Opinioni

In ricordo di Antonio Frau, un lottatore instancabile

Antonio Frau

Ben volentieri diamo spazio oggi al testo con cui Carlo Loiodice – che lo affiancò nelle sue battaglie contro l’emarginazione e l’esclusione – ricorda Antonio Frau, scomparso ieri in Sardegna, uomo dal multiforme ingegno, cieco dall’eta di cinque anni, conosciuto per la sua grande abilità manuale e per la sua grande sensibilità verso i temi sociali. «Ho il ricordo – scrive Loiodice – di un lottatore instancabile, sempre pronto a raccogliere sfide di ogni tipo anche all’apparenza impossibili»

Come sostenere una reale inclusione scolastica?

Come sostenere una reale inclusione scolastica?

«Come facciamo a essere coerenti e congruenti con gli alunni – scrive Giovanni Maffullo, insegnante specializzato e consigliere di orientamento – se non diamo l’esempio? Con coraggio possiamo tutti i giorni far sì che i nostri studenti esprimano le loro potenzialità e insieme possiamo prepararli al futuro, vivendo e testimoniando la bellezza e la fatica dell’esserci. Dobbiamo però rendere vive e aperte al territorio le nostre comunità scolastiche di appartenenza: ne va della nostra dignità personale e professionale, che credo fermamente sia al servizio del bene pubblico, inclusione in primis»

Quando votare diventa un’umiliazione

Una persona con disabilità al voto

«Da quando ho la maggiore età – scrive Maria Pia Amico, donna con disabilità – ho sempre potuto votare senza riscontrare grossi problemi, tranne che in occasione dell’ultima consultazione elettorale. Quando infatti mi sono recata al seggio, il presidente dello stesso non mi ha degnato di uno sguardo, e si è rivolto a mio nipote, con tono arrogante e malfidente, per sapere se avessimo il certificato medico. È stata un’umiliazione che mi ha confermato quanta strada ci sia ancora da fare verso una completa inclusione e comprensione del mondo della disabilità»

Nuovo Piano Educativo Individualizzato e misure di sostegno: altre riflessioni

Nuovo Piano Educativo Individualizzato e misure di sostegno: altre riflessioni

Sulla questione della bozza di Linee Guida Ministeriali, riguardanti il nuovo PEI (Piano Educativo Individualizzato) e le misure di sostegno agli alunni e alunne con disabilità, tema che sta facendo molto discutere in queste settimane, anche sulle nostre pagine, diamo oggi spazio alle riflessioni provenienti da numerosi Presidenti delle Consulte Cittadine di Roma sui Problemi della Disabilità, nonché dal Presidente della Federazione FAND di Roma e Provincia

Il “Dopo di Noi”, la Convenzione ONU e la voce delle persone con disabilità

Due genitori insieme al figlio con disabilità

«Quando si tratta di impostare le politiche e i servizi per le persone con disabilità – scrive Simona Lancioni – non è sempre facile distinguere immediatamente cosa sia giusto e cosa non lo è, ma, per capirlo, possiamo utilizzare due strumenti: controllare se ciò che viene proposto/realizzato è in linea con le disposizioni contenute nella Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, e interpellare direttamente le persone con disabilità. Le attuali disposizioni previste per il cosiddetto “Dopo di Noi” supererebbero queste due verifiche?»

Cara Costanza, voglio che tu cresca in un Paese che non “regala” ma “garantisce”

«Cara Costanza, da quando sei nata ho deciso che saresti cresciuta in un Paese che non “regala”, bensì “garantisce”. A partire dalle scelte. Più scelte possibili. Anche a chi nasce un po’ storto ma col cuore dritto, tipo il tuo fratello, o a chi nasce tutta dritta ma con un fardello sul cuore, tipo te che non devi vivere per me»: lo scrive in una sua lettera alla sorella Iacopo Melio, giovane con disabilità, attivista ormai di lunga data per i diritti delle persone con disabilità, che al debutto in politica ha ottenuto oltre 11.000 preferenze, diventando Consigliere Regionale della Toscana

Quanto sono rispettati i diritti per i quali lottò Rosanna Benzi?

