Approfondimenti
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Dislessia: è la scuola che deve riconoscere le specificità individuali
Ed è sempre la scuola che deve adattarsi ai bisogni formativi degli allievi (non viceversa), fornendo gli strumenti di apprendimento di cui ciascun bambino ha bisogno. Se dunque un bambino non riesce ad esprimersi con la penna, ma scrive bene con il computer, se legge solo "distruggendosi dalla fatica", mentre con la sintesi vocale può farlo più agevolmente, se ha bisogno della fotocopia ingrandita per poter completare un test e se con tutto ciò apprende e ha un buon rendimento scolastico, qual è il problema? (continua...)
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In difesa dell'inclusione scolastica
(Intervista ad Andrea Canevaro*) «La necessità di dedicare una maggiore attenzione al tema della difesa dell'inclusione scolastica degli alunni con disabilità nasce dallo stato di emergenza in cui ormai la scuola italiana si è venuta a trovare. La nostra percezione di addetti ai lavori, infatti, è quella di una volontà politica di smantellamento di un'eccellenza unica al mondo della scuola italiana e cioè proprio l'inclusione scolastica dei ragazzi con disabilità». È da queste premesse che Vito Bardascino, responsabile dell'Area Integrazione del Progetto "Scuole Aperte" (Assessorato all'Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione Campania), ha deciso di avviare una serie di interviste che nascono e proseguiranno con l'obiettivo dichiarato di «difendere l'inclusione scolastica», partendo da quella ad Andrea Canevaro, da anni una delle figure più autorevoli del settore. Ringraziamo naturalmente Vito Bardascino per la cortese concessione di tale intervista al nostro sito (continua...)
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Socrate e la disintegrazione scolastica
(di Gianni Papa*) Immaginiamo che il grande filosofo Socrate passeggi con i suoi discepoli per le strade di Varese e immaginiamo che si soffermi sull'inclusione scolastica dei bambini con autismo e più in generale con disabilità. Ascoltandolo, tutti dovrebbero riflettere e diventare più saggi... (continua...)
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Che fare dopo quella Sentenza della Corte Costituzionale
(a cura di Salvatore Nocera*) Dopo avere dedicato nei giorni scorsi un ampio approfondimento di Francesco Marcellino alla recente "storica" Sentenza della Corte Costituzionale che ha realmente segnato un punto fermo per il rispetto del diritto all'istruzione delle persone con disabilità, vediamo ora quali saranno alcune conseguenze pratiche di quel provvedimento (continua...)
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Se vera inclusione è, dev'esserlo anche a scuola!
(di Giampiero Griffo*) «Dobbiamo difendere questa nostra scuola pubblica, basata proprio sulle diversità», scrive Giampiero Griffo, «dobbiamo difenderla perché le sfide del mondo futuro saranno quelle di confrontarsi con nuove culture, con nuove etnie, con persone che hanno vissuto in modo diverso la vita, lo sviluppo sociale e culturale, ma che nello stesso tempo sono come noi titolari di diritti umani. E dev'essere una scuola inclusiva, senza classi speciali, che garantisca a tutti i sostegni adeguati, come bene ha compreso chi ha elaborato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, dalla quale arriva uno straordinario passaggio culturale: dal riconoscimento dei bisogni a quello dei diritti». Un'impresa ardua, forse, in un Paese come il nostro che non sa nemmeno valorizzare il proprio "primato" di educazione inclusiva, un Paese dove è proprio il Ministero dell'Istruzione a non far rispettare le leggi dello Stato. Ma un'impresa indispensabile (continua...)
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Insegnanti di sostegno e Corte Costituzionale: Giustizia è fatta!
(di Francesco Marcellino*) E al di là di questa doverosa esclamazione d'impulso, la Sentenza pronunciata in questi giorni dalla Corte Costituzionale segna realmente un punto fermo sul rispetto del diritto all'istruzione delle persone con disabilità. Eventuali prossimi interventi legislativi o amministrativi non potranno non tenerne conto (continua...)
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È la scuola che dovrebbe essere al servizio dello studente (specie se disabile)
(di Francesco Marcellino*) Nel fare il punto della situazione circa l'anno scolastico in corso, sul tema dell'insegnamento specializzato di sostegno per gli alunni con disabilità, balzano all'occhio i provvedimenti dei Tribunali Amministrativi Regionali e del Consiglio di Stato tramite i quali su una visione "matematica" della distribuzione delle risorse, prevale invece quella delle effettive esigenze rilevate come adeguatamente specificate nella documentazione clinica dell'alunno. Ma la questione dell’istruzione - già tema importante di per sé, in quanto garanzia del futuro culturale del Paese - dovrebbe essere seriamente dibattuta e risolta "prima e fuori" delle aule giudiziarie, con interventi congiunti di politica, economia, sindacati, rappresentanti di categoria, scuola, sanità, associazionismo e famiglie, comprovando tra l'altro che queste ultime non chiedono certo maggiori costi, ma solo il rispetto dei diritti (continua...)
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Ore di sostegno: due pesi e due misure
(di Elena Santa Carlomagno*) Non è accettabile che un diritto costituzionale possa essere sottoposto a limitazioni o ristrettezze economiche e che a fare sacrifici, in tempi di crisi, siano solo alcuni, scelti a caso, seguendo logiche pensate a tavolino, di numeri e di convenienze, attuate non considerando il diritto alla salute e all’istruzione e quindi alla dignità delle persone su cui la decisione si abbatte. Eppure due provvedimenti sul sostegno agli alunni con disabilità, espressi nei giorni scorsi dal TAR della Basilicata e da quello del Lazio marciano in direzione del tutto contrario, pur riguardando situazioni analoghe (continua...)
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Etimologia del verbo educare: ovvero ogni uomo è un progetto
(di Giuseppe Felaco*) Troppo pessimistico e provocatorio il quadro qui tratteggiato dal genitore di un alunno con disabilità sulla reale situazione dell'inclusione nella scuola? Ed è condivisibile sostenere che «l'Italia si sia fermata semplicemente all'inserimento in classi comuni dei bambini con disabilità» o quasi, lasciando incompiuto tutto ciò che sarebbe poi servito fare? O che un Gruppo di Lavoro Handicap si svolga come "un'inutile commedia" e l'insegnante di sostegno sia a malapena tollerato dai colleghi curricolari? Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo (continua...)
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Si «recita a soggetto», a spese di un bambino di quattro anni
(di Alessandra Corradi*) Ma questa quotidiana e assurda "odissea" raccontata da una nostra lettrice, per far sì che il proprio figlio con disabilità possa usufruire di un diritto garantito dalla legge, come quello del trasporto scolastico, è semplicemente un “caso estremo" oppure molte altre famiglie nel nostro Paese potrebbero raccontare vicende analoghe? Si tratta solo di singoli casi di incompetenza da parte dei responsabili oppure sono situazioni sin troppo frequenti? (continua...)
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