Approfondimenti
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Quelle «scuole polo» di Genova attuano un'integrazione «a gambero»
(di Giorgio Genta*) Presentata anche dagli organi d'informazione come un'esperienza all'avanguardia, quella delle cosiddette "scuole polo" - che realizzano l'integrazione mettendo alunni non disabili in strutture con numerosi alunni con gravi disabilità - appare in realtà come una sorta di integrazione "a gambero", dal momento che la vera forma di inclusione scolastica passa sempre per due princìpi fondamentali, quelli del resto garantiti dalla legislazione italiana: "alunni speciali in classi normali" e "gravità della disabilità che mai può essere motivo di esclusione" (continua...)
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Quell'Osservatorio è una «scatola vuota», ma è giusto uscirne?
È perentorio Salvatore Nocera, vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), nel dichiarare che la Consulta Ministeriale dell'Osservatorio sull'Integrazione Scolastica - costantemente snobbata dall'attuale Ministro dell'Istruzione - non funziona per niente e che da questa «scatola vuota» la stessa FISH è convinta di uscire. Secondo altre voci, invece, come quella del Gruppo Genitori Tosti - costituito da familiari di persone con grave disabilità - forse dovrebbe essere qualcun altro ad andarsene e non le Associazioni... (continua...)
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La figura fondamentale è l'insegnante curricolare
(di Giuseppe Felaco*) Secondo la presente opinione, infatti, è ponendo come fondamento proprio l'insegnante curricolare che si potrà arrivare a una vera e concreta integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Ed è questo il tempo in cui tutti - non ultimi i genitori, che sono «nel cuore dei problemi, ma lontano dai luoghi dove si prendono le decisioni» - sono chiamati ad assumersi una maggiore responsabilità. Viene quindi lanciata anche una proposta provocatoria, ma non troppo: convertire i fondi che servono per pagare gli stipendi agli insegnanti di sostegno, in incentivi mensili da assegnare a quelli curricolari che abbiano classi dove siano presenti alunni con disabilità (continua...)
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Lombardia: la scuola è iniziata, ma non per tutti
A distanza di un mese dall’inizio dell’anno scolastico, numerose sono le segnalazioni pervenute a LEDHAScuola (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità), da parte di famiglie di bambini e ragazzi con disabilità della Lombardia, che lamentano soprattutto un'inadeguata e insufficiente assegnazione delle ore di sostegno ai loro figli, fino ai casi limite di quegli alunni con disabilità che ancora non hanno potuto cominciare le lezioni per il ritardo nel reperimento degli insegnanti (continua...)
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Ma quali «Teste ben Pensanti» potremo mai formare?
(di Grazia Pulito* e Angela Castagna**) I vari disagi per gli alunni con disabilità coincidenti con questo inizio di anno scolastico fanno riflettere, pensando anche che qualcuno disse: «La scuola è un laboratorio da cui devono uscire delle "Teste ben pensanti" per il nostro futuro». Ma in quale modo questo potrà succedere, soprattutto al Sud d'Italia, se si continuerà a non istituire i Gruppi di Lavoro per l'Handicap nelle scuole, a non programmare Piani dell'Offerta Formativa adatti ai bisogni speciali e a non acquisire ausili tecnici adeguati? Se lo chiedono le responsabili di due associazioni pugliesi (continua...)
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Cari dirigenti scolastici...
(di Giuseppe Felaco*) «I buoni risultati per l'integrazione scolastica - vien detto - non arrivano perché le ore di sostegno sono insufficienti»: ma c'è chi pensa che non sia così e che gran parte della responsabilità vada proprio a quei dirigenti scolastici che delegando ad esempio l’integrazione ai soli insegnanti di sostegno, non hanno saputo accettare una sfida e risolvere innanzitutto la solitudine e il senso di vergogna di tanti ragazzi con disabilità che "non capiscono". Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo (continua...)
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Alunni con disabilità e livelli essenziali d’istruzione: modalità d’uso
(di Francesco Marcellino*) I livelli essenziali di istruzione nel nostro Paese e i diritti realmente esigibili: proviamo a capire cosa possono fare da una parte dirigenti scolastici e insegnanti, dall'altra i genitori degli alunni con disabilità, in questo caldo inizio dell'anno scolastico 2009-2010, contraddistinto da tanta preoccupazione, soprattutto per i numerosi casi di riduzione delle ore di sostegno, per la riduzione o la mancanza dell'assistenza di base e di quella specialistica e anche per i problemi legati alla formazione delle classi (continua...)
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Più facile un terno al lotto che non far rispettare il diritto allo studio!
(di Gabriella d'Acquisto*) «Ma qual è il criterio, il "senso di giustizia" che può motivare il taglio delle ore di sostegno o la presenza di tre, quattro alunni con disabilità in una classe? Forse il nostro Paese non può o non vuole più permettersi i costi della presenza a scuola dei nostri figli "diversi"?». Se lo chiede con amarezza Gabriella d'Acquisto, presidente dell'ANFFAS Sicilia, di fronte a un anno scolastico in cui sembra più facile vincere un terno al lotto che non far rispettare il diritto allo studio degli alunni con disabilità (continua...)
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Queste sono «classi speciali non dichiarate»!
(di Evelina Chiocca*) È la denuncia del CIIS (Coordinamento Italiano Insegnanti di Sostegno), di fronte al caso della scuola di Vercelli, dove, per motivi economici, si avrà una classe con sette studenti disabili su ventitré. Per questo e per varie altre ragioni, che fanno pensare a una vera e propria "scuola della non-inclusione", lo stesso CIIS - insieme ad altre associazioni e gruppi - promuove un seminario nazionale alla fine di ottobre a Roma, ove predisporre la prima Piattaforma per l'Inclusione Scolastica degli Alunni con Disabilità (continua...)
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I segnali sono incoraggianti, ma...
(di Franco Bomprezzi*) Le recenti Linee Guida prodotte dal Ministero della Pubblica Istruzione confermano senz'altro la scelta dell'integrazione scolastica come irreversibile e qualificante del sistema di istruzione italiano. Ma si riuscirà veramente a imprimere una sterzata alla prassi non positiva degli ultimi anni? Molto dipenderà dalle risorse economiche a disposizione, dal numero dei tagli al corpo docente, dall'accorpamento delle classi, dal numero di alunni con disabilità per classe, dal mantenimento del rapporto di un insegnante di sostegno ogni due alunni, dai trasporti, dall'assistenza personale e - ultimo, ma non certo ultimo - dall'effettiva collaborazione con le famiglie (continua...)
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