Autismo: l’ISS non riconosce l’autorevolezza delle Società Scientifiche europee

«È inaccettabile – scrive Carlo Hanau – che un documento riconosciuto internazionalmente a tutti i livelli, come la Linea Guida sull’Autismo dell’ESCAP (Società Europea di Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), venga giudicato non idoneo dall’Istituto Superiore di Sanità, neppure per prenderne spunto, dopo una valutazione, tra l’altro, attuata tramite una procedura inadeguata a soddisfare i criteri stessi dell’Istituto Superiore di Sanità»

Giovane con disturbo dello spettro autistico

Un giovane adulto con disturbo dello spettro autistico

Da quasi un anno, con l’Associazione presieduta da chi scrive [APRI-Associazione Cimadori per la Ricerca Italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale, N.d.R.], abbiamo presentato un’istanza al Capo dello Stato e una petizione contro le prime quattro Raccomandazioni dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità)  sugli psicofarmaci per i bambini con autismo [se ne legga già anche sulle nostre pagine, N.d.R.], che peggiorano la precedente Linea Guida n. 21 (Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti) dello stesso Istituto Superiore di Sanità e si discostano da tutte le altre Linee Guida esistenti. Ebbene, nonostante le decine di migliaia di firme alla nostra petizione, nessuna risposta è ancora pervenuta dal Ministro.
Il 21 aprile scorso, dunque, abbiamo inviato al Centro Nazionale di Eccellenza Clinica dell’Istituto Superiore di Sanità la Linea Guida dell’ESCAP (Società Europea di Psichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), pubblicata il 14 luglio 2020, affinché venisse inserita nella sezione Linee guida Straniere del sito Sistema Nazionale Linee Guida. Le Linee Guida contenute in tale sezione, infatti, sono un punto di riferimento per i produttori di Linee Guida italiane e in particolare per l’ISS (che per questo scopo ha avuto un milione di euro dal Fondo per l’Autismo) ed esse possono essere tradotte e adattate al contesto italiano, se ritenute già idonee allo scopo, oppure utilizzate solo in alcuni contenuti, per produrre una Linea Guida italiana originale.
Già ci eravamo accorti che in quella sezione erano state incluse soltanto le Linee Guida nazionali di SIGN scozzesi e NICE britanniche, dimenticando quelle europee di ESCAP. Il 9 maggio scorso, poi, il presidente dell’ISS Silvio Brusaferro ci ha comunicato che la nostra richiesta di inserire la Linea Guida dell’ESCAP nella sezione di quelle internazionali non ha superato la valutazione  con griglia multidimensionale AGREE II, condotta in modo indipendente da due ignoti revisori. Secondo costoro – che, sia detto per la precisione, osservando la procedura AGREE II, avrebbero dovuto essere tre – erano particolarmente carenti il rigore metodologico, la chiarezza espositiva e l’applicabilità. “Da che pulpito vien la predica”, vien da dire: infatti, le quattro Raccomandazioni sugli psicofarmaci per i bambini inizialmente citate non brillano certo per chiarezza e applicabilità.

Altro era il nostro scopo esplicitamente dichiarato: non avevamo la pretesa che la Linea Guida dell’ESCAP fosse approvata tale e quale per diventare la Linea Guida Italiana SNLG (Sistema Nazionale Linee Guida), tant’è che non ne avevamo neppure allegato la traduzione.
L’Istituto Superiore di Sanità, non certo per distrazione, valutando la nostra proposta ha voluto applicare la rigida procedura AGREE II, riservata appunto all’approvazione di Linee Guida Nazionali o di adattamento nazionale di Linee Guida Internazionali, che dopo il via libera dello stesso Istituto Superiore di Sanità, assumono pieno valore nel nostro Paese come Linee Guida SNLG.
In conseguenza di questo grave “errore”, la valutazione non si è attenuta alle istruzioni dell’ISS sui criteri da adottare, quando si tratta, come in questo caso, di «Linee Guida internazionali non assimilabili alle LG SNLG ai fini della Legge 24/17, in quanto non elaborate dai soggetti ex art 5 comma 1» (come sono la SINPIA-Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e l’AIAMC-Associazione Italiana di Analisi e Modificazione del Comportamento e Terapia Comportamentale e Cognitiva). Si è adottata pertanto una serie di criteri ben più severi di quelli richiesti per la pubblicazione nella sezione delle Linee Guida Internazionali. Gli unici criteri che avrebbero dovuto invece essere utilizzati sono quelli enumerati proprio nel sito web dell’ISS (a questo link), ove si elencano esclusivamente i seguenti: corretta gestione del conflitto di interessi; buona/elevata qualità metodologica; composizione multidisciplinare/multiprofessionale del panel di esperti della Linea Guida; revisione della Linea Guida condotta da referenti (referee) esterni indipendenti. L’utilizzo di questi criteri, infatti, avrebbe obbligato chiunque a dare un buon giudizio sulla Linea Guida approvata dall’ESCAP, individuandola fra quelle con maggior credito internazionale e molto recenti. Si noti, tra l’altro, che l’ESCAP è la Federazione di tutte le Società Scientifiche Psichiatriche che si occupano di autismo in Europa e in altri Paesi, fra le quali c’è anche l’italiana SINPIA.

Ripercorrendo rapidamente la “storia” della Linea Guida ESCAP, va innanzitutto ricordato che nel luglio 2015 il primo autore (Joaquin Fuentes) è stato nominato ESCAP Autism Field Advisor (“consulente nel campo dell’autismo”), con il compito di riflettere sulla creazione di Linee Guida sull’autismo in àmbito europeo. Nel giugno 2018, poi, sono stati nominati tre esperti (lo stesso Fuentes, Amaia Hervás e Patricia Howlin) come gruppo di lavoro, con l’incarico di stilare la Guida Pratica. La bozza del documento risultante è stata rivista dai membri della Divisione Clinica ESCAP e, dopo alcune ulteriori revisioni, il 3 ottobre 29019 è stata approvata dal Consiglio ESCAP e successivamente condivisa dalle Società federate. Dal canto suo, anche Autism Europe, la Federazione di tutte le Associazioni di persone con autismo e dei loro familiari in Europa e in altri Paesi, ha approvato la Linea Guida ESCAP e l’ha resa disponibile in più lingue, al fine di agevolarne l’adozione in ogni Stato.
È pertanto inaccettabile che un documento riconosciuto internazionalmente, ripreso anche dalla rivista «Lancet» il 6 dicembre 2021, venga giudicato non idoneo neppure per prenderne spunto, da parte di due ignoti revisori, che hanno applicato una procedura inadeguata persino a soddisfare i criteri stessi dell’Istituto Superiore di Sanità. Sembra quasi che l’ISS tema il confronto con i suoi ritardi, i suoi costi, il suo escludere la coprogettazione e coprogrammazione con le Associazioni di pazienti e di chi legalmente li rappresenta nell’aggiornare la Linea Guida n. 21.
Ci rivolgiamo quindi alla comunità scientifica tutta, e in particolare alla SINPIA, federata in ESCAP, che ha già approvato questa Linea Guida e che, come detto, è riconosciuta quale soggetto idoneo a presentare le Linee Guida secondo la Legge 24/17, per sconfessare questa assurda sentenza su un documento che ha ottime caratteristiche anche per Paesi che presentano scarsità e arretratezza di risorse dedicate all’autismo, fra i quali purtroppo va collocata l’Italia.

Presidente dell’APRI (Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale).

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