Opinioni

Merita ampia diffusione il recente messaggio di Papa Francesco sulla disabilità

Un incontro di Papa Francesco con alcune persone con disabilità

«Densissimo e degno di ampia diffusione – scrive Salvatore Nocera -, il messaggio di Papa Francesco in occasione della recente Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità è fortemente permeato dallo spirito che informa la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Alla luce di esso, le Associazioni di persone con disabilità e i loro familiari chiedono alla Santa Sede di ratificare la Convenzione, apponendo eventualmente le proprie “riserve”, che tuttavia non possono prevalere sullo spirito di ampia e sentita condivisione profuso in quel messaggio»

Ogni bambino (con e senza disabilità) sogna di giocare a lungo e divertirsi

Una bimba seguita presso lo "Spazio Gioco" dell'Associazione L'abilità di Milano

«Una nuova cultura della disabilità – scrive Carlo Riva, direttore dell’Associazione L’abilità – si basa sull’apprendimento e la formazione su ciò che è importante fare per le persone con disabilità, per costruire con loro indipendenza, vita piena, autostima, rispetto e prima di tutto libertà. Ogni bambino sogna di giocare a lungo, con molti amici, di divertirsi e scoprire il mondo e se un bambino con disabilità non gioca, la sua disabilità aumenterà. Per questo cerchiamo di creare l’inclusione anche giocando con una palla insieme a un gruppo di bambini con e senza disabilità intellettive»

Chi meglio del diretto interessato può valutare la qualità dei servizi?

Chi meglio del diretto interessato può valutare la qualità dei servizi?

«Il diritto di usufruire di servizi di qualità – scrive Anna Maria Comito – non può essere dissociato dal diritto di partecipare alle procedure di valutazione della qualità dei servizi stessi. Per questo proprio i diretti interessati, ovvero le persone con disabilità o i familiari che li assistono, devono partecipare alla valutazione della qualità dei servizi». Su tale tema è stata centrata a Roma la 4^ Giornata del Familiare Assistente, promossa a fine novembre dalla Consulta per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie del Municipio Roma 1 Centro

Volevo solo andare a una Fiera!

Volevo solo andare a una Fiera!

«Fiera di Milano, presso il Polo di Rho, manifestazione “L’Artigiano in Fiera”: non mi consentono di entrare con il mio veicolo vicino ai padiglioni – scrive Antonio Giuseppe Malafarina -, pur esistendo lì parcheggi riservati ai disabili. “Disabili”, però, non è un termine per individui standard: siamo persone con esigenze diverse, per ognuna delle quali dovrebbe essere rispettato il pieno diritto all’accessibilità e alla mobilità. E ora magari rischierò di passare per un “odiatore”, mentre io volevo solo andare a una Fiera!»

Il rispetto dei Diritti Umani è fatto di ponti che abbattono ogni barriera

Una realizzazione grafica dedicata ai Diritti Umani

«Oggi – scrive Salvatore Cimmino – è il 10 dicembre e si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani a settantun anni esatti da quando fu proclamata alle Nazioni Unite la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Credo sia arrivato il momento di trasformare le parole di quella Dichiarazione in atti concreti, edificando ponti funzionali ad abbattere ogni barriera fisica e sociale»

La drammatica solitudine di noi caregiver familiari

«Il problema principale per noi famiglie di caregiver, che assistiamo un familiare, è la solitudine in cui ci troviamo»: lo scrive Alessandra Corradi, presidente dell’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti, riflettendo sulla tragica vicenda accaduta in Piemonte, che ha visto una madre uccidere la figlia di 42 anni, persona con disabilità intellettiva e fisica. Per ottenere il riconoscimento del caregiver familiare come lavoratore, con reddito, tutele e pensione, l’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti ha attivato recentemente la campagna “#UnaleggebuonaXtutti”

A proposito di autismo, comunicazione e indicazioni razionali

«Per non creare fallaci illusioni – scrive Carlo Hanau – occorre fare una prova del reale miglioramento ottenuto nei confronti di una persona con disturbo dello spettro autistico, dopo un determinato intervento. Ad esempio lo si può fare rispondere con la comunicazione facilitata o con la WOCE (“scrittura per lo sviluppo della comunicazione”) ad un quesito la cui risposta sia nota soltanto al facilitato e non al facilitatore. In questo modo si può affinare sempre più la classificazione – che per l’autismo e la psichiatria è in genere molto poco precisa – e la terapia di prima istanza»

