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Caregiver: l’Italia segua il percorso della “Strategia Europea per l’Assistenza”

Statua di Atlante

Conserva tutta la sua validità il paragone proposto a suo tempo su queste stesse pagine da Giorgio Genta, che aveva affiancato ai caregiver familiari la figura di Atlante, il personaggio mitologico condannato dal dio Giove a tenere sulle spalle l’intera volta celeste

«La Strategia Europea per l’Assistenza, presentata di recente dalla Commissione Europea, è un passo nella giusta direzione per consentire un’assistenza equa e adeguata a tutte le persone impegnate nella cura a tempo pieno di un familiare»: lo dichiara l’eurodeputata Eleonora Evi, membro titolare della Commissione Petizioni presso il Parlamento Europeo. «Ora spetta ai singoli Stati – aggiunge – concretizzare le raccomandazioni della Commissione, elaborando piani d’azione nazionali. E parlando dell’Italia, è inaccettabile che nel nostro Paese almeno un milione di persone, di cui il 90% donne, che hanno rinunciato al proprio lavoro per fornire assistenza continuativa a un membro della famiglia, non percepiscano alcun reddito, né alcuna forma di supporto da parte dello Stato».

 

«Insieme all’Irlanda e a Cipro– commenta dal canto suo Alessandra Corradi, presidente dell’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti – l’Italia è effettivamente l’unico Paese che non ha ancora una legge a tutela del caregiver familiare. Se però lo Stato Italiano rendesse i servizi e le infrastrutture necessarie per sostituire il lavoro dei caregiver spenderebbe molto, ma molto, di più. Confidiamo perciò anche nella Commissione Petizioni del Parlamento Europeo per l’esame dell’istanza che, con il supporto dell’eurodeputata Evi, abbiamo presentato [se ne legga anche sulle nostre pagine, N.d.R.]».

 

«Un ulteriore aspetto da non ignorare – sottolinea ancora Corradi – è che la cura prestata da noi caregiver non può essere minimamente equiparata ai servizi resi da operatori nelle strutture che, per quanto si voglia farli passare come “luoghi moderni”, rimangono spazi separati e a rischio di segregazione. Invece anche qui l’Europa sta fortunatamente operando per la deistituzionalizzazione nel rispetto appunto dei diritti della persona non autosufficiente/con disabilità, per attuare quella che è davvero l’inclusione».

 

«Come ho avuto modo di ribadire lo scorso luglio – conclude Evi -, in occasione di un evento organizzato a Milano insieme all’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti [se ne legga la presentazione sulle nostre pagine, N.d.R.], questa è una battaglia che non possiamo perdere, per dare voce a milioni di persone invisibili per lo Stato, ma che portano avanti ogni giorno un lavoro di enorme abnegazione, cui va riconosciuta la giusta dignità». (S.B.)

 

Per ulteriori informazioni: genitoritosti@yahoo.it.