Noi e la Dislessia: dalla scuola fino all’inserimento nel mondo del lavoro

Allargare gli orizzonti del dibattito sulla dislessia, spesso limitati all’àmbito scolastico, ponendo l’attenzione anche al contesto di riferimento e in particolare al ruolo di supporto dei familiari, oltreché sulla crescita dei giovani nel passaggio dalla scuola all’università, fino al mondo del lavoro: sarà questo “Noi e la Dislessia”, incontro in programma per domani, 4 novembre, a Roma, a cura del Coordinamento Donne della Società Nazionale di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo e della Fondazione Cesare Pozzo per la Mutualità, in collaborazione con l’AID (Associazione Italiana Dislessia)

Giovane donna adulta con dislessia

Una giovane donna adulta con dislessia

Un convegno in cui affrontare la tematica della dislessia, cercando di allargare gli orizzonti del dibattito su di essa, spesso limitati all’àmbito scolastico, ponendo quindi l’attenzione anche sul contesto di riferimento e in particolare sul delicato ruolo di supporto dei familiari, oltreché sulla crescita dei giovani nel passaggio dalla scuola agli studi universitari, fino all’inserimento nel mondo del lavoro: sarà questo Noi e la Dislessia, incontro in programma per il pomeriggio di domani, 4 novembre, a Roma (Villa Farinacci, Viale Rousseau, 90, ore 17-19.30), promosso dal Coordinamento Donne della Società Nazionale di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo e dalla Fondazione Cesare Pozzo per la Mutualità, in collaborazione con l’AID (Associazione Italiana Dislessia), oltreché avvalendosi del patrocinio del IV Municipio di Roma.

Aperto dai saluti di Massimiliano Umberti, Annarita Leobruni e Giovanna Sammarco, rispettivamente presidente, vicepresidente (e assessora alle Politiche Educative, Scolastiche e alle Pari Opportunità) e assessora alle Politiche Sociali e all’Integrazione Socio-Sanitaria del Municipio IV di Roma, nonché di Mirella Fava, vicepresidente della Società Nazionale di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo, di Stefano Maggi, professore ordinario dell’Università di Siena e presidente della Fondazione Cesare Pozzo per la Mutualità e di Anna Laurentini del Coordinamento Donne della Società Nazionale di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo, l’incontro prevede poi gli interventi di Federica Ritorto, psicologa e psicoterapeuta, formatrice dell’AID, sul tema Impatto emotivo sul bambino nel rendersi conto che non riesce a leggere come gli altri; Antonella Trentin, madre di un ragazzo con DSA e vicepresidente nazionale dell’AID (DSA all’università e nel mondo del lavoro); Marco Romano, padre di due ragazzi con DSA e presidente dell’AID di Roma (Famiglia e DSA); Pierpaolo Pani, professore associato di Fisiologia all’Università La Sapienza di Roma (Imparare ad apprendere: alcuni contributi dalle neuroscienze cognitive). (S.B.)

 

A questo link è disponibile un testo di approfondimento sul convegno di domani, 4 novembre (ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili), che verrà anche trasmesso online nella piattaforma Teams del Comune di Roma. Per ogni ulteriore informazione: comunicazione@mutuacesarepozzo.it.

 

La dislessia e gli altri DSA (disturbi specifici dell’apprendimento)
Il più diffuso DSA (disturbo specifico di apprendimento) è la dislessia, cioè il disturbo specifico della lettura, che si manifesta e si evolve in concomitanza dell’inizio dell’attività scolastica, quando emergono le prime difficoltà nell’attivare in maniera fluente e senza affaticamento tutte quelle operazioni mentali necessarie per leggere, quali riconoscere le lettere singole, le sillabe e quindi le parole, associandole ai suoni corrispondenti. Frequenza degli errori e lentezza nella decodifica ne sono i tipici aspetti: il bambino può, per esempio, presentare difficoltà nel riconoscere, scambiandoli tra loro, grafemi che differiscono visivamente per piccoli particolari quali: “m” con “n”, “c” con “e”, “f” con “t”, “a” con “e”.
La persona con disortografia, invece, evidenzia la difficoltà a tradurre correttamente le parole in simboli grafici e a confondere il suono delle lettere (per esempio “f/v”, “t/d”, “p/b”, “c/g”, “l/r”).
Un terzo disturbo che impedisce alla persona di esprimersi nella scrittura in modo fluido è la disgrafia, caratterizzata da una grafia spesso illeggibile, da una pressione eccessiva sul foglio e dallo scarso rispetto degli spazi sul foglio.
C’è infine la difficoltà a comprendere simboli numerici e a svolgere calcoli matematici, conosciuta con il nome di discalculia. Stando ai dati, circa il 3% della popolazione studentesca è affetta da tale disturbo, che complica la lettura e la scrittura dei numeri e soprattutto l’elaborazione delle quantità. Gli errori collegati a questa problematica molto spesso non vengono riconosciuti nell’immediato. Diversi, infatti, sono i casi di discalculia erroneamente diagnosticati come dislessia.

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