Il premio “Turismi Accessibili” e una cultura che pian piano sta cambiando

«Finalmente iniziamo a vedere progetti realmente inclusivi – scrive Antonio Giuseppe Malafarina, a proposito della cerimonia conclusiva di domani, 1° ottobre a Chieti del premio “Turismi Accessibili”, “creatura” della compianta Simona Petraccia -, inclusivi e presentati con le parole giuste. Ci sono stati sviluppi dalla nascita di questo premio a oggi. Sta cambiando la cultura, perché laddove un tempo si vedeva un’operazione sociale ora si vede un investimento economico: le persone con disabilità, infatti, devono essere considerate clienti, non meramente destinatarie della pietà umana»

Realizzazione grafica dedicata al turismo per tutti

Elaborazione grafica che rappresenta il turismo per tutti

Come preannunciato alcuni mesi fa su queste stesse pagine, il premio Turismi Accessibili è tornato e ora siamo arrivati alla premiazione, in programma per domani, 1° ottobre. L’appuntamento è al Festival dell’Architettura di Chieti, presso l’ex chiesa di Santa Maria del Tricale (ore 15-17), nel corso di un evento a partecipazione gratuita aperto a tutti in presenza, così come è aperto a tutti nella diretta online visibile sulla pagina Facebook del Festival.

La scelta di presentare il premio durante un Festival dell’Architettura certamente non è casuale. Il legame fra architettura e turismo accessibile, infatti, è inappellabile, perché senza architettura pensata per l’accoglienza anche delle persone con disabilità non c’è turismo accessibile. E che questa specifica manifestazione sia particolarmente vicina a Simona Petaccia, la compianta ideatrice del premio, così come dell’Associazione abruzzese Diritti Diretti che lo assegna, è testimoniato dalle parole di Mauro Latini, moderatore del Festival dell’Architettura, nei confronti di Simona: «Crediamo che dare seguito alle attività della tua creatura, Diritti Diretti, parlare delle ultime frontiere della progettazione universale e dell’accessibilità alla cultura nel senso più ampio del termine, sia il modo migliore di ricordarti in una scenario ove da poco tempo sono stati attuati quei princìpi per cui ti battevi».

Simona Petaccia è stata un personaggio fondamentale nello sviluppo della pratica del turismo accessibile nel nostro Paese, con le sue battaglie e, appunto, la creazione del premio Turismi Accessibili, riconoscimento destinato a quelle iniziative che sanno mettersi in luce nel campo dell’accoglienza turistica quanto più universale, ovvero in grado di accogliere le persone con disabilità o con esigenze specifiche. Ma si tratta di un’iniziativa che tiene anche in grandissima considerazione la comunicazione della disabilità, perché laddove persistono condizioni di inappropriatezza di linguaggio, verosimilmente esiste un’impreparazione alla questione disabilità.

Il premio si compone di due corsie: una prima affidata alle votazioni del pubblico attraverso i social e una seconda delegata invece  alla votazione di una giuria di cui chi scrive [Antonio Giuseppe Malafarina, N.d.R.] è stato designato quale presidente.
In nome della buona fede del nostro agire, ovvero del rispetto dei princìpi di deontologia professionale e rigore della fondatrice Simona Petaccia, quest’anno il Direttivo del premio ha deciso di non attribuire quello inerente la sezione del pubblico. Il comunicato relativo alla sospensione è disponibile all’indirizzo Facebook raggiungibile a questo link. In buona sostanza abbiamo riscontrato che nelle votazioni stavano venendo meno alcuni princìpi a noi cari, come l’armonia e la condivisione.
La somma in denaro che avrebbe dovuto essere attribuita al vincitore verrà dunque investita nell’acquisto di una struttura ludica per bambini e tutti i progetti godranno della diffusione promessa dal premio all’atto della pubblicazione.

Per quanto riguarda il premio della giuria, esso è andato a un’attività che ci ha colpito molto, perché da noi reputata molto inclusiva. Si tratta di One Sense, che si definisce come ristorante “etico” ispirato all’accoglienza e all’inclusione a trecentosessanta gradi. Il riconoscimento è stato attribuito proprio per l’evidente vocazione inclusiva. Il suo obiettivo, infatti, è di accogliere ogni «tipo di clientela, a prescindere dalla propria abilità fisica, identità di genere, credo religioso e politico, etnea». Si trova alla Garbatella, a Roma.

Sulle candidature ricevute sarebbe scontato dire che sono state tutte di ottima qualità, quindi molto sinceramente ritengo di poter dire che alcune erano di qualità molto buona e altre meno.
Come esperto di turismo accessibile e attento alle ragioni della comunicazione, mi preme sottolineare che finalmente iniziamo a vedere progetti realmente inclusivi. Inclusivi e presentati con le parole giuste.
Il turismo accessibile, purtroppo, è solo ancora una branca del turismo globale, ma ci sono stati sviluppi dalla nascita di questo premio a oggi. Sta cambiando la cultura, perché laddove un tempo si vedeva un’operazione sociale ora si vede un investimento economico. E questo è lo spirito che ci piace sostenere. Le persone con disabilità devono essere considerate clienti, non meramente destinatarie della pietà umana.

Il presente contributo è già apparso in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it» (con il titolo “Sabato 1 ottobre l’assegnazione del premio Turismi Accessibili”). Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti e modifiche dovuti al diverso contenitore, per gentile concessione.

A questo link è disponibile il programma della cerimonia di premiazione di domani, 1° ottobre, a Chieti, del premio Turismi Accessibili. Per ulteriori informazioni: info@dirittidiretti.it.

Simona Petaccia
Proprio tre giorni prima della sua scomparsa, avevamo ripreso in «Superando.it» l’ultimo pezzo di Simona Petaccia, pubblicato da InVisibili, blog della «Corriere della Sera.it» e dedicato al progetto di inserimento lavorativo HostAbility. Poi la notizia della sua scomparsa a Chieti, che ha privato anche il nostro giornale di una Persona Cara, oltreché di una “firma” preziosa”.
Giornalista, fondatrice e presidente dell’Associazione Diritti Diretti, Simona Petaccia si è impegnata per anni sul fronte dei diritti delle persone con disabilità e in favore di una nuova cultura dell’accessibilità. È bello, ora, poterci occupare di una delle sue creature, il premio Turismi Accessibili, che è tornato a rivivere.

Stampa questo articolo