Opinioni

Nuovi LEA? Non applicabili e talora peggiorativi

Nuovi LEA? Non applicabili e talora peggiorativi

A proposito dei nuovi LEA Sanitari (Livelli Essenziali di Assistenza), numerose importanti organizzazioni impegnate sul fronte dei diritti alla salute e alla riabilitazione dichiarano che essi «sono ben lontani dall’essere esaustivi e applicabili» e che per talune patologie «sono addirittura peggiorativi». «Alla loro applicazione – aggiungono – seguirà il caos, e in quasi tutte le patologie saranno in molti a rinunciare alla cura e prevenzione». «Per questo – concludono – vigileremo “uniti come non mai”, tutelando il Dettato Costituzionale, il diritto alla salute e alla riabilitazione»

La rete sfilacciata dell’inclusione scolastica

La rete sfilacciata dell’inclusione scolastica

«Prima di sedersi intorno a un tavolo di lavoro – scrive Giovanni Maffullo, insegnante specializzato -, anche in funzione della condivisione e successiva sottoscrizione del Piano Educativo Individualizzato (PEI), è necessario che ciascuno abbia avuto dapprima una formazione – genitori compresi – e poi con responsabilità si possa costruire assieme un percorso percorribile con e per coloro a cui giova il tutto: la persona con disabilità con cui interagiamo quotidianamente»

L’Unione Europea e i diritti delle persone con disabilità

L’Unione Europea e i diritti delle persone con disabilità

«In questa Europa affetta da una sorte di “sindrome della Torre di Babele” – scrive Gianluca Rapisarda, riflettendo a margine del 60° anniversario dei Trattati che hanno dato vita all’attuale Unione Europea -, solo il rispetto dei princìpi e del nuovo approccio culturale della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, da parte di tutti gli Stati dell’Unione, potrà garantire un continente realmente flessibile e inclusivo per tutti, portando beneficio non solo alle persone con disabilità, ma a tutti, perché una società che esclude parte dei suoi membri, è una società impoverita»

Progetto di vita: oggi si vola

Progetto di vita: oggi si vola

«Il testo di questa mia proposta di legge sul progetto di vita delle persone con disabilità o fragili – scrive Paolo Cendon, “padre” della Legge sull’amministrazione di sostegno – è un punto di partenza, che aspira soprattutto a far nascere un dibattito fra esperti e addetti ai lavori. Poi vedremo di presentarlo in Parlamento. Ci sono parecchi dettagli da ritoccare o da integrare, ma già il fatto che un formale progetto di legge esista, potrà spingere le coscienze migliori del Paese a interrogarsi e a ri-orientarsi meglio, su queste difficili materie»

“Disabilità e società”, un libro da leggere

“Disabilità e società”, un libro da leggere

«A un libro sui temi della disabilità – scrive Matteo Schianchi – non si può chiedere nulla di meglio di fornire occasione e argomentazioni per riflettere e discutere. Per questo vale la pena leggere la traduzione italiana di “Disabilità e società. Diritti, falsi miti, percezioni sociali” di Tom W. Shakespeare, una delle figure più significative del panorama internazionale degli studi sulla disabilità. Si tratta infatti di un testo destinato a chi vive la disabilità, a chi la studia, a chi se ne occupa quotidianamente e a chi ne fa motivo di impegno professionale, civile e politico»

Il mio corpo, la mia scelta

Karin Willison è una donna statunitense con paralisi cerebrale, che ama viaggiare e che da alcuni anni cura un blog nel quale racconta le sue esperienze attraverso l’America e le riflessioni collegate sia ai viaggi intrapresi che alla sua vita di persona con disabilità. Il suo spirito indomito e la sua acuta capacità di raccontare le esperienze quotidiane restituiscono nei suoi scritti una forza e una lucidità che ci hanno spinto a presentare ai Lettori la traduzione del suo ultimo testo, nel quale affronta il tema dell’autodeterminazione e della libertà di scelta delle donne con disabilità

Niente concessioni: i diritti sono diritti!

