Opinioni

Un educatore per tutti noi

Claudio Imprudente, autore del libro "Da geranio a educatore. Frammenti di un percorso possibile", ai cui genitori i medici, quando nacque, preconizzarono un destino "da vegetale"

«Penso – scrive Salvatore Nocera, soffermandosi sul recente libro di Claudio Imprudente “Da geranio a educatore. Frammenti di un percorso possibile” – che tutti i casi di cattiva inclusione nelle scuole siano dovuti alla mancata presa di coscienza da parte dei docenti e alla mancata educazione dei compagni di cosa significhi per un bimbo essere con disabilità. Per questo Claudio Imprudente ha giustamente meritato la laurea di educatore e continua ad esserlo quotidianamente per ciascuno di noi»

Un’esperienza unica ed emozionante, a nove metri sott’acqua

A nove metri sott'acqua, nei fondali di Marzamemi di Pachino (Siracusa), Salvo Cocciro espone la bandiera dell'organizzazione DDI Italy

«Immergersi nei fondali – scrive Salvo Cocciro, persona non vedente, raccontando la sua “avventura” subacquea, attuata grazie a DDI Italy – è un’esperienza unica ed emozionante che dà voce a tutto il corpo; più scendevo e più mi emozionavo. Arrivati alla profondità di circa nove metri, ho potuto toccare i fondali. Toccare con mano la fauna e la flora marina, toccare una spugna, una stella marina e delle piante è stata una sensazione unica! Ho potuto così godere a trecentosessanta gradi ciò che il mio corpo mi trasmetteva, anche senza l’uso della vista»

Il Progetto “COME-IN!” e l’accessibilità

Una sala del Museo Archeologico di Udine

Riguardo al testo intitolato “C’è accessibilità reale e accessibilità ‘incompiuta’ o solo pubblicizzata”, da noi pubblicato qualche settimana fa nello spazio “Opinioni”, a firma di Lorenza Vettor, Giampaolo Bulligan ed Edda Calligaris, riceviamo e pubblichiamo le repliche di Elena Bulfone, project manager del progetto internazionale “COME-IN! Cooperazione per una piena accessibilità ai musei – Verso una maggiore inclusione” e di Paola Visentini, che dirige il Museo Archeologico di Udine e che ha partecipato in prima persona alla realizzazione dello stesso Progetto “COME-IN!”

La tragedia di Mandas

La tragedia di Mandas

Sulla tragica vicenda di Mandas, in provincia di Cagliari, dove una donna ha ucciso i suoi due figli gemelli di 42 anni, con disabilità e allettati, per poi togliersi la vita, riceviamo e ben volentieri pubblichiamo le autorevoli opinioni di Veronica Asara, portavoce del Comitato dei Familiari per l’Attuazione della Legge 162/98 in Sardegna e di Benedetta Demartis, presidente nazionale dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici)

Le donne con disabilità e il potere di incidere sulla propria vita

Le donne con disabilità e il potere di incidere sulla propria vita

«Ogni tanto – scrive Simona Lancioni – mi sorprendo ad aspettare che le donne con disabilità, orfane di un femminismo che le ha considerate ben poco, diventino “genitrici di se stesse”. Che riguardo al tema “genere e disabilità”, passino dal “me ne occupo se capita” al “faccio in modo che capiti, perché ho capito che devo impegnarmi personalmente nelle cose che mi riguardano”. Che spostino il tema dal cassetto delle “varie ed eventuali”, dove spesso tendono a riporlo, a quello delle priorità»

Altro che deistituzionalizzazione!

«Ci attiveremo con impegno e determinazione, per contrastare ogni iniziativa che non sia rispettosa dei diritti dei cittadini, primo fra tutti il diritto all’autodeterminazione»: lo scrive Gabriele Piovano, presidente della CPD di Torino, denunciando il parere favorevole espresso dall’Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, riguardante l’avvio di strutture che vanno in direzione diametralmente opposta rispetto alla deistituzionalizzazione, alla promozione della vita indipendente e al sostegno dell’autodeterminazione delle persone con disabilità

Bene quella smentita sulle “mamme frigorifero”

