Opinioni

Una reale inclusione scolastica, che punti alla “luna” e non a fissare il “dito”

Un'assistente all'autonomia e alla comunicazione insieme a un bimbo con disabilità e con altri bimbi e bimbe senza disabilità

Come già molti altri che hanno dibattuto su queste pagine, anche Paola Di Michele riflette sui nuovi modelli di Piani Educativi Individualizzati per l’inclusione degli alunni e delle alunne con disabilità, fornendo un ulteriore angolo visuale alla discussione, quella di un’assistente all’autonomia e alla comunicazione. Poi, però, allarga l’orizzonte a quei passaggi necessari a colmare la distanza fra le intenzioni dei Legislatori e ciò che produrrebbe «l’inclusione, quella vera, quella che non c’è». «Oppure – conclude – anziché puntare alla “luna”, continueremo a fissare il nostro “dito”»

Resilienza, quanti delitti si commettono in tuo nome!

Più di una volta, nel nostro giornale, Giorgio Genta, anch'egli caregiver familiare da molti anni, ha paragonato questa attività a quella di un mulo da soma

«Solo un vecchio caregiver – scrive Giorgio Genta con l’abituale taglio ironico – può parlar male non della resilienza, ma dell’abuso spropositato che ormai si fa di questo termine. E fa anche ridere amaramente sentirla in bocca a leader politici che sino a ier l’altro consideravano le persone con disabilità “improduttive” e quindi “dannose alla società”. Frattanto i poveri caregiver debbono sobbarcarsi immani fatiche burocratiche per tentare di salvare un sussidio illecitamente vincolato alla presentazione dell’ISEE familiare, malgrado la Suprema Corte di Cassazione la pensi diversamente…»

Rimettere i caregiver al centro del Fondo loro dedicato

Rimettere i caregiver al centro del Fondo loro dedicato

«È necessario rimettere i caregiver familiari, che assistono congiunti con grave disabilità, al centro del riparto stabilito per il Fondo loro destinato dal Decreto Ministeriale recentemente pubblicato»: lo scrivono dal Gruppo Caregiver Familiari Comma 255, ritenendo «inaccettabile che dopo anni di attesa e di indifferenza per la nostra condizione di vita, da parte dello Stato, veniamo privati anche dell’unico Fondo a noi dedicato»

Nuovo PEI: né disastro né rivoluzione, i veri problemi stanno altrove

Due bambini con disabilità insieme a un'assistente alla comunicazione

«Continui il dialogo sui nuovi PEI», aveva scritto su queste stesse pagine Salvatore Nocera e ben volentieri continuiamo a contribuire all’acceso dibattito sui nuovi modelli di Piani Educativi Individualizzati per gli alunni e le alunne con disabilità, fissati dal Ministero dell’Istruzione. Dopo avere già dato spazio, quindi, a varie voci, pronunciatesi con accenti e toni spesso diversi, è oggi la volta di Veronica Asara, che di fronte al nuovo modello ritiene di non dover parlare «né di disastro né di rivoluzione», ritenendo che i veri problemi dell’inclusione scolastica stiano altrove

I nuovi modelli di Piani Educativi Individualizzati e la visione del tutto

Andrew Wyeth, "Up in the Studio", 1965

Con l’intervento di Giovanni Maffullo, insegnante specializzato e apprezzata “firma” spesso presente sulle nostre pagine, si allarga e si arricchisce ulteriormente l’acceso dibattito sui nuovi modelli di PEI (Piani Educativi Individualizzati) per gli alunni e le alunne con disabilità, che ha già visto pronunciarsi varie voci in «Superando.it», con accenti e toni spesso diversi. Qui, al di là degli stessi aspetti positivi e dei punti di criticità del provvedimento, pure sottolineati, Maffullo cerca di individuarne anche la presenza o meno di una “visione generale del tutto”

Quelle famiglie che ogni giorno lottano contro la disperazione

«La notizia di un genitore che uccide il figlioletto affetto da autismo nel Trevigiano e poi si toglie la vita – scrive Benedetta Demartis, presidente dell’Associazione ANGSA – ci ha lasciato di nuovo senza parole. Autismo è ancora una parola che fa paura e che getta nella disperazione più assoluta molte famiglie, ma non vogliamo più immaginare che siano lasciate a loro stesse. Servono presa in carico, riabilitazione garantita allo stesso modo su tutto il territorio nazionale, scuola inclusiva, inserimento nel mondo del lavoro e strutture per i nostri ragazzi con autismo»

