Opinioni

Cristina Magrini ci indica la strada del diritto all’assistenza

Cristina Magrini con il padre Romano

«Cristina ci lascia nel vuoto, nel dolore per la sua perdita, ma al tempo stesso ci indica gli altri casi come lei sparsi per l’Italia e che ci pongono con urgenza il problema dell’assistenza alle persone in stato vegetativo e minima coscienza. Un tema che si ferma prima della soglia del “fine vita”, per indicarci quell’impegno nel diritto di cura e nel sostegno da parte di famiglie che non possono farcela da sole»: lo scrive Fulvio De Nigris, ricordando Cristina Magrini, donna bolognese scomparsa nei giorni scorsi, dopo avere vissuto per trentotto anni in stato di minima coscienza

Ecco perché una scuola inclusiva sarà anche una scuola migliore. Per tutti

Ecco perché una scuola inclusiva sarà anche una scuola migliore. Per tutti

«I contenuti di una serie di possibili riforme della scuola – scrive Salvatore Nocera – emerse da uno studio dell’Associazione TreeLLLe e riguardanti tra l’altro la scuola dell’infanzia, il tempo prolungato, la valutazione degli alunni, la formazione dei docenti e l’organizzazione dell’autonomia, sono già presenti, e in parte anche realizzate, nella normativa relativa ai soli alunni con disabilità. Si tratterebbe perciò di renderle fruibili, istituzionalmente, da parte di tutti gli alunni, poiché si sono rivelate preziose per la qualità del diritto allo studio e per una scuola inclusiva»

Siamo tutti chiamati all’esercizio dell’educazione

Una realizzazione grafica elaborata dal sito "Per Noi Autistici", dedicata alla "guerra privata per i parcheggi", ingaggiata da una persona di Cremona, nei confronti di un'Associazione che si occupa di disabilità

«Ve lo siete fatti fare il parcheggino riservato, rubandolo a noi residenti. Avete dichiarato guerra, e guerra sia»: così ha scritto una persona a un’Associazione impegnata sul fronte della disabilità. «In quel parcheggio – commenta Gabriella La Rovere – si è calpestato il rispetto, parola che la società sta lentamente dimenticando. Rispetto che significa riconoscere l’altro da noi come persona e quindi con gli stessi diritti. Riportare il rispetto all’interno della vita sociale ha bisogno dell’educazione, all’esercizio della quale, però, siamo tutti chiamati»

La dignità dell’autismo adulto, smarrita nel deserto culturale

Un giovane adulto con autismo insieme a un'operatrice

«Non ci sono risorse materiali e soprattutto culturali – scrive Simonetta Morelli – a garanzia della dignità delle persone adulte con autismo. Abbandonate dopo i 18 anni, non ricevono più nemmeno attenzioni. E le famiglie coinvolte che tentano di risolvere qui e adesso le urgenze dell’autismo bambino e adolescente quasi mai viaggiano con uno sguardo prospettico all’età adulta. È come se, una volta cresciuti, fosse negato loro il diritto di maturare e di invecchiare. Di essere felici, che è il concetto più relativo che ci sia, “nel blu dipinto di blu”…»

Vorrei sviluppare un videogioco per persone con disabilità visiva

Un "videogiocatore" alle prese con Fortnite

«Io, studente cieco parziale adolescente – scrive Alessio Antonucci – ho deciso di creare un videogioco per chi non gode del dono della vista. Sarà simile a un celebre originale, ma totalmente accessibile tramite il lettore di schermo VoiceOver. Inoltre, non ci sarà grafica nelle battaglie e quindi tutti verranno posti nella stessa situazione. Ho però bisogno di supporto e per questo chiedo a tutti di completare un semplice sondaggio, in cui esprimere la propria opinione sul prezzo, sull’input e su varie altre cose. Ogni questionario sarà per me molto importante e in ogni caso apprezzato»

Il cinema “amico dell’autismo”: una scommessa ampiamente vinta

«Negli ultimi anni – scrive Stefano Pierpaoli, coordinatore del Progetto “Cinemanchìo” – abbiamo visto ampliarsi sempre di più il numero di luoghi in cui si realizzano proiezioni cinematografiche con l’adattamento ambientale (“Friendly Autism Screening”), rivolto a bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico o altre disabilità, ma gradito a tutti. E tante persone, all’inizio un po’ scettiche o rassegnate, hanno capito che l’esperienza culturale condivisa produce frutti che vanno ben al di là del semplice momento dell’intrattenimento»

