L’Unione Europea agisca per gli ucraini con disabilità che fuggono e che restano

Discutere, a livello di Istituzioni continentali, sulle azioni dell’Unione Europea a sostegno dei bambini e degli adulti con disabilità nella guerra in Ucraina, con una risposta coordinata e inclusiva all’afflusso di rifugiati con disabilità e con aiuti umanitari per la sicurezza e la protezione di coloro che restano nel Paese: lo hanno chiesto l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, e la NADP, l’Assemblea Nazionale delle Persone con Disabilità dell’Ucraina, in una lettera inviata a Helena Dalli, commissaria europea per l’Uguaglianza

Donna con disabilità in fuga dall'Ucraina (©REUTERS/Stoyan Nenov/File Photo)

Una donna con disabilità in fuga dall’Ucraina (©REUTERS/Stoyan Nenov/File Photo)

Già nelle scorse settimane, come avevamo riferito sulle nostre pagine, l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, aveva diffuso una drammatica lettera-appello proveniente dalla NADP, l’Assemblea Nazionale delle Persone con Disabilità dell’Ucraina, rivolta a tutti e in particolare alle organizzazioni di persone con disabilità di ogni Stato europeo. Ora, seguendo costantemente gli sviluppi di quanto sta accadendo in Ucraina, il Forum ha inviato insieme alla NAPD una lettera a Helena Dalli, commissaria europea per l’Uguaglianza, centrata in particolare sulla situazione delle persone con disabilità in fuga dal proprio Paese, per cercare rifugio negli Stati vicini.

In tale messaggio, EDF e NADP hanno chiesto a Dalli di discutere, a livello di Istituzioni Europee, sulle azioni dell’Unione a sostegno dei bambini e degli adulti con disabilità nella guerra in Ucraina, su una risposta coordinata e inclusiva all’afflusso di rifugiati con disabilità, nonché ad aiuti umanitari per la sicurezza e la protezione delle persone ucraine con disabilità che restano nel loro Paese.

«Ci sono 2 milioni e 700.000 persone con disabilità registrate in Ucraina – si legge nella lettera – e la loro situazione è terribile. Basti pensare all’inaccessibilità dei rifugi di Kiev, ciò che costringe le persone con disabilità a rimanere in casa, non sapendo dove andare per essere al sicuro. Per non parlare di chi vive negli istituti e già da prima era tagliato fuori dalla propria comunità, con il rischio, ora, di essere letteralmente abbandonati e dimenticati».
«Inoltre – proseguono EDF e NADP – non è al momento noto il numero esatto di persone che arrivano nei Paesi vicini, ma fino al 16 marzo scorso, ad esempio, il Governo polacco affermava che almeno 150.000 di coloro che erano arrivati nel proprio Paese erano persone con disabilità. A tal proposito, ci sono prove evidenti che i centri di accoglienza ai valichi di frontiera siano inaccessibili, che le persone con disabilità siano “invisibili” e che quindi le loro necessità non siano né identificate né soddisfatte».

In ogni caso continuerà incessantemente la stretta collaborazione tra EDF e l’Assemblea Nazionale delle Persone con Disabilità dell’Ucraina, insieme a tutti i membri e partner del Forum, per il coordinamento dell’assistenza e dei sostegni, grazie anche alle risorse economiche provenienti da organizzazioni e singoli donatori. (S.B.)

Nella colonnina a destra del nostro articolo intitolato Vivere con una Malattia Rara sotto i bombardamenti (a questo link) è presente l’elenco dei contributi da noi dedicati in queste settimane alla guerra in Ucraina e alla situazione delle persone con disabilità.

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