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Approfondimenti

  • È la scuola che dovrebbe essere al servizio dello studente (specie se disabile) (di Francesco Marcellino*)
    Nel fare il punto della situazione circa l'anno scolastico in corso, sul tema dell'insegnamento specializzato di sostegno per gli alunni con disabilità, balzano all'occhio i provvedimenti dei Tribunali Amministrativi Regionali e del Consiglio di Stato tramite i quali su una visione "matematica" della distribuzione delle risorse, prevale invece quella delle effettive esigenze rilevate come adeguatamente specificate nella documentazione clinica dell'alunno. Ma la questione dell’istruzione - già tema importante di per sé, in quanto garanzia del futuro culturale del Paese - dovrebbe essere seriamente dibattuta e risolta "prima e fuori" delle aule giudiziarie, con interventi congiunti di politica, economia, sindacati, rappresentanti di categoria, scuola, sanità, associazionismo e famiglie, comprovando tra l'altro che queste ultime non chiedono certo maggiori costi, ma solo il rispetto dei diritti (continua...)
  • Ore di sostegno: due pesi e due misure (di Elena Santa Carlomagno*)
    Non è accettabile che un diritto costituzionale possa essere sottoposto a limitazioni o ristrettezze economiche e che a fare sacrifici, in tempi di crisi, siano solo alcuni, scelti a caso, seguendo logiche pensate a tavolino, di numeri e di convenienze, attuate non considerando il diritto alla salute e all’istruzione e quindi alla dignità delle persone su cui la decisione si abbatte. Eppure due provvedimenti sul sostegno agli alunni con disabilità, espressi nei giorni scorsi dal TAR della Basilicata e da quello del Lazio marciano in direzione del tutto contrario, pur riguardando situazioni analoghe (continua...)
  • Etimologia del verbo educare: ovvero ogni uomo è un progetto (di Giuseppe Felaco*)
    Troppo pessimistico e provocatorio il quadro qui tratteggiato dal genitore di un alunno con disabilità sulla reale situazione dell'inclusione nella scuola? Ed è condivisibile sostenere che «l'Italia si sia fermata semplicemente all'inserimento in classi comuni dei bambini con disabilità» o quasi, lasciando incompiuto tutto ciò che sarebbe poi servito fare? O che un Gruppo di Lavoro Handicap si svolga come "un'inutile commedia" e l'insegnante di sostegno sia a malapena tollerato dai colleghi curricolari? Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo (continua...)
  • Si «recita a soggetto», a spese di un bambino di quattro anni (di Alessandra Corradi*)
    Ma questa quotidiana e assurda "odissea" raccontata da una nostra lettrice, per far sì che il proprio figlio con disabilità possa usufruire di un diritto garantito dalla legge, come quello del trasporto scolastico, è semplicemente un “caso estremo" oppure molte altre famiglie nel nostro Paese potrebbero raccontare vicende analoghe? Si tratta solo di singoli casi di incompetenza da parte dei responsabili oppure sono situazioni sin troppo frequenti? (continua...)
  • L'integrazione scolastica degli alunni con disabilità (a cura del CNEL*)
    «Un documento nel quale vengono sostanzialmente condivise le idee più volte espresse sulla materia dalla FISH»: è questo il commento di Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, di fronte al testo che qui presentiamo in forma integrale, approvato all'unanimità pochi giorni fa - esattamente il 29 novembre - dall'Assemblea del CNEL (Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro) (continua...)
  • Alcune condizioni necessarie per poter proseguire con l'integrazione (di Salvatore Crispi*)
    E sono necessarie soprattutto in una realtà come quella siciliana, dove i momenti di disagio e di grave difficoltà attraversati dall'intero mondo scolastico e nei confronti degli alunni con disabilità hanno ripercussioni ancora più gravi, perché sul territorio dell'isola non esistono, o sono pochi, i servizi che potrebbero essere alternativi alla scuola, in grado comunque di fornire una continuità assistenziale che funga anche da veicolo per una reale integrazione sociale (continua...)
  • L'ANFFAS ottiene in Sicilia le prime risposte sull'inclusione scolastica (di Gabriella d'Acquisto* e Roberto Speziale**)
    Sono le risposte dell'Ufficio Scolastico Regionale e di quelli Provinciali - in particolare a Messina - alle richieste provenienti qualche tempo fa dall'Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, volte a verificare le violazioni dei diritti degli studenti con disabilità, segnalate da più parti. Un'azione che la stessa ANFFAS non esclude di riproporre in altre Regioni, chiedendo anche alle famiglie di rendersi parte attiva presso le Istituzioni Scolastiche (continua...)
  • Quelle «scuole polo» di Genova attuano un'integrazione «a gambero» (di Giorgio Genta*)
    Presentata anche dagli organi d'informazione come un'esperienza all'avanguardia, quella delle cosiddette "scuole polo" - che realizzano l'integrazione mettendo alunni non disabili in strutture con numerosi alunni con gravi disabilità - appare in realtà come una sorta di integrazione "a gambero", dal momento che la vera forma di inclusione scolastica passa sempre per due princìpi fondamentali, quelli del resto garantiti dalla legislazione italiana: "alunni speciali in classi normali" e "gravità della disabilità che mai può essere motivo di esclusione" (continua...)
  • Quell'Osservatorio è una «scatola vuota», ma è giusto uscirne?  
    È perentorio Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), nel dichiarare che la Consulta Ministeriale dell'Osservatorio sull'Integrazione Scolastica - costantemente snobbata dall'attuale Ministro dell'Istruzione - non funziona per niente e che da questa «scatola vuota» la stessa FISH è convinta di uscire. Secondo altre voci, invece, come quella del Gruppo Genitori Tosti - costituito da familiari di persone con grave disabilità - forse dovrebbe essere qualcun altro ad andarsene e non le Associazioni... (continua...)
  • La figura fondamentale è l'insegnante curricolare (di Giuseppe Felaco*)
    Secondo la presente opinione, infatti, è ponendo come fondamento proprio l'insegnante curricolare che si potrà arrivare a una vera e concreta integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Ed è questo il tempo in cui tutti - non ultimi i genitori, che sono «nel cuore dei problemi, ma lontano dai luoghi dove si prendono le decisioni» - sono chiamati ad assumersi una maggiore responsabilità. Viene quindi lanciata anche una proposta provocatoria, ma non troppo: convertire i fondi che servono per pagare gli stipendi agli insegnanti di sostegno, in incentivi mensili da assegnare a quelli curricolari che abbiano classi dove siano presenti alunni con disabilità (continua...)

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