Così si stanno muovendo EDF e CBM per le persone con disabilità dell’Ucraina

Una stretta collaborazione tra l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, e l’organizzazione internazionale CBM, sostanziata da un cospicuo finanziamento da parte di quest’ultima, è rivolta in queste settimane a monitorare da vicino la situazione dell’Ucraina, in particolare intensificando gli sforzi per garantire che le persone con disabilità e le loro organizzazioni di rappresentanza vengano supportate, sia per le esigenze più concrete di chi è rimasto nel Paese, sia per quelle di chi ha potuto riparare in altri Stati

Persone con e senza disabilità in fuga dall'Ucraina

Persone con e senza disabilità in fuga dall’Ucraina. La foto è stata scattata nel marzo scorso a Irpin’ nella regione di Kiev (©Mikhail Palinchak)

Una stretta collaborazione tra l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, e l’organizzazione CBM è rivolta in queste settimane a monitorare da vicino la situazione dell’Ucraina, in particolare intensificando gli sforzi per garantire che le persone con disabilità e le loro organizzazioni di rappresentanza vengano supportate, sia per le esigenze più concrete di chi è rimasto nel Paese, sia per quelle di chi ha potuto riparare in altri Stati.

Organizzazione internazionale impegnata nella prevenzione e nella cura della cecità e della disabilità evitabile nei vari Paesi, oltreché nell’inclusione delle persone con disabilità, affrontando la povertà come causa e conseguenza della disabilità, CBM ha sostanziato tale collaborazione con un finanziamento di 2 milioni e 100.000 euro, per sostenere nei prossimi dodici mesi il lavoro dell’EDF e dei membri del Forum in Ucraina e negli Stati vicini.

Tra gli obiettivi principali di questo consistente finanziamento vi sarà, come detto, il sostegno alle tante persone con disabilità, in collaborazione con le loro organizzazioni e in linea con quanto fissato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (e segnatamente con l’articolo 11 di essa, riguardante Situazioni di rischio ed emergenze umanitarie) e con i princìpi umanitari internazionali, lavorando poi sin d’ora a recuperare una situazione vivibile per quelle persone e anche per costruire a lungo termine – o forse meglio “ri-costruire” – la capacità di azione del movimento delle persone con disabilità.
A tal proposito, le organizzazioni aderenti all’EDF di Ucraina, Lettonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Polonia hanno già iniziato questo lavoro o stanno per progettarlo a breve termine, tramite attività volte innanzitutto a identificare i bisogni più immediati e urgenti, quali la creazione di rifugi di transito accessibili a Leopoli e Užhorod. Ma anche la diffusione di informazioni sull’accessibilità, tramite diversi mezzi, nei confronti delle organizzazioni che accolgono persone con disabilità e i loro familiari. E ancora, la fornitura di prodotti per l’igiene, di medicinali e di cibo, il supporto all’acquisto di ausili necessari (sedie a rotelle, stampelle, deambulatori, materassi per alleviare la pressione ecc.), la disponibilità di veicoli accessibili per il trasporto di rifugiati con disabilità.
A livello logistico, inoltre, si punta a far sì che i Governi dei vari Paesi accolgano le persone con disabilità in arrivo dall’Ucraina, bambini, bambine e adulti, fornendo loro tutti i giusti sostegni e facendo sì che esse possano soggiornare in luoghi accessibili, con cibo, supporti medici e attrezzature tecniche, ovvero con tutto ciò di cui possono aver bisogno.
Importante, infine, viene ritenuta anche un costante contatto con gli organi d’informazione, per garantire che la situazione delle persone con disabilità sia adeguatamente rappresentata.

In questa fase, l’EDF sta esplorando anche la collaborazione con i propri membri di altri Paesi, ai fini sia di una risposta immediata alle varie esigenze delle persone con disabilità in fuga dall’Ucraina, sia per rafforzare le stesse capacità delle organizzazioni a lungo termine. (S.B.)

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: ukraine@edf-feph.org.
Nella colonnina a destra del nostro articolo intitolato Vivere con una Malattia Rara sotto i bombardamenti (a questo link) è presente l’elenco dei contributi dedicati in queste settimane da «Superando.it» alla guerra in Ucraina e alla situazione delle persone con disabilità.

Stampa questo articolo