Opinioni

Una Delibera sulla vita indipendente a dir poco restrittiva

Per le persone con disabilità diventerebbe un vero e proprio "miraggio", un progetto di vita indipendente, seguendo i criteri di accesso fissati dal Comune di Asti

«Nel leggere i criteri fissati nei giorni scorsi dal Comune di Asti – scrive Domenico Massano -, per accedere a un progetto di vita indipendente, stupisce sia la loro particolarità e restrittività, sia l’esclusione, di fatto, di tutte le persone con disabilità non motorie (sensoriali o intellettive). Eppure quello stesso Comune aveva prodotto pochi mesi fa un provvedimento dai contenuti del tutto diversi, così come ben diversa era anche una recente Mozione approvata dal Consiglio Regionale del Piemonte»

Perché l’inclusione non può realizzarsi con la “cattedra mista”

Ragazzi con varie disabilità davanti a una scuola

Di fronte alle posizioni favorevoli alla cosiddetta “cattedra mista” – costituita cioè per alcune ore da un docente specializzato nel sostegno e per altre ore dallo stesso docente in una disciplina – Salvatore Nocera ribadisce la propria opinione, secondo cui serve invece «una scelta professionale a monte, per la carriera del sostegno o per l’insegnamento di una disciplina curricolare». Si tratta di una questione solo apparentemente “tecnica”, essendo invece uno snodo molto importante, nel tentativo di garantire una maggiore continuità didattica del sostegno agli alunni con disabilità

Stanchi di bisogni di cura non soddisfatti

Stanchi di bisogni di cura non soddisfatti

«Facciamo appello a tutti i rappresentanti delle Istituzioni della Regione Campania e del Governo Nazionale – scrive Patrizia Stacconi, presidente dell’AIFA (Associazione Italiana famiglie ADHD-disturbo da deficit di attenzione e iperattività), prendendo spunto da una recente Legge della Campania, impugnata dal Governo – affinché sia attivata la massima collaborazione interistituzionale, per fare in modo che tutti concorrano a salvaguardare il diritto costituzionale alla salute, cominciando a dare risposte ai bisogni di cura insoddisfatti di tante persone con disturbi del neurosviluppo»

Sveglia, “VIP”: nel mondo qualcosa è cambiato!

Sveglia, “VIP”: nel mondo qualcosa è cambiato!

«Siamo indignati – scrivono una serie di Associazioni, che rappresentano una parte del mondo dei sordi – di fronte alla leggerezza con cui si affibbiano alle persone epiteti quali “sordomuto”, eliminato per legge ormai da undici anni, o “handicappato”, durante una trasmissione televisiva seguita da milioni di telespettatori in tutto il Paese, come è accaduto a “Grande Fratello VIP”. Così si alimentano immagini stereotipate che – benché frutto dell’ignoranza di chi le pronuncia – alla luce del mezzo messo loro a disposizione, diventano ostacolo alla diffusione di una cultura dell’inclusione»

Cosa resta di quel tirocinio al Parlamento Europeo?

La sede di Bruxelles del Parlamento Europeo

«È un’opportunità unica – scrive Arianna Colonello – accedere a un tirocinio retribuito presso il Parlamento Europeo, tanto più se si è una persona con disabilità. Ma volendo poi proseguire nel medesimo percorso concorsuale, si rischia a quel punto di doversi confrontare con altri 20.000 candidati. Quel che resta, quindi, è la crescita personale e professionale, e la consapevolezza che per dare un futuro lavorativo ai giovani con disabilità, si debba indirizzarli anche verso professioni innovative, con una visione di lungo termine»

Più incompetenza o più discriminazione?

