Opinioni

Disabilità e lavoro: a proposito di certi diritti

Disabilità e lavoro: a proposito di certi diritti

«È certamente necessario migliorare la Legge sul lavoro delle persone con disabilità – scrivono Mario Mirabile e Giuseppe Biasco – ma non abolirla, nella consapevolezza che se non cresce l’occupazione, sarà difficile per tutti – e per le persone con disabilità in particolare – trovare un lavoro. Purtroppo gli scenari futuri di recessione non ci fanno presagire niente di buono, ma la nostra incrollabile fiducia nella vita e nel nostro impegno quotidiano, ci fanno sperare in un mondo diverso, se non migliore di questo»

Una giornata particolare, in una scuola di Catanzaro

Un'immagine dell'incontro con Silvia Cutrera, all'Istituto Scolastico De Nobili di Catanzaro, nel Giorno della Memoria 2019

«Il richiamo di Silvia Cutrera a conoscere la tragedia della Shoah e lo sterminio delle persone con disabilità durante il nazismo – scrive Mario Vallone dell’ANPI, raccontando un incontro promosso in una scuola di Catanzaro, nel Giorno della Memoria – non è caduto nel vuoto. Applausi e richieste di rivedersi per continuare a parlare. Quando si dice abbattere le barriere non solo fisiche, ma anche mentali, il pensiero corre a persone come Silvia Cutrera. Alla forza d’animo con la quale non rinunciano a combattere queste belle battaglie, per rendere il Giorno della Memoria un giorno speciale»

Conoscere il Braille è un diritto-dovere

Conoscere il Braille è un diritto-dovere

«Senza il metodo ideato da quel giovane francese – scrive Gianluca Rapisarda, riflettendo sull’odierna Giornata Nazionale del Braille – le persone con disabilità visiva sarebbero rimaste indefinitamente escluse dalla cultura e dal lavoro. La dodicesima Giornata Nazionale di quest’anno, inoltre, acquista un valore ancora più significativo, alla luce di quella recente Sentenza del Consiglio di Stato, secondo la quale l’insegnante per il sostegno ha il dovere di conoscere il Braille»

Fondamentale riconoscere l’assistente alla comunicazione e il tiflologo

Immagine di copertina del libro di Marco Condidorio "Il Typhlology Skilled Educator e le Scienze Tiflologiche" (Volturnia, 2016)

«Tra i “punti deboli” dell’inclusione scolastica – scrive Gianluca Rapisarda, guardando in particolare agli alunni e studenti con disabilità visiva – vi è il fatto che gli assistenti alla comunicazione e i tiflologi operano in condizioni di precarietà di ruolo, funzionale e di formazione, a causa del loro mancato riconoscimento giuridico all’interno del nostro Sistema Nazionale di Istruzione. Ma mentre per il riconoscimento dell’assistente alla comunicazione pare che il Ministero stia cercando ultimamente di dare una risposta, per l’inquadramento dei tiflologi la strada sembra ancora lunga»

Separazione delle carriere: un futuro auspicabile, forse necessario?

Separazione delle carriere: un futuro auspicabile, forse necessario?

«La continuità didattica – scrive Marco Condidorio – non può trasformarsi in mero elemento di contrattazione sindacale, ma deve restare l’elemento cardine, costitutivo del diritto allo studio dell’alunno e dello studente con disabilità. Per questo, quindi, va guardata con favore l’ipotesi di una legge sulla creazione di quattro nuove classi di concorso per il sostegno, ciascuna per ogni grado di scuola, a partire da quella dell’infanzia»

Non possono essere “modi di dire”, quelle frasi legate alla disabilità

«Non può e non deve diventare “normale” – scrive Simona Petaccia, riferendosi alle scuse usate da Rosita Celentano, per avere usato impropriamente la frase “Sembravamo quattro autistici” – continuare a utilizzare termini legati alla disabilità per sottolineare qualcosa che non va. E questo perché c’è una profonda relazione tra il nostro linguaggio e la percezione che abbiamo del mondo»

