Opinioni

Dall’esigibilità all’effettività dei diritti delle persone con disabilità

Dall’esigibilità all’effettività dei diritti delle persone con disabilità

«È necessario elaborare – scrivono dalla Fondazione Zancan – un progetto di largo respiro e, ad un tempo, realistico e fattibile, in base al quale i diritti delle persone con disabilità siano riconosciuti ma anche rispettati. È possibile elaborare un simile progetto? La nostra proposta di costituire un “Fondo per la Nostra Vita” potrebbe ad esempio garantire maggiori opportunità di vita indipendente e maggior lavoro di cura, con vantaggi personali e sociali rilevanti»

Sessualità e affettività: parlarne con attenzione, equilibrio, intelligenza

Sessualità e affettività: parlarne con attenzione, equilibrio, intelligenza

«In riferimento alla puntata del podcast “Muschio Selvaggio” trasmessa il 14 novembre – scrivono dalla UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) -, con Fedez, Luis Sal ed Emanuel Cosmin Stoica, non ci è piaciuto l’approccio superficiale e generalizzante su sessualità e affettività, riferito in particolare alle donne e alle donne con disabilità. Riteniamo siano state usate parole non appropriate e toni poco rispettosi della vita delle persone e delle scelte individuali. Siamo certi che si possano trattare questi temi anche con ironia, ma che sia un’ironia intelligente»

Il dibattito culturale sulla disabilità è cresciuto e anch’io sono cresciuta

Oriella Orazi, "Enigma"

«Quando posai “senza veli” per quel calendario – racconta Anna Maria Gioria – per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fatto che anche le donne con disabilità hanno la propria femminilità da esibire, lo feci convinta. Oggi confesso però il rimpianto di non avere sfruttato l’improvvisa notorietà per denunciare le gravi problematiche di molte donne nella mia condizione. Poi il dibattito culturale è cresciuto, e anch’io sono cresciuta. E quindi vorrei ora proseguire il percorso di giustizia e di emancipazione insieme alle donne (e agli uomini) della nuova generazione, con o senza disabilità»

Se sono questi i linguaggi e i contenuti “contemporanei”, poveri noi!

Se sono questi i linguaggi e i contenuti “contemporanei”, poveri noi!

Battute morbose seguite da risate, sulla sessualità delle donne con disabilità, considerazioni degne delle vecchie “cacce ai falsi invalidi”, che in realtà danneggiavano le vere persone con disabilità, il tutto condiviso con una persona con disabilità… Lo strumento – il podcast “Muschio Selvaggio”, condotto da Fedez e Luis Sal – è decisamente contemporaneo, ma i linguaggi e i contenuti lasciano a dir poco stupefatti. Già tantissimi chiedono che “Muschio Selvaggio” e le persone coinvolte correggano le informazioni sbagliate e soprattutto si assumano la responsabilità delle battute infelici

“Torino Film Festival”: l’“ossessione” di fuggire dalla resa accessibile

Il manifesto del "40° Torino Film Festival", realizzato da Ugo Nespolo, appeso "a bandiera" sotto i portici nel centro di Torino

«Il direttore artistico dell’imminente “40° Torino Film Festival” – scrive Paolo De Luca – parla di “magnifica ossessione” per il cinema in sala, noi invece anche quest’anno chiediamo di fare luce su quella che invece è l’“ossessione” (salvo qualche isolata eccezione), per quella che è una vera e propria fuga dalla resa accessibile, come accadrà anche da domani, 25 novembre, al 3 dicembre. C’è anche chi ha protestato per assenza di accessibilità con lo stesso direttore artistico e con tutte le Istituzioni nazionali e locali, ma non ha avuto nessuna risposta…»

Noi, docenti fuori ruolo per motivi di salute, discriminati e umiliati

«Siamo Docenti e lo rivendichiamo con forza, ma quanto è umiliante essere privati della propria dignità umana e professionale!»: lo scrivono dal Coordinamento Docenti Collocati Fuori Ruolo con inidoneità relativa, ovvero con riduzione della capacità lavorativa accertata sulla base di condizioni cliniche, invalidità e/o disabilità acquisite, aggravate o, più recentemente, legate agli eventi pandemici. Docenti che hanno posto una serie di precise istanze a tutte le Istituzioni competenti, per non essere più discriminati tramite demansionamenti e dequalificazioni

