Nuovi PEI e Consiglio di Stato: ulteriori riflessioni su quella recente Sentenza

Le prospettive sono diverse e le analisi dissonanti, rispetto alle conseguenze di quella recente Sentenza con cui il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Ministero dell’Istruzione e di quello dell’Economia e delle Finanze contro il pronunciamento del TAR del Lazio che aveva bocciato i nuovi PEI (Piani Educativi Individualizzati) e le correlate Linee Guida introdotte dal Decreto Interministeriale 182/20. E tuttavia, sia il Comitato #NoEsonero, sia Salvatore Nocera, che ne commenta le opinioni, puntano l’attenzione sul Ministero dell’Istruzione, chiedendone un urgente intervento

Ragazzi e ragazze con varie disabilità davanti a una scuola

Ragazzi e ragazze con varie disabilità davanti a una scuola

Com’è noto, il Consiglio di Stato, tramite la Sentenza 3196/22, ha annullato la precedente Sentenza del TAR del Lazio 9795/21, che aveva dichiarato l’integrale illegittimità delle disposizioni contenute nel Decreto Interministeriale 182/20 sui nuovi PEI (Piani Educativi Individualizzati), Decreto il quale li aveva resi immediatamente vigenti.
La Sentenza del Consiglio di Stato, tuttavia, non è entrata nel merito delle norme contenute nel Decreto Interministeriale, al contrario di ciò che aveva fatto il TAR del Lazio, ma ha unicamente affermato che attualmente non vi è una lesione concreta di diritti, e che solo se e quando questa lesione si manifesterà, allora si potrà stabilire l’eventuale illegittimità del Decreto. Ciò significa che tutti i profili di illegittimità evidenziati dal TAR restano confermati e che spetterà quindi alle singole famiglie doversi sobbarcare gli oneri dei contenziosi legali, quando i propri figli subiranno violazioni, quali riduzioni di orario scolastico, esoneri da materie, confinamento nei cosiddetti “laboratori”, esclusione nel GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione) degli specialisti di fiducia, ruolo marginale della famiglia nel GLO stesso, tutte situazioni previste nel Decreto Interministeriale 182/20.
Per questi motivi, il nostro Comitato [Comitato #NoEsonero, N.d.R.], per tutelare l’interesse e i diritti delle alunne e degli alunni con disabilità, ha presentato presso il Ministero dell’Istruzione e il Ministero dell’Economia e delle Finanze una formale istanza di annullamento e modifica di tutte le parti del Decreto Interministeriale 182/20 dichiarate illegittime dal TAR del Lazio, chiedendone anche la sospensione, e auspicando la costituzione di un Tavolo dedicato alla modifica delle norme illegittime stesse. A tal proposito abbiamo incaricato il CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), in quanto membro dell’Osservatorio Ministeriale Permanente per l’Inclusione Scolastica, di rappresentare tutte le Associazioni aderenti al nostro Comitato al suddetto Tavolo, allo scopo di poter collaborare in modo concreto attraverso un dibattito costruttivo.
Sollecitiamo inoltre le famiglie a vigilare affinché l’applicazione dei nuovi PEI non leda i diritti all’inclusione scolastica dei propri figli. Laddove poi si verificassero delle violazioni, invitiamo a segnalare i casi al nostro Comitato (scuola@coordown.it), che supporterà le famiglie in eventuali forme di tutela, inclusi i ricorsi al TAR che si rendessero necessari.

Su tale Opinione del Comitato #NoEsonero, riceviamo il seguente commento di Salvatore Nocera dell’Osservatorio AIPD (Associazione Italiana Persone Down) sull’Inclusione Scolastica, presidente del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

Le Associazioni ricorrenti che fanno parte del Comitato #NoEsonero affermano che, dal momento che il Consiglio di Stato non ha trattato tutti i punti della Sentenza con cui il TAR del Lazio aveva annullato il Decreto Interministeriale 182/20, ciò significherebbe che le illegittimità indicate dallo stesso TAR del Lazio rimarrebbero annullate. Su tale punto devo però contraddire le Associazioni ricorrenti, poiché la Sentenza del Consiglio di Stato stabilisce che quella prodotta dal TAR del Lazio è totalmente riformata, ribandendo anzi che nel caso le famiglie ritenessero che qualche scuola violasse i punti del Decreto 182/20, esse avrebbero la possibilità di riproporre ricorso al TAR per chiederne l’annullamento. A mio parere ciò chiarisce ad abundantiam che le parti su cui il Consiglio di Stato non si è pronunciato sono ancora in vigore.
Ovviamente, come avevo già scritto su queste stesse pagine, le organizzazioni aderenti alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) erano in dialogo col Ministero dell’Istruzione per fare modificare alcune di tali parti, anche se non tutte, quali ad esempio la necessità di ridurre l’orario giornaliero di lezioni, qualora ciò sia concordato nel Piano Educativo Individualizzato nell’interesse del minore, o la sostituzione di una disciplina con altre attività, sempre praticate come rispetto dei bisogni educativi degli alunni e delle alunne con disabilità. Su questi aspetti, mi sono già diffuso ampiamente e un approfondimento è stato pubblicato anche dal Centro Studi Giuridici HandyLex.
Salvatore Nocera

Le organizzazioni aderenti al Comitato #NoEsonero che avevano presentato ricorso avverso il Decreto Interministeriale 182/20 sono: CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down), CIIS (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno), ASSI Gulliver (Associazione Sindrome di Sotos Italia), Autismo Abruzzo, APW (Associazione Persone Sindrome di Williams), Associazione Prader Willi Lombardia, Fondazione CEPIM, PianetaDown e Spazio Blu Autismo Varese.

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