Una piccola, grande storia

«Oggi – scrive Rosa Mauro – voglio raccontare una piccola, grande storia di gente comune, che per consentire a una persona in carrozzina di entrare in un parco con il suo cane, ha messo mano al portafoglio, e ha reso accessibile un’entrata di quel parco». «Possiamo provare – conclude – a costruire un mondo migliore anche mostrando volti sorridenti e gentili e non solo urla e intolleranza? Beh, io lo spero, e intanto faccio la mia parte. Raccontando questa storia»

Perché impugneremo quella Legge sul reddito di cittadinanza

«La Legge sul reddito di cittadinanza – scrivono da ENIL Italia (European Network on Independent Living) – tratta meno favorevolmente i nuclei familiari poveri in cui sia presente una persona con disabilità rispetto alle altre famiglie. Per questo abbiamo intenzione di impugnare quella norma, che riteniamo discriminante e incostituzionale, per rilevarne in sede giudiziale l’illegittimità ed imporre al Governo il risarcimento dei danni che saranno procurati ai cittadini già esposti all’esclusione sociale e a quotidiane violazioni dei loro diritti umani»

Un vero capolavoro di ingegneria… peccato che discrimini!

«Inaugurato nei giorni scorsi, il Planetario “Giovan Battista Amico” di Cosenza – denuncia Nunzia Coppedé – è un capolavoro di ingegneria innovativa, ma è anche un “capolavoro di discriminazione” delle persone con disabilità. Ancora una volta, infatti, assistiamo alla realizzazione di un’opera nuova, compiuta con i soldi di tutti, in cui non sono stati rispettati i princìpi di uguaglianza, pari opportunità, autonomia, accessibilità, dignità e progettazione universale, enunciati dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che da dieci anni è Legge dello Stato Italiano»

Lavoro e disabilità: è grave non disporre di dati aggiornati e attendibili

«Il mondo del lavoro – scrive Marino Bottà – è in rapida trasformazione. È quindi molto grave non disporre di dati aggiornati e attendibili, volendo avviare una riforma dei Centri per l’Impiego e dei Servizi per il Collocamento Disabili. È pertanto urgente e indispensabile realizzare quella fantomatica Banca Dati Nazionale di cui si parla da anni, riformare le modalità di raccolta dati ed elaborazione delle statistiche. In attesa di questo, però, i soggetti sociali interessati dovrebbero cominciare a chiedere, almeno a livello locale, dati oggettivi, chiari e facilmente decodificabili»

Il concetto di vita indipendente e quel “sadismo istituzionale”

«Quella Delibera – lungi dal voler sollevare i cittadini con gravissime disabilità dalla loro pesante situazione – aggiunge burocrazia che a sua volta crea “sadismo istituzionale”, perché sottrae agli operatori sanitari e sociali la possibilità di interagire con l’utenza con spirito di servizio e li costringe, invece, a ostentare l’arroganza del potere»: la testimonianza diretta dell’odissea vissuta da Ida Sala è più efficace di tante disquisizioni, nel rendere conto dei disagi causati alle persone con disabilità e gravissima, da una recente Delibera della Giunta Regionale della Lombardia

Quando le persone con disabilità diventano un “costo”

«La discriminazione di Bumikka – scrive Domenico Massano – quindicenne ragazza irlandese con sindrome di Down che si è vista rifiutare il visto per trasferirsi in Nuova Zelanda, perché non dimostrerebbe uno “standard di salute accettabile” e potrebbe “caricare di costi significativi” il sistema sanitario ed educativo del Paese, mette in luce sia le molte facce del razzismo, sia l’illimitata violenza discriminatoria insita in ogni discorso in cui si riduce la persona a “costo”, così com’era accaduto negli anni scorsi per vicende analoghe»

L’autistico di Schrödinger, una “miniera di insegnamenti” per tutti

«Ci auguriamo – scrive Daniela Mariani Cerati, a proposito del libro di Simonetta Chiandetti “L’autistico di Schrödinger. Il racconto di una ‘madre frigorifero’” – che ci sia una prossima puntata in cui si racconti che anche nella vita adulta il giovane abbia proseguito per la strada dell’autonomia. Nel frattempo, però, si può consigliare a tutti questo libro, e in particolare ai professionisti della Scuola e della Sanità, nonché ai decisori politici, in quanto se dalle criticità si impara, le storie narrate da Simonetta Chiandetti sono una vera e propria “miniera di insegnamenti”»