La generazione degli invisibili presenti

Riflette, il docente Marco Condidorio, partendo dalle discriminazioni e dai maltrattamenti di cui, negli ultimi tempi, sono stati vittime soprattutto i bimbi più piccoli, e scrive: «La violenza deve essere eliminata da ogni percorso di istruzione, educazione e formazione. Vanno ristabilite la fiducia, l’affettività, il rispetto verso le figure educanti. Consentiamo ai discenti, che poi non sono altro che i nostri figli, i nostri nipoti, di sentirsi importanti, di sentirsi il centro delle nostre relazioni, non il “margine” o il “terzo incomodo”, perché troppo concentrati sui nostri egoismi»

Educare i bambini, perché diventino adulti consapevoli

«Da oltre vent’anni – scrive Anna Tipaldi dell’Associazione L’abilità – abbiamo gesti di cura e attenzione nei confronti di chi è fragile, nei confronti di chi suscita indifferenza negli altri, o uno sguardo “storto”, se non addirittura un insulto. La nostra risposta è educare, educare i bambini affinché diventino adulti consapevoli, in modo che da piccoli non “bullizzino” i compagni più fragili e che da adulti siano in grado di mettersi in ascolto e al servizio degli altri»

Continuità didattica sul sostegno e separazione delle carriere

«Per contenere seriamente il corto circuito sulla continuità didattica degli alunni con disabilità, che permane inarrestabile, ben venga – scrive Salvatore Nocera – l’immissione in ruolo delle migliaia di attuali docenti specializzati precari; ma occorre augurarsi ancor di più che il Governo “del cambiamento” abbia il coraggio di rompere col passato e di varare definitivamente le nuove classi di concorso per il sostegno, con la loro separazione dalle carriere dei docenti curricolari»

I tanti modi con cui il reddito di cittadinanza penalizza le famiglie caregiver

«In una misura che vuole contrastare le condizioni di fragilità economica e sociale – scrive Sara Bonanni, riferendosi al Decreto sul reddito di cittadinanza – proprio quelle stesse condizioni di fragilità vengono di fatto ignorate, ad esempio non considerando che la mancanza di lavoro non è l’unico fattore essenziale che definisce una condizione di estrema fragilità sociale ed economica, ma lo è anche la disabilità, che non solo il Decreto trascura, ma che in alcuni articoli di esso appare addirittura come un elemento discriminante all’accesso ai Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali»

Ma con quell’esercito di precari, l’inclusione non si riforma!

«Nessuna riforma dell’inclusione potrà mai cambiare l’attuale stato delle cose in Italia – scrive Gianluca Rapisarda -, almeno fino a quando non verranno stabilizzati i 60.000 posti “in deroga” degli insegnanti di sostegno. Infatti, senza alcun intervento strutturale del Ministero finalizzato al transito di questo “esercito” di docenti precari dall’organico di fatto a quello di diritto, per gli allievi con disabilità del nostro Paese la continuità didattica resterà desolatamente un’“utopia” e un diritto solo “sulla carta”»

A proposito di “Argentovivo” e del suo contenuto pedagogico

«Auguriamoci che tanti genitori – scrivono Alessandro Prisciandaro ed Ermanno Tarracchini dell’APEI (Associazione Pedagogisti Educatori Italiani) – trovino l’umiltà di ascoltare i giovani rappresentati nella canzone “Argentovivo”, presentata da Daniele Silvestri al recente Festival di Sanremo. Il loro rancore non è odio o disfatta! È voglia di farcela insieme, è il desiderio di continuare ad amare ed essere amati. È un prenderci per mano e la voglia di essere presi per mano»

Perché l’Associazione L’abilità aderirà a “People – Prima le Persone”

«Anche la nostra Associazione – scrivono da L’abilità di Milano – promuove l’iniziativa pubblica denominata “People – Prima le Persone”, in programma domani, 2 marzo, a Milano, perché condividiamo appieno i princìpi che la muovono e cui da anni ci battiamo: l’uguaglianza di tutte le persone e il riconoscimento e la garanzia dei loro diritti. Aderiamo perché continuamente assistiamo e ascoltiamo episodi di discriminazione nei confronti dei bambini e degli adulti con disabilità e perché le nostre politiche sociali devono considerare prioritari i bisogni delle persone più fragili»

