Opinioni

Come sta veramente andando la scuola per gli alunni e le alunne con disabilità?

Come sta veramente andando la scuola per gli alunni e le alunne con disabilità?

Nel riflettere sull’attuale situazione di estremo affanno della scuola, Donatella Morra scrive tra l’altro: «Non è stata ancora fatta una rilevazione, che invece sarebbe oltremodo opportuna, per chiedere ai genitori di alunni e alunne con disabilità che hanno scelto la didattica in presenza, dove, con chi e come i loro figli hanno passato le giornate di scuola, e ai genitori che invece hanno preferito tenere a casa da scuola i propri figli, per sapere se questi ultimi siano stati realmente affiancati da un assistente al proprio domicilio e con quali risultati»

25 anni di gioiosa inclusione per quasi 90.000 ragazzi e ragazze con disabilità

I protagonisti del "Pedone rosso", portato in scena nel 2018 dal Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli

«Quello del Laboratorio Teatrale Integrato Piero Gabrielli di Roma – scrive Fausto Giancaterina – è un progetto che ha dimostrato coralmente come anche nelle Istituzioni Pubbliche possa esserci forte la presenza di una cultura diversa. Esso ha permesso a migliaia di ragazzi e ragazze con disabilità di avere un’occasione di autorealizzazione ed evidenziato che i Servizi Pubblici dovrebbero attivare risorse e relazioni non inquinate da riserve e pregiudizi professionali, per non trascurare la vita, le emozioni, l’affetto, lo star bene insieme, facendo cose significative e gratificanti»

Quel che ancora resta da fare sulla strada della Vita Indipendente

Quel che ancora resta da fare sulla strada della Vita Indipendente

«Occorre cambiare il paradigma culturale – scrive Marco Castaldo – e prevedere un approccio non solo assistenziale, ma di coinvolgimento di tutti quei servizi utili all’integrazione e all’autodeterminazione della persona con disabilità. Infatti, qualsiasi forma di disabilità, anche quella più grave, può ideare il proprio progetto di vita indipendente. Ribadire ancora una volta questi concetti oggi, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, può sembrare superfluo e inutile, ma non è così, perché su questa strada molto lavoro resta ancora da fare»

Non tradiamo la scuola, perno della nostra società inclusiva

Non tradiamo la scuola, perno della nostra società inclusiva

«Il miglioramento delle condizioni emergenziali nel Paese – scrivono dal Gruppo Caregiver Familiari Comma 255 – non sta significando la riapertura delle scuole per tutti. Permane inoltre la chiusura in presenza delle classi del secondo ciclo.
Per questo ribadiamo la necessità di imporre il rispetto della vigente normativa sul diritto alla scuola di tutti e di attenersi scrupolosamente alle linee guida imposte dal Ministero dell’Istruzione per il mantenimento di “classi comuni” o di “piccoli gruppi inclusivi”»

Oggi più di prima a fianco delle persone che si battono contro la SLA

Oggi più di prima a fianco delle persone che si battono contro la SLA

«La Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità di domani, 3 dicembre – scrivono dall’AISLA di Firenze (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) – ci permette una volta per tutte di riaffermare con decisione che i diritti delle persone con disabilità non possono in alcun modo essere compressi. Promuovendo tante iniziative, la nostra Associazione concretizza la ferma volontà di esserci sempre. Giunga dunque forte la nostra voce a tutti coloro che combattono la loro battaglia contro la SLA: che sia per necessità o solo per parlare, oggi più che prima l’AISLA Firenze c’è!»

Covid-19 e disabilità visiva: la nostra nuova vita “a ostacoli”

«Da un giorno all’altro – scrive Giovanni Laiolo, presidente dell’UICI di Torino – capisci che il senso del tatto è diventato un potenziale pericolo. Devi ripensare ogni tuo gesto e stare costantemente in guardia. Poi c’è quella protezione su naso e bocca, che ti scherma dal virus, ma attutisce le voci e limita la percezione di profumi e odori. E se devi andare in ospedale per una visita oculistica, i tempi di attesa tendono all’infinito. Questa è la nostra nuova vita “a ostacoli”, al tempo del Covid, e questo è il nostro appello per la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità»

