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Il mondo che sarà dovrà essere anche a misura delle donne con disabilità

Il mondo che sarà dovrà essere anche a misura delle donne con disabilità

Nei giorni scorsi il Gruppo di Lavoro sulla “Parità di genere” dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) ha prodotto un documento che analizza l’impatto della pandemia da coronavirus sulle donne e avanza proposte di azioni concrete per la ripartenza nel breve periodo. Va segnalato con piacere che in tale documento le specifiche esigenze delle donne con disabilità sono state considerate sia nelle azioni volte a rendere esigibile il diritto alla salute, sia in quelle di contrasto alla violenza di genere

Le donne con disabilità sono state lasciate indietro durante l’emergenza?

Le donne con disabilità sono state lasciate indietro durante l’emergenza?

Nell’Unione Europea sono il 60% di una popolazione di 100 milioni di persone con disabilità, ovvero circa 60 milioni di donne e ragazze con disabilità, equivalente dell’intera popolazione italiana. Ma in quale misura sono state lasciate indietro durante l’emergenza coronavirus? Se ne parlerà durante il seminario online organizzato per il 19 giugno dall’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, discutendo anche con gli attori e i partner dell’Unione Europea, comprese le organizzazioni femminili, su come lavorare insieme per salvaguardare i diritti di tutte le donne

Perché deve avere sempre più risalto la violenza sulle donne con disabilità

Didier Lourenço, "The Secret" ("Il segreto"), opera della collezione "Mujeres Invisibles" ("Donne invisibili")

L’associazionismo femminile e quello specificamente impegnato nel contrastare la violenza di genere hanno dato grande risalto al primo Rapporto di valutazione sull’applicazione della Convenzione di Istanbul (riguardante la prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne), prodotto dal Gruppo di esperti ed esperte indipendenti denominato GREVIO. Lo stesso non si può dire dell’associazionismo delle persone con disabilità, pur essendo le donne con disabilità esposte a violenza più delle altre donne, e che quel Rapporto contenga numerose e importanti raccomandazioni specifiche per loro

Dare voce alla doppia discriminazione delle donne con disabilità

Un'immagine tratta dal breve docufilm "Silenzi interrotti" di Ari Takahashi, realizzato per la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e per l'Associazione Differenza Donna

Si svolgerà in streaming, domani, 15 maggio, l’incontro intitolato “Dare voce alla donna. La doppia discriminazione”, organizzato dalla Consulta Provinciale Persone con Disabilità di Massa Carrara già per lo scorso mese di marzo, ma rinviato a causa della pandemia da coronavirus. All’evento prenderà parte anche la deputata Lisa Noja che svilupperà per l’occasione il tema della discriminazione multipla e intersezionale che colpisce le donne con disabilità

“Una stanza tutta per noi”: tante interviste a donne con disabilità

“Una stanza tutta per noi”: tante interviste a donne con disabilità

Si chiama “Una stanza tutta per noi”, la bella iniziativa promossa dal Gruppo Donne UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), consistente in un format di interviste settimanali a donne con disabilità che hanno storie ricche di avventure, arte, poesia, viaggi «e tanto altro da condividere con noi – come sottolineano le promotrici – per sentirci più vicine in questa difficile quarantena!». Chiunque potrà seguire le varie interviste in diretta Facebook, con la possibilità anche di fare domande sempre in diretta

Un nuovo sportello antiviolenza per le donne con disabilità

Ritratto di donna realizzato con tecnica mista da Michael Mapes della serie "Specimen"

Verrà inaugurato il 7 maggio, ma è già operativo dal 28 aprile, il nuovo sportello di supporto per donne con disabilità vittime di discriminazione e/o violenza, denominato “Sportello CHIAMA chiAMA”, frutto della collaborazione tra le Associazioni AIAS di Bologna e MondoDonna, oltreché del contributo economico della Chiesa Valdese. Si trova a Bologna e offre servizi di accoglienza, ascolto e orientamento, in questa fase preferibilmente per via telefonica, ma successivamente anche in presenza

Il nulla a protezione delle donne (con e senza disabilità) durante la pandemia

Un volto femminile realizzato con la tecnica dell'acquerello

«Nell’àmbito dell’attuale pandemia da coronavirus, non abbiamo finora rintracciato alcun provvedimento o misura specifica da parte del Governo a protezione delle donne, tanto meno quelle con disabilità. Le donne ringraziano, anche quelle con disabilità!»: lo scrivono dal Gruppo Donne della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) al Presidente del Consiglio, al ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, al Ministro della Salute e al responsabile dell’Ufficio per le Politiche in favore della Disabilità, presso la Presidenza del Consiglio

