Opinioni

Mai più di venti in classe, se ci sono alunni con disabilità!

Mai più di venti in classe, se ci sono alunni con disabilità!

«Nei giorni scorsi – scrive Gianluca Rapisarda – è iniziata in Commissione Cultura alla Camera la discussione su una Proposta di Legge che punta a fissare un tetto massimo di 22 studenti per ogni classe delle scuole primarie e secondarie del nostro Paese, allo scopo di combattere il fenomeno delle cosiddette “classi pollaio”. A tal proposito si può guardare con soddisfazione alle parole della Deputata che l’ha presentata e che sembrano portare alla conferma dell’inderogabilità di un massimo di 20 alunni per classe, in presenza di ragazzi o ragazze con disabilità»

Acquisizione delle autonomie e mondo del lavoro: quale ruolo per il tiflologo?

Jakob Savinšek, "Head of a Blind Boy" ("Testa di un ragazzo cieco"), Zagabria, Museo Tiflologico dell'Associazione dei Ciechi

«È auspicabile – scrive la tiflologa Valeria Tranfa – che ogni scuola dove è inserito un ragazzo con difficoltà visiva possa usufruire di un Servizio di Consulenza Tiflopedagogica, per confrontarsi con uno specialista che aiuti gli insegnanti e tutto il personale scolastico a porre l’accento, tra gli altri aspetti, anche sulle problematiche relative all’autonomia, per crescere ragazzi preparati sul piano degli apprendimenti, ma anche e soprattutto su quello personale, mettendoli in condizione di diventare autonomi, protagonisti appieno della propria vita»

Un salto indietro nel tempo di cinquant’anni?

Un salto indietro nel tempo di cinquant’anni?

«260.000 invalidi porteranno la propria pensione di invalidità a 780 euro, se vivono da soli. Se invece vivono in famiglia, noi diamo 1.300 euro al loro nucleo familiare e chi sta vicino a loro non dovrà chiedere di trovare un lavoro»: secondo ENIL Italia, tali recenti dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio «ci fanno compiere un salto indietro di cinquant’anni in poche frasi, spazzando via il concetto di vita indipendente, il diritto di scegliere dove, come e con chi vivere nonostante la disabilità, di essere soggetti attivi e di decidere per la propria vita in quanto liberi individui»

Bambini, adolescenti e adulti con autismo sempre più indifesi: perché?

Gabriele, giovane adulto con autismo

«Perché certi fatti accadono e si ripetono con puntualità?»: a chiederlo è Gianfranco Vitale, riflettendo sul caso di ripetuti maltrattamenti – solo l’ultimo di una lunga serie – riguardante alcuni minori con autismo o altre disabilità intellettive in un Istituto della Puglia. «Molto dipende – scrive – dalla formazione scadente e dalla mancanza di controlli e vigilanza da parte delle Istituzioni Pubbliche». Nell’affermare poi la necessità della videosorveglianza all’interno delle strutture, ritiene che di tali casi dovrebbe rispondere anche chi non ha adeguatamente vigilato

Si è aperto un nuovo spazio per ripensare il sostegno

Si è aperto un nuovo spazio per ripensare il sostegno

«La recente Sentenza del TAR del Lazio – scrive Salvatore Nocera – che ha annullato la formulazione degli organici di sostegno della Regione Siciliana per il 2019, ha decisamente aperto un nuovo spazio, per far sì che il Ministero dell’Istruzione ripensi alla formulazione degli organici dei posti di sostegno, attualmente assegnati senza guardare alle effettive esigenze degli alunni con disabilità, ma riferendosi a parametri automatici e remoti»

L’informazione è l’architrave dell’assistenza alle persone con disabilità

«Una partecipazione attiva da parte di chi si prende cura di un congiunto con disabilità – scrive Anna Maria Comito – presuppone la conoscenza dei servizi, la “centralità dell’informazione e della comunicazione”. Infatti, perché l’utente possa partecipare attivamente all’applicazione dei provvedimenti legislativi, occorre che gli sia garantito l’accesso ad idonee informazioni, che devono essere chiare, trasparenti, con interpretazioni precise e univoche, perché costituiscono l’architrave dell’assistenza delle persone con disabilità, tanto più quanto è più elevato il grado di disabilità»

