Due bandi per l’inclusione sociale delle persone con disabilità uditiva

Il Pio Istituto dei Sordi, storica istituzione educativa milanese oggi divenuta Fondazione di Erogazione, ha lanciato due nuovi bandi finalizzati a supportare attività mirate sulla disabilità uditiva, il primo dei quali (“Inclusione sociale delle persone con disabilità uditiva”) sosterrà progetti rivolti al proprio territorio, riguardanti ricerca e innovazione, educazione, formazione, inserimento lavorativo, cultura, sport e attività socio-assistenziali, mentre il secondo supporterà progetti di piccola e media entità da realizzarsi su tutto il territorio nazionale

Realizzazione grafica dedicata alla disabilità "invisibile"

Una realizzazione grafica dedicata alle cosiddette “disabilità invisibili”, come la sordità (la traduzione italiana del testo recita: «Non tutte le disabilità sono visibili»)

Il Pio Istituto dei Sordi, storica istituzione educativa milanese oggi divenuta Fondazione di Erogazione, ha pubblicato nel proprio sito due nuovi bandi finalizzati a supportare attività mirate sulla disabilità uditiva. «Le opportunità messe costantemente a nostra disposizione – spiega Daniele Donzelli, presidente del Pio Istituto dei Sordi – sono molte, tutte focalizzate sull’abbattere le barriere che incontra chi convive, a diverso titolo, con la sordità e siamo felici di valutare e accogliere idee e progetti innovativi e mirati».
Dell’inizio di quest’anno, tra l’altro, è anche la messa online di un nuovo sito web, una vetrina più moderna e intuitiva, ricca di informazioni per conoscere la storia, le attività, i progetti svolti e le opportunità per realtà associative e singoli individui coinvolti a vario titolo con la disabilità uditiva.

Il primo bando, dunque, si chiama Inclusione sociale delle persone con disabilità uditiva ed è finanziato attraverso il Fondo Sordità Milano del Pio Istituto dei Sordi, presso la Fondazione di Comunità Milano. Esso sostiene progetti che contribuiscano appunto all’inclusione sociale delle persone con disabilità uditiva e che possono riguardare uno o più tra i seguenti settori: ricerca e innovazione, educazione, formazione, inserimento lavorativo, cultura, sport, attività socio-assistenziali.
I progetti (per un valore massimo di 5.000 euro ciascuno) dovranno realizzarsi sul territorio della Fondazione, ovvero la città di Milano e i 56 Comuni delle Aree Sud Ovest, Sud Est e Adda Martesana (il termine per presentare i progetti stessi è quello del 30 giugno prossimo).

Il secondo bando, invece, mette a disposizione risorse economiche per sostenere progetti di piccola e media entità da realizzarsi su tutto il territorio nazionale, per favorire l’inclusione e il miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità uditiva (termine: 31 maggio prossimo).

«Valuteremo ogni progetto, di qualunque natura, che abbia come focus l’inclusione delle persone sorde -aggiunge Stefano Cattaneo, direttore del Pio Istituto dei Sordi – e metta la persona sorda al centro, in linea con le raccomandazioni della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e con lo spirito della nostra Fondazione».

Nata come istituzione scolastica nel lontano 1854, la Fondazione Pio Istituto dei Sordi di Milano ha mantenuto negli anni il suo ruolo di guida per le famiglie e le persone che devono fare i conti con la sordità e per gli enti che si adoperano per abbattere pregiudizi e barriere, favorendo l’inclusione a scuola, al lavoro e nelle relazioni sociali quotidiane. La trasformazione di essa da Istituto Pedagogico in Fondazione di Erogazione di contributi la rende oggi una delle realtà di riferimento nel Terzo Settore per questa forma specifica di disabilità che, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, riguarda circa 460 milioni di persone, di cui 34 milioni in età infantile, con un progressivo incremento nel prossimo futuro.
In Italia le persone che hanno una perdita uditiva sono circa 5 milioni di cui il 75% con una perdita uditiva leggera o media e il 5% grave o profonda. La maggior parte di essi ha perso l’udito dopo l’acquisizione del linguaggio, soprattutto a partire dai 50 anni di età. Un terzo delle persone sopra i 65 anni, inoltre, convive con una perdita di udito.
In Europa la perdita di udito coinvolge oltre 34 milioni di persone ed è considerata come una condizione a vario titolo disabilizzante. La sordità neonatale è la più frequente disabilità sensoriale congenita e, sempre secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, essa incide in circa 1-4 casi ogni mille abitanti. In Italia sono almeno 90.000 le persone con disabilità uditiva (certificati ai fini INPS), con un’incidenza intorno al 1,5%.
Perdere l’udito in età precoce spesso significa incorrere in difficoltà di acquisizione del linguaggio, con tutto ciò che ne consegue: disagio, rischio di isolamento, difficoltà di comunicazione e relazione. «La sordità influisce molto sulle relazioni interpersonali e sociali -confermano dal Pio Istituto dei Sordi- per cui serve sensibilizzare le Istituzioni e la Società Civile su quanto sia importante fare qualcosa ogni giorno per abbattere barriere che spesso non riusciamo nemmeno a immaginare. Questo, soprattutto per bambini e giovani, alle prese con l’inserimento a scuola, le amicizie, lo sport e il mondo del lavoro». (Ufficio Stampa LEDHA)

Per ogni ulteriore informazione: Paola Piovesana (paolapiovesana@piovesanacomunicazione.com).
Il presente contributo è già apparso nel portale «Persone con disabilità.it» e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.

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