La violenza sulle donne con disabilità nascosta fra le quattro mura

Una bella immagine di Ana Peláez Narváez, vicepresidente del Forum Europeo sulla Disabilità, insieme a due ragazze con disabilità visiva

«Sono donne con disabilità particolarmente “invisibili” – scrive Anna Maria Gioria -, quelle che subiscono violenza in àmbito domestico o nelle strutture in cui dovrebbero essere accudite e curate. “Invisibili” perché il problema è poco conosciuto, ma è molto diffuso. Oltre poi al pericolo che la situazioni peggiori ulteriormente in questo periodo di convivenza forzata, non vanno dimenticate nemmeno le grandi difficoltà vissute nell’emergenza dalle madri di figli con disabilità o dalle donne anziane con disabilità che vivono in strutture, come sottolineato dal Forum Europeo sulla Disabilità»

L’emergenza, le donne, quelle con disabilità e il pensiero inclusivo

Opera dell'illustratrice e pittrice turca Hülya Özdemir

Per evitare che la crisi gravi in modo sproporzionato sulle donne, è fondamentale integrare le questioni di genere nelle politiche poste in essere per fronteggiare l’emergenza, che devono considerare anche ulteriori situazioni specifiche, come quelle riguardanti le donne con disabilità, le caregiver e quelle di chi deve scegliere se affrontare una maternità oppure no. Se le politiche di queste settimane non tengono conto di tali elementi, ciò non è dovuto alla situazione di emergenza, ma alla poca dimestichezza a pensare in modo realmente inclusivo di tutte le differenze anche prima di adesso

Alle donne con disabilità d’Europa: batteremo il virus e le discriminazioni!

Alle donne con disabilità d’Europa: batteremo il virus e le discriminazioni!

«Nel contesto di questa grave emergenza – scrive Ana Peláez Narváez, vicepresidente del Forum Europeo sulla Disabilità -, proponiamo alcune linee guida riguardanti le donne e le ragazze con disabilità d’Europa e le donne che si prendono cura di parenti con disabilità, rivolgendoci in particolare alle organizzazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità». E conclude così: «Noi, del Comitato Donne dell’EDF, siamo qui per voi, per lavorare in favore di tutte le donne e le ragazze con disabilità in Europa. Insieme batteremo il virus! Per te, per me e per tutti noi!»

Tanti modi per contrastare la discriminazione delle donne con disabilità

Françoise Nielly, "Senza titolo 478", olio su tela, 2008

Un ambulatorio che garantisce l’accesso alle prestazioni ginecologiche per le donne con disabilità anche grave, un progetto che propone percorsi per prendersi cura di se stessi e cercare il proprio stile di rappresentazione, un Servizio Antiviolenza rivolto sia a donne che a uomini con disabilità e altre iniziative ancora: sono i tanti modi con cui l’Associazione Verba contrasta la discriminazione multipla delle donne con disabilità. Le parole delle sue responsabili ci aiutano a conoscere meglio questa organizzazione, nata nel 1999 a Torino

Perché l’ANMIC ha ratificato il Manifesto sui diritti delle donne con disabilità

Perché l’ANMIC ha ratificato il Manifesto sui diritti delle donne con disabilità

«È un fenomeno grave, diffuso e fin troppo sottaciuto – scrive Annalisa Cecchetti, vicepresidente nazionale dell’ANMIC – quello delle donne con disabilità, vittime di una discriminazione multipla, in quanto donne e in quanto disabili, che ne condiziona pesantemente la vita in diversi àmbiti. Per questo la nostra Associazione ha ratificato il “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, documento dall’inestimabile valore politico e programmatico»

Le donne con disabilità e i modi di contrastare la violenza

Particolare di un graffito realizzato dalla street artist brasiliana Panmela Castro

Al di là del fatto che la disabilità venga esplicitamente citata solo in due occasioni nella Convenzione di Istanbul (“Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”), in quel Trattato, secondo Anna Maria Gioria, non manca affatto l’attenzione verso le stesse donne con disabilità. E rispetto ai modi di contrastare la violenza, «forse – come ha scritto Simona Lancioni – dovremmo smettere di concentrarci, come di solito facciamo, su una particolare vulnerabilità alla volta»

Violenza sulle donne con disabilità: ancora inadeguate le misure in Italia

Violenza sulle donne con disabilità: ancora inadeguate le misure in Italia

Il GREVIO, ovvero il Gruppo di esperti indipendenti responsabile del monitoraggio dell’attuazione della Convenzione di Istanbul, trattato del Consiglio d’Europa che contrasta la violenza sulle donne, riconosce e segnala all’Italia la vulnerabilità delle donne con disabilità alla discriminazione multipla e alla violenza di genere. È il secondo richiamo autorevole che l’Italia riceve su questa materia, dopo quello del 2016 arrivato dal Comitato dell’ONU che monitora l’applicazione nei vari Paesi della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità

La violenza sulle donne con disabilità: dati che parlano chiaro

Un’opera dell’artista vietnamita Duy Huynh raffigurante una donna eterea, vestita di fiori, che levita leggera in un ambiente surreale o onirico

Dalla metà del 2014 al mese di gennaio di quest’anno, sono state 143 le donne con disabilità vittime di violenza, seguite dall’Associazione Differenza Donna, impegnata nel contrasto alla violenza contro le donne e già a fianco della Federazione FISH per l’indagine “VERA”, dedicata anch’essa alla violenza nei confronti delle donne con disabilità. Quasi tutte italiane, con un’età media di 37 anni, il 71% di loro ha subìto violenza psicologica, il 65% violenza economica, il 63% violenza sessuale e nella maggior parte dei casi si parla di persone con disabilità cognitiva/intellettiva

Proposte da condividere per tutelare le donne con disabilità dalla violenza

Immagine utilizzata dalle Nazioni Unite in occasione di una campagna contro la violenza sulle donne diffusa nel Nord, Centro e Sudamerica

Nei giorni scorsi la Federazione LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità) ha raccomandato al Consiglio Regionale Lombardo che nel “Piano quadriennale regionale per le politiche di parità, di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne” si presti particolare attenzione alla tutela delle donne con disabilità vittime di violenza, poiché accade spesso che, «a causa di stereotipi e pregiudizi», queste ultime «non sono ritenute come potenziali vittime di abusi». L’auspicio è che anche in altre Regioni si segua tale esempio virtuoso

Accogliere le donne con disabilità vittime di violenza

Accogliere le donne con disabilità vittime di violenza

Compie trent’anni, in questo 2020, la Casa della Donna di Pisa, un punto di riferimento per le donne della città toscana, che tra i propri servizi annovera anche un Centro Antiviolenza il quale, nel biennio 2017-2018, ha accolto 619 donne, alcune delle quali con disabilità. Ne parliamo con Francesca Pidone, coordinatrice del Telefono Donna di tale organizzazione, che parla dei vari tipi di violenza cui sono state esposte quelle donne con disabilità (psicologica, fisica, economica), soffermandosi anche su ciò che si dovrebbe fare per migliorare la situazione in questo àmbito

La Convenzione di Istanbul, le donne con disabilità e il contrasto alla violenza

Un graffito dell'artista brasiliana Panmela Castro

In quali termini la Convenzione di Istanbul del 2011 (“Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”) si è occupata di violenza nei confronti delle donne con disabilità, visto e considerato che esse hanno da due a cinque volte più probabilità di essere vittime di violenza? «Se si va oltre le poche citazioni della parola “disabilità” in questo fondamentale documento – scrive Simona Lancioni – si scopre qualcosa di ben diverso, inducendoci a riconsiderare gli stessi modi con cui contrastare la violenza»

Non si possono più ignorare i diritti delle donne con disabilità

Nel febbraio di quest'anno alcune esponenti dell'organizzazione non governativa WEI (Women Enabled International) e di Sisters of Frida hanno incontrato Ana Peláez Narváez, componente del Comitato CEDAW (al centro, dietro la donna in carrozzina), per discutere dei diritti delle donne con disabilità nel Regno Unito e nel mondo (foto di Sisters of Frida)

Proprio in questi giorni la CEDAW, ovvero la Convenzione ONU sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna compie quarant’anni, essendo stata adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 1979. Qui in Italia se ne parla poco, ma in Inghilterra l’organizzazione non governativa WEI (Women Enabled International) ha voluto celebrare la ricorrenza, invitando ad includere le donne con disabilità nell’Agenda per l’attuazione della Convenzione stessa

Parlare di donne con disabilità è parlare di vita

Il bel disegno di Francesca Talozzi dell'Associazione Casa della Donna di Pisa, che illustra il materiale di promozione del convegno del 3 dicembre

È questo il potente messaggio che si ricava dall’immagine scelta – e qui da noi pubblicata – a corredo del materiale riguardante il convegno su “Donne e disabilità”, in programma per il 3 dicembre a Pisa, nella Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, un incontro voluto soprattutto per ricordare che le donne con disabilità sono esposte alla discriminazione multipla, di essere donne e persone con disabilità, un tipo di discriminazione che può essere contrastato efficacemente solo considerando insieme la variabile del genere e quella della disabilità