A rischio la tenuta del non profit e il suo contributo alla coesione sociale

«Da quattro anni poniamo la necessità di mettere mano alla fiscalità. Se non si provvede subito è a rischio la tenuta del non profit e il suo contributo alla coesione sociale»: è l’allarme lanciato ancora una volta dal Forum Nazionale del Terzo Settore, durante un incontro tenutosi a Roma, la prima di una serie di iniziative tramite cui chiedere con forza al Governo e al Parlamento la rapida approvazione del nuovo dispositivo fiscale che manca per completare la Riforma del Terzo Settore. E intanto Centinaia di Enti valutano di non entrare nel Terzo Settore a causa delle norme troppo complesse

Nuvoletta del Terzo Settore con varie parole

Parlando di Terzo Settore si fa riferimento a 5 milioni di volontari, quasi 400.000 realtà no profit e quasi 900.000 dipendenti

«Da quattro anni abbiamo posto la necessità di mettere mano alla fiscalità. Se non si provvede subito è a rischio la tenuta del non profit e il suo contributo alla coesione sociale»: è questo l’allarme lanciato ancora una volta dal Forum Nazionale del Terzo Settore, durante l’incontro pubblico tenutosi nella mattinata di oggi, 6 aprile, a Roma (se ne legga anche la nostra presentazione), la prima di una serie di iniziative tramite cui chiedere con forza al Governo e al Parlamento la rapida approvazione del nuovo dispositivo fiscale che manca per completare la Riforma del Terzo Settore, ciò che ormai si attende da ben cinque anni.
«La riforma avanza lentamente – ha dichiarato a tal proposito Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum – e alle nostre sollecitazioni non abbiamo avuto adeguate risposte. Oggi, quindi, lanciamo un appello affinché la Riforma del Terzo Settore venga messa finalmente in cima all’agenda politica, perché non possiamo più aspettare. Stiamo parlando infatti di 5 milioni di volontari, di quasi 400.000 realtà no profit e di quasi 900.000 dipendenti, non di una nicchia: se vogliamo quindi che continuino a dare risposte durante le emergenze umanitarie e le crisi sociali, sanitarie ed economiche, come hanno dimostrato durante la pandemia e come stanno facendo ora per la guerra in Ucraina, è necessario che la Riforma venga portata a termine».

«Centinaia di Enti – ha aggiunto dal canto suo Roberto Speziale, coordinatore della Consulta Welfare del Forum – stanno valutando di non entrare nel Terzo Settore perché le norme sono troppo complesse: è un rischio che dobbiamo scongiurare. Al contrario dobbiamo dare al Terzo Settore italiano la dignità, il riconoscimento e il supporto normativo che merita e che consenta ad esso di continuare a svolgere bene la propria funzione».
«All’istituzione del RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore) – spiegano infatti dal Forum -, non è seguito il dispositivo fiscale, cosicché molti Enti sono indecisi se iscriversi, non conoscendo il regime fiscale cui saranno sottoposti in base alle proprie attività. Senza dimenticare che sulle Associazioni, e anche su quelle che non svolgono attività commerciale, pesa pure la spada di Damocle dell’introduzione dell’IIVA, per il momento sospesa, ma solo  per due anni».

«Siamo a un passo dal completamento della Riforma – ha concluso Marina Montaldi, componente del Tavolo Tecnico Legislativo del Forum -, ma non si riesce ad arrivare in fondo: è necessaria una norma giusta, ma anche efficace e applicabile, con una semplificazione che dia stabilità agli Enti». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@forumterzosettore.

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