Approfondimenti
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L'assistenza domiciliare alla persona con disabilità grave
(di Giorgio Genta*) Si tratta della forma di relazione d'aiuto più avanzata e più gradita sia dalla persona interessata che dalla sua famiglia e Giorgio Genta, della Federazione Italiana ABC (Associazione Bambini Cerebrolesi), prova a definirne l'esigibilità concreta, le prestazioni previste e la durata temporale. Un'analisi resa quanto mai attuale dalla triste vicenda di cronaca dei giorni scorsi, che ha visto la famiglia Crisafulli dichiarare di non poter più sostenere la mancanza di assistenza domiciliare (continua...)
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Non si possono «ingabbiare» le persone con disabilità psichica
(di Mauro Curioso) Ci vogliono leggi moderne e aggiornate, ma anche politiche e azioni specifiche: la cultura dei diritti, infatti, va riconquistata ogni giorno, in modo tale da poter concretamente affermare quelli delle persone che vivono in condizioni di disabilità. E per le persone con disabilità psichica e/o intellettiva spesso la questione è ancor più complessa (continua...)
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Non è vero che la Convenzione non parla di sesso, ma come ne parla?
(di Simona Lancioni) Quello che c'è nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità non è poco: vi si parla infatti del riconoscimento, del godimento e dell’esercizio - su base di uguaglianza con gli altri - di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali in campo politico, economico, sociale, culturale, civile o in qualsiasi altro campo. E anche se l'unico riferimento esplicito alla sessualità è relativo alla predisposizione di servizi sanitari, niente lascia ragionevolmente supporre che questa sfera fondamentale della vita sia esclusa da tale quadro (continua...)
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Ma perché la Convenzione non parla di sesso?
(di Bruno Tescari*) Come mai nell'ampio ventaglio di diritti umani citati nei primi articoli della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità manca quello a una libera e felice sessualità? Una dimenticanza o il segnale di qualcos'altro? La provocatoria riflessione arriva da Bruno Tescari - che già ha avuto modo di occuparsi in passato di tali questioni - con l'auspicio di rianimare un ampio dibattito su temi tanto delicati e importanti (continua...)
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Quando un disabile grave potrà autogestirsi anche in Abruzzo?
(di Nicolino Di Domenica*) Se lo chiede il responsabile del Movimento per la Vita Indipendente di quella Regione, facendo riferimento ai finanziamenti alla persona in forma indiretta, che consentono a quest'ultima di prendere decisioni riguardanti la propria vita e di svolgere attività di propria scelta, oltre che di affrontare le stesse difficoltà e di andare incontro alle medesime possibilità di successo o di fallimento di qualunque altro cittadino. Nel frattempo non ha ancora preso le mosse il tavolo tecnico promesso nell'estate scorsa dai funzionari preposti, per discutere una proposta di legge regionale sulla materia (continua...)
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L'accessibilità rende internet migliore per tutti
(a cura di Giuliano Giovinazzo*) Malgrado i progressi tecnologici mirati a rendere internet sempre più semplice da usare, il web non è poi così "spalancato" per moltissime persone e in particolare per quelle con diversi tipi di disabilità. Vediamo dunque cosa succede negli Stati Uniti - Paese con più di 50 milioni di persone con disabilità - dove si sta ad esempio diffondendo un concetto assai noto a chi conosce la cosiddetta "Progettazione Universale": ovvero che un internet più accessibile è migliore per tutti e non solo per le persone con disabilità (continua...)
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Niente su di Noi senza di Noi, nemmeno in caso di terremoto
(di Simonetta Capobianco* e Maria Pia Di Sabatino**) Le persone con disabilità vengono colpite spropositatamente in caso di disastri naturali e conflitti: ad esempio, dopo un terremoto come quello dell'aprile scorso in Abruzzo, possono sperimentare un'esacerbazione di situazioni già complesse, legate alla perdita di apparecchiatura assistiva, di un membro della famiglia o di un assistente, oltre all'improvvisa inagibilità o alla necessità di evacuazione di strutture al cui interno siano presenti numeri consistenti di persone non autosufficienti. Di una Protezione Civile "nuova", che sappia cioè farsi carico anche di queste esigenze, si è parlato a Coppito dell'Aquila, in un recente incontro, ove Associazioni come l'ANFFAS hanno evidenziato in particolare la necessità di coinvolgere direttamente le persone con disabilità, le loro famiglie e le loro organizzazioni, sia nel momento della più stretta emergenza che in quello della ricostruzione, fisica e non (continua...)
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Chiedergli di abbassarsi per insultarlo mi sembra davvero troppo!
(a cura di Giuliano Giovinazzo) Scene di vita quotidiana raccontate in prima persona da chi necessità del supporto di un assistente personale per quasi tutte le sue attività fisiche. Oltre all'ammirevole leggerezza con cui vengono abbozzati questi quadretti di "vita con degli estranei", uno degli aspetti più interessante è anche che il testo da noi presentato è stato pubblicato nelle pagine centrali di uno dei principali quotidiani inglesi («The Guardian»), fatto che non ci sembra si verifichi proprio nei giornali del nostro Paese... (continua...)
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Vita Indipendente: trasformare una filosofia in vita vissuta
(a cura dell'Associazione Consequor per la Vita Indipendente*) «Un programma e un lavoro congiunto, che possa essere raccolto da persone volonterose, in modo da giungere - in tempi ragionevolmente brevi - a un incontro di tanti soggetti individuali e gruppi che parlino esclusivamente di Vita Indipendente autodeterminata e autogestita per le persone con disabilità»: è questo il senso fondamentale della proposta di Consequor, associazione piemontese forte delle esperienze direttamente maturate per tanti anni dai propri componenti, che non guarda certo a una nuova associazione, ma a un vero e proprio "Coordinamento Nazionale", necessario per rendere esecutive le decisioni e le volontà di ogni gruppo o associazione e che prenda avvio dalle buone prassi già applicate in Piemonte e nel Friuli Venezia Giulia. Il tutto in attesa dell'ormai imminente Terza Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Torino, con l'auspicio che durante tale appuntamento possa emergere qualche soluzione concreta (continua...)
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Quanto e come si parlerà di Vita Indipendente a Torino?
(di Dino Barlaam*) Tre proposte di lavoro, per iniziare concretamente a ragionare su cosa fare per avviare un discorso nazionale sulla Vita Indipendente delle persone con disabilità: dare alle prestazioni sociali la dignità di livelli essenziali, condurre una campagna di sensibilizzazione nazionale sulla consapevolezza delle persone con disabilità, sostenere l'avvio e la discussione della Proposta di Legge giacente alla Camera sull'assistenza personale per la Vita Indipendente. Ma ci sarà il tempo per parlarne e per trarre conclusioni utili, durante la Terza Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Torino? (continua...)
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