Opinioni

Naturalmente tra gli asini, con l’entusiasmo dei piccoli

Il logo dell'Associazione toscana "Orecchie Lunghe & Passi Lenti"

Tra abilità conquistate e tante emozioni vissute, si è felicemente concluso in Toscana il progetto di attività assistite “Per le stalle alle stelle naturalmente tra gli asini”, condotto dall’Associazione Orecchie Lunghe & Passi Lenti, con l’obiettivo di favorire il miglioramento della qualità della vita di dodici piccoli con disturbo di spettro autistico e dei loro genitori. «Il tutto – racconta Luisella Trameri – in un contesto naturale inusuale fatto di attrattive, difficoltà e conoscenza tra “io e l’altro”, quando l’altro è un animale pacifico e collaborativo come un asino»

E che tutti siano Re!

Il grande applauso tributato alla Compagnia dell'Associazione Nuove Frontiere, al termine di "Tutti i Re che ho in me", rappresentazione portata in scena il 6 luglio scorso a Ladispoli (Roma)

«La piazza gremita, gli applausi e le facce sorridenti dei nostri ragazzi sono la miglior gratificazione che potevamo ottenere, dopo le amarezze che nel quotidiano dobbiamo affrontare. Loro hanno piacevolmente stupito tutti per l’attenzione alla realtà che li circonda, dando prova di essere cittadini partecipi e attenti»: lo scrive Silvia Leuzzi, a proposito di “Tutti i Re che ho in me”, rappresentazione portata in scena a Ladispoli dalla Compagnia dell’Associazione Nuove Frontiere, composta da persone con e senza disabilità

Qualche precisazione su quell’immobile assegnato all’ANGSA Lazio

Foto di gruppo dell'ANGSA Lazio, nel settembre 2017, davanti all'immobile confiscato alla criminalità organizzata e ricevuto dalla propria Regione

«Voler contribuire a migliorare le politiche sociali, sanitarie, dell’istruzione, a favore delle persone nello spettro dell’autismo e delle loro famiglie, non è fare politica?»: lo scrive tra l’altro Stefania Stellino, presidente dell’ANGSA Lazio, proponendo alcune precisazioni rispetto a una visita del presidente della Regione Lazio e del Ministro dell’Interno a una struttura confiscata alla criminalità organizzata e assegnata lo scorso anno alla propria Associazione da parte della stessa Regione Lazio

Diritto allo studio: le occasioni perdute, le speranze e i timori

Diritto allo studio: le occasioni perdute, le speranze e i timori

«Solo risolvendo le problematiche per le persone più fragili – scrive Giovanni Barin – e nello specifico degli alunni con disabilità, si assicura il benessere anche di chi fragilità non ne ha; ma non vale il viceversa. Ci auguriamo quindi che un dialogo costruttivo possa finalmente animare positivamente il rapporto scuola/diritti, nel pieno rispetto di quella legislazione che, sempre più solo sulla carta, è simbolo nel mondo dei diritti delle persone con disabilità. Temiamo, invece, che i nostri figli saranno ancora una volta il capro espiatorio dell’incapacità gestionale del bene pubblico»

Sui diritti si legiferi senza dividere famiglie e associazioni

Sui diritti si legiferi senza dividere famiglie e associazioni

«Rispetto all’approvazione della Legge Regionale “Disposizioni per l’inclusione sociale, la rimozione delle barriere alla comunicazione, il riconoscimento e la promozione della lingua dei segni italiana e della lingua dei segni italiana tattile”, critichiamo il Consiglio Regionale della Campania – scrivono dall’Associazione FIADDA e dalla FISH Campania – per avere scelto una risposta parziale, dividendo, di conseguenza, il mondo della disabilità. Pretendiamo quindi che il Consiglio Regionale stesso riconosca la necessità di affrontare tutti i nodi irrisolti, dopo l’approvazione di quel testo»

A volte basta un’altalena

A Modica (Ragusa) c’è un’ altalena accessibile ai bambini con disabilità, «ma le famiglie, scrivono dall’ANFFAS locale – non ne usufruiscono. Qualcuno dirà che l’inclusione vera si realizza in altri e più importanti aspetti, Ma cosa c’è di più importante del gioco agli occhi di un bambino? Non è forse annoverato tra i diritti fondamentali di ogni fanciullo, a prescindere che sia o meno con disabilità? L’augurio è quindi che le famiglie modicane inizino a prestare attenzione anche a quello che c’è, ricordando che a volte basta una semplice altalena per regalare momenti di grande felicità»