Riprendiamo con piacere la dichiarazione ufficiale prodotta da Stefano Parmigiani, docente di Biologia Applicata all’Università di Parma, con la quale ha voluto categoricamente smentire le dichiarazioni sull’autismo attribuitegli da alcuni organi d’informazione un paio di settimane fa, nell’àmbito dei Seminari Internazionali di Erice (Trapani), che secondo l’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) avrebbero rischiato di prospettare una sorta di ritorno al “medioevo dell’autismo”

Il rammarico di Banca Etica, che intende impegnarsi per una piena inclusione

«Purtroppo è vero. L’home banking di Banca Etica non è attualmente dotato delle funzionalità per renderlo accessibile alle persone con disabilità visiva. Da tempo stiamo lavorando per arrivare ad una piena accessibilità di tutti i nostri canali e strumenti di relazione con i clienti e soci della banca, ma ancora non siamo pronti. Esprimiamo rammarico per il disservizio e confermiamo il nostro pieno impegno per la piena inclusione finanziaria di tutte le persone»: così Banca Etica risponde a Simonetta Cormaci, persona non vedente che nei giorni scorsi aveva raccontato sulle nostre pagine di aver dovuto chiudere il conto con questo istituto, per le difficoltà incontrate

Perché ho chiuso il conto in Banca Etica

«Vorrei rendere noto – scrive Simonetta Cormaci – quanto mi è accaduto dopo avere aperto un conto in rete presso la Banca Popolare Etica, una vicenda in cui la mia cecità è stata motivo fondamentale per una conclusione poco piacevole. Lo ritengo doveroso e utile: prima di tutto per evitare ad altre persone con disabilità visiva di incorrere nei miei stessi problemi; e poi perché confido che a vari livelli di interlocuzione si possa intervenire affinché tutti gli istituti di credito garantiscano ai clienti con disabilità facilitazione e massima accessibilità nella gestione dei propri conti»

Inclusione lavorativa: coinvolgere le aziende senza pregiudizi e rigidità

«È ancora lontana – scrive Marino Bottà – una diffusa cultura inclusiva da parte del mondo del lavoro. Ma questo non è imputabile solo alle aziende. Bisogna infatti che i servizi per il Collocamento Disabili comprendano che l’informazione, la formazione e il coinvolgimento sono prioritari rispetto agli obblighi di legge. Bisogna che chi opera a favore dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità eviti di rivolgersi alle aziende con le loro stesse rigidità e pregiudizi e contrapposizioni. Ci sono in effetti molte aziende disponibili, forse più di quello che comunemente si pensa»

Un mondo di steccati terrà fuori anche i nostri figli

«Un mondo di steccati – scrive Rosa Mauro, rivolgendosi all’attore e personaggio televisivo Fabrizio Bracconeri, padre di un ragazzo con autismo, e riferendosi ad alcune posizioni pubbliche recentemente assunte da quest’ultimo – terrà fuori rom ed emigranti, profughi e islamici. E i nostri figli insieme a loro. La vera libertà, infatti, sono le braccia aperte, non quelle armate. La vera libertà sono parole d’amore, non di odio»

L’amore è meraviglioso, se sappiamo renderlo meraviglia

«Scrivo d’amore – sostiene Antonio Giuseppe Malafarina -, perché per noi con disabilità è una questione viva e sempre vegeta. Abbozzo quindi un decalogo di suggerimenti, per favorire l’intreccio di relazioni. Un prontuario a modo mio non solo per disabili, tenendo conto che la pratica per un approccio dipende dalla scaltrezza di ognuno e per quella non c’è decalogo che tenga. E ne scrivo perché l’amore è meraviglioso, se sappiamo renderlo meraviglia»

Dopo il “Decreto Dignità” servono i “Decreti Inclusivi”

«La speranza – scrive Palma Marino Aimone della SIDIMA (Società Italiana Disability Manager) – è che il cosiddetto “Decreto Dignità” abbia un impatto positivo per la stabilizzazione sul lavoro delle persone con disabilità e tuttavia il mercato del lavoro dev’essere non solo dignitoso, ma anche inclusivo. Per questo è necessario procedere alla riforma del collocamento mirato, emanando finalmente i Decreti Attuativi che ne definiscano le Linee Guida, in ritardo di quasi tre anni. Un fatto, questo, che priva ancora la figura del disability manager di un rifornimento normativo nazionale»

“Genitori ostacolo”: è questa l’“ultima frontiera” in tema di autismo?