Sembra facile, per l’amministratrice di sostegno di un diciottenne con autismo, richiedere a Poste Italiane il Codice di Identità Digitale, che consentirebbe al giovane di usufruire del “Bonus Cultura”. E invece… Invece, come scrive un padre, «noi genitori, già costretti ad affrontare il peso della disabilità dei nostri figli, dobbiamo perdere tempo dietro a un codice che almeno in teoria questo tempo avrebbe dovuto farcelo risparmiare. Mi domando se queste difficoltà siano originate più dall’incompetenza o dalla discriminazione delle Istituzioni nei confronti delle persone con disabilità»

Storie di discriminazione di lavoratori che assistono i familiari

«In questi giorni – scrivono dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – la cronaca ha portato in evidenza storie di discriminazione di lavoratori che assistono i loro familiari. Ma un Paese e un tessuto produttivo che non sappiano porre attenzione alla giusta conciliazione fra le necessità aziendali e le sempre più diffuse esigenze di assistere i propri familiari, da parte dei lavoratori, generano, amplificano ed esasperano nuovi conflitti, allargando implacabilmente la forbice dell’esclusione sociale»

Cesare Casnedi, che tradusse la sua fede in opere concrete

«Un vero cristiano, impegnato a tradurre la sua fede in opere concrete a favore delle persone con problemi di vista. L’attività di cooperazione fra i popoli da lui promossa, unitamente alla sua capillare azione di educazione alla mondialità e di sensibilizzazione sullo squilibrio fra Paesi ricchi e Paesi poveri nel mondo, per una più equa distribuzione delle ricchezze, costituiscono oggi il “fiore all’occhiello” del nostro Movimento»: viene ricordato così Cesare Casnedi, non vedente lombardo, dirigente da decenni del MAC (Movimento Apostolico Ciechi), recentemente scomparso a Milano

È questa nostra società che va “riabilitata”, non le persone con disabilità!

«C’è la preoccupazione – scrive Gianluca Rapisarda – che spenti i riflettori sulla Giornata del 3 Dicembre, la disabilità torni ad occupare il solito e desolante ruolo marginale e settoriale. Manca infatti, nel ”sistema Italia”, una visione capace di programmare a medio e lungo termine in favore delle persone con disabilità. Per questo credo che non sia la persona con disabilità, ma la nostra società, a dover essere “riabilitata”, perché disabili non si nasce, ma lo si diventa ogniqualvolta si viene esclusi, emarginati, discriminati nell’esercizio dei propri inalienabili diritti»

La bocciatura di quella Legge Regionale sul neurosviluppo diventi un’occasione

«Più che una bocciatura, è un’occasione, per la Regione Campania, per strutturare meglio i rapporti e la comunicazione tra Giunta Regionale e Struttura Commissariale e per fare fronte comune con le Associazioni di rappresentanza aderenti alla FISH»: lo scrivono Roberto Speziale e Salvatore Parisi, presidente nazionale e coordinatore regionale per la Campania dell’ANFFAS, commentando la decisione del Consiglio dei Ministri, che ha impugnato la Legge Regionale della Campania sui servizi per persone con disturbi del neurosviluppo, patologie neuropsichiatriche e disturbi dello spettro autistico

La gioia profonda di quei tredici giovani subacquei con disabilità

«Sindrome di Down, paraplegia, disturbi dell’attenzione e dell’apprendimento, amputazioni, disabilità fisiche, sensoriali, mentali, autismo… diversi punti di partenza, differenti piani di lavoro per un obiettivo comune da centrare insieme. La passione unisce, le persone vincono!»: così Serena Tognon di DDI Italy – organizzazione che forma le persone con disabilità alle discipline subacquee – racconta la “gioia profonda” di quei tredici giovani con disabilità che si sono immersi nella piscina più profonda del mondo, a Montegrotto Teme (Padova), struttura il cui motto è proprio “The Deep Joy”

Follereau, profeta degli ultimi

«Dotato di eccezionale carisma – scrivono dall’Associazione AIFO – Raoul Follereau si è battuto per una società aperta e inclusiva, dove la libertà e la dignità di ciascuno fossero rispettate, dove ogni persona potesse trovare il proprio posto senza ledere i diritti altrui, contro “tutte le lebbre del mondo”». Domani, 6 dicembre, cadrà il 40° anniversario dalla scomparsa di questo grande profeta della seconda metà del Novecento, che nel 1954 volle la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra, via via rivolta in seguito all’inclusione di tutti gli ultimi

Bene quel fondo per i caregiver, ora definire i criteri

«Finalmente prendersi cura di un proprio caro non è più considerata esclusivamente come una scelta d’amore, un obbligo totalmente a carico del caregiver, ma una corresponsabilità e un dovere anche dello Stato verso un suo cittadino che si trova a vivere condizioni di criticità. Ora vanno definiti i criteri, per stabilire chi avrà diritto e con quali tutele ogni caregiver potrà accedere a quel fondo»: l’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti commenta con favore la decisione della Commissione Bilancio del Senato di destinare un fondo di 60 milioni in tre anni ai caregiver familiari