“Solo per parlare” e per cementare l’amicizia, contro la pandemia

«La pandemia – scrive Roberta Isastia – mina la salute fisica e psichica, la nostra libertà di progettare la vita, la struttura economica del mondo intero. Eppure, anche in una situazione così estrema si possono trovare raggi di luce, come gli incontri online voluti dall’AITA Piemonte (Associazioni Italiane Afasici), “solo per parlare” e per tenerci compagnia, ma durante i quali ben presto ognuno ha raccontato qualcosa di sé, del suo passato, della sua famiglia d’origine, svelando storie interessantissime e a tutti noi sconosciute. Tante storie che stanno cementando le nostre amicizie»

Dialogo sul Ministero… dei mancini

«Ciao – dice il “Normale” al Mancino -, hai visto che bel Governo che abbiamo?». «Davvero, un Governo di unità nazionale di altissimo profilo!». «L’idea più geniale è avere istituito il Ministero dei Mancini, un bel segno di civiltà». «Ehm ehm, mi era sfuggito… dei mancini?». «Certo, guarda che sono persone come noi, il Ministero combatterà i pregiudizi che li circondano»… E continua il dialogo su una panchina, dedicato alle notizie del giorno, tra l’obbligo di assumere “quote sinistre” nelle aziende, grandi istituti appositamente attrezzati per mancini e molto altro…

Dare un senso alla scelta di istituire un Ministero delle Disabilità

«Il nuovo Governo – scrive Raffaele Goretti -, nato per garantire al nostro Paese un futuro di stabilità politica, affrontando le emergenze dovute all’eccezionalità degli eventi, sappia dare un senso anche alla scelta di istituire un Ministero delle Disabilità, che sia motore per azioni concertate con tutti i segmenti dell’Amministrazione, dando corpo a politiche inclusive, e non un luogo asfittico dove si inneschino processi inversi all’evoluzione del concetto internazionalmente riconosciuto della valorizzazione della persona indipendentemente dalle sue condizioni»

Il flusso principale e il Ministero delle Disabilità

Il “mainstreaming della disabilità”, ovvero “la disabilità nel flusso principale”, è semplicemente la necessità di ricordarsi che esistono milioni di persone con disabilità e le loro famiglie, ogniqualvolta si decide qualcosa, nel lavoro, nella scuola, nella sanità, in àmbito di infrastrutture, mobilità, turismo e così via. Di fronte a tale concetto, quale funzione può avere un Ministero delle Disabilità, senza portafoglio, come quello a cui ha dato vita il Governo Draghi? Purtroppo l’esperienza del Ministro per la Famiglia e la Disabilità del primo Governo Conte non induce all’ottimismo…

Assistenza igienica ad alunni e alunne con disabilità: il “caso Sicilia”

«Impugnare in sede di TAR tutti i rifiuti di assistenza igienica agli alunni e alunne con disabilità da parte di collaboratori e collaboratrici scolastiche, e se non basta appellarsi al Consiglio di Giustizia Amministrativa Regionale»: è il consiglio di Salvatore Nocera al Coordinamento H per la tutela dei Diritti delle Persone con Disabilità nella Regione Siciliana, che aveva denunciato su queste pagine le segnalazioni di genitori che vedono negare ai propri figli l’assistenza igienica a scuola

Se si ammala chi assiste una persona con disabilità, chi potrà sostituirla?

Partendo dal Piano Vaccinale della Regione Toscana, che si è allineata alle indicazioni ministeriali, eludendo anch’essa la fondamentale connessione tra la persona con disabilità e chi le presta assistenza, Simona Lancioni osserva che «forse il Ministero della Salute e le Regioni dovrebbero iniziare a porsi la seguente domanda: se si ammalasse la persona che presta assistenza ad una persona con disabilità grave, chi potrebbe sostituirla in questo ruolo?». E al di là della Toscana, cosa sta succedendo nelle altre Regioni?

Prolungare anche i corsi di specializzazione per il sostegno

«Il Presidente del Consiglio incaricato Draghi – scrive Salvatore Nocera – ha fatto trasparire dalle sue giustamente scarne comunicazioni la possibilità di un prolungamento del termine delle lezioni di scuola sino al 30 giugno, come primo recupero parziale delle ore perse a causa della pandemia. Al tempo stesso riteniamo sarebbe utile anche prorogare la durata dei corsi di specializzazione per il sostegno, dall’attuale termine del 16 luglio al 31 agosto»