Chiediamo città più vivibili e usufruibili da tutte le persone con disabilità

«In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità – scrivono dall’UICI di Cremona -, vogliamo farci portavoce delle persone con disabilità visiva e con ogni altra disabilità, per sollecitare le Amministrazioni Pubbliche, i media, la cittadinanza tutta a focalizzare l’attenzione sulle difficoltà che abbiamo a muoverci autonomamente per le strade della nostra città». «Riteniamo sempre più urgente – aggiungono – agire sulle cause strutturali delle disuguaglianze, creando le condizioni per cui le persone con disabilità possano esercitare i propri diritti di cittadini»

Non autosufficienti in ospedale con il Covid: i caregiver familiari con loro

«Il caregiver familiare – hanno scritto al Ministro della Salute le Associazioni Hermes e Oltre lo Sguardo – è un facilitatore tra la persona non autosufficiente e il resto del mondo, che rappresenta una risorsa indispensabile e universalmente riconosciuta per qualsiasi approccio terapeutico complesso. Per questo chiediamo un protocollo obbligatorio, non più lasciato al giudizio insindacabile di un direttore/dirigente sanitario, che ne permetta la presenza a fianco delle persone non autosufficienti affette da Covid in ospedale, sin dal loro ingresso in pronto soccorso e per tutta la degenza»

Un’alternativa che rilanci l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità

«Dopo la pandemia – secondo Marino Bottà – il sistema del Collocamento Disabili farà fatica a ripartire e non sarà in grado di affrontare le nuove sfide occupazionali. È ora, quindi, di costruire un’alternativa, una strategia, un soggetto in grado di rilanciare la cultura inclusiva e l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Se ci facciamo sentire, troveremo anche chi ci ascolta. E la dimostrazione che è possibile osare sono gli undici emendamenti all’imminente Legge di Bilancio presentati da alcuni deputati, proprio sul tema del lavoro delle persone con disabilità»

Don Nervo, uomo di sincero ed efficace servizio alla Chiesa e alla Repubblica

È stata di recente pubblicata una biografia di monsignor Giovanni Nervo “a fumetti”, forma letteraria pienamente in linea con la sua visione della cosiddetta “cultura bassa”, cioè comprensibile a chiunque. «Promotore della Fondazione Emanuela Zancàn di Padova – scrive Salvatore Nocera -, fucina attivissima di cultura sulle politiche sociali, nonché confondatore del MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) e incaricato dalla Chiesa di organizzare la Caritas italiana, oltre a molto altro ancora, don Nervo è stato un uomo di sincero ed efficace servizio alla Chiesa e alla Repubblica Italiana»

Bisogni Educativi Speciali: una sinfonia in troppe partiture

«Ho potuto constatare – scrive Dante Muscas – che le strategie didattiche descritte nei tanti documenti redatti all’inizio dell’anno scolastico in favore degli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES) non sono facilmente attuabili nelle nostre realtà scolastiche. Come insegnante di sostegno, dunque, e anche come direttore di coro, credo che la strada più percorribile e produttiva sia quella in cui ogni docente, individuati i Bisogni Educativi dei propri allievi, utilizzi metodologie e strumenti adatti all’intero gruppo, per suonare la stessa sinfonia attraverso una sola partitura»

Mai più scordare i diritti umani delle donne con disabilità

«Questo 2020 – hanno scritto dal Forum Europeo sulla Disabilità, in un appello lanciato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, celebrata ieri, 25 novembre – è stato segnato da uno stato di emergenza non solo sanitario, ma anche politico e sociale di dimensioni imprevedibili. La pandemia, tra l’altro, ha portato alla luce l’estrema vulnerabilità di migliaia di donne e ragazze con disabilità europee, nonché di madri e di donne che si prendono cura di familiari con disabilità, le quali hanno visto violare i loro fondamentali diritti umani»

Le priorità di donne e uomini, oggi, 25 novembre, e sempre

«L’impegno delle donne e degli uomini – scrive Elena Improta, donna, madre e caregiver, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne di oggi, 25 novembre – dovrà essere in primis, oggi e sempre, quello di lottare per un sistema economico e di welfare che tuteli i diritti umani, che tuteli il mondo del lavoro, che ci tuteli e allontani dal disagio mentale, e curi piuttosto che lasciarci dover scegliere di abbandonare il lavoro e una vita sociale, per accudire familiari malati e subire mariti/uomini violenti e malati anch’essi»