Al “Torino Film Festival” nemmeno l’ombra di un film a resa accessibile

«Non è accettabile – scrive Paolo De Luca – che al recente “Torino Film Festival”, nell’àmbito del quale, tra l’altro, è stato presentato il “Manifesto per l’accessibilità e la fruizione in autonomia del patrimonio culturale cinematografico”, tra 149 film in programma non ve ne sia stato nemmeno uno a resa accessibile. Ma non era stato proprio il “Guest Director” di tale manifestazione, Carlo Verdone, a dire due anni fa, sempre a Torino, che si sarebbe “impegnato personalmente, anche con colleghi e produttori, perché i film vengano resi accessibili alle persone con disabilità sensoriale”?»

Un punto di riferimento, per rendere accessibile a tutti l’offerta culturale

«Il nostro “Manifesto per l’accessibilità e la fruizione in autonomia del patrimonio culturale cinematografico” – scrivono da +Cultura Accessibile-Cinemanchìo – tratteggia linee guida per arrivare all’accessibilità del cinema ed è un punto di riferimento per tutti gli altri settori dell’offerta culturale. Milioni di famiglie sanno che l’esperienza culturale condivisa consente di raggiungere traguardi importanti su altri fattori di benessere (qualità dei servizi, intervento sociale, scuola). Sul diritto all’inclusione culturale si gioca quindi una partita decisiva per l’inserimento sociale»

Per un’informazione corretta e plurale sull’autismo

«Mai come in questo momento storico – scrive Gianfranco Vitale – la comunicazione rappresenta un vero e proprio nervo scoperto. Dobbiamo esserne consapevoli anche quando parliamo di autismo, di una problematica – cioè – dove innegabile è il bisogno di contare su un’informazione corretta e plurale, senza la quale non può esserci conoscenza». «E senza mai dimenticare – aggiunge – che l’autismo non è un unicum e che ciascuna Persona autistica è diversa, per caratteristiche e funzionamento, dall’altra»

La chimera del posto pubblico

«Come può essere credibile un Legislatore – scrive Marino Bottà – quando egli stesso non ottempera agli obblighi di legge? È quanto avviene nei confronti della Legge 68/99 (“Norme per il diritto al lavoro dei disabili”), rispetto alla quale i maggiori evasori sono state proprio le Istituzioni e gli Enti Pubblici (Ministeri, Regioni, Province, Comuni, Aziende Ospedaliere, ASL). Alle imprese private si è chiesto di essere sensibili e di farsi carico di parte del welfare, mentre lo Stato è rimasto spettatore, in coerenza con il detto popolare «fate quel che dico, ma non quello che faccio!»

Quel che dev’essere la Giornata del 3 Dicembre

«Il 3 Dicembre – scrive Giovanni Laiolo, presidente dell’UICI di Torino – la comunità umana è chiamata a riflettere sulla condizione delle persone con disabilità. Si tratta certamente di un prezioso momento di incontro e di dialogo. Guai, però, se tutto si riducesse a qualche discorso celebrativo e a un paio di interventi di facciata. Una giornata come questa ha davvero valore solo se riesce a lasciare un segno, contribuendo ad abbattere le barriere di ogni tipo che ancora ostacolano il pieno inserimento delle persone con disabilità nel tessuto sociale»

Sempre più determinati a richiedere la giusta formazione degli insegnanti

«Sentenze come quella prodotta dal Consiglio di Stato lo scorso anno – scrive Claudia Nicchiniello, presidente dell’ANGSA Campania – o quella più recente del TAR Campania, che ha sancito l’assegnazione a un bambino autistico di un docente di sostegno specializzato in possesso anche di competenze tecniche professionali specifiche sulla metodologia ABA (Analisi Comportamentale Applicata), ci rendono ancora più determinati a richiedere la giusta formazione e preparazione degli insegnanti di sostegno, oltre che di quelli curricolari»