Bullismo e cyberbullismo: doppia attenzione per le persone più fragili

«Da genitore di ragazzi particolarmente fragili – scrive Marula Furlan dell’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti, a ridosso della Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo -, che nel caso di una di loro hanno subito pesantissimi episodi di bullismo, mi chiedo perché si antepongano al benessere dell’alunno e al suo diritto allo studio altri motivi, il principale dei quali è l’impossibilità di sostituire un docente, se non ha i titoli». «Credo si debba porre doppia attenzione – conclude – per le situazioni più delicate, perché gli effetti possono essere davvero tragici»

Vaccini e disabilità: chiarimenti sì, ma fino a un certo punto

«Tante persone con disabilità e i loro familiari – scrive Giampiero Griffo – si chiedono quando saranno vaccinati. In questi giorni, effettivamente, il Ministero della Salute sta recependo le istanze espresse da più parti sulla necessità di inserire tra le fasce prioritarie le persone con disabilità, ma nonostante ciò manca tuttora un quadro chiaro sul comportamento delle varie Regioni e tante sono le domande sospese, a partire da quali siano i dati su cui ci si basa, quando si parla di “persone con disabilità”»

Continui il dialogo sui nuovi Piani Educativi Individualizzati

È di Salvatore Nocera, uno dei principali esperti italiani di inclusione scolastica, il contributo cui diamo spazio oggi, per proseguire il dibattito sui nuovi modelli di PEI (Piani Educativi Individualizzati) per gli alunni e le alunne con disabilità, che ha già visto pronunciarsi varie voci, anche sulle nostre pagine, con accenti e toni spesso diversi. E mentre una serie di Associazioni annunciano iniziative di protesta nei confronti del provvedimento, Nocera intende qui fornire un ulteriore contributo di chiarezza, senza risparmiare critiche e proposte di modifiche al testo ministeriale

Roberto Tarditi, dagli “anni senza vita” alle battaglie per i diritti umani

«Dopo 35 anni “senza vita” al Cottolengo di Torino – scrive Vincenza Zagaria -, Roberto è stato un esempio concreto di come si possa vivere liberi». «Una volta “evaso” – aggiunge Giampiero Griffo – dall’inferno di una struttura basata sull’abbandono, sulla cancellazione sociale, sulla desolazione di un ambiente che annullava l’esistenza umana, Roberto è diventato un leader del movimento per i diritti umani delle persone con disabilità». A Zagaria e Griffo affidiamo il ricordo di Roberto Tarditi, scomparso a causa del coronavirus, un uomo con grave disabilità che ha sempre voluto vivere libero

Nuovi PEI: princìpi giusti e regole da riscrivere

Arriva dal Gruppo Caregiver Familiari Comma 255 un ulteriore contributo all’acceso dibattito in corso sul nuovo modello di PEI (Piani Educativi Individualizzati) per gli alunni e le alunne con disabilità, rispetto al quale varie voci si sono già pronunciate, anche sulle nostre pagine, con accenti e toni spesso diversi. Nello specifico, il Gruppo, pur prendendo atto di vari princìpi giusti inseriti nel provvedimento, ritiene che nella maggioranza dei casi, pensando in particolare ad alcuni passaggi, «la realtà scolastica non sia in grado di accogliere alcune modifiche come valore aggiunto»

Impiegare correttamente e con urgenza quei fondi (esigui) per i caregiver

«Con l’intensificazione del loro carico di accudimento, assistenza e responsabilità nei confronti di un parente convivente con disabilità grave non autosufficiente e con l’isolamento di fatto subìto – scrivono dal CONFAD (Coordinamento Nazionale Famiglie con Disabilità) – i caregiver familiari stanno vivendo una condizione molto pesante e necessitano con urgenza di misure di sostegno, eque ed equilibrate, ora attuabili attingendo anche ai Fondi di Riparto messi a disposizione delle Regioni. Ma quei fondi, di cui va altresì ricordata l’esiguità, devono essere usati correttamente e con urgenza»

Così la pandemia ha cambiato la vita di un Centro Diurno

«A seguito della pandemia – scrive Marta Lanzini, coordinatrice del Centro Diurno “L’Officina delle abilità” dell’Associazione L’abilità di Milano, che segue bambini e bambine con disabilità (5-11 anni) -, abbiamo dovuto rivedere la quasi totalità delle attività del nostro Centro: ad esempio abbiamo dovuto sospendere le attività sul territorio che venivano utilizzate per far fare nuove esperienze ai bambini e alle bambine, quali prendere i mezzi pubblici, andare in un bar o al supermercato. Ma forse la parte più difficile è mantenere il distanziamento fisico tra i bambini e le bambine»