Disability Card, uno strumento da implementare

Nel corso di un incontro con i rappresentanti del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), organo consultivo della Commissione Europea, il Presidente della Federazione FISH Falabella, oltre a ricordare il contributo fornito dalla stessa FISH alla realizzazione della Disability Card, ha sottolineato la necessità di implementare sia i servizi pubblici che quelli privati, per agevolare i possessori di questo strumento, il quale può consentire un più facile accesso ai vari servizi, da parte delle persone con disabilità, in un regime di reciprocità con gli altri Paesi dell’Unione Europea

Disability CardDapprima, nel dicembre dello scorso anno, vi era stata la presentazione ufficiale da parte della ministra delle Disabilità Stefani, seguita dal relativo Decreto del Presidente del Consiglio, che aveva fissato tutti i criteri e le modalità; successivamente, nel febbraio di quest’anno, l’INPS aveva avviato una specifica sezione nel proprio portale, per richiederla e poterla ricevere a casa.
Parliamo della Disability Card, la cui introduzione – come aveva sottolineato sulle nostre pagine Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – ha portato a compimento un lungo percorso che ha visto la nostra Federazione impegnata negli anni come protagonista e che consentirà alle persone con disabilità di compiere un importante passo avanti rispetto all’inclusione nella vita sociale della propria comunità di appartenenza. Infatti, con questa tessera è più facile accedere ai vari servizi da parte delle persone con disabilità, in un regime di reciprocità con gli altri Paesi dell’Unione Europea. Un’innovazione normativa, inoltre, volta a garantire più semplicità nell’accesso ad alcuni servizi anche gratuiti».

Nel corso di un incontro con i rappresentanti del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), organo consultivo della Commissione Europea che sta raccogliendo in questa fase una serie di informazioni da parte di esponenti della società civile, allo scopo di elaborare un documento per le Istituzioni Europee, volto a migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle persone con disabilità, Falabella si è innanzitutto soffermato sul contributo fornito dalla FISH alla realizzazione della Disability Card.
Ha sottolineato quindi «la necessità di implementare sia i servizi pubblici che quelli privati, per agevolare i possessori della Card», ricordando che la propria Federazione ha avviato in tal senso «un’interlocuzione con gli enti privati dei trasporti, sia a livello nazionale che locale».

«Abbiamo sempre ritenuto importante la Disability Card – ha concluso il Presidente della FISH – perché può realizzare il primo livello essenziale di prestazioni e dare valore aggiunto alla vita quotidiana di ogni cittadino europeo con disabilità. Per questo auspichiamo un confronto con il nuovo Governo che andrà a formarsi, per l’implementazione dei servizi. Dal canto nostro abbiamo anche attivato uno sportello informativo ad hoc al quale riceviamo mediamente una decina di contatti al giorno, sulle modalità di attivazione e di utilizzo della Disability Card». (S.B.) 

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishonlus.it.

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