Opere a mosaico vicine allo spirito visionario di Antonio Ligabue

Già apprezzata a Pordenone e a Udine, verrà inaugurata domani, 4 marzo, a Trieste, e sarà visitabile fino al 20 marzo, la mostra dedicata ad Antonio Ligabue, realizzata dalle persone con autismo adulte che operano presso l’Officina dell’Arte della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone. Si tratta di un’esposizione che, ponendo l’accento anche sull’uso dei materiali, – tradizionali e di riciclo, talora messi insieme – intende avvicinare le opere presenti allo spirito visionario di Ligabue

Officina dell'Arte, per Ligabue, Trieste, marzo 2022

Una delle opere musive realizzate con materiali vari dalle persone adulte con autismo dell’Officina dell’Arte di Pordenone, che compongono la mostra di Trieste

Già apprezzata a Pordenone e a Udine, verrà inaugurata domani, venerdì 4 marzo a Trieste (Sala Veruda di Palazzo Costanzi, ore 18), e sarà visitabile fino al 20 marzo, la mostra dedicata ad Antonio Ligabue, realizzata dalle persone con autismo adulte che operano presso l’Officina dell’Arte della Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone. L’iniziativa si è avvalsa della fattiva collaborazione da parte dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste e di quella dell’Associazione Noi Uniti per l’Autismo di Pordenone.

Dopo le tante mostre-omaggio realizzate in questi anni presso l’Officina dell’Arte (tra le altre quelle dedicate a Klimt, De Lempicka, Gauguin, Warhol, Modigiliani, Picasso, Van Gogh, Botero, Depero e Guttuso), «riteniamo anche questa particolarmente interessante – sottolineano dalla Fondazione Bambini e Autismo – perché Antonio Ligabue ebbe una storia tormentata che, partendo dal contesto contadino in cui visse la maggior parte della sua vita, seppe trasformare animali e paesaggi del suo quotidiano in maniera visionaria, creando a volte luoghi esotici e suggestivi. Con sollecitazioni casuali, come forse l’immagine in un giornale, in una cartolina o ancora una proiezione cinematografica o uno spettacolo circense, Ligabue, grazie alla sua memoria visiva, seppe creare opere di una “potenza” straordinaria».

«Partendo dunque dalle suggestioni di alcune delle opere di Ligabue – proseguono dalla Fondazione di Pordenone – l’Officina dell’Arte ha creato una mostra di mosaici che potesse rappresentare l’artista, ponendo l’accento anche sull’uso dei materiali. E quindi alcune opere sono state confezionate con materiali tradizionali: tessere in pasta di vetro, murrine, pietre, vetri colorati ecc., altre, invece, con materiali meno consueti come quelli di riciclo: scarti di legno, materiale elettrico di scarto, tappi di plastica, pezzi di stoffa ecc. Altre ancora, infine, hanno visto la commistione tra materiali tradizionali e di scarto. L’uso del materiale di riciclo è stata una scelta che intendeva in questo omaggio avvicinare le opere musive allo spirito visionario di Ligabue. Se questi, infatti, era in grado di trasformare attraverso la sua innata capacità pittorica un gatto in una tigre e i paesaggi di Gualtieri, il paese dell’Emilia dove ha abitato da adulto dopo essere stato espulso dalla Svizzera, in un’immaginaria giungla popolata da bestie feroci sempre in procinto di ”attaccare”, così gli speciali mosaicisti che frequentano la nostra Officina dell’Arte hanno creato opere musive con materiale “a perdere”, trasformando questa materia di scarto in componente fondamentale per la composizione delle opere». (S.B.)

La mostra di Trieste potrà essere visitata (con Green Pass rafforzato) tutti i giorni dal 5 al 20 marzo (/ore 10-13 e 17-20). Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: relazioniesterne@bambinieautisamo.org.

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