«Molti – scrive Maria Pia Amico – ricorderanno Rosanna Benzi, la donna vissuta per tanti anni dentro un polmone d’acciaio, dopo che una grave forma di poliomielite l’aveva colpita all’età di 14 anni. Durante la sua vita lottò sempre per i diritti delle persone con disabilità. Ma quanto è rimasto delle sue lotte sociali? Certamente molte cose sono cambiate, si è acquisito il diritto allo studio, al lavoro, al tempo libero, ad avere una vita sociale e affettiva. Ma quanto sono effettivamente rispettati questi diritti?»

Educare bambini con disabilità nella scuola, cercando di renderli adulti felici

«Si dovrebbe introdurre nelle Università e nei corsi di formazione per docenti e assistenti – scrive Paola Di Michele – una nuova materia di studio: Psicologia dell’inclusione e della rappresentazione mentale della diversità. A monte delle leggi, infatti, credo che il punto sia quanto, nella scuola e nella società in genere, si lavori per una cultura di valorizzazione e accoglienza della diversità in senso universale. Quanto lo stigma sociale di una diagnosi e la paura della diversità incidano psicologicamente, sull’accoglienza»

Bimbi e bimbe che hanno saputo andare oltre la disabilità

«Vorrei dare spazio a una bella pagina di speranza – scrive Stella Di Domenico -, perché in una scuola stravolta non soltanto dal Covid è importante dare un segnale di positività. I compagni di Uma, mia figlia di 10 anni, con una gravissima disabilità, sono andati oltre la disabilità, così come i loro genitori. Ogni giorno Uma fa progressi e questo non è dovuto soltanto a un lavoro tecnico! Infatti, la forza che lei dimostra è il riflesso di quella dei suoi amati compagni di scuola, che la spronano, la amano, la rispettano, la accolgono con il sorriso e chiedono di lei quando è assente»

Le Linee Guida del nuovo Piano Educativo Individualizzato che fanno discutere

A proposito delle critiche di queste settimane alle Linee Guida per il nuovo PEI (Piano Educativo Individualizzato), che il Ministero dell’Istruzione si appresta a varare, «sembra che – scrive Salvatore Nocera -, il Ministero abbia accolto le pressanti richieste della Federazione FISH e delle Associazioni ad essa aderenti, riguardanti la piena titolarità di partecipazione delle famiglie ai GLO (Gruppi di Lavori Operativi per l’Inclusione), sia in persona dei genitori che degli alunni con disabilità, secondo le indicazioni della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità»

I Caregiver Familiari Comma 255 sul nuovo Piano Educativo Individualizzato

Il Gruppo Caregiver Familiari Comma 255 esprime «timore e allarme per l’imminente approvazione del Decreto Interministeriale per l’adozione del nuovo PEI (Piano Educativo Individualizzato) e delle relative Linee Guida», ritenendo che esso si rifaccia a «un modello che non riconosce la giusta centralità e importanza al volere dell’alunno/a con disabilità e della sua famiglia»

Enrico Montobbio, che fu un pioniere vero dell’inclusione lavorativa

È scomparso nei giorni scorsi Enrico Montobbio, vero pioniere dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità intellettiva, che in tale àmbito maturò sin dagli Anni Settanta una serie di esperienze ritenute “maestre” nell’ASL 3 di Genova. A ricordare l’«amico-maestro» è il pedagogista e formatore Mario Paolini. Riportiamo anche un ampio brano, pubblicato qualche tempo fa da Daniela Mariani Cerati, riguardante l’esperienza genovese condotta da Montobbio

Per un mondo dove non esistano l’indifferenza e le differenze

«L’amore, la responsabilità e la solidarietà – scrive Salvatore Cimmino – sono preziosi e indispensabili ingredienti per esercitare in libertà i nostri diritti. Difficili da trovare quando ci si dimentica che gli altri siamo noi, vittime di una società che emargina tutto e tutti, senza lasciare scampo alle persone con disabilità. Tutte le persone sono importanti e portano dentro di sé qualcosa da fare e da comunicare. Le persone con disabilità e le loro famiglie sognano un mondo dove non esistano l’indifferenza e le differenze, un mondo che sia realmente la casa di tutti»

