Opinioni

Al di là di Paolo Villaggio

Paolo Villaggio

È certamente facile – e giusto – indignarsi con i beceri luoghi comuni di Paolo Villaggio sulle Paralimpiadi, ma le sue parole rivelano quanta distanza ci sia ancora da percorrere per arrivare a una via di mezzo, ossia a una corretta collocazione dello sport fra le tante opportunità di realizzazione umana anche per le persone con disabilità

La “bis-abilità” per rispondere alla crisi dell’inclusione

La “bis-abilità” per rispondere alla crisi dell’inclusione

Diamo spazio oggi a un ulteriore passaggio del dibattito da noi avviato, sulla proposta di legge per l’inclusione scolastica, presentata da numerose associazioni aderenti alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Si tratta di un nuovo intervento dello stesso gruppo di docenti di sostegno di scuola superiore ai quali aveva successivamente risposto il vicepresidente della FISH Nocera

“Auto-violazione” della privacy

“Auto-violazione” della privacy

«Incredibile, ma vero – scrive Aline Cuffaro, donna con un grave deficit neuromuscolare – anche noi donne disabili abbiamo una vita sessuale!». Ma oltre al fatto che la società ancora la nega, tutto si complica ulteriormente se la situazione fisica non consente di ricorrere liberamente alla contraccezione. E sarebbe bene che anche i ricercatori e i medici specialisti facessero la propria parte

Una parola impronunciabile?

Una parola impronunciabile?

Rilanciato in questi giorni in occasione dell’avvio delle Paralimpiadi di Londra e riferito all’opportunità di non usare il termine “disabili” nel denominare gli atleti, per non concentrare l’attenzione sulla condizione, anziché sulla persona, il dibattito sulle parole “giuste” per definire la disabilità si arricchisce di un ulteriore contributo, che riceviamo e ben volentieri pubblichiamo

Come si racconta la “disabilità”?

Lo scrittore Fulvio Ervas, autore del libro “Se ti abbraccio non aver paura”

E che cosa si veicola raccontandola? Sono i quesiti che si pone e che pone ai Lettori Fulvio Ervas, autore del libro “Se ti abbraccio non aver paura”, uno dei “casi editoriali” dell’anno, ove si racconta la storia di Franco Antonello e del figlio Andrea, affetto da disturbi dello spettro autistico. Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo le preziose riflessioni di Ervas

L’impegno di Basaglia continua

Trentadue anni fa, il 29 agosto 1980, moriva Franco Basaglia, che con la sua azione, volta a cancellare l’impostazione repressiva della psichiatria, ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo della democrazia e delle libertà in Italia. Il modo giusto per ricordarlo è continuare l’impegno, per dimostrare, usando le sue stesse parole, «che l’impossibile può diventare possibile»

Inclusione, sostegno e docenti “bis-abili”

Avevamo ospitato, nei giorni scorsi, l’intervento di un gruppo di insegnanti di sostegno, in cui si contestavano alcuni aspetti della proposta di legge sull’inclusione scolastica, presentata da numerose associazioni aderenti alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Il dibattito – di tono prettamente culturale – si arricchisce ora con l’intervento di chi, per conto della FISH, è tra i principali sostenitori di quella proposta di legge

“Mi dimetto” da disabile

E se per risolvere gli alti costi derivanti dalla disabilità, si allestissero in ogni città degli uffici per “dimettersi da disabili” o – in modo ancor più radicale – si sopprimessero tutte queste persone, che potrebbero così essere ricordate con gratitudine? L’alternativa, suggerisce Renato Apuzzo, è semplice: basta trovare i soldi per applicare i diritti di questi Cittadini, senza farlo pesare!

Forse è meglio chiamare i vigili

Un avvocato disabile denuncia un magistrato in pensione, accusato di avergli rigato la fiancata dell’automobile, parcheggiata nello spazio riservato agli invalidi. Una vicenda che testimonia ulteriormente la fase critica della convivenza civile che stiamo vivendo. «Se siamo convinti di un abuso – scrive Franco Bomprezzi – magari limitiamoci a chiamare i vigili urbani. Forse è meglio»

Donne e disabili: un conflitto tra diritti?

