a monitorare la situazione, rimanendo in contatto con i nostri membri nelle Regioni colpite». (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: ufficiostampaaipd@gmail.com.

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