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Donne con disabilità: serve l’accessibilità, ma anche molto altro

Giuseppe Amisani, "Viso di donna", 1920 circa

«Mentre la Giornata Internazionale della Donna dell’8 Marzo si avvicina – scrive Simona Lancioni -, fa piacere constatare come anche le donne con disabilità siano considerate all’interno di una ritualità collettiva. Questo dato ha un importantissimo significato simbolico nel promuovere la loro inclusione anche a livello culturale. E tuttavia, passata la ricorrenza dedicata, è necessario andare oltre il rito e dare risposte concrete alle loro istanze, e per farlo serve una riflessione articolata, che tenga conto delle tante variabili che entrano in gioco»

Violenza contro le donne (con e senza disabilità): l’Italia sotto osservazione

Maria Chiara Zarabini, "Cum grano salis"

Trasmesso qualche mese fa al “GREVIO” (il Gruppo di esperti ed esperte sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica del Consiglio d’Europa), il “Rapporto ombra” delle Associazioni di donne sull’attuazione della Convenzione di Istanbul in Italia, ovvero del trattato che si occupa di tali questioni, verrà presentato pubblicamente il 26 febbraio a Roma, a far da preludio alla missione in Italia del GREVIO stesso, nel prossimo mese di marzo. In quel Rapporto le esigenze delle donne con disabilità vittime di violenza trovano un’apprezzabile attenzione

Una Legge antiviolenza che fa quadrare i diritti delle donne con disabilità

Una Legge antiviolenza che fa quadrare i diritti delle donne con disabilità

Nell’istituire il “Reddito di libertà” – misura di sostegno economico che favorisce l’autonomia e l’emancipazione delle donne vittime di violenza domestica in condizioni di povertà – il Consiglio Regionale della Sardegna ha successivamente stabilito la priorità di accesso – su sollecitazione del Centro toscano Informare un’h – anche alle donne con disabilità vittime di violenza. Per la prima volta, dunque, una Legge italiana – sebbene Regionale – ha modulato una misura di contrasto alla violenza di genere, tenendo conto della discriminazione multipla cui sono soggette le donne con disabilità

Una diffusione capillare del Manifesto sui diritti delle donne con disabilità

Una giovane donna con disabilità motoria in biblioteca

Come mai tra gli Enti Pubblici e le Associazioni che hanno aderito finora al “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, vi è una netta preponderanza delle organizzazioni della Sardegna? È senz’altro il frutto del grande lavoro promosso negli ultimi anni da Veronica Asara, presidente dell’Associazione SensibilMente di Olbia, ed è lei stessa a raccontare tale percorso, a partire da quanto realizzato insieme agli studenti di una scuola superiore

La violenza psicologica e le donne con disabilità

La violenza psicologica e le donne con disabilità

«È stata una giornata ricca di contenuti e spunti di riflessione, nel nome della difesa della dignità delle donne con disabilità, che non devono essere considerate puramente come soggetti bisognosi di assistenza, ma come patrimonio culturale aggiunto dell’intera società»: lo ha dichiarato Nicola Stilla, presidente della FAND Lombardia (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), durante il convegno di Milano intitolato “Rompiamo il muro del silenzio: insieme alle donne con disabilità contro la violenza psicologica”, evento organizzato dalla stessa FAND Lombardia

Violenza sulle donne con disabilità: cresce la consapevolezza

Violenza sulle donne con disabilità: cresce la consapevolezza

«La mozione votata al nostro Congresso, l’indagine “VERA” su violenze e abusi, il docufilm “Silenzi interrotti”, le collaborazioni avviate e l’incontro di oggi sono importanti, ma sono solo l’inizio di una strategia più ampia che necessita di condivisione e determinazione»: lo ha dichiarato Nunzia Coppedé della Federazione FISH, concludendo l’incontro di Roma “Donne con disabilità, violenze e abusi: basta silenzi!”, durante il quale le Parlamentari presenti hanno dichiarato di voler lavorare per arrivare a un riconoscimento della discriminazione multipla vissuta dalle donne con disabilità

Basta silenzi sulle violenze e gli abusi subiti dalle donne con disabilità!