La disabilità come insulto: sembra incredibile, ma accade ancora e di continuo

«Perché usare una condizione di vita come la sindrome di Down – scrive Claudio Arrigoni -, o altre di chi ha disabilità, come insulto? Sembra incredibile che ancora accada. E invece è accaduto ancora e quasi se ne è fatta una abitudine. Perché il silenzio la avvolge. Ma non deve esserlo e non ci stiamo. La condizione di disabilità, e le parole che a questa fanno riferimento, usate come insulto, sembra non interessino, ma non può essere così»

“Dopo di Noi”: un Municipio di Roma Capitale dove non è partito alcun progetto

«La tanto attesa Legge 112/16 – denuncia Gabriella Schina, presidente della Consulta H del Municipio XII di Roma Capitale -, nota come “Legge sul Dopo di Noi”, approvata nel 2016 e immediatamente finanziata con fondi dedicati, non ha trovato ancora alcuna applicazione nel Municipio XII di Roma Capitale. Il grande bisogno del territorio, infatti, ha da subito portato ad una notevole adesione delle famiglie di persone con disabilità grave, con la presentazione, fin dal lontano 2018, di oltre ottanta domande in risposta ad Avvisi Comunali, ma nessun progetto è mai partito»

Un caregiver familiare in ospedale è una risorsa unica e insostituibile

«Il caregiver familiare in ospedale – scrive Sara Bonanno – è una risorsa unica e insostituibile, altro che “posto letto rubato”, come alcuni hanno detto, commentando la notizia di una persona non autosufficiente che è stata, finalmente, ricoverata con il suo caregiver familiare in ospedale. È piuttosto un posto letto aggiunto, perché il suo essere “incollato” alla persona non autosufficiente finisce per diventare talmente potente da rappresentare anche la cura stessa, svincolando le risorse sanitarie per altri pazienti»

Non isolare, non lasciare sole le persone anziane e quelle con disabilità

«Se nell’adozione delle misure di contrasto alla pandemia è stato giusto evidenziare le esigenze del “tessuto produttivo”, altrettanto va fatto per il “tessuto umano”. Occorre proteggere gli anziani e i disabili, non isolarli, non lasciarli soli, permettere loro incontri con i familiari nelle strutture, rientri controllati a casa, con la garanzia di un giusto bilanciamento tra la tutela della salute e il rispetto che si deve ad ogni essere umano»: lo scrive tra l’altro Gianfranco Vitale, in questo suo messaggio, che arriverà alle massime Autorità dello Stato e a Papa Francesco

Che succede a questi esseri umani se muoiono i genitori che se ne prendono cura?

È la drammatica domanda posta da un medico greco, nel raccontare l’arrivo al Pronto Soccorso di un uomo adulto con autismo e un grave ritardo mentale e motorio, trovatosi solo nella vita, con una diagnosi di Covid, dopo la perdita della madre sempre a causa del virus. «È il peggior incubo – scrivono dal Comitato Uniti per l’Autismo – che incombe su di noi genitori di autistici gravi e che la pandemia ha intensificato ancora di più. Per questo abbiamo scritto al Presidente del Consiglio, chiedendo un piano operativo per la disabilità grave e intellettiva che prevenga simili tragici episodi»

L’imperdonabile assenza di formazione iniziale sulle didattiche inclusive

«Concordo con quanto scritto da Giovanni Maffullo su queste stesse pagine – scrive Salvatore Nocera – circa l’imperdonabile assenza di formazione iniziale di tutti i docenti di scuola secondaria sulle didattiche inclusive e addirittura sulla didattica pura e semplice» E sui docenti di sostegno aggiunge che «devono laurearsi in Scienze della Formazione, ma specializzarsi nelle didattiche inclusive, proprio per essere di sostegno ai colleghi curricolari nelle modalità di insegnamento delle discipline anche agli alunni con disabilità, che sono alunni di tutti i docenti»

Assistenza igienica a scuola: non basta più indignarsi, servono azioni legali

«Sull’assistenza igienica negata agli alunni con disabilità – scrive Salvatore Nocera – di cui in questi giorni è stato denunciato l’ennesimo caso accaduto in Sicilia, credo non sia più tempo solo di appelli o di indignazione, ma di azioni anche legali, specie dopo che alcuni mesi fa proprio il Consiglio di Giustizia Amministrativa Siciliana ha emesso un Parere il quale non lascia più spazio ad alcun dubbio. Le famiglie coinvolte in questi episodi, dunque, diffidino i rispettivi Dirigenti Scolastici a provvedere rapidamente, salvo sporgere denuncia penale in caso di rifiuto»