Le feste sono finite

«Voglio fatti, cifre e prospettive – scrive Rosa Mauro -, non elemosine e belle parole. Di quelle ne ho sentite tante, soprattutto durante le feste. Ma i negozi si svuotano, i panettoni si ripongono, i regali non desiderati si nascondono da qualche parte. Noi non vogliamo regali, ma dignità e fatti. Perché ce li meritiamo, e dal Governo che si sbandiera “del cambiamento”, li pretendiamo»

Una Sentenza esemplare sui docenti “in deroga”

«Va accolta con grande favore – scrive Gianluca Rapisarda – quella recente Sentenza del TAR Lazio che entrando per la prima volta nel merito di come vengono determinati gli organici dei docenti di sostegno, ha stabilito che il ricorso frequente e indiscriminato a un numero eccessivo di insegnanti “ballerini”, non specializzati né abilitati, lede il sacrosanto diritto degli allievi con disabilità alla continuità didattica»

Quale orientamento per gli studenti con disabilità?

«Da ieri – scrive Alessandra Corradi – è iniziato il periodo utile per le iscrizioni al primo anno di ogni ordine di scuola. Per chi ha figli “normodotati”, il percorso è abbastanza agevole, ma come avviene l’orientamento per gli studenti con disabilità? Qualcuno se n’è mai occupato seriamente a livello ministeriale? E non si parla certo di piccoli numeri, se è vero che le stime ufficiali parlano di oltre 250.000 studenti con disabilità per il prossimo anno scolastico 2019-2020»

Uno sguardo oltre l’indifferenza

«L’Europa – scrive Gianluca Rapisarda – sembra soffrire di una sorta di “sindrome della Torre di Babele”, ove intere “categorie” di persone – tra cui anche quelle con disabilità – nella rappresentazione mediatica e conseguentemente nell’immaginario collettivo, esistono pressoché solo come stereotipo. Pertanto, il primo ostacolo da abbattere è quello culturale, spingendo cioè la società civile a volgere lo sguardo oltre l’indifferenza che “acceca” la solidarietà. Una “nuova alba”, infatti, può compiersi solo in un’Europa civile che faccia dei più deboli i protagonisti della collettività»

Molto meglio gli auguri personalizzati!

Tra il ricordo delle cartoline e dei biglietti augurali di “un tempo che fu”, e gli auguri di un sereno 2019 a tutti coloro che lo leggono, Giulio Nardone non dimentica qualche “augurio personalizzato”, come quello ai politici locali «affinché si convincano che trentadue anni di ritardo nell’adempiere all’obbligo di redigere il PEBA (Piano Abbattimento Barriere Architettoniche) sono troppi anche per la lentezza della nostra burocrazia» e per far sì che «rammentino agli estensori dei Piani stessi che esistono anche i non vedenti e gli ipovedenti, molto spesso dimenticati»

Disabilità e lavoro: perché la somministrazione resta sotto traccia?

«Credo che l’ostilità di molti servizi pubblici e privati verso questo tipo di rapporto di lavoro – scrive Marino Bottà – sia dovuta a una scarsa conoscenza dello stesso o a un pregiudizio ideologico, che li porta a privilegiare il tirocinio, sostenuto da una misera Borsa Lavoro, rispetto a un rapporto di lavoro regolare, a uno stipendio contrattuale e ai relativi contributi». Il riferimento è al cosiddetto contratto di somministrazione, rapporto di lavoro stipulato con un lavoratore da un’Agenzia per il Lavoro, contattata a tale scopo da un utilizzatore (impresa pubblica o privata)

Una risposta di tutti nell’interesse comune

«Tante madri e padri – scrive Antonio Giuseppe Malafarina -, ma anche mogli, mariti, fratelli e congiunti vari, abbandonano il lavoro per dedicarsi completamente all’amato con disabilità, perché non hanno alternative. E ci sono anche coppie che si disgregano. Basterebbe una risposta collettiva diversa alle questioni delle persone con disabilità. Una risposta di conciliazione nell’interesse comune». E conclude così: «Si è appena chiuso un anno e ne è iniziato uno nuovo. Penso che dobbiamo trovare un maggior senso dell’appartenere. La nazione è una famiglia allargata. C’è bisogno d’amore»

Ricordare Louis Braille serve a rafforzare la nostra inclusione

«La giornata odierna – scrive Gianluca Rapisarda – che cade esattamente a 210 anni dalla nascita di Louis Braille, rappresenta un prezioso momento di riflessione e di ricordo per un grande uomo che ha lasciato un importante strumento da preservare e coltivare ulteriormente. Infatti, a chi dice che il metodo di letto-scrittura Braille è obsoleto e superato dalle nuove tecnologie, va ribattuto che un punteruolo e una tavoletta o una stampante Braille costituiscono ancora oggi, per le persone che non vedono, insostituibili e attualissimi mezzi di istruzione, conoscenza e cultura»

Solidarietà o solo necessità?

