Approfondimenti
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Niente su di Noi senza di Noi, nemmeno in caso di terremoto
(di Simonetta Capobianco* e Maria Pia Di Sabatino**) Le persone con disabilità vengono colpite spropositatamente in caso di disastri naturali e conflitti: ad esempio, dopo un terremoto come quello dell'aprile scorso in Abruzzo, possono sperimentare un'esacerbazione di situazioni già complesse, legate alla perdita di apparecchiatura assistiva, di un membro della famiglia o di un assistente, oltre all'improvvisa inagibilità o alla necessità di evacuazione di strutture al cui interno siano presenti numeri consistenti di persone non autosufficienti. Di una Protezione Civile "nuova", che sappia cioè farsi carico anche di queste esigenze, si è parlato a Coppito dell'Aquila, in un recente incontro, ove Associazioni come l'ANFFAS hanno evidenziato in particolare la necessità di coinvolgere direttamente le persone con disabilità, le loro famiglie e le loro organizzazioni, sia nel momento della più stretta emergenza che in quello della ricostruzione, fisica e non (continua...)
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Chiedergli di abbassarsi per insultarlo mi sembra davvero troppo!
(a cura di Giuliano Giovinazzo) Scene di vita quotidiana raccontate in prima persona da chi necessità del supporto di un assistente personale per quasi tutte le sue attività fisiche. Oltre all'ammirevole leggerezza con cui vengono abbozzati questi quadretti di "vita con degli estranei", uno degli aspetti più interessante è anche che il testo da noi presentato è stato pubblicato nelle pagine centrali di uno dei principali quotidiani inglesi («The Guardian»), fatto che non ci sembra si verifichi proprio nei giornali del nostro Paese... (continua...)
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Vita Indipendente: trasformare una filosofia in vita vissuta
(a cura dell'Associazione Consequor per la Vita Indipendente*) «Un programma e un lavoro congiunto, che possa essere raccolto da persone volonterose, in modo da giungere - in tempi ragionevolmente brevi - a un incontro di tanti soggetti individuali e gruppi che parlino esclusivamente di Vita Indipendente autodeterminata e autogestita per le persone con disabilità»: è questo il senso fondamentale della proposta di Consequor, associazione piemontese forte delle esperienze direttamente maturate per tanti anni dai propri componenti, che non guarda certo a una nuova associazione, ma a un vero e proprio "Coordinamento Nazionale", necessario per rendere esecutive le decisioni e le volontà di ogni gruppo o associazione e che prenda avvio dalle buone prassi già applicate in Piemonte e nel Friuli Venezia Giulia. Il tutto in attesa dell'ormai imminente Terza Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Torino, con l'auspicio che durante tale appuntamento possa emergere qualche soluzione concreta (continua...)
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Quanto e come si parlerà di Vita Indipendente a Torino?
(di Dino Barlaam*) Tre proposte di lavoro, per iniziare concretamente a ragionare su cosa fare per avviare un discorso nazionale sulla Vita Indipendente delle persone con disabilità: dare alle prestazioni sociali la dignità di livelli essenziali, condurre una campagna di sensibilizzazione nazionale sulla consapevolezza delle persone con disabilità, sostenere l'avvio e la discussione della Proposta di Legge giacente alla Camera sull'assistenza personale per la Vita Indipendente. Ma ci sarà il tempo per parlarne e per trarre conclusioni utili, durante la Terza Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità di Torino? (continua...)
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L'apparente «inutilità» del gioco
(di Giuseppe Felaco*) In realtà il gioco può e dovrebbe essere sempre anche capacità di interagire con il mondo, un modo di conoscere l'altro, ove nulla sia più diviso in "mio" e "tuo". Un gioco da intendere come "antidoto" all'isolamento che in persone già segnate da sindromi patologiche può solo rinforzare questo stato di fatto, portando le famiglie a comportamenti iperprotettivi, sorta di compensazioni che rischiano però di soffocare la personalità autonoma del bambino/ragazzo (continua...)
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Ma che casa, lassù in collina!
(a cura di Crizia Narduzzo*) Una struttura ricca di attività e servizi aperti a tutti, ben inserita nel suo territorio e all'insegna della totale integrazione. Si chiama "La Casa in Collina" ed è un interessante progetto promosso dalla UILDM di Pavia (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), sulle colline dell'Oltrepo Pavese, con l'obiettivo, tra gli altri, di creare un punto di riferimento come luogo d'incontro e accoglienza anche a livello europeo e internazionale (continua...)
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Indicatori tattili a terra: LOGES vs Vettore
Ancora sui percorsi tattili per non vedenti e ipovedenti. A prendere posizione è l'ADV (Associazione Disabili Visivi), con una lettera al nostro sito in cui ribadisce i tratti distintivi del Sistema LOGES e contesta le affermazioni dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), da noi riprese nelle scorse settimane. Infatti, dopo il circostanziato intervento del presidente dell’UICI, Tommaso Daniele, a favore del Sistema Vettore, nei giorni scorsi ci era giunta la replica di Giulio Nardone, presidente dell’ADV, alla quale avevamo dato spazio e nella quale si caldeggiava l’uso di LOGES, portando altrettanti dati e attaccando frontalmente le dichiarazioni dello stesso Daniele. Riteniamo dunque opportuno, per trattegiare nel modo più chiaro possibile i termini della questione, riprenderne i vari passaggi (continua...)
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Indicatori tattili a terra: la posizione ufficiale dell'UICI
(a cura di Carlo Giacobini) Il nostro unico auspicio è che il dibattito sugli indicatori tattili a terra, rivolti alle persone non vedenti e ipovedenti, possa ben presto portare ad un unico standard operativo valevole a livello nazionale, all'insegna di percorsi e soluzioni che tengano conto esclusivamente delle esigenze dei cittadini con problemi visivi (continua...)
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Le origini di quello sguardo sui disabili*
(di Matteo Schianchi**) È il suo stesso autore - Matteo Schianchi, ricercatore nel campo delle scienze sociali e persona con disabilità - a raccontare com'è nato il saggio "La terza nazione del mondo. I disabili tra pregiudizio e realtà": «con questo libro ho cercato di far convergere la mia dimensione personale con il mio percorso di ricerca, per porre la questione della disabilità come problema sociale ed esistenziale che riguarda tutti». E nell'opera, in linea con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, la causa dell'emarginazione non è l'handicap in quanto tale, ma lo sguardo che tutti posano, a livello individuale e collettivo, sulla disabilità (continua...)
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Dove ognuno si senta davvero a casa sua*
(di Luisella Bosisio Fazzi**) Esigenze fisiche, bisogni psicologici e affettivi, bisogni cognitivi e mantenimento delle competenze acquisite, bisogni spirituali e vita quotidiana: sono gli aspetti che devono sempre essere rispettati, protetti e assicurati, per far sì che una persona con disabilità - specie se in situazione di grande dipendenza - possa davvero sentirsi "a casa sua". Un'analisi ampia sul senso stesso dell'"abitare", con una "stella polare" costante, come la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (continua...)
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