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Approfondimenti

  • Sembra passato un secolo da quella Torino olimpica... (di Andrea Pedrana)
    «Prima di farci scendere dalle piste immacolate del Sestriere, aiutateci a scendere dalle scale di casa...». Questo si chiedeva nel 2006, al tempo del grande evento delle Olimpiadi (e Paralimpiadi) Invernali di Torino. E invece, a giudicare dal numero di uffici pubblici che nel capoluogo piemontese risultano ancora vietati alle persone con disabilità, senza dimenticare gli attuali problemi che derivano dai buoni taxi, sembra proprio che da allora sia passato un secolo... (continua...)
  • ...E se puntassimo sulla Sostenibilità? (di Laura Cunico*)
    Il tema prescelto nel 2010 per l'Esposizione Universale di Shanghai sarà "Città migliore, miglior vita", ponendo per ben sei mesi l'attenzione su numerose e fondamentali categorie di qualità urbana, rivolte all'indispensabile binomio uomo/ambiente. E potrebbe essere anche un'ottima occasione per riflettere su un'architettura che diventi essa stesso il mezzo per una nuova cultura, entrando maggiormente nel sociale, come strumento di miglioramento della vita che rispetti le esigenze di ciascuno all’interno di ogni stato sociale, età, condizione fisica e percettiva (continua...)
  • Parcheggi tra le linee blu: perché quella Sentenza è discutibile (di Raffaello Belli*)
    «Una decisione destinata a far discutere», avevamo scritto nei giorni scorsi, parlando della recente Sentenza della Corte di Cassazione che aveva stabilito come anche le persone che espongono il contrassegno per disabili debbano pagare il parcheggio tra le linee blu, indipendentemente dal fatto che siano tutti occupati i posti riservati ai disabili stessi. Ed è stato proprio così, con alcuni Comuni che da una parte hanno già deciso di continuare a mantenere la gratuità, mentre dall'altra si susseguono le opinioni che ritengono quel provvedimento discutibile sotto vari aspetti. Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo (continua...)
  • Ma siamo sicuri che non sia un danno alla mobilità? (di Franco Bomprezzi*)
    Se una persona con disabilità deve rinunciare al posto destinato ai titolari di contrassegno - che ha dimensioni ben precise e possibilità più ampie per la salita e la discesa dall’auto - ed è costretta invece a scegliere un posto ordinario, delimitato dalle linee blu, lo spazio a disposizione è assai minore, e la manovra risulta assai disagevole. Forse, dunque, c'è qualcosa che non funziona in quella recente Sentenza della Cassazione, secondo la quale per le persone con disabilità la gratuità dei posti con le strisce blu sarebbe solo «un vantaggio economico e non un miglioramento della mobilità personale» (continua...)
  • Ancora troppi ostacoli alla libertà di spostarsi (di Barbara Cannetti)
    Anche d'estate resta quanto mai attuale il tema del trasporto di persone con ridotta mobilità e anzi, in corrispondenza con le vacanze, il perdurare di situazioni che talora rasentano l'assurdo - come quelle di chi è costretto a viaggiare nella stiva di una nave o di chi si vede ancora rifiutato in aereo, nonostante l'entrata in vigore di precise norme europee - rendono evidenti le troppe problematiche ancora irrisolte nel nostro Paese. Una breve panoramica dal trasporto privato a quello pubblico, segnalando anche alcune situazioni positive (continua...)
  • Gli architetti che vorremmo (Intervista a Laura Cunico)
    Ovvero dei "garanti" che operassero coniugando gli aspetti architettonici con i diritti personali di tutti, in modo tale che la progettazione di spazi consentisse lo star bene fisico e psicologico di ogni cittadino, assicurando un buon rapporto con l’ambiente circostante. Un "buon senso architettonico comune", ma anche un nuovo approccio che cambiasse completamente la stessa cultura della disabilità e dell'accessibilità. Purtroppo è noto che sin troppo spesso le cose vanno diversamente, ma è bello - oltre che indurre a un certo ottimismo per il futuro - vedere muoversi proprio su quei princìpi una neolaureata che ha recentemente ottenuto anche un premio per la sua tesi (continua...)
  • Quando la Progettazione Universale ne esce con le ossa rotte (a cura di Stefano Borgato)
    Un edificio bello e originale, sede di una struttura all'avanguardia mondiale in ambito di cura delle malattie oculari. E un auditorium che costituisce un vero e proprio "obbrobrio" dal punto di vista dell'accessibilità, oltre che un pericolo per l'incolumità di tutti. Accade a Mestre, nella sede della Fondazione Banca degli Occhi, recentemente inaugurata, ed è purtroppo la storia - che registriamo con grande rammarico - di una "nuova grande sconfitta" della Progettazione Universale, quella che vorrebbe ambienti utilizzabili da tutti, senza dover ricorrere - a posteriori - ad adeguamenti o a soluzioni speciali (continua...)
  • Roma e Lazio: non perdete questa grande occasione! (Intervista a Fabio Casadei)
    «Vedere la partita dove più mi piace, stare in sicurezza e potere anche bere una birra su un bancone a mia misura»: questo dovranno consentire - secondo Fabio Casadei, ex calciatore professionista e oggi presidente dell'Associazione Paraplegici di Roma e del Lazio - i due nuovi stadi di proprietà di Roma e Lazio, che dovrebbero ricalcare il modello inglese di complessi non solo adibiti alle partite di calcio, ma anche veri e propri centri di aggregazione. E per arrivare a strutture "super-innovative" anche dal punto di vista della fruibilità per tutti, bisognerà pensarci per tempo e non "a cose fatte" (continua...)
  • I diritti degli spettatori meno garantiti (di Franco Bomprezzi*)
    Negli stadi italiani di calcio, le persone con disabilità vengono trattate in genere da "tifosi di serie B", anche perché i posti accessibili sono spesso pochi e ricavati in qualche modo. Inoltre, per ragioni di sicurezza, non si consente ai disabili e ai loro accompagnatori di acquistare biglietti normali e andare dove meglio credono: un'ingiustizia palese, questa, per rimediare alla quale c'è il "trucco" della gratuità, il che impedisce di fatto qualsiasi diritto di un normale consumatore, compresa la protesta. E apre la strada ai piccoli soprusi e alle piccole discriminazioni, persino a favorire i tifosi di casa invece di quelli della squadra ospite... (continua...)
  • Quando i disabili consumano cultura in un angolo* (di Maddalena Botta*)
    Pur con alcuni punti discutibili,una Proposta di Legge del 2003 ci sarebbe già e consentirebbe di aumentare il numero dei posti riservati alle persone con disabilità in caso di spettacoli o altri eventi culturali, uniformando inoltre le regole riguardanti il pagamento dei biglietti. E tuttavia si tratta appunto di un Progetto di Legge che da ben sei anni giace nei "polverosi meandri" di Montecitorio. Quando se ne riparlerà? (continua...)

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