Fa discutere il nuovo test in grado di diagnosticare la sindrome di Down del nascituro durante la gravidanza, disponibile da qualche giorno in alcuni Paesi europei e la Federazione Down Syndrome International ne chiede anche il blocco della commercializzazione. Ma il diritto delle donne di poter disporre del proprio corpo può realmente ledere il diritto alla vita delle persone con disabilità?

Ciò che non va in quella proposta di legge

L’obiettivo è comune – migliorare sempre più l’inclusione degli alunni con disabilità – ma vi sono alcuni aspetti, nella proposta di legge sull’integrazione, presentata in questi mesi da numerose associazioni di persone con disabilità, ritenuti discutibili da un gruppo di insegnanti di sostegno di scuola superiore. Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo, certi di poter fornire un ulteriore e utile contributo al dibattito

Quale futuro per i servizi alle persone in Sicilia?

«Siamo consapevoli – scrive il Presidente dell’ANFFAS Sicilia – delle difficoltà di scelta degli Enti Territoriali, ma ciò non può giustificare ulteriori indugi nella programmazione dei servizi territoriali alle persone». E chiede agli Amministratori, nonostante le oggettive difficoltà dello scenario politico regionale, azioni concrete e urgenti

Oggi anch’io Cittadina del mio paese

Forse una maggiore attenzione alle esigenze di ogni persona – comprese quelle con disabilità – può partire proprio dai piccoli centri della provincia italiana, come è accaduto in provincia di Asti, dove a distanza di due anni le cose, in termini di accessibilità, stanno effettivamente migliorando

Tra poco farà freddo, prepariamoci!

Nei telegiornali il caldo ha sbaragliato persino lo spread, che faticosamente, ogni due o tre giorni, riconquista il suo spazio. E le persone disabili? Non pervenute. D’estate si arrangiano. Se ne stanno a casa, così rompono meno le scatole, con quell’assurda richiesta di muoversi liberamente in città, al mare e in montagna…

Il sole è di tutti

E l’obiettivo di queste settimane di agosto sarebbe che gli italiani si accorgessero improvvisamente di una vera e propria “invasione di alieni”, gente di ogni tipo, alta, bassa, larga, semovente o spinta da qualcuno, elettronica o manuale, con le stampelle o con il bastone bianco, giovani e meno giovani…

Il cugino di mio cognato va a lavorare da solo…

Duro, per una persona con disabilità, difendersi dalle incursioni di “simpatici”, “sorridenti”, “sopravvissuti” e soprattutto di quei “supereroi” che tengono sempre in serbo qualche buon esempio…«Penso – scrive Roberto Rosso – che mi sentirò realmente parte della società, quando nessun “supereroe” mi citerà le performance del cugino di suo cognato, ma credo purtroppo che sia una speranza ancora troppo remota»

Per i ciechi senza lavoro c’è solo l’esclusione sociale

Lo dichiara il presidente dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), nel concludere una riflessione sullo stato di emergenza di lavoro dei ciechi e degli ipovedenti, prodotta in occasione della XVII edizione del “Premio Louis Braille”, tradizionale manifestazione promossa dall’UICI stessa, in programma per il 31 luglio a Roma

Il cambiamento passa da qui

Alla fine la giovane Nicole, diciottenne con sindrome di Down, ha potuto vivere una bellissima settimana di vacanza, ospite della Capitaneria di Porto di Savona. «Ma all’origine – scrive Franco Bomprezzi – c’è un’idea di dignità e di pari opportunità, ragionata, non incosciente, matura. Una famiglia che non si limita ad “accettare” Nicole, ma che scommette – con attenzione – sul suo carattere, sui suoi desideri, sulla sua vitalità. Il cambiamento passa da qui»

Pollice verso per quella Legge del Piemonte sui sordi

«I Consiglieri che hanno votato questa legge conoscono molto poco la realtà degli alunni e delle persone sorde»: lo dichiara Antonio Cotura, presidente della FIADDA, dopo l’approvazione, in Piemonte, della Proposta di Legge Regionale “Disposizioni per la promozione del riconoscimento della lingua dei segni italiana e per la piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva”

Una settimana di viaggio in carrozzina, per tutti

E in particolare per quei tanti dipendenti delle aziende di trasporto pubblico che proprio non sembrano voler capire come una persona in carrozzina, manuale o a motore, resti sempre e comunque una persona e come tale chieda di essere trattata. In altre parole, come commenta Maddalena Botta, «quanto ancora siamo lontani da una società inclusiva anche per le persone con disabilità»!