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Chi nega i diritti, cancella le persone

Questo il tema centrale della campagna di comunicazione partita in questi giorni, per volontà dei «Diritti alzano la voce», la rete formata da ventiquattro organizzazioni del Volontariato e del Terzo Settore italiano, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap). L'obiettivo - che verrà perseguito in tutti i vari organi d'informazione - è quello di porre all'attenzione dell'opinione pubblica la questione dei diritti di cittadinanza e in particolare di quelli sociali, non sufficientemente tutelati nella vita concreta della collettività

Il manifesto adottato per la campagna promossa dal network «I diritti alzano la voce»
Il manifesto adottato per la campagna promossa dal network «I diritti alzano la voce»
Un uomo qualunque, in giacca e cravatta, incappucciato, che prova a parlare, ma che - proprio a causa del cappuccio - riesce solo a farfugliare suoni indistinti e soffocati: è questa l’immagine su cui è costruita la campagna di comunicazione sui diritti di cittadinanza promossa da "I diritti alzano la voce", la rete formata da ventiquattro organizzazioni del Volontariato e del Terzo Settore italiano, tra cui anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap). Lo slogan su cui è basata la campagna recita: Chi nega i diritti, cancella le persone.
L'iniziativa - realizzata dall'Agenzia Consorzio Creativi - è partita con la pubblicazione di uno spot video, in anteprima, su «Repubblica.it», e proseguirà nei prossimi mesi, tentando di raggiungere testate giornalistiche nazionali e locali, siti web e social media. Verranno utilizzati sia lo spot video che quello radio di 15 secondi, oltre al manifesto, all'annuncio per la carta stampata e al banner, tutti prodotti visionabili nel sito dei "Diritti alzano la voce" (cliccare qui).
Sempre sul sito è stato attivato anche lo spazio denominato La tua storia, nel quale è possibile raccontare un'esperienza di violazione dei diritti vissuta in prima persona.

Con questa nuova campagna i promotori intendono porre all'attenzione dell'opinione pubblica la questione dei diritti di cittadinanza e in particolare di quelli sociali, non sufficientemente tutelati nella vita concreta della collettività.
Questioni cruciali come l'impoverimento crescente, l'allungamento della vita e la non autosufficienza, il sostegno alle persone con disabilità, la condizione di chi sta in carcere, la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare, attendono ormai da tempo risposte che le Istituzioni e gli altri addetti ai lavori stentano a realizzare.
A pesare negativamente è soprattutto un approccio - assai diffuso nel mondo politico, economico e nella stessa opinione pubblica - che vede nei diritti e nella spesa sociale un lusso che non potremmo più permetterci. In tal senso, il quadro dei tagli inferti negli ultimi anni alle politiche sociali è impressionante: tra il 2007 e il 2013 si prevede una riduzione degli stanziamenti a favore dei fondi nazionali da 1.594 a 144 milioni di euro! Il Fondo più importante, quello per le Politiche Sociali, passerebbe da 1 miliardo a 45 milioni di euro. Il Fondo Politiche per la famiglia da 220 milioni a 31. Azzerati, inoltre - com'è ben noto - il Fondo per la Non Autosufficienza e quello per l'Inclusione degli Immigrati. E ancora, il Fondo per le Politiche Giovanili verrebbe ridotto dai 130 milioni del 2007 agli 11 previsti per il 2013, il Fondo per le Pari Opportunità da 50 a 17 milioni e anche quello per l'Infanzia e l'Adolescenza perderebbe qualcosa, passando da 44 a 40 milioni.
Questo aveva deciso il Governo Berlusconi. Ora "I diritti alzano la voce" si propone - soprattutto tramite questa campagna - di evidenziare la necessità di tornare a "investire nel sociale", se si vuole davvero riformare il sistema di protezione sociale, come richiesto dal presidente della Repubblica Napolitano e come preannunciato anche da diversi esponenti del Governo Monti.

La campagna "I diritti alzano la voce" è nata nel 2009, quando cioè alcuni esponenti della società civile organizzata hanno cominciato a incontrarsi proprio per l'insoddisfazione provata dinanzi al modo in cui il welfare e i diritti sociali vengono trattati dalla politica e dai media.
La finalità principale è la promozione di una riforma del welfare fondata su alcuni fondamentali princìpi etici e politici: la riaffermazione del valore della Costituzione e dei diritti di cittadinanza; la denuncia rispetto alla crescita della povertà e delle disuguaglianze e all'uso del diritto penale e del carcere come risposta ai problemi sociali; la richiesta di una nuova politica, capace di farsi carico, prioritariamente, del bene e dei beni comuni; il valore del lavoro, dell'istruzione, della salute, della casa, di politiche fiscali progressive, di politiche sociali ancorate a diritti universali ed esigibili.
La campagna, va ricordato, promuove prese di posizione, relazioni con istituzioni e altri soggetti politici e sociali, iniziative di mobilitazione, momenti di riflessione e varie attività di comunicazione. (Giusy Colmo)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@auser.it (Giusy Colmo - Ufficio Stampa Auser); a.avenoso@cittadinanzattiva.it (Aurora Avenoso - Ufficio Stampa Cittadinanzattiva); ufficio.stampa@cnca.it (Mariano Bottaccio - Ufficio Stampa CNCA).
Ultimo aggiornamento (mercoledì 18 gennaio 2012 11:44)