Violenza sulle donne con disabilità: le adesioni alla campagna “Dateci i dati!”

Appena una settimana fa il Centro toscano Informare un’H aveva lanciato la campagna “Dateci i dati!”, per sensibilizzare sulla necessità di avere dati statistici certi sulla violenza contro le donne con disabilità, chiedendo in particolare alcune integrazioni a una Proposta di Legge in discussione alla Camera, riguardante “Disposizioni in materia di statistiche in tema di violenza di genere”. Ebbene, dopo quelle dell’Associazione UILDM e della Federazione FISH, sono già numerose le adesioni di altre Associazioni alla campagna e altre ancora ne arriveranno certamente

Video su discriminazioni donne con disabilità del D.i.Re, luglio 2020

Un fotogramma del filmato “Violenza sulle donne. In che Stato siamo? – Donne con disabilità e discriminazioni multiple”, realizzato dall’organizzazione D.i.Re

Appena una settimana fa avevamo dato notizia della campagna di sensibilizzazione denominata Dateci i dati!, lanciata dal Centro Informare un’H di Peccioli (Pisa), per promuovere indagini statistiche sulla violenza contro le donne con disabilità. «L’iniziativa – come aveva spiegato Simona Lancioni, responsabile del Centro toscano – è finalizzata sostanzialmente a chiedere delle integrazioni alla Proposta di Legge n. 2805, avente ad oggetto le Disposizioni in materia di statistiche in tema di violenza di genere, che è stata già approvata al Senato ed è ora in dirittura d’arrivo alla Camera. Si tratta infatti di un testo di rilevanza strategica nel contrasto alla violenza di genere, perché sistematizza la raccolta dati su questo fenomeno, disponendo che l’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica e il SISTAN, il Sistema Statistico Nazionale realizzino, “con cadenza triennale, un’indagine campionaria interamente dedicata alla violenza contro le donne che produca stime anche sulla parte sommersa dei diversi tipi di violenza”. Tale provvedimento, però, pur essendo apprezzabile nelle sue finalità e nei contenuti, si configura discriminatorio sulla base della disabilità per due motivi, ovvero perché non prevede che i dati raccolti nelle indagini triennali vengano disaggregati anche per la variabile della disabilità e anche perché non prescrive che le rilevazioni previste per i centri antiviolenza e le case rifugio raccolgano informazioni sull’accessibilità di luoghi e servizi».
Per l’occasione avevamo anche riferito delle due prime importanti adesioni alla campagna, quella della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e quella della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

Ebbene, nel giro di pochi giorni, come segnala lo stesso Centro Informare un’h, le adesioni sono già diventate parecchie altre e ne arriveranno certamente altre ancora.
Al momento, quindi, hanno aderito, oltre alle citate UILDM e FISH, l’Associazione Luca Coscioni, l’Associazione Casa della Donna di Pisa, l’Associazione Diritti alla Follia, CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità), l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), l’Associazione Femminile Maschile Plurale di Ravenna e Casa delle donne, anch’essa di Ravenna.
Da segnalare anche la diffusione della campagna in DM-digital, versione digitale della rivista della UILDM, a cura di Barbara Pianca. (S.B.)

Per ogni informazione: info@informareunh.it.

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