La persona al centro dei Progetti Riabilitativi Individualizzati

«Abbiamo accolto con favore – scrive Sofia Donato, portavoce del Collettivo familiari utenti ex art. 26 – quella recente Delibera della Giunta Regionale del Lazio che assegna un ruolo centrale a noi familiari e ai nostri congiunti con disabilità. Si apre ora un periodo di transizione di difficile gestione in cui ci auguriamo che la Regione continui a stare al fianco delle persone con disabilità e delle loro famiglie, proseguendo a lavorare per assicurare a tutti i cittadini pari dignità e a garantire il diritto alla salute nella sua accezione più ampia»

Rappresentazione grafica dedicata alla centralità della persona

Una rappresentazione grafica dedicata alla centralità della persona

Abbiamo accolto con favore la Delibera di Giunta Regionale (DGR) del Lazio n. 138/22, prodotta il 29 marzo scorso (Integrazioni e modifiche alla DGR n. 979 dell’11 dicembre 2020, recante modifiche ed integrazioni al Decreto del Commissario ad Acta (DCA) n. U00434/2012 relativo ai requisiti minimi autorizzativi strutturali, tecnologici e organizzativi delle strutture che erogano attività riabilitativa a persone con disabilità fisica, psichica e sensoriale), che interviene nella riorganizzazione dei centri residenziali e non (ex art. 26*) cui la Regione Lazio delega l’onere delle riabilitazioni dei nostri congiunti con disabilità grave.
In particolare abbiamo apprezzato la centralità che la Regione assegna a noi familiari e ai nostri congiunti con disabilità, cambiando quel paradigma di valutazione dei Progetti Riabilitativi Individualizzati che finalmente vedranno la persona al centro, ove è quest’ultima la destinataria dei servizi, restituendo alle ASL il loro ruolo e la loro responsabilità, perché ogni cittadino è in carico all’ASL di residenza.

Si apre ora un periodo di transizione di difficile gestione in cui ci auguriamo che la Regione Lazio continui a stare al fianco delle persone con disabilità e delle loro famiglie, dandoci ascolto affinché si prosegua a lavorare per assicurare a tutti i cittadini pari dignità e a garantire il diritto alla salute nella sua accezione più ampia in cui la malattia del singolo non rappresenti mai un motivo per chiuderne il progetto riabilitativo.

*Articolo 26 (Prestazioni di riabilitazione) della Legge 833/78 che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale.

 Ringraziamo Paola Fanzini per la collaborazione.

*Portavoce del Collettivo familiari utenti ex art. 26 (presidenzaconsultadisabilita11@gmail.com).

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