Ad un Amico che mi ha insegnato a non avere pregiudizi

«L’apertura mentale – scrive Stefania Delendati, rivolgendosi a un amico che non c’è più (ma che “c’è ancora”) -, il saper guardare al di là delle apparenze non è un dono innato per ogni persona, che sia in carrozzina o deambulante. È un duro lavoro e tu mi hai insegnato a non avere pregiudizi, a sostituirli con la curiosità di conoscere le differenze. Sappi che ce la sto mettendo tutta per mettere in pratica gli insegnamenti che inconsapevolmente mi hai lasciato in eredità, per non perdere la fiducia in un domani che includa anche la realizzazione di qualche sogno in apparenza impossibile»

Il quesito non cambia: persone o disabili?

«Mi piace pensare alla persona con disabilità – scrive Tonino Urgesi – come a un individuo nella sua unicità, e non come a un soggetto sempre da ospedalizzare, accudire, compatire o sempre passivo e mai attivo. Per questo credo non abbia bisogno di un suo Ministero, altrimenti vorrebbe dire continuare a presentarlo come una “parte diversa del tutto”. E non credo nemmeno che abbia bisogno di una specifica “assistenza all’emotività”»

Provvedere per tempo alle esigenze degli alunni con disabilità

«Siamo in luglio – scrive Salvatrice Cilia, presidente del Coordinamento Provinciale Pro Diritti H di Ragusa – e come ogni anno, quando tutti respirano aria di vacanze, noi cominciamo a pensare al nuovo anno scolastico e alle esigenze degli alunni con disabilità, in passato sin troppo spesso vittime, sul nostro territorio, di palesi violazioni dei loro diritti soggettivi. Chiediamo dunque alle Istituzioni Scolastiche e agli Enti Locali di provvedere per tempo, in particolare al servizio di assistenza igienica e personale, nonché a quello di assistenza all’autonomia e alla comunicazione»

Per gli alunni con disabilità l’eccezione fa la regola!

«Anche per l’anno scolastico che verrà – scrive Gianluca Rapisarda – il Ministero continuerà a ricorrere a un numero “spropositato” di docenti non specializzati, per coprire i posti sul sostegno che risulteranno vacanti nel prossimo mese di agosto. Come dire che la precarietà, l’emergenza e l’eccezione la faranno ancora da padrone e solo per gli alunni con disabilità continueranno a rappresentare la regola “fissa” della loro mancata inclusione»

Caro Ministro, vi sono parecchie cose da sistemare…

«Caro Ministro per la Famiglia e le Disabilità – scrive Rosa Mauro -, noi siamo proprio i suoi utenti tipo: sposati, di due sessi diversi, con un ragazzo di vent’anni con autismo e ipovisione, e io stessa cieca parziale e con problemi motori. Per noi e per tante altre famiglie con disabilità ci sono parecchie cose da sistemare e per molte di esse mi dirà che è necessario un coordinamento con altri Ministeri. Converrà dunque con me che è il momento di cominciare a colloquiare, discutere, mediare. Chiedere fondi e possibilmente ottenerne, e prima si comincia…»

I tanti sensi dei caregiver

«Dei cinque sensi che possediamo – scrive Giorgio Genta – è difficile stabilire quello più utile ai caregiver (o meglio alle caregiver) che assistono un familiare con gravissima disabilità. Al di fuori poi di quelli canonici, vi sono anche altri sensi utilissimi ai caregiver: il senso di sopportazione, quello della misura (spesso colma), il senso del pericolo e quello dell’equità, regolarmente tradita dai nostri uomini politici…»

Quella Legge sulla Vita Indipendente va finanziata di più

«Proprio oggi, 26 giugno – scrivono dal Comitato Marchigiano per la Vita Indipendente delle Persone con Disabilità – l’Assemblea Legislativa Regionale delle Marche discuterà e voterà la Proposta di Legge Regionale “Interventi regionali per favorire la Vita Indipendente delle persone con disabilità”, norma molto importante, per assicurare a tutte le persone con disabilità marchigiane il diritto alla Vita Indipendente. Questo, però, diverrà effettivamente esigibile, solo se quella Legge verrà adeguatamente finanziata e il fondo ad essa assegnato è insufficiente per raggiungere tale obiettivo»