Persone con autismo, una diversa dall’altra

«Si parla tanto di autismo – scrivono dall’Associazione Spazio Autismo -, ma non di Persone autistiche e loro sono talmente differenti le une dalle altre che il tentativo di fornire informazioni generiche sull’autismo, accomunando tutta una serie di caratteristiche, il più delle volte appare retorico, superficiale o superbamente scientifico. E in ogni caso una reale inclusione delle Persone autistiche potrà avvenire solo se i Comuni, le Persone e le Associazioni si attiveranno nell’affrontare concretamente l’autismo come una priorità sociale e culturale»

Aiutateci a fare uscire di casa tante persone con disabilità intellettiva

«Ci sono ancora tante persone con disabilità intellettive che non sanno di avere l’opportunità di fare sport, di migliorare sensibilmente la propria vita. Aiutateci a trovarle, a farle uscire di casa, a far loro scoprire ciò che voi avete vissuto sulla vostra pelle. Scriviamo insieme la storia di tante famiglie e tentiamo di voltare pagina anche per loro, perché il finale, voi lo sapete, può ancora cambiare e sorprendere»: lo ha scritto Alessandra Palazzotti, direttore nazionale di Special Olympics Italia, alla delegazione italiana che ha partecipato ai Giochi Mondiali di Abu Dhabi

E ora la vita: i diritti delle persone con autismo

«C’è grande entusiasmo fra noi – scrive Marino Lupi, a proposito della grande manifestazione per i diritti delle persone con autismo, promossa per il 2 aprile a Firenze dalle Associazioni toscane – e mai come quest’anno ci accingiamo a celebrare la Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo con determinazione e forza. “E ora la vita” è lo slogan che ci siamo dati per questa Giornata, perché, parlando dei nostri figli, non si pensi più a «dove lo metto» quando diventa grande e i genitori invecchiano, ma «cosa potrà fare» insieme a noi, con noi. Quale sarà la sua vita»

“Dopo di Noi” tra luci, ombre e prospettive

«Se pure fossero state attuate correttamente le Leggi 328/00 (“Sistema integrato di interventi e servizi sociali”) e 112/16 (“Dopo di Noi”), le sole risorse pubbliche – scrive Guido Trinchieri – quand’anche più significative, non potrebbero soddisfare i bisogni di una platea che i mutamenti sociali, in particolare quelli della famiglia, rendono sempre più esposti e fragili. Sono allora necessari ulteriori strumenti, che vedano anche un diverso coinvolgimento delle famiglie e delle comunità. Si pensi ad esempio alle Fondazioni di Partecipazione Territoriali (o Fondazioni di Comunità)»

Non “guerrieri”, ma semplicemente lavoratori

«Nelle scorse settimane – scrive Gianfranco Bastianello – ci hanno fatto vedere in TV giovani con disabilità definiti “guerrieri”, perché hanno guidato la macchina in carrozzina, hanno “fatto il salto mortale” con la carrozzina o hanno battuto il bullismo stando in carrozzina. Onore al merito a tutti! Non si è fatto però notare che il 99% di questi “guerrieri” non ha un lavoro. Credo dunque che il premio di “Alfiere della Repubblica” dovrebbe andare a quegli imprenditori che accettano la sfida di dare una possibilità a questi ragazzi, che non vogliono essere “guerrieri”, ma lavoratori»

Il filo rosso è la libertà delle donne con disabilità

«Non si pensi alla rinnovata sezione del sito di Informare un’H-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli, dedicata al tema “Donne e disabilità”, come ad uno spazio triste, nel quale si parla solo di problemi – scrive Simona Lancioni, che ne è la responsabile -; se esiste infatti un filo rosso che attraversa tutti i testi di quella sezione in modo più o meno esplicito, questo è la libertà delle donne con disabilità. Desiderarla, rivendicarla, inseguirla, lavorare per costruirla non è per niente triste. È triste che, ad oggi, qui in Italia, solo poche persone lo facciano»

La Legge 68 è la base, ma deve cambiare ed evolversi

«La Legge 68/99 sul diritto al lavoro delle persone con disabilità – scrive Daniele Regolo – deve certamente restare e tuttavia deve cambiare ed evolversi, guardando anche a modelli come quello anglosassone, che fa leva sulla non discriminazione piuttosto che sull’obbligo. Anche lì, infatti, esiste una serie di norme molto stringenti per evitare che si creino discriminazioni, e tuttavia, un patto tra Governo e Aziende, riassunto nel cosiddetto “Disability Confident”, ha portato risultati inattesi, con un aumento sensibile dell’occupazione delle persone con disabilità»