Un coordinamento per accogliere chi arriverà dall’Ucraina (con e senza disabilità)

Un Gruppo di Coordinamento interno al Consiglio Nazionale del Terzo Settore, che insieme ai Ministeri preposti e al Comitato Operativo Nazionale della Protezione Civile, organizzerà gli aiuti alle popolazioni civili dell’Ucraina, gestendo i flussi di coloro che giungeranno in Italia. E ad occuparsi prioritariamente delle esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie sarà la Federazione FISH, rappresentata in tale organismo a fianco del Forum Nazionale del Terzo Settore, della CNESC (Consulta Nazionale Enti Servizio Civile) e dell’AOI (Associazione ONG Italiane)

Bimbo con disabilità ucraino

Si calcola siano circa 2 milioni e 700.000 le persone con disabilità che vivono in Ucraina, con circa 110.000 bambini e bambine chiusi in strutture istituzionali, alcune delle quali già attinte da missili russi

Un Gruppo di Coordinamento interno al Consiglio Nazionale del Terzo Settore, che insieme ai Ministeri preposti e al Comitato Operativo Nazionale della Protezione Civile, organizzerà gli aiuti alle popolazioni civili dell’Ucraina, gestendo i flussi di coloro che giungeranno in Italia. E ad occuparsi prioritariamente della situazione e delle esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie sarà la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), rappresentata in tale organismo a fianco del Forum Nazionale del Terzo Settore, dell’Area Impresa Sociale del Forum stesso, della CNESC (Consulta Nazionale Enti Servizio Civile) e dell’AOI (Associazione ONG Italiane): è questo il frutto di un incontro di questi giorni tra il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando, la Protezione Civile rappresentata dal responsabile Fabrizio Curcio con il Consiglio Nazionale del Terzo Settore.

Come avevamo del resto segnalato anche su queste pagine, sin dalle prime fasi dell’aggressione dell’Ucraina da parte dalla Russia, la FISH aveva informato di volersi attivare per fare la propria parte, impegnandosi da un lato per la pace, dall’altro per evitare ogni ulteriore sofferenza alle persone più fragili, tra cui centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini con disabilità. Un impegno concretizzatosi anche chiedendo alle Istituzioni di dedicare priorità ai corridoi umanitari per le persone con disabilità dell’Ucraina e per le loro famiglie, a partire dai minori e dalle donne con disabilità grave.
Ora dunque, dopo la costituzione del citato Gruppo di Coordinamento, la Federazione sta già lavorando al proprio interno per definire ogni atto necessario da svolgere, rispetto agli aiuti da far giungere alle persone dell’Ucraina, nonché l’accoglienza per coloro che stanno arrivando in Italia, accoglienza che per altro è già un fatto concreto da parte di alcune organizzazioni componenti la rete associativa FISH, nei confronti di altrettante famiglie con bambini e bambine con disabilità.

«Sono circa 2 milioni e 700.000 – ha ricordato il presidente della FISH Vincenzo Falabella – le persone con disabilità che vivono in Ucraina, con circa 110.000 bambini e bambine chiusi in strutture istituzionali, alcune delle quali già attinte da missili russi. Continuiamo dunque a lavorare con i Ministeri preposti, con la Protezione Civile e con tutta la nostra rete associativa affinché molte di queste persone possano raggiungere il nostro Paese». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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