Il Garante dei diritti di chi è privato della libertà personale e la disabilità

Il movimento delle persone con disabilità guarda sempre con estrema attenzione al lavoro del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, che lo scorso anno, nella propria Relazione al Parlamento, chiese «un ripensamento complessivo del sistema legato alle strutture residenziali». Vi è quindi particolare attesa per la nuova Relazione del Garante al Parlamento, che verrà presentata il 20 giugno in Senato, presentazione che potrà essere seguita anche in streaming

Particolare di persona in carrozzinaIl movimento delle persone con disabilità guarda sempre con estrema attenzione al lavoro del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, che tra i propri compiti ha anche quello di monitorare con puntualità la situazione di coloro che vivono in strutture residenziali quali le RSA (Residenze Sanitarie Assistite) o le RSD (Residenze Sanitarie Disabili).
Basti pensare a quanto scritto lo scorso anno nella Relazione Annuale presentata dal Garante al Parlamento, che di seguito riprendiamo:  «È doverosa una complessiva riflessione sul sistema in sé delle residenze sanitarie assistenziali che sono nella maggior parte dei casi strutture private accreditate; nonché sui criteri di accreditamento che proprio perché calibrati sull’organizzazione a stanze e relativo numero di letti, a cui si aggiunge qualche ambiente comune, hanno finito col configurarsi nel periodo dell’impossibilità di attività comuni per il rischio di contagio, in qualcosa di simile a piccoli reparti ospedalieri, dove il letto diveniva il “luogo’” della giornata, peraltro trascorsa in assenza di figure esterne. Molte volte il Garante nazionale ha sollecitato la loro controllata apertura in sicurezza e troppo spesso le indicazioni in tal senso date dal Ministero della salute risultano tuttora disattese regionalmente perché affidate alla discrezionalità del gestore della struttura. Con danni importanti di regresso cognitivo nel caso di utenti con specifiche disabilità. Da qui la duplice proposta: dell’avvio di una riflessione ampia sulla risposta istituzionale alle fragilità dovute all’età, alle disabilità, più in generale ai particolari bisogni specifici, che riconfiguri l’attuale modello; e, parallelamente l’istituzione di un registro nazionale effettivo che possa dare con continuità un quadro delle situazioni e indichi come e dove intervenire, supportando, controllando, rivedendo ove necessario, convenzioni anche talvolta di antica tradizione».

Si tratta di temi e concetti sollevati ormai da tempo ad esempio anche dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) che ritiene ormai imprescindibile il passaggio «da un sistema welfare di protezione a un welfare volto all’inclusione e al rispetto dei diritti umani», chiedendo al mondo delle Istituzioni e dei rappresentanti della politica di assumersi precise responsabilità rispetto «ai rischi concreti di segregazione delle persone con disabilità, emersi con forza durante gli anni della pandemia».
C’è quindi particolare attesa per la nuova Relazione al Parlamento del Garante, che verrà presentata nella mattinata del 20 giugno al Senato (ore 11), alla presenza del presidente della Repubblica Mattarella e della presidente del Senato Casellati e che potrà essere seguita anche in streaming (a questo link).
Sarà presente per l’occasione anche il presidente della FISH Vincenzo Falabella. (S.B.)

Stampa questo articolo