Un'immagine del Immagine tratta dal breve docufilm "Silenzi interrotti" di Ari Takahashi, realizzato in queste settimane per la FISH e per Differenza Donna

Nel corso dell’incontro pubblico intitolato “Donne con disabilità, violenze e abusi: basta silenzi!”, che si terrà domani, 11 dicembre a Roma, presso il Senato della Repubblica, verranno evidenziati i primi risultati prodotti nell’àmbito dell’indagine “VERA” (“Violence, Emergence, Recognition and Awareness”), proposta dalla Federazione FISH e dall’organizzazione Differenza Donna, ma verrà anche presentato il breve docufilm “Silenzi interrotti”, diretto da Ari Takahashi e si avvierà su tali situazioni un ampio confronto di riflessione, condivisione e azione

Violenza sulle donne con disabilità: inquietanti quei primi dati

Violenza sulle donne con disabilità: inquietanti quei primi dati

Non sono per niente incoraggianti i primi dati raccolti nell’àmbito dell’iniziativa denominata “VERA”, promossa dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e dall’organizzazione Differenza Donna, per portare alla luce il fenomeno della violenza sulle donne con disabilità, tanto diffuso quanto taciuto. Infatti, dai 450 questionari cui hanno risposto finora ragazze e donne con disabilità, emerge che il 31% di esse dichiara di avere subìto una qualche forma di violenza. Il questionario è sempre disponibile online ed è fondamentale raccoglierne il maggior numero possibile

La Convenzione di Istanbul e la violenza sulle donne con disabilità

"Donna nel vento"

Il 29 ottobre è stato trasmesso al “GREVIO” (il Gruppo di esperti/e sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica del Consiglio d’Europa) il “Rapporto delle Associazioni di donne sull’attuazione della Convenzione di Istanbul in Italia” (“Rapporto ombra”), riferito appunto alla Convenzione di Istanbul, trattato ratificato dall’Italia nel 2013, sulla prevenzione e la lotta alla violenza nei confronti delle donne e alla violenza domestica. In quel Rapporto le esigenze delle donne con disabilità vittime di violenza trovano certamente un’apprezzabile attenzione

Anche le donne con disabilità torneranno in piazza il 24 novembre

Un'immagine della manifestazione di Roma del 25 novembre 2017, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne dello scorso anno

«Sarà per noi un momento fondamentale, per denunciare ancora una volta la condizione di discriminazione multipla che vivono le donne con disabilità, come donne da una parte, come persone con disabilità dall’altra»: così Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), motiva l’adesione della propria organizzazione alla manifestazione nazionale di Roma del 24 novembre, promossa dal Movimento Non Una di Meno, alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Insieme alle donne con disabilità contro la violenza psicologica

Insieme alle donne con disabilità contro la violenza psicologica

“Rompiamo il muro del silenzio: insieme alle donne con disabilità contro la violenza psicologica”: si chiama così il convegno organizzato per il 24 novembre, presso l’Istituto dei Ciechi di Milano, dalla FAND Lombardia (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), nell’àmbito delle varie iniziative promosse in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre

Anche a Udine si parlerà di donne con disabilità

Anche a Udine si parlerà di donne con disabilità

Anche a Udine, come in altre città, si parlerà di donne con disabilità nel corso delle iniziative proposte in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre. Lo si farà il 27 novembre, durante l’incontro intitolato “Donne disabili: fra discriminazioni e pari opportunità”, e vi parteciperanno rappresentanti della FISH Friuli Venezia Giulia (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e dell’ENS di Udine (Ente Nazionale Sordi) e di MAP (Mobility Access Pass)

Donne con disabilità: quel Manifesto è un traguardo o un punto di partenza?

L'immagine scelta per la locandina del convegno del 24 novembre a Cagliari

Quello di domani, 24 novembre, a Cagliari, organizzato dalla Commissione Regionale per le Pari Opportunità, in occasione delle manifestazioni legate alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sarà quasi certamente il primo incontro pubblico in Sardegna ad affrontare il tema della disabilità al femminile e della doppia discriminazione connessa a tale condizione, e soprattutto includendo il tema stesso in un più ampio discorso generale, trattandolo cioè in maniera trasversale insieme a quello di genere

L’impegno dell’UICI per le donne con disabilità e contro la violenza

L’impegno dell’UICI per le donne con disabilità e contro la violenza

L’UICI Nazionale (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) ha formalmente aderito al “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, definendolo come «un documento di rilievo e di notevole valore etico che pone l’attenzione sul contrasto della discriminazione multipla che interessa le donne e le ragazze con disabilità». Contestualmente, l’UICI stessa ha invitato alla mobilitazione per la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne del 25 novembre prossimo

Donne con disabilità e violenza di genere: parlarne sempre di più

Una realizzazione grafica elaborata dal Centro Documentazione Handicap (CDH)/Cooperativa Accaparlante di Bologna

