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Garante della Valle d’Aosta: enunciazione di princìpi, ma senza strumenti

Valle d'Aosta - loghi disabilitàNel corso della seduta del 28 luglio scorso, il Consiglio Regionale della Valle d’Aosta ha approvato la Proposta di Legge numero 54, recante Disposizioni in materia di Garante dei diritti delle persone con disabilità, approdata in aula al termine di un iter accelerato nelle ultime settimane e iscritto all’ultimo momento all’ordine del giorno dei lavori consiliari [a questo link vi è il testo della Proposta di Legge, comprensivo anche degli emendamenti, N.d.R.].
Il testo normativo affida al Difensore Civico i compiti di Garante delle persone con disabilità, affiancandogli a tal fine un collaboratore dotato di elevate competenze, selezionato con bando ad evidenza pubblica e con un incarico quinquennale da espletare a titolo gratuito, ignorando in tal modo le osservazioni svolte nel corso delle audizioni, sia dallo stesso dal Difensore Civico, sia dal nostro Coordinamento [CoDiVdA-Coordinamento Disabilità Valle d’Aosta, N.d.R.], per conto di tutte le Associazioni che esso rappresenta (ciascuna con le sfumature che le singole sensibilità determinano) e ad eccezione di Tutti Uniti per Ylenia, che ha direttamente seguito l’iter legislativo autonomamente sin dall’inizio.
Del resto, già nel corso della sua audizione dinanzi alla I Commissione Consilliare, il Difensore Civico aveva ribadito, in un ampio documento consegnato a tutti i Commissari, che l’attribuzione di ulteriori competenze ad un ufficio già titolare di altre funzioni avrebbe rischiato di privare di rilevanza la figura del Garante delle persone con disabilità.
Dal canto suo, anche il nostro Coordinamento aveva elaborato un documento, così come altre organizzazioni audite dalla I Commissione, ed è con un certo stupore che oggi registriamo come da un lato sia stata accolta parte delle osservazioni presentate, ma contemporaneamente, sui punti particolarmente significativi, non si sia dato ascolto ai timori esplicitati.

Il futuro che ci attende, quindi, è realisticamente quello di una figura solo simbolica, per la quale non è previsto un investimento significativo da parte dell’Amministrazione Regionale e che vedrà il supporto di un volontario.
Con la franchezza e la responsabilità che sentiamo nei confronti delle persone che rappresentiamo, attraverso le diverse Associazioni, affermiamo dunque che non riscontriamo in questa Legge un’opportunità, ma, piuttosto, l’ennesima enunciazione di princìpi ai quali però non si mettono a disposizione gli strumenti per renderli diritti effettivamente esigibili e che costituisce l’ennesima occasione persa.

Non si ritiene, infine, che l’imminente sospensione dei lavori consiliari per le ferie estive sia stata una ragione sufficiente per procedere all’approvazione di un testo che mostra una serie di incongruenze da noi chiaramente esposte. A nostro avviso, infatti, come abbiamo anche detto in audizione, sarebbe stato più opportuno attendere i regolamenti attuativi della Legge Delega in materia di disabilità [Legge 227/21, N.d.R.] o, con un atto di umiltà, qualora si fosse ritenuto opportuno legiferare subito, ispirarsi a norme di altre Regioni che hanno già legiferato in materia con un livello qualitativo decisamente elevato.

Presidente del CoDiVdA (Coordinamento Disabilità Valle d’Aosta), componente valdostana della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) (codivda@gmail.com).