Approfondimenti
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Sono diventata «invisibile»!
(a cura di Stefano Borgato) «Era la prima volta che succedeva di vedere una persona in carrozzina fare la volontaria e non "l'ospite della struttura" e far riconoscere il mio ruolo, soprattutto dal personale, non è stato facile». Così Cristina Celsi, persona con disabilità in carrozzina, racconta la sua bella esperienza di volontaria internazionale in Belgio, all’interno di un istituto per persone con disabilità fisica e mentale, articolatasi attraverso la realizzazione di un cartone animato sulla vita affettiva e sessuale di quelle stesse persone. «Ma alla fine - conclude Cristina, che recentemente ha anche avviato a Pescara un'associazione impegnata sul fronte della partecipazione attiva e dell'autonomia delle persone con disabilità - sono riuscita a diventare "invisibile", come tutti gli altri volontari!» (continua...)
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Il cane non aiuta solo chi non ci vede
(a cura di Barbara Pianca) Cani che guidano persone non vedenti, ma anche cani che raccolgono e consegnano oggetti a persone con limitata mobilità, cani che segnalano la provenienza dei rumori alle persone non udenti e perfino cani in grado di individuare cellule tumorali: i migliori amici dell’uomo sono in grado di aiutare le persone con disabilità in molti modi. Ne parliamo con l’addestratore Igor Facco (continua...)
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Auto per ciechi o specchietto per le allodole?
(di Giulio Nardone*) Ci sono casi in cui le persone cieche vengono certamente prese come pretesto per coprire altri scopi scientifici o economici, se non per ottenere facili finanziamenti o vetrine prestigiose altrimenti irraggiungibili. Quello delle "auto guidate da ciechi" sembra proprio uno di questi casi, mentre probabilmente non lo è quello della cosiddetta "@-braille" (o "chiocciola-braille"), anche se la presentazione da parte degli organi d'informazione di questo sistema per l'accesso dei ciechi alla messaggistica nel web non rende certo un buon servizio a chi ci sta lavorando (continua...)
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In quegli anni stava nascendo qualcosa di nuovo...
(di Innocentino Chiandetti*) L'occasione è il ricordo, a quarant'anni dalla sua scomparsa, di un giovane sacerdote appassionato e "affamato di vita", don Piergiorgio Fain, dal quale prende oggi il nome la nota ONLUS di Udine - Comunità Piergiorgio, appunto - che riunisce persone con disabilità fisica nel proposito di autogestirsi e di favorire lo sviluppo integrale della persona, attraverso il recupero del maggior grado di autonomia possibile. Ma il testo che qui pubblichiamo non è un "semplice" ricordo, bensì un vero e proprio spaccato di "piccola grande storia", vissuta in prima persona, quando nel nostro Paese stavano realmente cambiando tante cose... (continua...)
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Senza Vita Indipendente nulla per me sarebbe possibile
(Intervista a Elisabetta Gasparini*) Sono parole di Elisabetta Gasparini, una delle persone più attive all'interno del Movimento Italiano per la Vita Indipendente, che conobbe questa filosofia di vita nell'ambito di un progetto europeo nel 1998 e fu subito un "amore a prima vista" (continua...)
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Come prestare l'assistenza domiciliare alle persone con grave disabilità
Quante ore di assistenza domiciliare sarebbero necessarie ad esempio in un caso di grave cerebrolesione o di gravi patologie neurologiche che comporti un'effettiva necessità per ventiquattr'ore su ventiquattro? Chiaramente ventiquattro, adottando una formula quasi tautologica. Ma mediando tra necessità e possibilità reali, vediamo quali dovrebbero essere le più ragionevoli caratteristiche per avere un valido servizio di assistenza domiciliare a una persona con disabilità grave o gravissima, esaminando in particolare il quadro di complessità assistenziale della persona stessa (continua...)
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Vita Indipendente per me significa vivere!
(di Francesca Penno*) «"Fare Vita indipendente" - scrive Francesca Penno - a volte non è facile e vuol dire anche sbagliare sulla propria pelle, ma è sempre un modo per sentirsi liberi di gestire la propria vita e le proprie scelte. In poche parole significa "semplicemente" vivere!». Il racconto di una donna affetta da una malattia neuromuscolare, che è stata la prima, in Provincia di Alessandria, ad usufruire del contributo per un progetto di Vita Indipendente e che su questa sua esperienza ha anche realizzato un video (continua...)
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L'assistenza domiciliare alla persona con disabilità grave
(di Giorgio Genta*) Si tratta della forma di relazione d'aiuto più avanzata e più gradita sia dalla persona interessata che dalla sua famiglia e Giorgio Genta, della Federazione Italiana ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi), prova a definirne l'esigibilità concreta, le prestazioni previste e la durata temporale. Un'analisi resa quanto mai attuale dalla triste vicenda di cronaca dei giorni scorsi, che ha visto la famiglia Crisafulli dichiarare di non poter più sostenere la mancanza di assistenza domiciliare (continua...)
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Non si possono «ingabbiare» le persone con disabilità psichica
(di Mauro Curioso) Ci vogliono leggi moderne e aggiornate, ma anche politiche e azioni specifiche: la cultura dei diritti, infatti, va riconquistata ogni giorno, in modo tale da poter concretamente affermare quelli delle persone che vivono in condizioni di disabilità. E per le persone con disabilità psichica e/o intellettiva spesso la questione è ancor più complessa (continua...)
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Non è vero che la Convenzione non parla di sesso, ma come ne parla?
(di Simona Lancioni) Quello che c'è nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità non è poco: vi si parla infatti del riconoscimento, del godimento e dell’esercizio - su base di uguaglianza con gli altri - di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale, civile o in qualsiasi altro campo. E anche se l'unico riferimento esplicito alla sessualità è relativo alla predisposizione di servizi sanitari, niente lascia ragionevolmente supporre che questa sfera fondamentale della vita sia esclusa da tale quadro (continua...)
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