Editoriale
Propone interventi e opinioni di persone autorevoli legate alla Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, su tematiche legate all'attualità, alle politiche per la disabilità, ad eventi di rilievo per il settore.
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«Tengo famiglia con disabilità!»
(di Giorgio Genta) «Forse in un Paese dove le tasse le pagano prevalentemente i più poveri, le abitazioni vengono concesse ad affitti ultra-equi solo ai più ricchi, i fondi per coprire le multe delle ormai storicamente famose "quote latte" vengono stornati da quelli destinati all'assistenza ai malati gravi, in un tale Paese, dicevamo, finché esisteranno genitori, sorelle, fratelli e talvolta persino amici, che giornalmente e incessantemente si adoperano per consentire la miglior vita possibile alle persone con disabilità, esisterà ancora una possibilità che non tutto sia andato perduto...» (continua...)
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E se i giornalisti fanno bene il loro mestiere...
(di Franco Bomprezzi*) Ha fatto un certo effetto leggere il racconto di Beppe Casadio, sindacalista della CGIL, già ritenuto possibile successore di Cofferati, recentemente diventato una persona con disabilità che ha dovuto trascorrere diciotto mesi della propria vita a cercare di dimostrarlo, per ottenere il certificato di invalidità. Ha fatto un certo effetto anche perché lo si è letto in quello stesso giornale che poco tempo prima aveva ospitato le "sparate" del presidente dell'INPS Antonio Mastrapasqua, volto a magnificare i numeri della lotta dell'Istituto ai cosiddetti "falsi invalidi", subito smentito, però, da più parti, anche all'interno dell'INPS stesso. Casadio ce l'ha fatta non solo perché ha ragione, ma anche perché ha alle spalle un grande sindacato, come la CGIL, che sta prendendo a cuore la vicenda dei controlli indiscriminati dell'INPS sulle certificazioni di invalidità. Ha recentemente scritto Nina Daita, responsabile dell'Ufficio Politiche sulla Disabilità della stessa CGIL: «La disabilità in questo Paese sta diventando un crimine». Già. Ma forse, se i giornalisti fanno bene il proprio mestiere, non tutto è perduto (continua...)
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Quei medici dell'INPS e l'Italia dei veri «responsabili»
(di Franco Bomprezzi*) Mai come oggi è indispensabile confidare nel senso di responsabilità dei tanti bravi servitori della cosa pubblica, dai funzionari delle amministrazioni centrali e locali, ai medici, agli operatori al servizio dei cittadini. Infatti, nel vuoto della politica e nel disastro delle istituzioni, la disobbedienza civile di fronte a ordini sconclusionati o illegittimi, e, di converso, il senso del dovere nei confronti delle persone più deboli ed esposte, ci possono ancora salvare dal peggio. Prima che sia troppo tardi. E un buon esempio di vera "responsabilità" è arrivato nei giorni scorsi dall'Associazione dei Medici INPS, in riferimento al fallimento sostanziale dei nuovi procedimenti di riconoscimento e accertamento dell'invalidità civile (continua...)
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Abbassiamo pure i toni, ma vogliamo risposte chiare
(di Franco Bomprezzi*) D'accordo, "si abbassino i toni", come chiede il Presidente della Repubblica, ma perché c'è la strana sensazione che al momento - e già da lungo tempo - rischino di farlo soprattutto coloro che, come le persone con disabilità, la voce non l'hanno mai avuta, perché tanto nessuno li avrebbe mai ascoltati seriamente? (continua...)
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Permessi lavorativi: sospensioni in arrivo
(di Carlo Giacobini) Dopo le modificazioni della Legge 104/1992, in materia di permessi lavorativi, l’INPS mette in moto i propri controlli per verificare se quei benefici siano conformi o meno alle nuove disposizioni. Nel frattempo l'Istituto che assicura gran parte dei dipendenti del settore privato, sospende il pagamento dei permessi lavorativi "dubbi". (continua...)
