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Lo stress del ministro Tremonti

Ad altro non si può pensare, infatti, di fronte a un ministro dell'Economia che dichiara pubblicamente «se le Regioni ci ridanno la delega per i controlli sulle pensioni d'invalidità, siamo assolutamente d'accordo», quando in ambito di invalidità, negli ultimi dieci anni, lo Stato ha accentrato sempre più le competenze, togliendole o non delegandole alle Regioni? Una puntuale e appropriata denuncia da parte della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap)

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti
Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti
«A margine dell'incontro con le Regioni sulla Manovra Finanziaria - si scrive in una nota diffusa dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) - il ministro dell'Economia Tremonti avrebbe dichiarato: "I governatori hanno chiesto la restituzione delle deleghe? Se intanto le Regioni ci ridanno la delega per i controlli sulle pensioni d'invalidità, siamo assolutamente d'accordo..."».
Ebbene, il ministro Tremonti non è nuovo ad affermazioni di questo tipo: ad esempio, durante una recente conferenza stampa sul federalismo fiscale, aveva avuto modo di esprimersi duramente contro il numero degli invalidi che sarebbe esploso a causa della Riforma del Titolo V della Costituzione, la quale - com'è noto - già dal 2001 (Legge Costituzionale 3/01) aveva attribuito una serie di competenze alle Regioni e agli Enti Locali.

E tuttavia, come ben sottolinea la FISH, «nell’ambito delle invalidità civili, negli ultimi dieci anni, lo Stato ha - al contrario - accentrato sempre più le competenze, togliendole o non delegandole alle Regioni». Infatti, «la valutazione degli stati invalidanti viene effettuata ricorrendo a un Decreto Ministeriale (e non a un provvedimento regionale) del 1992 [Decreto Ministeriale del 5 febbraio 1992, N.d.R.] e la composizione delle Commissioni è pure stabilita da norme nazionali».
Lo stesso «importo delle pensioni, indennità, assegni è stabilito dallo Stato, non dalle Regioni» e anche «il controllo di routine su tutti gli atti, sui verbali, sulle certificazioni è rimasto da sempre allo Stato, prima attraverso il Ministero del Tesoro e dal 2005 attraverso l’INPS».
E ancora: «Nelle cause civili relative all’invalidità, norme dello Stato hanno progressivamente ridotto e annullato il ruolo delle Regioni: oggi, in giudizio, presenzia lo Stato attraverso l’INPS. Alle Regioni è rimasta la competenza del primo accertamento delle condizioni sanitarie, ma su quelle valutazioni l’INPS (Stato) effettua, come detto, un controllo sistematico su tutti i verbali. Inoltre, dal primo gennaio 2010, nelle Commissioni ASL è imposta la presenza obbligatoria di un medico INPS» e «allo stesso Istituto spetta, sempre da quest’anno, l’ultima parola su tutti i riconoscimenti di invalidità e di handicap».
Ma non basta. Come rileva in conclusione la FISH, «alle Regioni è stata tolta pure la competenza della semplice raccolta delle domande di accertamento. Anche questa è affidata all’INPS. E che dire infine dei controlli straordinari? 200.000 nel 2009 e altri 600.000 da oggi al 2012? Non è un controllo affidato alle Regioni, ma se l’è tenuto lo Stato attraverso l’INPS».

Alla luce di tutto ciò, conclude la nota della FISH, si può ritenere «probabile che siano lo stress e la stanchezza di queste settimane di duro lavoro ad avere indotto il Ministro dell’Economia in un questo clamoroso scivolone antistorico e controfattuale». (S.B.)

Ufficio Stampa FISH, tel. 06 78851262, ufficiostampa@fishonlus.it.
Ultimo aggiornamento (Thursday 15 July 2010 19:07)