«Se parliamo di diritti, non possiamo permetterci nessuna confusione e l’unica cosa da fare è ritirare quella parte dell’Ordinanza Comunale che vieta la circolazione e la sosta dei veicoli al servizio delle persone con disabilità nelle nuove aree pedonali»: questa la posizione di Comodalbasso, Assemblea locale del Comitato Lombardo per la Vita Indipendente delle Persone con Disabilità, in riferimento a un recente incontro tra le Associazioni e gli Amministratori del Comune di Como, riguardante il diritto alla mobilità nelle nuove aree pedonali della città lombarda

Un bel servizio, ma con autobus non accessibili

«Esprimo il mio apprezzamento – scrive Vincenzo Gallo – alla Società NTV, per il servizio di trasporto treno/bus denominato Italobus, che collega tramite dei pullman (e un unico biglietto) le città gravitanti attorno all’alta velocità ferroviaria. Devo però far rilevare che – come mi è stato riferito chiamando il numero verde del servizio – gli autobus utilizzati sono inaccessibili alle persone con disabilità motoria in carrozzina…»

Riflessioni sull’inclusione delle persone sorde

Riceviamo le seguenti riflessioni – dedicate all’inclusione delle persone sorde nel nostro Paese – da parte di un gruppo di organizzazioni che intendono in tal modo replicare a quanto scritto dal Comitato Nazionale Genitori Familiari Disabili Uditivi, in una lettera inviata ai Senatori di Palazzo Madama e riferita a un Disegno di Legge sulla disabilità uditiva di cui avevamo dato notizia nel nostro giornale. Ben volentieri pubblichiamo, lasciando naturalmente aperte le nostre pagine ad ogni altra motivata e costruttiva opinione su tali questioni

Quindici anni di Press-IN, un servizio unico

Domani, 21 marzo, compirà quindici anni il Servizio Press-IN, rassegna stampa nel web, gratuita e totalmente accessibile, divenuta per tante persone che si occupano di disabilità un importante strumento di informazione. «Ed essa – sottolinea Flavio Fogarolo – consente anche di monitorare la percezione che ha la società delle questioni legate alla disabilità e come essa sia cambiata nel corso degli anni»

Tra modifiche e criticità, procede la Delega sull’inclusione

Ci sono numerose modifiche, riferisce Gianluca Rapisarda, nel testo della Delega Attuativa sull’inclusione scolastica degli alunni e studenti con disabilità, licenziata dalle Commissioni alla Camera. «E vari sono anche gli aspetti positivi di quelle modifiche – secondo Rapisarda – che hanno recepito le richieste provenienti dalle Associazione di e per persone con disabilità. Tuttavia, permangono anche criticità, ad esempio sulla continuità didattica e soprattutto nel mancato riferimento esplicito alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità»

“Tutto sopra di noi senza di noi”?

«Per l’ennesima volta – scrivono da ENIL Italia, che il 4 aprile protesterà in piazza a Roma, davanti a Palazzo Montecitorio – si cala la scure sulla vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Infatti, con i tagli al Fondo per le Politiche Sociali e a quello per le Non Autosufficienze, la parte più vulnerabile della collettività verrà sacrificata come di consueto “per esigenze di bilancio”. Di questo passo il tanto decantato cambio di paradigma indicato dalla Convenzione ONU, con lo slogan “Nulla su di Noi senza di Noi” si trasformerà in “Tutto sopra di noi senza di noi”!»

Dove passa una persona con disabilità, passano tutti

Il caso sintomatico di Catania, che con la sua Festa di Sant’Agata, tra le più importanti a livello internazionale, non riesce ancora a richiamare turismo extrasiciliano in modo autonomo e specifico, porta Simonetta Morelli a chiedersi: «Perché, per rilanciare la propria economia, i luoghi a vocazione turistica non fanno leva proprio sul turismo per tutti, sulla scorta del principio della “Progettazione Universale” sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, riassumibile nello slogan: “Dove passa una persona con disabilità, passano tutti”?»

Autismo: attenzione ai titoli (e anche al resto)!

