Un altro capolavoro del cinema italiano proposto in forma accessibile a tutti

L’11 maggio a Torino l’Associazione +Cultura Accessibile proseguirà nel proprio impegno in favore dell’accessibilità culturale, proponendo la proiezione audiodescritta e sottotitolata di “Pane e cioccolata”, altro grande film del nostro cinema in versione restaurata, opera del 1973 diretta da Franco Brusati e interpretata da Nino Manfredi, che tiene mirabilmente in equilibrio umorismo, malinconia, pietà e satira

Nino Manfredi in "Pane e cioccolata"

Nino Manfredi in una scena del film “Pane e cioccolata”

«L’accessibilità alla cultura è oggi più che mai il tema centrale e nevralgico per promuovere l’inclusione sociale e garantire diritti a milioni di famiglie»: è sulla base di tale concetto che rriva una  proposta dell’Associazione +Cultura Accessibile, realtà leader nel nostro Paese, proprio in àmbito di accessibilità culturale, come abbiamo più volte riferito sulle nostre pagine, anche in relazione al progetto Cinemanchìo.
Com’era dunque già accaduto negli anni scorsi con capolavori nostro cinema, quali Una giornata particolare e La notte di San Lorenzo,  e sempre grazie alla preziosa sinergia attivata con la Cineteca Nazionale del CSC (Centro Sperimentale di Cinematografia), che ha portato alla resa accessibile di alcuni film restaurati, un nuovo evento è in programma per il pomeriggio di dopodomani, 11 maggio, a Torino (Cine Teatro Baretti, ore 18), con il film del 1973 di Franco Brusati Pane e cioccolata, proposto con sottotitoli e audiodescrizione, curati dagli studenti del VII Corso di Formazione per Sottotitolatori e Audiodescrittori di +Cultura Accessibile.

Pane e cioccolata coincise con una delle più notevoli interpretazioni di Nino Manfredi, in un’opera che tiene mirabilmente in equilibrio umorismo, malinconia, pietà e satira, raccontando le disavventure di un emigrato italiano in Svizzera che, pur lavorando, perde il permesso di soggiorno. Un connazionale lo assume, ma poco dopo quest’ultimo, entrata in crisi l’azienda e persa la moglie, si suicida. Il protagonista, quindi, dopo essersi abbassato a un lavoro umiliante, decide di farsi passare per svizzero, ma si fa scoprire e cacciare. Sul treno che lo riporta in Italia ha un ripensamento e torna indietro, deciso a non arrendersi. (S.B.)

Ringraziamo Paolo De Luca per la collaborazione.

Per ogni informazione e prenotazione: Daniela Trunfio (daniela.trunfio@fastwebnet.it).

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