Diritto di voto e disabilità: importante passo avanti del Parlamento Europeo

Va accolta con favore, ed è quanto ha fatto anche il Forum Europeo sulla Disabilità, la Risoluzione adottata dalla Commissione Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, riguardante una nuova Legge Elettorale dell’Unione Europea, che garantirebbe il diritto di voto a tutte le persone con disabilità, indipendentemente dalla loro capacità giuridica, obbligando anche gli Stati a migliorare l’accessibilità delle consultazioni elettorali. Una volta adottato, il testo sarà poi presentato al Consiglio d’ Europa, poiché la decisione finale dovrà essere presa dagli Stati Membri dell’Unione

Persone con disabilità al voto

Persone con disabilità al voto

Va decisamente accolta con grande favore, dal punto di vista dei diritti civili e politici, la Risoluzione adottata il 29 marzo scorso dalla Commissione per gli Affari Costituzionali del Parlamento Europeo, che include una proposta riguardante una nuova Legge Elettorale dell’Unione Europea, ciò che porterebbe a compiere un grande passo avanti per le persone con disabilità nell’Unione, perché il testo garantirebbe a tutti loro il diritto di voto, indipendentemente dalla loro capacità giuridica, stabilendo inoltre l’obbligo per gli Stati Membri di migliorare l’accessibilità delle consultazioni elettorali.
Una volta adottata dal Parlamento Europeo nel prossimo mese di maggio, la Risoluzione sarà poi presentata al Consiglio d’Europa, poiché la decisione finale dovrà essere presa dai vari Stati Membri dell’Unione.

Tema più volte affrontato anche dal nostro giornale (si legga l’elenco dei vari contributi da noi pubblicati nella colonnina a destra dell’articolo Molti scelgono di non votare, molti altri non possono proprio farlo), quello del diritto del voto delle persone con disabilità deve necessariamente riferirsi al fatto che attualmente sono ben quattordici i Paesi dell’Unione Europea in cui una serie di persone con disabilità, in particolare con disabilità intellettive e psicosociali, sono private del diritto di voto. Solo otto Stati, inoltre, consentono a tutte le persone con disabilità senza distinzione alcuna di candidarsi alle cariche. E ancora, vi sono milioni di persone con disabilità che non partecipano alle elezioni perché non sono accessibili, non consentendo loro di votare in modo autonomo e segreto. In due Stati, infine, non possono scegliere liberamente una persona di fiducia che li assista nel voto.

Ora l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, prende atto con soddisfazione che il testo approvato ieri dal Parlamento Europeo comprenda la maggior parte delle proprie proposte in tale materia e ne cita a tal proposito alcuni passaggi, ove ad esempio si scrive che «ogni cittadino dell’Unione Europea, comprese le persone con disabilità e indipendentemente dalla loro capacità giuridica, ha diritto di voto alle elezioni del Parlamento Europeo». E anche «l’obbligo per tutti gli Stati Membri dell’Unione di garantire che le persone che vivono in contesti residenziali chiusi possano esercitare il loro diritto di voto».
Per quanto riguarda invece l’accessibilità, l’EDF segnala l’articolo che prevede le seguenti disposizioni: «Gli Stati Membri dell’Unione Europeo garantiscono che tutti i cittadini, comprese le persone con disabilità, abbiano uguale accesso ai materiali pertinenti, alle strutture elettorali e ai seggi elettorali; sulla base dei sistemi di voto nazionali, gli Stati Membri devono mettere in atto disposizioni adeguate, allo scopo di facilitare l’esercizio del diritto di voto da parte delle persone con disabilità in modo indipendente e segreto; gli Stati Membri devono far sì che le persone con disabilità ricevano, su loro richiesta, assistenza al voto da una persona di loro scelta».
Altri due passaggi, infine, fissano obblighi di accessibilità sia rispetto al voto per corrispondenza che alle stesse campagne elettorali.
Unico evidente “tallone d’Achille” del testo approvato è quello riguardante il diritto alla candidatura, che non viene esplicitamente garantito indipendentemente dallo status di capacità giuridica. «Purtroppo questo fatto – secondo l’EDF – continuerà a impedire alle persone con disabilità intellettive e psicosociali di candidarsi alle elezioni nella maggior parte dei paesi dell’Unione».

«Con questa iniziativa – commenta in ogni caso Yannis Vardakastanis, presidente dell’EDF -, il Parlamento Europeo testimonia il proprio impegno in favore di una democrazia continentale più forte e inclusiva. Da parte nostra continueremo a lavorare con i nostri membri europei e nazionali, per trasformare in realtà questa nuova proposta di Legge Elettorale e per garantire che più di 100 milioni di persone con disabilità godano degli stessi diritti politici di qualsiasi altro cittadino, compresi quelli al voto e all’eleggibilità».
«Avere una nuova Legge Elettorale dell’Unione Europea in linea con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – aggiunge inoltre il Presidente dell’EDF – avrà inevitabilmente un effetto positivo anche sulle elezioni nazionali, regionali e locali». (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: Alejandro Moledo (alejandro.moledo@edf-feph.org); Vanessa James (vanessa.james@edf-feph.org).

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