Il diritto alla continuità didattica e a docenti specializzati

«Nonostante la normativa italiana per l’integrazione sia giudicata all’avanguardia – scrive Maria Guagliardito – gli interessi dei ragazzi con disabilità vengono troppo spesso sacrificati davanti ad esigenze di tagli alla spesa pubblica. Da ciò consegue la precarizzazione dei docenti specializzati, che va a scapito della continuità didattica. Gli alunni con disabilità, invece, hanno il pieno diritto alla continuità educativo-didattica, oltreché di essere seguiti nel loro processo formativo da personale specializzato, affinché l’integrazione non resti solo sulla carta, ma diventi una realtà»

Tutti hanno diritto alla vita e alla libertà allo stesso identico modo

«A volte – scrivono dalla rete Liberi di Fare – le persone con disabilità vengono usate come pretesto per attaccare altre categorie sociali, con frasi come: “Vengono spesi fior di quattrini per gli immigrati, soldi che potrebbero essere invece spesi per le persone disabili italiane!”. L’obiettivo di queste affermazioni è ottenere facile indignazione sulla base di notizie semplicemente false. Perché se viviamo in uno Stato di diritto, non si possono fare gerarchie su quali vite varrebbero di più e quali meno: tutti, infatti, hanno diritto alla vita e alla libertà allo stesso identico modo»

Fine settimana a Marineland

Con un po’ di fatica e qualche insidia, ma tutto si può fare: anche un fine settimana al parco marino Marineland di Antibes, sulla Costa Azzurra, insieme alla figlia con grave disabilità. «E alla fine si rientra – scrive Giorgio Genta – riportando varie tonnellate di bagagli e con gli occhi – dei giovani – pieni di animali marini. Tutto accessibile, caro e meritevole del viaggio»

Dalla parte dei ragazzi autistici offesi

«Il problema – scrive Gianfranco Vitale, commentando la Sentenza di Primo Grado che ha assolto per insufficienza di prove gli operatori di un Centro Diurno marchigiano, accusati di violenze e maltrattamenti nei confronti dei giovani ospiti con autismo – non è dividersi tra innocentisti e colpevolisti, tra garantisti e giustizialisti, ma tra un’idea o no del diritto che, nel caso della Casa di Alice di Grottammare, fa terra bruciata della dignità di persone fragili e indifese, messe alla mercé di pratiche di contenzione, che ingenuamente pensavamo fossero stati definitivamente rimosse»

L’accessibilità degli autobus

A proposito della Sentenza di cui abbiamo dato notizia, che ha visto il Tribunale di Roma condannare la Società Flixbus per condotta discriminatoria nei confronti delle persone con disabilità, a causa della mancata accessibilità dei propri mezzi, ben volentieri diamo spazio a quanto dichiarato dalla stessa Flixbus, prendendo atto delle azioni da essa attuate o da intraprendere prossimamente, in favore dell’accessibilità. Fermo restando, naturalmente, che quella Sentenza dovrà essere rispettata, mettendo a disposizione mezzi accessibili, entro sessanta giorni dal provvedimento

Per una scuola realmente inclusiva anche nei fatti

«Nonostante le recenti norme sull’inclusione – scrive Gianluca Rapisarda – e nonostante il Contratto di Governo del nuovo Esecutivo, permangono alcune lacune, sia sulla specializzazione dei docenti, sia sulla continuità didattica, che rischiano di far rimanere sulla carta ogni buon proposito. L’auspicio è dunque che il nuovo Governo affronti una questione delicata come quella dell’inclusione scolastica con una visione organica, con azioni di sistema e a lungo termine e, soprattutto, applicando una volta per tutte nei fatti i princìpi della nostra avanzata e invidiata legislazione inclusiva»

Un Ministero “speciale” per persone “speciali”?

«Non mi identifico nella mia disabilità – scrive Nadia Luppi – e nemmeno nelle misure “speciali” di cui posso o devo avvalermi come persona con disabilità. A un Ministero delle Disabilità ad hoc avrei preferito che per ogni Ministero ci fosse un disability manager che si prendesse cura dell’accessibilità di servizi e luoghi, ricordando ad ogni livello della struttura governativa che le informazioni devono essere accessibili e che quando progettiamo case, scuole, interni o servizi, dobbiamo tenere presente chi si muove, vede, sente, comprende o interagisce in modo diverso dallo standard»