Laura e i suoi origami a occhi chiusi

Aveva scoperto gli origami da bambina, Laura Scatà, quando ancora ci vedeva, restando sin da subito conquistata dall’antica arte giapponese di piegare la carta, creando figure di ogni tipo. È tornata a coltivarla in età adulta, da persona con disabilità visiva, confermando con la sua esperienza che come in tanti altri àmbiti del vivere, costanza, impegno e buona manualità possono sopperire alla mancanza della vista. E recentemente ha anche promosso un primo corso di origami a occhi chiusi presso l’UICI di Torino

Origami realizzati da Laura Scatà (UICI Torino)

Vari origami realizzati da Laura Scatà

Con delicatezza e precisione le dita si muovono, sicure, lungo il foglio, finché, piega dopo piega, passaggio dopo passaggio, ecco d’improvviso comparire una bellissima gru, simbolo di amore, amicizia, prosperità.
C’è da rimanere incantati a osservare la naturalezza con cui Laura Scatà, persona con disabilità visiva, socia e amica dell’UICI di Torino (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), realizza gli origami, ripercorrendo i gesti di quell’antica disciplina giapponese al confine tra arte e meditazione. Ciò che lei fa è il risultato di una grande passione e di un costante allenamento, perché recepire, memorizzare ed eseguire alla perfezione i complessi procedimenti nascosti dietro agli origami non è affatto semplice per una persona cieca, ma la sua esperienza conferma che, in questo come in tantissimi altri àmbiti del vivere, costanza, impegno e buona manualità possono perfettamente sopperire alla mancanza della vista.

«Ho iniziato ad appassionarmi agli origami da bambina – racconta Laura -, quando ancora vedevo. Ricordo perfettamente quel giorno in cui, alle elementari, venne in classe un maestro e ci mostrò come piegare la carta fino a ottenere un uccellino che sbatteva le ali quando gli si tirava la coda. La settimana successiva tornò e fu la volta di una rana che saltava. Ne rimasi letteralmente conquistata e appena tornata a casa volli subito provare. Fu una vera passione, tanto che, qualche tempo dopo, per Natale, mia mamma mi regalò un libro che insegnava come realizzare alcuni origami. Mi misi subito all’opera e in poco tempo, complice anche la testardaggine che da sempre mi accompagna, riuscii a produrre parecchie di quelle figure».
Negli anni successivi, però, Laura inizia ad avere seri problemi di vista: comincia per lei un periodo di grande prova e quella passione di bimba, di fronte a esigenze molto più urgenti e pratiche, viene accantonata. Dovrà quindi passare molto tempo prima che Laura, ormai adulta e completamente non vedente, trovi il tempo e la calma per riaccendere la scintilla.
«Nel 2015, quasi per caso, navigando in rete, ho letto un articolo che narrava l’antica leggenda giapponese delle 1.000 gru. In sostanza, la leggenda afferma che se una persona riesce a realizzare 1.000 gru fatte con gli origami, può esprimere un desiderio e quel desiderio si avvererà. Ho pensato che potesse essere una buona occasione». Così, ecco ricomparire i fogli da piegare. Con sorpresa Laura scopre che, nonostante gli anni trascorsi, molti dei gesti alla base degli origami sono ancora lì, abbastanza chiari nella sua memoria: accade, a volte, con le azioni imparate nell’infanzia.
«Dal gennaio del 2016 sono ripartita dalle gru: tre al giorno, fino ad arrivare a 1.000. A novembre avevo concluso la mia piccola impresa e nel frattempo – scherza Laura – avevo praticamente riempito di gru tutti i miei spazi di vita: le allineavo sui mobili in casa, le disponevo sulla scrivania al lavoro, le regalavo ad amici, parenti e colleghi. In quel periodo mi sono resa conto che, per una persona non vedente, forse più ancora che per tutti gli altri, una volta acquisita la pratica necessaria, gli origami diventavano un esercizio meditativo, un modo per sviluppare la propria manualità e prendere contatto con una parte di sé».

È alla luce di questa consapevolezza che Laura ha deciso di approfondire ulteriormente la sua passione. «Grazie anche all’aiuto di un’amica giapponese, sto imparando figure nuove e sempre più complesse». Così sono nate idee particolari: oggetti di arredamento, piccoli gioielli fatti con la carta e altre deliziose idee da regalare. Parte di questo lavoro è visibile sul profilo Instagram @aruasl135 Gli origami ad occhi chiusi. Ma non solo: è nata infatti anche un’altra idea, finora inedita, quella di un corso di origami appositamente ideato per persone cieche e ipovedenti.
«All’inizio non pensavo a una proposta specifica per chi non vede. Va però sottolineato che i materiali tradizionali di apprendimento, come libri o tutorial sul web, sono completamente inaccessibili alle persone con disabilità visiva. Così mi sono detta che sarebbe stato bello mettere a disposizione di altri ciò che ho imparato e condividere la mia passione». Detto, fatto. Recentemente, presso l’UICI di Torino, si è svolto un corso di avvicinamento agli origami, rivolto a cinque persone, organizzato dall’IRIFOR (l’Istituto per la Ricerca, la Formazione, la Riabilitazione dell’UICI), nell’àmbito del progetto Insieme per un sorriso (realizzato con il sostegno della Città di Torino) e tenuto proprio da Laura Scatà.
«Rispetto all’apprendimento per i vedenti, è opportuno descrivere con accuratezza ogni procedimento, piega dopo piega. E poi controllare, con il tatto, che i partecipanti lo eseguano correttamente. Per questo è necessario un numero di allievi contenuto».
La prima edizione dell’iniziativa, tenutasi nel maggio scorso, ha riscosso molto successo tra i partecipanti, tanto che già si sta pensando di proporre un nuovo corso nell’autunno prossimo. (L.M.)

Per ogni ulteriore informazione e approfondimento: ufficio.stampa@uictorino.it (Lorenzo Montanaro).

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