Opinioni

Imperfetto come sinonimo di autentico

La bergamasca Martina Caironi, campionessa mondiale e paralimpica dell'atletica leggera

«È importante quando una grande azienda decide di realizzare uno spot pubblicitario che esalta l’imperfezione – scrive Claudio Arrigoni -, come è accaduto con la campionessa paralimpica Martina Caironi». «In tal modo si dà visibilità – aggiunge Sandrino Porru, presidente della FISPES – all’importanza stessa della diversità, che ci porta a fare le stesse cose, ma ciascuno con modalità diverse. E l’esempio che testimonia Martina Caironi nella corsa è proprio questo»

Sui contrassegni è meglio essere precisi

Un facsimile del contrassegno europeo, che tutti i Comuni avrebbero dovuto adottare, entro il 15 settembre 2015

A differenza di quanto si è letto recentemente, che cioè non esisterebbe una regolamentazione nazionale unitaria in materia di contrassegni da apporre sulle automobili, è bene ricordare che quella regolamentazione esiste eccome ed è costata anni di battaglie dentro e fuori il Parlamento, fino a quando l’Italia non ha recepito una Raccomandazione Europea del 1998, adottando il cosiddetto CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo). Se dunque continuano a confondersi permessi vecchi e nuovi, ciò è dovuto “semplicemente” all’inadempienza dei Comuni che non hanno applicato quella norma

Storia di gravi disagi, per una visita del tutto inutile

Francesca Cicirelli bloccata ai piedi della scalinata dell'INPS di Bari, dove ha dovuto recarsi per una visita del tutto inutile

La convocazione a una visita che una norma del 2007 ha stabilito essere del tutto inutile, e poi quella stessa visita ai piedi di una scalinata, per l’impossibilità di accedere al piano superiore dell’INPS di Bari. Certo, sono poi arrivate le scuse dei funzionari dell’Istituto, oltre alla rassicurazione che presto si provvederà a sostituire il montacarichi inadeguato. Resta però tutto il disagio di una lunga e non necessaria trasferta, per una persona con grave disabilità costretta poi a una visita nell’atrio di un Ente, in barba alla riservatezza e alla privacy

In dialogo contro la violenza di genere

Frida Kahlo, "Qualche piccola punzecchiatura", olio su metallo, 1935. Frida Kahlo (1907-1954), pittrice con disabilità messicana, ha dipinto quest’opera ispirandosi a un fatto di cronaca realmente accaduto. Pare che durante il processo per aver massacrato una donna a coltellate, l’imputato si sia difeso argomentando di averle dato solo “qualche piccola punzecchiatura”. L’opera costituisce un raro e apprezzabile esempio di rappresentazione della violenza sulle donne, realizzato da una donna con disabilità

La recente pubblicazione di Nadia Muscialini e Mario De Maglie, intitolata “In dialogo. Riflessioni a quattro mani sulla violenza domestica”, è un’opera apprezzabile e innovativa che mostra, tra le altre cose, come sia possibile riflettere sulla violenza maschile nei confronti delle donne senza intraprendere una crociata contro gli uomini. Ed è una pubblicazione pregevole anche sotto un altro profilo: essa, infatti, dedica un’attenzione specifica anche alle situazioni di maggiore vulnerabilità, come quelle che riguardano le donne con disabilità, le donne in gravidanza e le donne immigrate

No all’equazione invalidità = inefficienza

No all’equazione invalidità = inefficienza

«Vorrei portare all’attenzione – scrive Annarita Gentile – il sempre più pressante tentativo di imputare ai lavoratori con disabilità e ai loro familiari una delle cause del malfunzionamento della scuola italiana, come hanno ancora fatto recentemente alcuni Dirigenti Scolastici. Suona infatti per lo meno contraddittorio l’operato di chi promuove con studi, progetti e convegni la Scuola quale luogo di inclusione e poi non esita a rilanciare l’assioma invalidità = inefficienza, riversando sulle persone con disabilità e sui loro familiari colpe che dovrebbero essere ricercate altrove»

Subacquea per tutti nell’Orto di Nemo

Ovvero sette persone con diverse disabilità, che si sono immerse al largo di Noli, in provincia di Savona, per arrivare all’Orto di Nemo, il giardino sottomarino più famoso al mondo, dove sei serre subacquee perfettamente funzionanti producono aloe, basilico e altri tipi di colture. E ancora una volta, tra emozioni e divertimento, è stata subacquea per tutti, subacquea oltre ogni barriera

