“Sensuability” continua a scardinare i tabù e a superare i pregiudizi

Le tavole a fumetto di Simona Barone e di Giulia Filippi si sono classificate al primo e al secondo posto di “Sensuability, ti ha detto niente la mamma?”, quarta edizione della mostra-concorso di fumetti e illustrazioni organizzata dall’Associazione NessunoTocchiMario, nell’àmbito dell’ampio progetto di comunicazione “Sensuability”, voluto per approfondire il legame tra sessualità e disabilità, cercando di scardinare tanti tabù e di superare altrettanti pregiudizi

4° "Sensuability, ti ha detto niente la mamma?", 2022, vincitrice Simona Barone

La realizzazione di Simona Barone che ha vinto la quarta edizione della mostra-concorso “Sensuability, ti ha detto niente la mamma?”

Come avevamo segnalato sulle nostre pagine, è arrivata a conclusione la quarta edizione dell’ormai tradizionale mostra-concorso di fumetti e illustrazioni denominata Sensuability, ti ha detto niente la mamma?, organizzata dall’Associazione NessunoTocchiMario, nell’àmbito di un ampio progetto di comunicazione, di cui ci siamo già più volte occupati occupati, voluto per approfondire il legame tra sessualità e disabilità. A riferire degli esiti dell’iniziativa è Anna Maria Gioria.

Due tavole a fumetto, una di Simona Barone raffigurante una donna che vola mentre sta sorseggiando una bibita energetica famosa, l’altra di Giulia Filippi, rappresentante la bottiglia di un importante marchio di vodka e il segno grafico del grande artista Keith Haring, si sono classificate rispettivamente al primo e al secondo posto della mostra-concorso Sensuability, ti ha detto niente la mamma?, esposta fino ad oggi, 14 marzo, alla Casa del Cinema di Roma.

Si è trattato della quarta edizione dell’iniziativa, che come le precedenti ha fatto parte del progetto Sensuability, realizzato dall’Associazione di Promozione Sociale NessunoTocchiMario. Sessualità e disabilità ne sono le parole chiave, un binomio apparentemente antitetico, ma che nella realtà assume un grande valore, cercando di scardinare tabù e superare i pregiudizi. Fin dai suoi esordi, nel 2016, Sensuability ha affrontato infatti l’argomento sesso e disabilità con ironia e leggerezza, pur rispettandone la grande serietà ed evidenziando come la disabilità nell’esperienza sessuale accomuni tutti durante “la prima volta”, a prescindere dai corpi belli e perfetti.
«Il progetto è nato dalla volontà di raccontare la disabilità oltre gli stereotipi – afferma Armanda Salvucci, presidente di NessunoTocchiMario e ideatrice di Sensuability [ne segnaliamo anche un’ampia intervista pubblicata a suo tempo dal nostro giornale, N.d.R.]. Infatti, pregiudizio, pietismo e buonismo sono troppo spesso realtà con le quali ci ritroviamo a convivere e che riflettono immagini false: il disabile come “eterno bambino”, una persona da compatire e in certi casi da assecondare, proprio come si fa con i più piccoli».

Alla mostra concorso di quest’anno Sensuability & Comics hanno partecipato oltre 150 tavole realizzate da giovani artisti cui è stato chiesto di esprimere la loro idea di disabilità e sessualità attraverso i linguaggi del fumetto, del cinema e della pittura. Forme espressive che hanno lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul binomio “sessualità-disabilità”, contribuendo a creare un immaginario erotico che descrive corpi non perfetti, ma estremamente sensuali, e un linguaggio che superi l’idea della persona con disabilità come vittima o supereroe.

«Sensuability, ti ha detto niente la mamma? – prosegue Salvucci – mostra di fumetti giunta alla quarta edizione, sfida ogni anno gli artisti emergenti a misurarsi con il binomio sessualità-disabilità e quadri famosi, classici del cinema, pubblicità che hanno fatto la storia del marketing».
E del resto il confrontarsi con tematiche come disabilità e sessualità è sempre un grande stimolo per i giovani artisti, ciò che non va sottovalutato. Dall’altra parte, però, esistono degli stereotipi che riguardano la disabilità legati alla sedia a rotelle, alle amputazioni e al corpo delle donne con disabilità che vanno superati.

La giuria era composta dagli illustratori Josephine Yole Signorelli, presidente di FumettiBrutti, Fabio Magnasciutti, Federica Giglio e Samantha Giuliani, consigliera dell’ADCI (Art Directors Club Italiano).
I lavori premiati sono stati valutati in base alla votazione raggiunta dalla somma dei punteggi ricevuti a partire da tre criteri, la pertinenza, la tecnica e l’ironia.
Il primo premio è consistito in una borsa di studio a copertura totale per la partecipazione al Corso di Satira tenuto da Fabio Magnasciutti presso l’Officina B5 di Roma ed è stato assegnato, come detto, a Simona Barone. Il secondo, una tavola grafica Wacom One Creative con software inclusi (display 13.3 full HD, con penna) è stato vinto da Giulia Filippi. Diletta Indivieri, infine, si è classificata al terzo premio, vincendo un ingresso per due persone al Comicon di Napoli che si terrà nel prossimo mese di aprile.

«La partecipazione di quest’anno – conclude Salvucci – ci ha sorpreso ed emozionato. È un riconoscimento per il lavoro svolto fin qui e anche il segno di una nuova sensibilità verso i temi su cui lavoriamo ogni giorno».

Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “Disabilità e Sesso: un ‘incontro’ con il tratto dei fumetti”). Viene qui ripreso – con alcuni riadattamenti al diverso contenitore – per gentile concessione.

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