Disabilità: tra segregazione e relazione

Un’opera di ricostruzione storica e sociale per riportare alla luce i vissuti degli internati negli ex manicomi, che serve però anche sottolineare l’importanza di continuare a parlare di questi temi, perché alcune forme di segregazione sono ancora presenti e praticate nella nostra società. È quanto si può ritrovare nei libri “Un manicomio dismesso” e “Storie dal manicomio”, che il 18 novembre saranno al centro a Milano dell’incontro “Disabilità: tra segregazione e relazione”, organizzato dalla Federazione LEDHA, dall’Associazione Olinda e dall’AIB (Associazione Italiana Biblioteche)

Ombra di uomo curvo, con una mano sulla testaInserito nel palinsesto di BookCity Milano 2022, Festa del Libro e della Lettura, l’incontro denominato Disabilità: tra segregazione e relazione. Voci e volti del passato aiutano a comprendere le contraddizioni del presente si terrà venerdì 18 novembre (Teatro LaCucina, presso l’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano, Via Ippocrate, 47, ore 19.30), organizzato dalla LEDHA, la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), dall’Associazione Olinda e dall’AIB (Associazione Italiana Biblioteche). Per l’occasione verranno presentati i libri Un manicomio dismesso di Maria Antonella Galanti e Mario Paolini e Storie dal manicomio di Francesco Paolella.

«Si tratta di due volumi con approcci molto diversi, ma che partono da un’idea comune: il lavoro di ricerca e di analisi dei documenti degli ex manicomi per riportare alla luce i vissuti degli ex internati e le loro storie», come spiega Matteo Schianchi, storico della disabilità e ricercatore all’Università Milano Bicocca, che animerà la discussione insieme a Mario Paolini, Francesco Paolella e allo psichiatra svizzero Thomas Emmenegger.
Nello specifico, in Un manicomio dismesso Galanti e Paolini raccolgono l’esito dei loro studi sulle carte dell’archivio dell’ex Manicomio di Sant’Artemio a Treviso che, tra le altre cose, conserva anche le lettere degli internati e quelle dei loro cari, molte delle quali mai recapitate a causa della censura.
Storie dal manicomio, invece, racconta le storie di undici uomini e donne che hanno trascorso periodi più o meno lunghi della loro vita in uno dei più grandi manicomi italiani, il San Lazzaro di Reggio Emilia. Ognuno di loro ha avuto un’esistenza unica e Paolella ne racconta gli amori impossibili, le ambizioni letterarie, i contrasti familiari e le pratiche magiche, lasciando sullo sfondo le diagnosi psichiatriche.

«L’opera di ricostruzione storica e sociale – aggiunge Schianchi – serve anche a sottolineare l’importanza di continuare a parlare di questi temi perché alcune forme di segregazione (certamente non il manicomio come lo abbiamo conosciuto in passato) sono ancora presenti e praticate nella nostra società. Questo appuntamento, dunque, vuole essere anche un’occasione per interrogarci su cosa vuol dire inclusione nella società e partecipazione per quelle persone che hanno bisogno di sostegni di vario tipo». (S.B.)

L’ingresso all’incontro sarà gratuito (fino a esaurimento posti), ma con la necessaria prenotazione scrivendo a olinda@olinda.org. Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@ledha.it.

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