Si chiamerà “Donne con disabilità e violenza di genere”, il seminario in programma per il 12 novembre a Bologna, nell’àmbito del XIII Festival “La violenza illustrata”, iniziativa organizzata dall’Associazione Casa delle donne per non subire violenza, in collaborazione con il Centro Documentazione Handicap (CDH)/Cooperativa Accaparlante di Bologna. L’incontro vuole essere una finestra e un’occasione di dibattito sulla questione dell’intreccio tra disabilità e violenza contro le donne, un tema di cui è certamente opportuno parlare sempre di più e farlo in modo informato e qualificato

Sostenere quell’iniziativa, per migliorare la vita delle donne con disabilità

Sostenere quell’iniziativa, per migliorare la vita delle donne con disabilità

Un nuovo appello viene lanciato da Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che chiede a tutti, e in particolare alle Associazioni, di diffondere capillarmente l’iniziativa denominata “VERA”, promossa dalla Federazione insieme all’organizzazione Differenza Donna, per approfondire e portare alla luce il fenomeno della violenza sulle donne con disabilità, tanto diffuso quanto taciuto. E in primo luogo è necessario che tante donne con disabilità compilino il questionario che è uno strumento fondamentale per la riuscita dell’iniziativa

“Il corpo delle donne con disabilità”: un libro che dà anche speranza

“Il corpo delle donne con disabilità”: un libro che dà anche speranza

Pubblicato da Sara Carnovali, “Il corpo delle donne con disabilità. Analisi giuridica intersezionale su violenza, sessualità e diritti riproduttivi” è certamente un testo adatto agli operatori del diritto, ma dovrebbe essere letto anche dalle stesse persone con disabilità e da chi, a qualunque titolo, si occupi di disabilità, perché può contribuire ad educare lo sguardo a mettere a fuoco situazioni che, per essere affrontate in modo appropriato, vanno colte nella loro complessità. Quando poi elenca una serie di buoni esempi e non solo le criticità, è anche un libro che dà speranza

Donne con disabilità: un’indagine su violenze, abusi e molestie

Il logo dell'iniziativa "VERA", lanciato dalla FISH e da Differenza Donna, ove l'acronimo "VERA" sta per "Violence, Emergence, Recognition and Awareness" (ovvero, letteralmente, “Emergenza, riconoscimento e consapevolezza della violenza”)

Si chiama “VERA” (“Violence, Emergence, Recognition and Awareness”) ed è un’iniziativa della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e dell’organizzazione Differenza Donna, voluta per approfondire e portare alla luce il fenomeno della violenza sulle donne con disabilità, tanto diffuso quanto taciuto. A tal proposito raccogliere informazioni è fondamentale ed è per questo motivo che “VERA” ha proposto un semplice questionario, rivolgendosi a tutte le donne con disabilità e anche a quelle che ritengono di non aver subito violenze o abusi

Una storia politica comune con le donne con disabilità

Ha al centro una figura femminile stilizzata, con le braccia protese all'indietro, il viso proteso verso l'alto e una folta chioma rosa: è "Dissent of the Form - Pink Hair" ("Dissenso della forma - Capelli rosa") di Inger Nova Jorgensen, l'opera scelta per illustrare l'edizione 2018-2019 di "8 mesi stop femminiciio", la manifestazione dell'UDI Catania contro la violenza di genere

«Vogliamo una storia politica comune con le donne con disabilità»: è questa una delle motivazioni che ha spinto l’UDI Catania (Unione Donne in Italia) ad inserire un’azione di “Sostegno al 2° Manifesto delle Donne e delle Ragazze disabili” nell’ambito di “8 mesi stop femminicidio”, manifestazione contro la violenza di genere, avviata nel settembre scorso e che si protrarrà sino alla fine di maggio del nuovo anno, avendo come filo conduttore l’importante tema della “Dimensione del rischio nella vita delle donne”

Le donne con disabilità e il potere di incidere sulla propria vita

Le donne con disabilità e il potere di incidere sulla propria vita

«Ogni tanto – scrive Simona Lancioni – mi sorprendo ad aspettare che le donne con disabilità, orfane di un femminismo che le ha considerate ben poco, diventino “genitrici di se stesse”. Che riguardo al tema “genere e disabilità”, passino dal “me ne occupo se capita” al “faccio in modo che capiti, perché ho capito che devo impegnarmi personalmente nelle cose che mi riguardano”. Che spostino il tema dal cassetto delle “varie ed eventuali”, dove spesso tendono a riporlo, a quello delle priorità»