«Non risulta – scrive Sonia Zen – che vi siano condizioni ambientali tali da causare l’autismo ed è questa realtà che ci spinge a raccomandare estrema cautela ogniqualvolta vengano trattati argomenti che potrebbero provocare, in carenza dei dovuti approfondimenti, una sorta di “terrorismo sanitario”, con drammatiche ricadute per tutta la comunità. Una cautela che non abbiamo riscontrato nel titolo di un quotidiano dei giorni scorsi (“Poco sonno e uso di smartphone possibili cause di autismo peri bimbi”) e nemmeno nel convegno di cui si parla»

Inclusione scolastica: la montagna partorirà il topolino?

«Dalla lettura approfondita che tutte le Associazioni di e per persone con disabilità hanno finora fatto dello Schema di Decreto sull’inclusione scolastica – scrive Gianluca Rapisarda – ovvero della relativa e tanto decantata Delega della Legge 107/15 (cosiddetta “La Buona Scuola”), c’è il timore che quest’ultima si riveli un semplice “topolino partorito dalla montagna”, ovvero una “leggina” assolutamente priva di una visione organica, strategica, “di sistema”»

Legge 104: necessaria, ma non più sufficiente

«La Legge 104/92 – scrive Salvatore Nocera – ha costituito l’asse portante dell’integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Oggi però, alla luce dei nuovi orientamenti culturali sulla disabilità, necessita di essere aggiornata. E tuttavia, gli schemi dei Decreti Delegati di riforma recentemente presentati dal Governo non ne tengono conto, oltre a non riconoscere organismi importanti come i Centri Territoriali di Supporto e di Inclusione. Senza modifiche sostanziali, quindi le Associazioni delle persone con disabilità hanno già minacciato di intraprendere forti iniziative di protesta»

Tante donne speciali

«Anche quest’anno – scrive Marilena Rubaltelli – l’8 Marzo mi ha fatto pensare a donne che ho incontrato, speciali e straordinarie. Non tanto forse da avere una via intitolata a loro, ma abbastanza da avermi insegnato qualcosa di bello. E non parlo solo di persone che non ci sono più, ma anche di compagne della mia vita che ancora mi stanno a fianco e mi danno esempi importanti. Tutte persone speciali che si potrebbero conoscere anche oggi, ma che non sappiamo guardare, a causa dei nostri pregiudizi»

Difetto di meritocrazia anche nel sociale

«Perché difendiamo accanitamente il nostro operato? – scrive Giovanni Provvidenza, presidente dell’ANFFAS di Modica (Ragusa) – Non certo per farci pubblicità, quanto piuttosto perché ci sembra a dir poco insolito che, in barba alla meritocrazia, quando si discute di disabilità, si preferisca affidarsi ad altri soggetti e non a realtà consolidate come la nostra, che hanno sempre manifestato anche la volontà di essere interlocutori competenti sulle grandi tematiche legate al mondo della disabilità, sia di fronte agli Enti Pubblici che alle altre realtà del privato sociale»

E Penelope continua a tessere la sua rete…

«Perché – si chiede Luciano Paschetta – il Ministero vuole chiudere l’esperienza dei CTS (Centri Territoriali di Supporto), “buttando a mare” un’iniziativa che a basso costo ha dato buoni risultati e azzerando in tal modo una rete nata dal basso, proprio mentre cominciava a dare i suoi migliori frutti?». E aggiunge: «È un “esercizio”, questo, da “rete di Penelope”, che distrugge quello che ha appena costruito; in questo caso, però, è difficile immaginare chi arriverà per sostituirne l’operato, a salvaguardia degli attacchi di chi rimpiange le scuole speciali»

Riflessioni (e digressioni) sul fine vita e sul rapporto persona-ambiente

«Ma lo Stato cura? – si chiede Antonio Giuseppe Malafarina -: non sempre. Ci sono situazioni in cui esso non riesce ad intervenire e non per carenza scientifica, ma economica o professionale. Se esistono farmaci e cure per migliorare le condizioni di una persona, devono essere concessi. Non sempre lo sono. Prima dunque di legiferare sul fine vita, uno Stato civile deve legiferare e operare per garantire massimamente la salute a tutti. Se non lo fa, prima legiferi pure sul diritto alla morte, ma sia cosciente della sua incompiutezza»