Quei dati discutibili sul Servizio Sanitario Nazionale

«Non c’è dubbio – scrive Giuseppe Costa – che specie in alcune regioni del Sud il Servizio Sanitario Nazionale sia in difficoltà, ma paventando la sussistenza di una “malattia terminale” di esso, se ne propone un’inutile e costosa protesi (una copertura assicurativa privata estesa) di cui non c’è alcuna reale evidenza di necessità e di efficacia. Si lavori dunque per evitare sprechi, appropriatezze e illegalità, per creare maggiore efficienza, efficacia ed equità, ma difendendo un sistema sanitario che è ancora nonostante tutto tra i migliori al mondo»

Centri Territoriali di Supporto: cronaca di una morte annunciata?

A detta di tutti, in poco più di dieci anni i CTS (Centri Territoriali di Supporto), istituiti nel 2006 dal Ministero dell’Istruzione e previsti da varie norme successive, sono diventati un punto di riferimento concreto e attivo sia per le scuole, sia per le associazioni impegnate sulla disabilità, sia per le loro famiglie. «E tuttavia – denuncia Nicola Striano – la nuova normativa li ignora completamente, abbandonandoli sostanzialmente a se stessi. Ma ricominciare sempre da zero, non utilizzando le (buone) risorse esistenti in periodi di penuria di fondi, è un vero e proprio delitto»

Trasporto scolastico: qualche precisazione su quella Sentenza

«Pur non riguardando strettamente un’istituzione scolastica – scrive Gianluca Rapisarda – quella recente Sentenza del TAR della Campania non fa altro che rafforzare quanto di “storico” aveva già stabilito in merito la Corte Costituzionale con la Sentenza 275/16, ove si era scritto che il diritto al trasporto è “strettamente funzionale” e indissolubilmente connesso al diritto allo studio degli allievi con disabilità, e anche che i diritti dei cittadini vengono prima dell’obbligo di pareggio di bilancio fissato dall’articolo 81 della Costituzione»

Bene denunciare il malcostume, ma c’è modo e modo…

Utilizzare un’altalena riservata ai bambini con disabilità, se non si ha una disabilità, è scorretto e può essere anche pericoloso. Bene ha fatto, dunque, l’autore di un articolo apparso in una testata locale a segnalare questo abuso in un parco di Livorno. «Quel che però andrebbe proprio evitato – scrive Simona Lancioni – è denunciare questo malcostume utilizzando il fin troppo abusato registro pietistico nei confronti delle persone con disabilità»

Attendiamo da più di trent’anni una metropolitana accessibile…

«Era il 13 dicembre 1986 – racconta Salvatore Mirabella – quando iniziarono i lavori del primo tratto della Metropolitana di Catania. Ebbene, tra stop e riprese dei lavori, oggi, nel 2017, ci ritroviamo una Metro non a norma per la prima parte e inutilizzabile nelle nuove tratte da parte delle persone con disabilità o con ridotta mobilità!»

Come realizzare un libro tattile

«Tutti credono – scrive Gianluca Rapisarda – che i libri tattili siano molto facili da realizzare e che, in linea di massima, debbano semplicemente presentarsi come opere con pagine rilegate, copertina rigida, indicazione del titolo e dell’autore e figure e testo completi e resistenti alla manipolazione. In realtà, le suddette caratteristiche tecniche – pur essendo quelle considerate ineludibili, per produrre libri tattili validi e di qualità – vanno necessariamente integrate con una serie di ulteriori accorgimenti che è opportuno elencare»

Nuove frontiere per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità

«Ci sono nuove forme di lavoro – scrive Palma Marino Aimone – come lo “Smart Working” (la possibilità di lavorare in parte o totalmente fuori dalla sede aziendale negli orari concordati) o il “Coworking” (condivisione di un ambiente di lavoro), fissate recentemente anche dalla legislazione del nostro Paese, che possono certamente favorire l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Resta per altro la necessità di un gioco di squadra tra aziende, sindacati, istituzioni e professionisti, affinché tali norme e opportunità si traducano in vantaggi reali»

Come rispondere alle “cose da non chiedere”?

