“Ho un piccione sulla testa?”: ironia che parla di autodeterminazione

«Che hai da fissarmi? Ho un piccione in testa? Ah no, capisco. Stai pensando: “Poverino, ha un handicap”. Però, che occhio. Visto che ti ho colpito, facciamo colpo insieme. Diciamo forte e chiaro che, come tutti, ho il diritto non solo di esistere, ma di scegliere e vivere come dico io»: è la chiave ironica dello spot che da domani, 10 marzo – quando vi sarà anche un incontro online di presentazione -, andrà in onda su alcune radio lombarde. Con esso la Federazione LEDHA rilancerà la campagna “Voglio vivere come dico io”, sul diritto alla vita indipendente di tutte le persone con disabilità

Uomo con piccione sulla testa«Dico a te! Che hai da fissarmi? Ho un piccione in testa? Ah no, capisco. Stai pensando: “Poverino, ha un handicap”. Però, che occhio. Visto che ti ho colpito, facciamo colpo insieme. Diciamo forte e chiaro che, come tutti, ho il diritto non solo di esistere, ma di scegliere e vivere come dico io. Prendi il megafono… andiamo!»: è sostanzialmente questo lo spot che a partire da domani, 10 marzo, e per trenta giorni, andrà in onda su alcune delle principali emittenti radiofoniche lombarde (Radio Lombardia, Radio Marconi e Radio Popolare), con il quale la Federazione LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità, componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) rilancerà la campagna denominata Voglio vivere come dico io (se ne legga la presentazione a suo tempo da noi pubblicata), centrata sul diritto alla vita indipendente di tutte le persone con disabilità.

«Questo spot – spiegano dalla LEDHA – caratterizza in chiave ironica e paradossale una situazione molto frequente nella vita di molte persone con disabilità, troppo spesso “viste” solo per il loro “handicap”, cioè per la loro compromissione: una visione che inevitabilmente porta con sé anche l’idea secondo cui le persone con disabilità (in particolare intellettiva) non abbiano desideri e bisogni personali. E che, di conseguenza, debbano accontentarsi di assistenza e protezione, di prospettive che altri hanno immaginato e deciso per loro».
«Ancora troppo spesso – aggiungono dalla Federazione lombarda – in molti evitano di rivolgersi direttamente alle persone con disabilità per chiedere cosa vogliano. Si dà per scontato che siano familiari, accompagnatori ed educatori a deciderne le attività, le iniziative o le scelte migliori, sia che si parli di come trascorrere un sabato pomeriggio, sia di svolgere un’attività più impegnativa. Fino alla scelta di dove e con chi vivere, che ancora, troppo spesso, viene presa da altri. Soprattutto quando si parla di servizi residenziali».
A tal proposito, dunque, la LEDHA intende contribuire a una riflessione collettiva sul diritto all’autodeterminazione per tutte le persone con disabilità, a prescindere dal bisogno di sostegno e dalla tipologia di compromissione. Un diritto che attraversa tutti gli àmbiti della vita di una persona, dagli aspetti più semplici, riguardanti la vita quotidiana, a quelli più complessi e che per essere realizzati richiedono tempo, impiego di risorse (anche economiche), visione e capacità progettuale. In altre parole: il diritto a vivere una vita indipendente.

Come detto inizialmente, si tratta di messaggi e riflessioni inserite all’interno della campagna Voglio vivere come dico io, lanciata alla fine del 2020, per supportare il Progetto di Legge Regionale denominato Politiche di welfare sociale regionale per il riconoscimento del diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale di tutte le persone con disabilità (se ne legga ampiamente anche sulle nostre pagine), presentato dalla LEDHA al proprio Consiglio Regionale, con l’obiettivo di garantire questo diritto a tutte le persone con disabilità, in modo particolare a chi ha bisogno di maggior sostegno e a coloro che fanno maggior fatica a esprimere le proprie preferenze e a vederle riconosciute.

Nel pomeriggio di domani, 10 marzo (ore 15), è in programma un incontro online dedicato alla campagna, cui parteciperanno Alessandra Locatelli, assessora regionale della Lombardia alla Famiglia, alla Solidarietà Sociale, alla Disabilità e alle Pari Opportunità; Alessandro Manfredi ed Enrico Mantegazza, rispettivamente presidente e vicepresidente della LEDHA; Claudio Arrigoni, giornalista. A presentare la campagna saranno Ilaria Sesana, responsabile della comunicazione per la LEDHA e Veronica Strocchia dell’Agenzia Goodpoint.

Da ricordare in conclusione che durante tutto il mese di messa in onda dello spot radiofonico, la LEDHA pubblicherà una pagina dedicata nel proprio sito web, diffondendo in parallelo, attraverso i propri canali social, storie e contenuti volti a dare ulteriore visibilità ai messaggi della campagna. Sono inoltre in programma due seminari di approfondimento, sui temi Raccontare la disabilità, il ruolo dei media (24 marzo) e Per tutte le persone con disabilità (5 aprile), dedicato, quest’ultimo, all’universalità del diritto alla vita indipendente. (S.B.)

Il webinar di domani, 10 marzo, potrà essere seguito in diretta streaming tramite la pagina Facebook e il canale YouTube della LEDHA. Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: ufficiostampa@ledha.it.

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