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Stiamo davvero toccando il Fondo
(di Franco Bomprezzi*) Misure drastiche come quelle contenute nella cosiddetta "Legge di Stabilità 2011" rischiano davvero di riaprire le porte degli istituti, di favorire la reclusione in casa delle persone con disabilità, che si troveranno senza assistenza domiciliare, senza servizi, senza sostegno alla Vita Indipendente, che faticosamente si stava diffondendo anche grazie all’impegno di alcune Regioni. E se teniamo conto del fatto che la Legge di Stabilità dev'essere votata prima del dibattito sulla fiducia-sfiducia al Governo Berlusconi - in programma il 14 dicembre - si può facilmente immaginare quanto stretto sia questo passaggio per chi voglia intervenire, seriamente, allo scopo di evitare una piccola "catastrofe sociale". Alla vigilia di un altro 3 dicembre, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, si auspicherebbe almeno il buon gusto di non inventarsi celebrazioni pubbliche, ma anche su questo, probabilmente, saremo clamorosamente smentiti (continua...)
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Non si dà fuoco al compagno disabile!
(di Giorgio Genta*) Al di là però dell'ironia scelta per intitolare questo articolo, l'ennesimo episodio di violenze nei confronti di un ragazzo con disabilità - che oltre alle botte, avrebbe addirittura subìto un tentativo "di incendio" - deve stimolare un'attenta e seria riflessione sull'educazione e sul difficile compito delle famiglie, in una società dove chi grida di più sembra sempre avere ragione (continua...)
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Ministro Brunetta, le dobbiamo tutti delle scuse...
(di Carlo Giacobini) Infatti, dopo mesi in cui lo stesso Ministro aveva testualmente ripetuto «che era ora di finirla con i furbetti che approfittano dei permessi della Legge 104, per fingere di assistere i “nonnetti invalidi”», quanto emerge ora dall'articolo 24 del Collegato Lavoro, approvato definitivamente alla Camera, non solo non intacca i diritti delle persone con disabilità, ma amplia addirittura a dismisura i beneficiari dei permessi lavorativi. Solo ora, dunque, capiamo che il Ministro "scherzava", quando strillava la propria rabbia contro «i fannulloni della Legge 104» e poco importa se secondo alcune "malelingue" il prodotto finale di due anni e mezzo di lavoro è solo «un ridicolo pastrocchio giuridico»... (continua...)
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È ora di far suonare un campanello d'allarme
(di Franco Bomprezzi) Un assessore all'Istruzione dichiara che «non serve a nulla insistere nell'integrazione scolastica di alunni con disabilità psichiche», un insegnante di armonia (!) che «bisognerebbe fare delle classi differenziate per loro»... Reagiscono le associazioni, assai meno gli organi d'informazione, come se l'opinione pubblica stesse assorbendo senza reagire questi segnali di deterioramento civile. «Non credo che si debba enfatizzare ogni segnale di cretineria - scrive Franco Bomprezzi - però un campanello d'allarme deve risuonare da qualche parte» (continua...)
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Alziamo la voce contro la condanna a morte di Teresa Lewis
(di Franco Bomprezzi) Mentre attorno alla vicenda di Sakineh si è realizzata - sia pur tardivamente - una vasta mobilitazione, la storia di Teresa Lewis - che potrebbe presto essere la prima donna condannata a morte in Virginia dopo quasi un secolo, nonostante i suoi gravi problemi mentali - sembra confinata in sordina fra i tanti appelli contro la pena di morte negli Stati Uniti. Ma non bisogna avere paura di alzare la voce contro la pena di morte, anche negli Stati Uniti, proprio perché sono una grande democrazia e un Paese a noi tanto vicino. Inutile dire, poi, che nei confronti di Teresa Lewis c’è anche una palese violazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Ma non c’è bisogno di cercare solidarietà facendo leva sulla disabilità mentale. È solo un'aggravante cinica e spietata (continua...)
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