«La pregevole iniziativa di quei ragazzi di Faenza – scrive Gianluca Rapisarda – che hanno imparato la Lingua dei Segni per comunicare con una compagna con disabilità, induce all’amara considerazione che non di rado i compagni degli studenti con disabilità del nostro Paese siano spinti ad apprendere la LIS o il Braille non solo per un encomiabile e lodevole spirito di solidarietà e di integrazione, ma anche e soprattutto in quanto “costretti” a causa della mancanza di conoscenze pedagogiche e didattiche adeguate sulle disabilità sensoriali da parte degli insegnanti di sostegno»

Cos’è e quanto costa la libertà

«Il 18 dicembre – scrive Simonetta Morelli, rivolgendosi a Franco Bomprezzi – sono quattro anni che sei uscito dalle nostre vite. Che cosa avresti detto e fatto in questo momento in cui la disabilità non è più oggetto di dibattito culturale, e in cui essa rischia di tornare a rappresentare una condizione di inferiorità da sostentare come si può, finché si può? Oggi vorrei che entrassi nel presepe e ti portassi un po’ in giro il Bambinello sulla sedia a rotelle, tra lucine, pastori, fiumi di stagnola, pecore e cammelli. E che vi diceste, occhi negli occhi, cos’è e quanto costa la libertà»

Leggere i sogni attraverso i silenzi

«Lavorare in questa direzione, anche grazie al supporto delle famiglie – scrive Alberto Brunetti, soffermandosi su due progetti all’insegna dell’autonomia, rivolti a giovani con disturbo dello spettro autistico della provincia spezzina -, porterà i nostri giovani a muoversi entro il perimetro territoriale con più consapevolezza e autonomia, e con il tempo a sapersi gestire, riconoscendo le varie opportunità. Avranno modo perciò di soddisfare i propri bisogni, aggiungendo nuovi colori alla loro vita futura»

Con i bastoni bianchi per dire no alla violenza contro le donne

«Abbiamo presentato la solidarietà alle donne e alle ragazze vittime di violenze fisiche o psicologiche o di discriminazioni e stereotipi. Infatti, in quanto disabili, conosciamo per esperienza personale cosa significhi subire continui attacchi alla nostra dignità. A ciò si aggiunga che le donne con disabilità spesso subiscono tante violenze che restano impunite»: così Simonetta Cormaci dell’UICI di Catania racconta la passeggiata solidale con i bastoni bianchi, organizzata dalla propria Associazione in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Come se non esistesse l’assistente all’autonomia e comunicazione

«Non si può ritenere – scrivono dall’ACA Sicilia (Associazione Regionale Assistenti all’Automomia e alla Comunicazione), a proposito di un recente annuncio del Governo – che la formazione di base dei docenti di sostegno sulla LIS (Lingua dei Segni Italiana) possa essere considerata un surrogato sufficiente per fare a meno dell’assistente all’autonomia e comunicazione, come se poche ore di una formazione di base potessero sostituire un corso di specializzazione professionale e dedicato». Per chiedere dunque chiarezza, la stessa ACA Sicilia manifesterà il 19 dicembre a Roma

La Convenzione ONU, una “stella polare” spesso dimenticata

«Il 13 dicembre scorso – scrive Gianluca Rapisarda – è stato il 12° anniversario della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009, ciò che impegna anche il nostro Paese ad adottare leggi che proibiscano diversità basate su ogni forma di disabilità intellettiva, motoria e sensoriale. Di fronte però alla continue “dimenticanze” di questo impegno, l’auspicio è che tale ricorrenza possa indurre la nostra classe politica e i nostri governanti a mettere veramente la disabilità al centro dell’agenda politica. Sarebbe il più bel regalo “inclusivo”!»