L’inclusione scolastica (e sociale) si fa con la partecipazione di tutti

«La rotta comune – scrive Antonio Ferraro – è l’inclusione sociale e scolastica, raggiungibile solo con la partecipazione attiva di tutti. E a livello nazionale, il luogo più adatto, sia per l’elaborazione di analisi e proposte che per monitorare e vigilare l’applicazione delle norme, sembra essere l’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Mettiamoci al lavoro!»

Nuove opportunità per i giovani, ma doppiamente inaccessibili

«La somma dell’inaccessibilità alle persone sorde come il sottoscritto – scrive Raffaele Puzio, riferendosi a un recente convegno tenutosi a Napoli sui giovani del Sud – e di un luogo non fruibile liberamente dalle persone in carrozzina è gravissima, perché ha creato una doppia situazione inaccettabile: da un lato ha impedito a tanti giovani, e non solo, con disabilità di essere partecipi a un incontro importante, dall’altro ne ha letteralmente mortificato le ambizioni di autonomia e indipendenza, trasmettendo messaggi stereotipati»

Più coerenza, please!

«Tanta roba la disabilità in TV – scrive Antonio Giuseppe Malafarina -, su YouTube e dove c’è un dominio a disposizione! Affolliamo i pixel, ma non i posti di lavoro, la scuola come si deve, i negozi d’abbigliamento, le case senza lo stress dei caregiver familiari. Ma di quel 100% di pubblico che al programma televisivo “Tu sí que vales” ha approvato la pizzeria gestita da persone con autismo, quanti poi tornano a casa e rispettano le persone con disabilità ogni giorno? Più coerenza, please!»

Una donna sorda che fa onore all’Italia

Umbria di nascita e trentina di adozione, Vanessa Migliosi, quarantacinquenne donna sorda, ha ricoperto alte cariche nelle organizzazioni dello sport praticato da persone sorde, distinguendosi anche per i suoi studi biologico-molecolari sulla sordità, oltre a impegnarsi ad alto livello nel mondo del volontariato. «Come sarebbe stato lieto e orgoglioso Francesco Rubino – scrive Marco Luè -, al quale Milano ha intestato la “Via Francesco Rubino, ideatore dello Sport per non udenti”, se avesse oggi conosciuto questa signora sorda, tanto acculturata e determinata socialmente»

Perché sarò alla Manifestazione di Roma

Insieme ad altre donne con disabilità, ci sarà anche Nunzia Coppedé, presidente della FISH Calabria (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), alla Manifestazione Nazionale “Non Una di Meno”, in programma il 25 novembre a Roma, nella “Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne”. Questa è la sua testimonianza, in cui scrive tra l’altro: «Credo che sul tema della doppia discriminazione subìta dalle donne con disabilità si debba tenere sempre più alta l’attenzione e che ci sia ancora molto da lavorare»

Rilanciare subito la cultura e soprattutto la prassi dell’inclusione scolastica

«Per oltre quarant’anni – scrive Salvatore Nocera – ci siamo, Associazioni e Amministrazione Scolastica, impegnati a “sfornare” norme sempre più inclusive, confermate e rafforzate dalla Magistratura; ma non ci siamo preoccupati con la stessa solerzia di attivarci perché tali norme venissero correttamente applicate in funzione di una migliore qualità di fatto dell’inclusione dei singoli alunni ovunque, nei grandi come nei piccoli centri. È dunque giunta l’ora di metterci tutti insieme al lavoro in tal senso»

Alle radici di quella mozione sulla vita indipendente

«Credo che di fronte a quella recente mozione sulla vita indipendente approvata dal Consiglio Regionale del Piemonte – scrive Domenico Massano – nell’augurarci il pieno recepimento e il concreto riconoscimento del diritto alla vita indipendente per tutte le persone con disabilità, sia importante ricordare persone come Alessandro Frezzato e Nicola Vono i quali, con il loro contributo, la loro lungimiranza politica e la loro battaglia, hanno avuto forse il merito di aprire una strada che altri hanno percorso successivamente con maggior successo»