«In quel programma – scrive Antonio Giuseppe Malafarina, a proposito del format televisivo di Real Time “Cose da non chiedere”, andato in onda una decina di giorni fa – l’aspetto della centralità della persona rispetto alla disabilità non è sufficientemente messo in chiaro e invece è proprio il concetto di persona che dovrebbe essere quello su cui soprattutto battere i tasti della comunicazione, dall’inizio alla fine»

Il “noi” è cultura politica, ma soprattutto vicinanza

«Da un po’ di tempo – scrive Pietro Barbieri, ricordando Fulvio Santagostini – mi trovo a dover ricordare amici, militanti del movimento dei diritti delle persone con disabilità e ogni volta mi chiedo se sia valsa la pena dedicare tutto se stessi al “noi” piuttosto che all’“io”. La risposta è una sola: la cultura sociale e politica di tutti noi non appartiene all’individualismo. Non poteva che andare così». Scomparso nei giorni scorsi, Santagostini si batté per la realizzazione a Milano dell’Unità Spinale Unipolare, fondò l’Associazione AUS Niguarda e fu presidente della Federazione LEDHA

Tanti mondi, una sola battaglia

«Non si smette di essere genitori – scrive Rosa Mauro, commentando lo stesso articolo di giornale di cui aveva scritto su queste pagine Gianfranco Vitale – perché il figlio va in istituto, ma si rimane svegli la notte, per preparare articoli e interventi che aiutino quello stesso istituto a diventare davvero la casa di quel figlio. Tanti sono i mondi, una sola la battaglia: quella per la dignità dei nostri parenti, sia “durante”, sia “dopo di noi”, senza mai dubitare che chi usa un mezzo diverso dal nostro abbia a cuore lo stesso obiettivo: un mondo migliore per tutti e non solo per alcuni»

Ecco perché lotto

«L’autismo – scrive tra l’altro Gianfranco Vitale, commentando un recente articolo di giornale dedicato a questo tema – è una battaglia comune della quale sono parte “anche” le persone che vivono in centri residenziali, che certo “non fanno la bella vita” di altri, come è stato banalmente scritto in quell’articolo, ma sono persone che esistono e vanno rispettate, insieme ai loro familiari»

Il concetto ampliato di barriera architettonica

«Un concetto ampliato di barriera architettonica – scrive Gennaro Palmieri – non può fare riferimento solo a un salto di quota da superare con una rampa, come spesso si intende, ma deve guardare ad elementi della più svariata natura, limitazioni percettive, oltre che fisiche, o particolari conformazioni degli oggetti e dei luoghi che possono risultare fonte di affaticamento o di disagio. Per questo ritengo che chi parla di “personale a disposizione” per consentire di accedere a un edificio monumentale, dovrebbe invece provvedere a rimedi più efficaci, risolutivi e dignitosi»

Il Piano Educativo Individualizzato: alcune riflessioni

«Il Piano Educativo Individualizzato (PEI) dello studente con disabilità – scrive Giovanni Maffullo – lungi dall’essere un mero adempimento procedurale volto alla sottoscrizione da parte di più Istituzioni (Scuola, Sanità, Famiglia) e lungi dall’essere solo programmazione e valutazione didattico-disciplinare che i docenti devono adempiere, dovrebbe rappresentare la possibilità da parte di tutti gli attori e del vero protagonista – lo studente – di cominciare ad essere più consapevole su cosa gli piacerebbe diventare e su ciò che è disposto a fare nel concreto»

Il vero e il verosimile nel dibattito sull’assistenza sessuale

«Un recente articolo del settimanale “Vita” – scrive Andrea Pancaldi – torna per l’ennesima volta sul tema dell’“assistente sessuale” per le persone con disabilità, non riportando nulla di nuovo, in termini di contenuti, rispetto a quanto è già stato ampiamente dibattuto in materia e, almeno in “Superando.it”, con dovizia di documenti e pareri. Lo commentiamo perché ci permette di fare alcune osservazioni su come, dentro e fuori dal mondo specifico della disabilità, questo tema venga gestito»: e in tal senso, tra vero e verosimile, il quadro tratteggiato da Pancaldi fa quanto meno riflettere