Le storie di segregazione di ieri che parlano ai “manicomi nascosti” di oggi

«Questo libro – scrive Giovanni Merlo, a proposito di “Un manicomio dismesso” di Maria Antonella Galanti e Mario Paolini, che verrà presentato nella serata di oggi a Milano – racconta una storia del passato, che parla però alle nostre storie di oggi, alle storie delle persone che vivono nei manicomi, più o meno nascosti, ma certo ancora attivi. Alle storie di coloro che rischiano ancora oggi di subire il destino della separazione e dell’invisibilità»

Sordi e sordomuti: il linguaggio giuridico e l’uso corrente

«La Legge 95/06 (“Nuova disciplina in favore dei minorati auditivi”) – scrive Franca Orletti – ha stabilito che il termine “sordo” sostituisse quello di “sordomuto” nei dispositivi legislativi vigenti, ma nulla ha detto sull’adozione di tali termini in contesti non ufficiali, e qui è l’uso, e non la legge, a dettare le scelte, ovvero la consapevolezza di chi utilizza i termini, gli orientamenti interni alla comunità dei non udenti, la pressione mediatica, e tutti i fattori socio-contestuali che possono influenzare i comportamenti linguistici e orientare le opzioni per l’uno o l’altro termine»

L’istituzionalizzazione segregante è sempre una forma di violenza

Il racconto della vicenda di Yaska, la donna interessata da schizofrenia istituzionalizzata da sette anni dai servizi psichiatrici di Firenze contro la sua volontà, di cui anche «Superando.it» si è più volte occupato, stenta a suscitare l’indignazione che meriterebbe, perché è ancora diffusa l’idea che chi soffre di allucinazioni non sia in grado di gestirsi, e che la segregazione in una struttura sia una risposta fisiologica dettata dalla sua condizione. Ma è davvero così? In realtà l’istituzionalizzazione segregante è una forma di violenza contro le persone con ogni forma di disabilità

Per risollevare la qualità dell’inclusione scolastica

«Il dibattitto sulle carenze dell’inclusione scolastica – aveva scritto sulle nostre pagine Paola Di Michele – viene sempre posto solo ad un livello quantitativo, mentre si dovrebbe guardare invece a un’inclusione di qualità, in cui davvero la Scuola tutta si facesse carico, con competenze di livello e strumenti adeguati, dei bisogni educativi di ogni studente»: prendendo spunto da quel contributo di riflessione, Salvatore Nocera elenca una serie di ragioni che a suo parere motivano i problemi dell’inclusione scolastica, soffermandosi anche su alcune proposte volte a risollevarne la qualità

“Pazienti non collaboranti”: chiedo trattamenti adeguati alle loro esigenze

Diamo spazio alla testimonianza di Grazia Maria Conti, frutto di dolorose esperienze vissute in prima persona, che contiene anche una serie di richieste alle Istituzioni, basate oltretutto su iniziative già esistenti, come il progetto DAMA (“Assistenza medica avanzata alle persone con disabilità”). «Non chiedo – scrive tra l’altro Conti – che i cosiddetti “pazienti non collaboranti”, persone in grave situazione di disabilità, abbiano trattamenti migliori o privilegiati, ma trattamenti idonei a fornire loro l’accoglienza, l’assistenza e le cure più consone alle loro specifiche esigenze»

Inclusione scolastica di qualità o inclusione scolastica in quantità?

«Il dibattitto sulle carenze dell’inclusione scolastica degli alunni e delle alunne con disabilità – scrive Paola Di Michele – viene sempre posto solo ad un livello quantitativo, nell’irreale convinzione che, aumentando a dismisura il numero degli insegnanti di sostegno, si ponga rimedio ad ogni spinoso nodo irrisolto. Si dovrebbe invece guardare a un’inclusione di qualità, per una scuola di tutti e tutte, in cui davvero la Scuola tutta si faccia carico, con competenze di livello e strumenti adeguati, dei bisogni educativi di ciascuno studente. Per una vera Ecologia dell’Inclusione»

Non solo utenti di servizi, ma persone con diritti da garantire

«Il 3 dicembre – scrive Salvatore Cimmino -, la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, che le Nazioni Unite hanno dedicato quest’anno al ruolo dell’innovazione nell’alimentare un mondo accessibile ed equo, si avvicina: né in tale occasione, dunque, né in qualunque altro momento bisogna dimenticare che la persona fragile, molto spesso un bambino o una bambina, non va ridotta a un utente di servizi. È una persona con diritti da garantire»