“Mozione d’ordine” sull’Educatore Tiflologico

«Propongo una “mozione d’ordine” – scrive Marco Condidorio -: dobbiamo indirizzare l’azione politica affinché comprenda il bisogno reale e concreto degli alunni/studenti che vivono la condizione di cecità assoluta, parziale e/o con minorazioni aggiuntive, e decida di legiferare in modo coerente e nel rispetto della dignità della persona, definendo un percorso formativo atto a istituire figure specifiche e non generiche, con compiti educativi attinenti al tipo di condizione di disabilità in cui si trovano i discenti»

La Vita Indipendente dovrebbe essere la “stella cometa” delle politiche sociali

«Nonostante sia una realtà esistente non solo in quasi tutte le Regioni italiane, ma anche a livello europeo, la Vita Indipendente – scrive Simone Marinelli, lamentando la situazione di incertezza e precarietà vissuta in Puglia dalle persone con disabilità che usufruiscono di un progetto in tal senso – rimane una misura, nell’àmbito delle politiche sociali, cui viene data scarsa importanza e scarsissime risorse economiche, benché abbia tutte le potenzialità per divenire la vera e propria “stella cometa” delle stesse politiche sociali»

L’argento vivo è anche nei genitori

«Al netto dell’indubbia bontà artistica della canzone – scrive Simonetta Morelli – mi domando quale realtà attuale abbia voluto esattamente rappresentare Daniele Silvestri al Festival di Sanremo, con la canzone “Argentovivo”. La bellezza davvero non può essere rappresentata nella semplicità delle relazioni che si intrecciano ogni giorno, essendo semplicemente genitori e figli, docenti e alunni, giovani e adulti in gamba, brillanti, intelligenti, generosi, anche quando si è disabili? Oppure tristi, arrabbiati, disperati a volte, stanchi. Normali. Donne e uomini normali, con disabilità»

Inclusione sì, ma con quale modello?

«Fermo restando che l’inclusione nella scuola di tutti è il modo vincente per la scolarizzazione degli alunni con disabilità – scrive Luciano Paschetta -, non si esce dalla “crisi” circa la loro reale inclusione ipotizzando interventi di nuovi esperti, ma valutate le conseguenze della recente normativa sugli educatori e i pedagogisti, e analizzati i punti di forza e di debolezza emersi in questi anni, occorre che la “comunità pedagogica” elabori modelli operativi di inclusione generalizzabili, da proporre ai diversi ordini di scuola e capaci di rendere effettivo il “diritto di inclusione”»

Gli stati vegetativi che esigono rispetto

«Migliaia di persone – scrive Fulvio De Nigris a due giorni dalla Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi – vivono in condizione di stato vegetativo e le loro famiglie chiedono servizi, assistenza, condivisione, sostegni economici, per una vita difficile che vorrebbero fosse vissuta con dignità e rispetto. Se però si parla solo di fine vita, a venir meno è proprio il diritto all’assistenza, specie quando colui che vogliamo assistere fa paura alla società che non lo riconosce e lo esclude, mentre lui ci guarda con occhi nei quali percepiamo un barlume di coscienza che altri non vedono»

Caro Manuel, il mondo necessita di te

«Quando diventai tetraplegico – scrive Antonio Giuseppe Malafarina, rivolgendosi a Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore ferito a Roma da un colpo di pistola che gli ha provocato una lesione midollare – la speranza era proprio speranza, quasi utopia. Oggi è diverso, anche se non perfetto. C’è la possibilità di progettare il tempo a venire. Ora, Manuel carissimo, spero che tu non perda il tuo senso critico, perché io attendo la tua progettualità. Fuori da dove sei adesso, ma anche già dove sei. Il mondo necessita di te»

Disabilità e lavoro: cinque azioni per cambiare, osare, migliorare

«Una graduale abolizione dell’obbligo di assunzione, una stringente normativa antidiscriminazione, un disability manager a supporto delle aziende private, un fondo ad hoc per gli “accomodamenti ragionevoli” e la valorizzazione della rete delle Associazioni e dei servizi territoriali: cinque azioni – scrive Daniele Regolo, fondatore e presidente dell’Agenzia Jobmetoo – per rendere più moderno, efficace e anche più rispettoso il rapporto tra lavoratori con disabilità e mondo dell’occupazione»