Inclusione scolastica: è fondamentale allargare lo sguardo

«Abbattere muri è il filo conduttore del nostro impegno. Che per noi è superare opacità, incertezze, ritardi che rischiano di rendere fragile la nostra esperienza inclusiva e di riprodurre ritorni al passato di pratiche educative, selettive e separative. Per questo dobbiamo allargare lo sguardo dalla scuola al mondo, riconoscendo che tra i due è in gioco, oggi, una scommessa di civiltà e di democrazia»: lo si legge nella mozione finale del 12° Convegno Erickson “La Qualità dell’inclusione scolastica e sociale” di Rimini, che proponiamo integralmente ai Lettori

Le urgenze non più rinviabili, secondo l’ENS

«Il nostro augurio – scrive Giuseppe Petrucci, presidente dell’ENS (Ente Nazionale Sordi) – è che l’esame della Legge di Bilancio avviato in questi giorni possa provvedere a risolvere alcune urgenze per noi non più rinviabili, come la questione delle rette dei Convitti per Sordi, la destinazione di un fondo concreto per la realizzazione dei GIT (Gruppi per l’Inclusione Territoriale), come previsto dalla Legge sulla cosiddetta “Buona Scuola” e l’equiparazione delle provvidenze economiche delle persone con disabilità sensoriale, ponendo fine ad un’ingiusta discriminazione»

Un nuovo Centro, per offrire sempre più servizi e sostegni

«Stiamo cercando sostegno per una nuova “sfida” – scrivono dall’ANFFAS di Modica (Ragusa) – che è quella di ristrutturare il nostro Centro Diurno. Vincerla, infatti, ci consentirebbe di offrire alle famiglie, ma soprattutto alle persone con disabilità cognitiva che a noi fanno riferimento, servizi sempre migliori e sostegni sempre più adeguati, in ogni fase del loro ciclo di vita»

Legge Finanzaria, mobilità e disabilità: un appello dell’ANGLAT

«Il tema della mobilità per le persone con disabilità dev’essere centrale nelle politiche del Governo. È per questo che come Associazione Nazionale di tutela del diritto alla mobilità delle persone con disabilità stesse, auspichiamo che nella Legge Finanziaria ora in discussione vengano stanziati fondi che sostengano realmente la libertà di movimento, l’accessibilità delle città e dei servizi di trasporto pubblico»: lo dichiara Roberto Romeo, presidente dell’ANGLAT, in un appello rivolto al presidente del Consiglio e ai Parlamentari tutti, in vista della prossima Legge di Bilancio

Prima di tutto il diritto all’autodeterminazione e ad un abitare dignitoso

Le riflessioni di Veronica Asara, presidente dell’Associazione SensibilMente di Olbia, riferite al progetto interregionale “Meglio accogliere, accogliere meglio: qualificare la rete di strutture residenziali e semiresidenziali per le persone con disturbo dello spettro autistico”, appaiono come un vero e proprio “vademecum” di come dovrebbero essere le strutture residenziali e semiresidenziali rivolte alle persone con disturbo dello spettro autistico e in generale con disabilità, dando spazio, prima tutto, all’autodeterminazione di queste ultime e a un abitare in ogni caso dignitoso

Saremo per sempre grati a Giovanni Piani

Presidente per anni dell’UICI di Modena (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), Giovanni Piani, scomparso nei giorni scorsi, ha fatto moltissimi per tante persone cieche come lui. «Dotato di una lungimiranza innata – scrivono dal Consiglio Direttivo dell’UICI di Modena – sosteneva sempre che nessuna persona con disabilità visiva doveva rimanere indietro e che tutti dovevano potersi mantenere e mantenere la loro famiglia con dignità e soddisfazione. Ha lasciato a Modena e ai non vedenti un patrimonio umano e una struttura organizzata di servizi di cui gli saremo per sempre grati»

Cerchiamo di non essere mai lo sguardo dell’altro

«Inutile mostrare grandi paratleti, fantastici modelli di vita – scrive Rosa Mauro, prendendo spunto da chi continua a chiedere di suonare il pianoforte ad Ezio Bosso, nonostante le sue difficoltà -, se quando il cambiamento riguarda qualcuno che consideriamo “uno di noi” non lo accettiamo davvero. Che tu sia un artista, una casalinga, un giornalista o un attore, devi essere accettato per come sei, non per come gli altri vogliono che tu sia. Tutti siamo Unici, su una sedia, a un pianoforte, o senza di esso, senza mai dover cercare di essere lo sguardo dell’altro»