E se avrai fortuna, a due giorni dal concerto saprai se avrai il biglietto…

«Tra le segnalazioni ricevute dopo il lancio della nostra campagna “Concerti accessibili” – scrive Alessandra Corradi, presidente dell’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti – ve n’è una che riguarda un concerto in programma prossimamente a Ferrara, per il quale una persona con disabilità potrà sapere solo 48 ore prima se avrà il biglietto. Non è chiaro, di fronte a episodi del genere, che debba esserci un protocollo condiviso, da applicare a ogni evento, onde evitare i salti carpiati tripli a una persona con disabilità che voglia andare ad un concerto senza essere discriminata?»

Ma per chi suona la campanella?

«Qualche mese fa – scrivono Umberto Emberti Gialloreti ed Elena Improta – era stata pubblicizzata con grande enfasi la creazione di una Task Force del Comune di Roma sulla scuola, nella quale, però, non ci risulta che ci fosse qualcuno ad occuparsi delle problematiche relative all’utenza fragile, ragazzi e ragazze con disabilità inclusi. Ora, all’avvio della scuola, i problemi non mancano di certo, riguardo agli insegnanti di sostegno, agli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, ai trasporti e all’eventuale didattica a distanza…»

Il punto di vista dei caregiver familiari e quello delle persone con disabilità

«Non contesto affatto – scrive Simona Lancioni, caregiver familiare, a proposito delle osservazioni critiche di Guido Trinchieri su un suo precedente articolo – che le famiglie delle persone con disabilità versino in uno stato di isolamento, abbandono e insufficiente attenzione prolungati nel tempo, né disconosco quanto questa situazione possa essere fonte di legittima disperazione. Sottolineo solo che alcuni ed alcune caregiver continuano a riflettere su certe tragedie familiari considerando solo il proprio punto di vista, senza accordare alcuna voce in capitolo alle persone con disabilità»

Il movimento dei diritti umani della disabilità ha perso un’importante leader

«Già provato dall’attuale situazione della pandemia da Covid-19 – scrive Giampiero Griffo – il movimento internazionale per i diritti delle persone con disabilità perde con Rachel Kachaje, presidentessa mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International), un’importante leader africana e mondiale. La sua eredità di risultati e proposte continuerà però ad ispirare le iniziative del movimento per l’applicazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità»

La realtà di chi si prende cura

Il lavoro di cura dei familiari di persone con disabilità grave, la Legge sul “Dopo di Noi” e altro ancora sono al centro del presente contributo di Guido Trinchieri, presidente dell’UFHA (Unione Famiglie Handicappati), che prende spunto da un precedente contributo pubblicato dal nostro giornale e dedicato a una delle più recenti tragedie familiari, che hanno visto una persona uccidere un proprio figlio con disabilità e ferirne gravemente un altro

Flessibilità e apertura per le esigenze di ogni singolo alunno con disabilità

«Siamo consapevoli – scrive Luca Genovese, presidente di Parent Project (Pazienti e genitori con figli affetti da Distrofia Muscolare di Duchenne e Becker), rivolgendosi direttamente alla Ministra dell’Istruzione – che non esista una ricetta ideale, applicabile a tutte le diverse situazioni degli studenti che rientrano in aula in questi giorni. Riteniamo perciò che sia fondamentale un atteggiamento di pragmatica flessibilità e apertura nei confronti delle esigenze del singolo alunno, che potranno variare nel tempo a seconda dell’evoluzione dello scenario e del quadro di salute generale»

Quando la scuola ti fa cadere in un baratro di pregiudizi e di silenzi

«Questa – scrive Elena Improta – è una storia difficile in cui la burocrazia si scontra con una scuola poco disponibile a confrontarsi con la famiglia e con un’équipe socio educativa specializzata, supportata da referti e relazioni mediche di una struttura pubblica. L’inclusione scolastica, invece, non può e non deve prescindere dalla persona nella sua globalità (prima che dall’alunno) e gli obiettivi didattici devono concordare con i tempi famiglia, i tempi sociali, i tempi ri-abilitativi e sanitari. Per questo il nuovo Piano Educativo Individualizzato è una grande occasione da non perdere»