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Peter Dinklage, che nella parte di Cyrano sembra un gigante

Peter Dinklage nel film "Cyrano"

Peter Dinklage in una scena del film “Cyrano” di Joe Wright

Sono tra coloro che ha visto più volte il Cyrano al teatro e al cinema. Una delle storie più profonde, quella scritta da Edmond Rostand, sulla bellezza dell’amore, dell’amicizia, della generosità. Mi ricordo da ragazzo l’interpretazione di Pino Micol, mattatore di una fortunata tournée negli Anni Settanta, sul palco del Teatro Stabile di Catania, la mia città.
Quel naso strano, lungo ma deforme, che impedisce a Cyrano di presentarsi alla bellissima Roxanne di cui è innamorato, diventava la metafora delle nostre timidezze, paure, goffaggini in tema amoroso. Ora mi sono goduto il bel film Cyrano di Joe Wright che vede il bravo Peter Dinklage nella parte del protagonista.

Dinklage è una persona con acondroplasia, è alto 1, 35: la differenza e lo svantaggio di Cyrano, straordinario spadaccino con un raro animo poetico, si spostano dunque da un naso posticcio che gli attori si tolgono in camerino alla fine dello spettacolo, al nanismo. Una caratteristica mai dichiarata nel film, eppure fondamentale ancora una volta per il motore della vicenda.
Dinklage è da una decina d’anni un attore affermato, dopo il successo nel ruolo del Folletto nella fortunata serie tv Il trono di spade, grazie al quale vinse sia un Emmy (l’Oscar della TV), sia un Golden Globe come attore non protagonista in una serie drammatica. Ma nel seguito della sua carriera si è battuto perché gli offrissero ruoli che non fossero schiacciati dalla caratteristica fisica. È recente la sua polemica con la Disney che presto uscirà con un remake di Biancaneve. La sua accusa preventiva («Questa favola ha una concezione arretrata sui nani») ha indotto la major a rivedere in maniera più fantasiosa, come creature mitiche, i piccoli personaggi.
Cyrano è per altro un personaggio che Dinklage incarna da tempo nell’omonimo musical scritto dalla moglie Erica Schmidt, autrice della sceneggiatura di questo film che mantiene la sua natura musicale.

In un’intervista rilasciata a Stefania Ulivi su «La Lettura del Corriere della Sera», il regista Wright, per altro, parla di disabilità anche per gli altri due protagonisti “belli”: Roxanna, che lotta per uscire dalla “gabbia” del suo angelico aspetto fisico; e il cadetto Christian, prestante e tutto d’un pezzo, incapace di esprimere con le parole le sfumature dei sentimenti. Insomma, il film, girato nei suggestivi scenari siciliani di Noto e dell’Etna, diventa un corretto manifesto del “nessuno è perfetto”.
Eppure resta un potente veicolo per lottare contro lo stigma nei confronti delle persone piccole. Ne aveva già parlato qualche anno fa Giulia Polito in InVisibili, il blog del «Corriere della Sera.it», in occasione di un convegno che si tenne sui nani nel mondo dell’arte.
Storicamente i nani ebbero un ruolo come villani, buffoni di corte, personaggi da fiaba, creature un po’ misteriose: una discriminazione forse meno pesante di quelle sofferte da altre tipologie, ma pur sempre una discriminazione. Il punto, come ha sottolineato più volte Marco Sessa, presidente dell’AISAC, l’Associazione per l’Informazione e lo Studio dell’Acondroplasia, che si occupa dal punto di vista normativo, sociale e medico delle persone con acondroplasia (si stima siano circa 4.000 in Italia) e i loro familiari, «è far uscire le persone nane dalla loro straordinarietà, inserirle in un mondo di normalità e semplicità».
Il problema dell’immagine comunque resta e induce alcuni a sottoporsi a dolorose operazioni che si programmano per lunghi anni, pur di conquistare centimetri in altezza. Non ci permettiamo di discutere questa scelta, ma certo le parole di Dinklage testimoniano un altro atteggiamento: «Non cambierei la mia vita per 15 centimetri in più». E di certo a noi spettatori sembra un gigante.

Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “Cyrano al cinema e l’altezza morale di Dinklage”). Viene qui ripreso, con minimi riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.