«Abbiamo lottato a lungo in questi anni – scrive Stefania Stellino, presidente dell’ANGSA Lazio (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), commentando una Sentenza prodotta dal Tribunale dei Minorenni di Roma nei confronti dei genitori di due ragazzi con grave disabilità – per fare scomparire, nel campo dell’autismo, il concetto di “mamma frigorifero” e di “genitori anaffettivi”, ma non immaginavamo che l’evoluzione fosse il “genitore ostacolo” all’interesse dei figli!»

Perché spendere tanto per una struttura, e poi farla andare in malora?

«Perché una Regione spende tre milioni di euro per mettere in piedi una struttura tanto necessaria e la fa poi andare in malora, mentre ragazzi e adulti gravi continuano a restare in casa accuditi da mamme o badanti che cercano in tutti i modi e con le poche forze rimaste di riempire le tante ore vuote e senza scopo?»: il quesito di Benedetta Demartis, presidente dell’Associazione ANGSA, è rivolto ai responsabili istituzionali della Sardegna, a proposito della vicenda di un Centro Diurno a Nuoro per persone con autismo in età adulta, che sta già “invecchiando” senza mai essere stato aperto

Deficit di attenzione e iperattività: ora in Campania si può sperare

«Quel Decreto approvato dalla Regione Campania – scrive Massimo Micco – rappresenta un grosso passo avanti, dando una grande speranza a tutti noi genitori di figli con ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività) che qualcosa possa cambiare. È la speranza che vengano eliminate liste di attesa anche di anni, per accedere a un percorso diagnostico, e di avere, nei Distretti delle nostre ASL, accuratezza diagnostica e appropriatezza terapeutica. Una chimera? Vedremo. Ma adesso, almeno, sembra possibile chiedere tutto ciò»

C’è accessibilità reale e accessibilità “incompiuta” o solo pubblicizzata

“Musei accessibili” è un progetto dell’ANFAMIV di Udine (Associazione Nazionale delle Famiglie dei Minorati Visivi), che da qualche anno si cimenta nel verificare se quanto viene pubblicizzato come “accessibile” lo sia davvero. Focalizzandosi dunque essenzialmente sull’analisi critica di quanto viene definito accessibile per le persone con disabilità visive, gli esperti della stessa ANFAMIV hanno visitato due strutture museali e una mostra che tanta eco ha avuto sulla stampa generalista e di settore. E non sono mancati né gli apprezzamenti né le delusioni…

Ritorno alla casella di partenza ovvero Il medioevo dell’autismo

Nei giorni scorsi, durante l’edizione 2018 dei Seminari Internazionali di Erice (Trapani) sulle emergenze planetarie, si è parlato anche di autismo, e in tal senso alcune affermazioni pubblicamente espresse stanno suscitando una serie di dure proteste, tanto da far parlare di «gioco dell’oca che ritorna alla casella di partenza» o addirittura di «medioevo dell’autismo». A dirlo sono state Benedetta Demartis, presidente nazionale dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) e Stefania Stellino, presidente dell’ANGSA Lazio, di cui riprendiamo qui di seguito le opinioni

Sostegno alla disabilità in Sicilia: un testo “che scompensa e che non sana”

Viene letteralmente definita così, da Salvatore Garofalo, presidente del Coordinamento “H” fra le Associazioni che Tutelano i Diritti delle Persone con Disabilità nella Regione Siciliana, la versione più recente dello Schema di Decreto prodotto dalla Regione, attuativo di una norma regionale a sostegno della disabilità e della non autosufficienza. Tra le numerose criticità sottolineate dal Presidente del Coordinamento H, vi è anche quella di avere elaborato un testo «dal forte sapore discriminatorio tra persone con disabilità grave e gravissima»

Ma l’autismo è molto di più

«Ottima la serie televisiva “The Good Doctor” – scrive Antonio Giuseppe Malafarina -, bene che si parli di autismo, ma occhio a non cadere nella convinzione di sapere tutto sulla questione e guai a pensare che visto questo racconto si conosca tutto sull’autismo. Il disturbo dello spettro autistico qui rappresentato fornisce informazioni su una delle tante varietà di autismo e se si crede che questo sia il tutto si sbaglia»