Bene il riconoscimento della Regione Lazio per i caregiver familiari

«Tramite una modifica nel Collegato al Bilancio – scrivono dal Gruppo Caregiver Familiari Comma 255 -, la Regione Lazio ha riconosciuto i caregiver familiari come persone distinte sia dai loro congiunti con disabilità che dagli operatori professionali stipendiati per svolgere il proprio ruolo di cura. Soddisfatti, ma anche consapevoli del lungo lavoro che ancora ci attende, non rimane che aspettare l’insediamento di una nuova Giunta Regionale, per chiedere che questi princìpi fondamentali si tramutino in una vera politica di valorizzazione dei caregiver familiari»

La Convenzione ONU, la Costituzione materiale e il nostro vivere quotidiano

«Dal 3 marzo del 2009 – scrive Salvatore Cimmino – ovvero da quando la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità è diventata Legge dello Stato Italiano, attendiamo che quanto contenuto nella Convenzione stessa venga (finalmente) recepito sempre più concretamente dal nostro Paese ed entri a far parte della nostra Costituzione materiale e del nostro vivere quotidiano. Nessuna Legge o Convenzione, infatti, può sostituire la responsabilità dei singoli e ciascuno di noi, su questo tema, è chiamato a una responsabilità grande»

Perché siamo tutti corpi non conformi

«La tesi secondo cui la disabilità è uno degli elementi costitutivi dell’essere umano – scrive fratel Davide del Monastero di Bose, dopo la lettura del libro “A Sua immagine? Figli di Dio con disabilità” – e che non esista una persona che non abbia una disabilità, è forse la premessa o la condizione per riconoscere la persona con disabilità non in primo luogo come destinatario di un’azione a suo favore, ma come soggetto non solo di parola ma di azione a favore di altri/e, uscendo in tal modo dalla “tirannia della normalità”. Anche perché siamo tutti corpi non conformi!»

Storie di ordinaria inciviltà e inefficienza

Un’auto parcheggiata in doppia fila che blocca il veicolo di una persona con disabilità. Una chiamata agli uffici competenti e una lunga attesa dell’intervento, nonostante lo scarso traffico del giorno di festa. Un’attesa alla fine inutile, perché ricompaiono i proprietari della macchina in seconda fila e si dileguano con indifferenza, nonostante le proteste della persona con disabilità. Risposta della Polizia Locale: «Il caso è chiuso, non c’è più nulla da fare!». In poche parole: una delle tante storie di ordinaria inciviltà e di inefficienza da parte di chi dovrebbe provvedere

Non tutto può essere accessibile, ma per tutti il diritto al bello è sacrosanto

«A proposito dell’intenzione di Vittorio Sgarbi, nuovo sottosegretario alla Cultura, di riportare la “Pietà Rondanini” di Michelangelo nella sua precedente collocazione del Castello Sforzesco di Milano, da dove era stata trasferita in un’altra ala dell’edificio, fra l’altro per essere più fruibile alle persone con disabilità, se è vero – scrive Antonio Giuseppe Malafarina – che non si può rendere tutto accessibile a rischio di deturpare la natura dei luoghi di cui si pretende l’accessibilità, è altrettanto vero che il diritto per tutti a partecipare al bello è sacrosanto»

Le realtà locali e le opportunità in favore delle persone con disabilità

La piattaforma CUDE (Contrassegnato Unificato Disabili Europeo), i supporti dal Ministero per l’elaborazione dei PEBA (Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche), le potenziali opportunità della Disability Card: «Pare – scrivono dall’ANFFAS di Modica (Ragusa) – che diverse iniziative potrebbero, nel prossimo futuro, migliorare la vita quotidiana e l’accesso ai servizi per le persone con disabilità. Starà alle realtà locali, e segnatamente alle Amministrazioni Comunali, saperle cogliere»

Friuli Venezia Giulia: al lavoro per dare concretezza alla nuova Legge Regionale

Con l’approvazione quasi unanime del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, il Disegno di Legge Regionale n. 173 (“Interventi a favore delle persone con disabilità e riordino dei servizi sociosanitari in materia”) è divenuto Legge Regionale, evolvendo in modo significativo quanto previsto dalla precedente analoga norma del 1996. «Ora – sottolinea Mario Brancati, presidente della Consulta Regionale sulla Disabilità – dobbiamo continuare a operare, per realizzare compiutamente i contenuti di tale norma, affinché essa esiti davvero in un vero rinnovamento per le persone con disabilità»