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  • L'autismo, la scuola e l'indifferenza delle Istituzioni (di Autismo Parliamone*)
    Perché continuano ad esserci genitori costretti a vedere il loro figlio con autismo restare per cinque ore fuori dall'aula di scuola, a passeggiare con l'insegnante di sostegno? «E quanto ancora dovremo aspettare - si chiedono i genitori che danno vita al portale web Autismo Parliamone - per avere un personale qualificato e far sì che i nostri figli con autismo possano ottenere il migliore ambiente possibile?» (continua...)
  • Una visione burocratica della cultura dell'inclusione  
    È arrivata direttamente dal Ministero dell'Istruzione - su sollecitazione di alcuni parlamentari - la decisione di ripristinare tutte le ore di sostegno a una studentessa con disabilità. Ma c'è chi pensa che questa «non sia una vittoria della cultura dell'inclusione, bensì della visione burocratica e non flessibile di quella stessa cultura». A dichiararlo è Salvatore Nocera, vicepresidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), che qui ne spiega le ragioni (continua...)
  • Tagliare il sostegno è anche un danno esistenziale  
    Lo ha stabilito in una serie di recenti Sentenze il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sardegna, che oltre dunque a condannare il Ministero dell'Istruzione al pagamento delle spese processuali, ha stabilito anche - nei casi in cui i danni fossero stati richiesti - un risarcimento di 2.000 euro «per il danno esistenziale». Un risultato che è il frutto di una battaglia incominciata già più di un anno fa da numerosi genitori di bimbi e ragazzi con disabilità (continua...)
  • E il Presidente della Provincia insiste: «meglio classi separate»! (di Associazione Down Friuli Venezia Giulia*)
    Parliamo di Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine, che non solo ha ribadito il concetto che gli alunni con disabilità starebbero meglio «in classi separate» e che quelli con disabilità intellettive andrebbero preferibilmente «avviati a percorsi lavorativi», ma lo ha fatto questa volta non più durante un convegno, ma nella sede istituzionale del Consiglio Provinciale che lui stesso presiede. In realtà, come denuncia l'Associazione Down Friuli Venezia Giulia, «il presidente Fontanini, lungi dal poter negare quanto le Leggi dello Stato garantiscono, dovrebbe invece chiedersi come renderle applicative, in base alle sue responsabilità e competenze» (continua...)
  • Una precisazione su quella Sentenza del TAR Campania (di Salvatore Nocera*)
    Mettere in guardia le famiglie sulla necessità di fare richieste plausibili ai Tribunali Amministrativi Regionali, non significa "terrorizzarli", ma semplicemente cercare di evitar loro di dover sostenere le alte spese di una causa legale, nel caso di rigetto del ricorso. Riguardo alle ore di sostegno, quindi, meglio sempre chiederne un congruo aumento e non un numero spropositato (continua...)
  • Prosegue il confronto di FAND e FISH con il Ministero  
    Sostegno, classi sovraffollate, formazioni obbligatoria di tutti i docenti rispetto ai temi della disabilità, formazione in servizio e necessaria riattivazione dell'Osservatorio Scolastico Ministeriale, tra i temi trattati nel corso di un incontro di FAND e FISH, le Federazioni delle associazioni di persone con disabilità, con i dirigenti del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (continua...)
  • Si sono persi qualcosa, quegli insegnanti in aspettativa? (di Edi Fuart*)
    A esprimere il dubbio è l'ANFFAS del Friuli Venezia Giulia, di fronte alla recente esternazione del presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, secondo il quale, per gli alunni con disabilità sarebbe auspicabile un percorso scolastico differenziato, in classi dedicate. Infatti, sia Fontanini, sia il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia, Paride Cargnelutti - che si sarebbe dichiarato d'accordo - sono insegnanti in aspettativa e forse, essendo attualmente lontani dal mondo della scuola, non si sono accorti della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e della sua ratifica da parte dell'Italia, oltre che di tante altre leggi di questi anni... Al duro dissenso espresso dall'ANFFAS Friuli Venezia Giulia, si associa anche l'Associazione Progetto Autismo FVG (continua...)
  • Quando ci sveglieremo dal Lungo Sonno? (di Franco Bomprezzi)
    Che "meraviglia", la classe differenziata che vorrebbe il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini! Tutti i disabili insieme, in un luogo lindo, pieno di colori, e separato. Così non li vediamo più, non ci danno fastidio, non "ritardano" i nostri figli geniali, quelli che sono sempre belli e bravi, la gioia di mamma e papà... Ma a questo punto, già che ci siamo, perché non aboliamo anche la scuola dell’obbligo, lasciandola solo alle famiglie benestanti, con i figli per bene, educati e intelligenti? (continua...)
  • Non stanchiamoci di ripeterlo: la scuola è luogo e patrimonio di tutti!  
    Che sia l'attuale clima politico e sociale del nostro Paese a favorire l'infittirsi di pubbliche dichiarazioni contro la "scuola di tutti", ove si esprimono apertamente posizioni che magari prima non venivano esplicitate? Vien da pensarlo una volta ancora, dopo avere letto le parole pronunciate dal presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini, un ex insegnante, secondo il quale «il modello tedesco di percorsi differenziati per ragazzi con problemi, potrebbe funzionare meglio». E tuttavia, come è stato chiaramente stabilito sin dal 1977, e come ha ribadito recentemente anche un documento fondamentale come la Convenzione ONU sui Diritti delle persone con Disabilità, la scuola dev'essere luogo e patrimonio di tutti, senza esclusione alcuna e una «marea di persone», per usare le parole di Marina Cometto, si opporrebbe a un "salto nel passato" (continua...)
  • L'istruzione è un diritto fondamentale e non si può «distribuire»! (a cura di Stefano Borgato)
    Non siamo noi a rispondere così a quella dirigente scolastica che ha parlato della necessità di «diritti da distribuire» tra alunni con grave disabilità. A farlo, infatti, sono la Costituzione Italiana, la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e la Sentenza n. 80/10 della Corte Costituzionale, per citare solo i casi più importanti di quell’ampia normativa nazionale e internazionale che le dà torto. E nemmeno parlare di un bimbo con grave disabilità come di "alunno H" serve a dare il buon esempio... (continua...)

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