Opinioni

Ma è stata veramente una trasmissione per la Giornata Mondiale del Sordo?

Ma è stata veramente una trasmissione per la Giornata Mondiale del Sordo?

«Perché la RAI non comprende e non valorizza i grandi progressi della medicina e della tecnologia nel campo della sordità?»: se lo chiedono dal Coordinamento FIADDA Emilia Romagna (Associazione per i Diritti delle Persone Sorde e Famiglie), contestando una trasmissione di RAI Pubblica Utilità, andata in onda il 25 settembre, in occasione della Giornata Mondiale del Sordo. «E perché – ci si chiede ancora – non si fa vedere come oggi le persone sorde possono comunicare con tutti e inserirsi nella società di tutti, a scuola, nel lavoro, nel tempo libero e senza bisogno di intermediari?»

Io, giovane donna con disabilità, sono uscita dal tunnel e ho trovato lavoro

Megan Perry, ""A Breath From the Light at the End of the Tunnel" ("Un respiro dalla luce in fondo al tunnel") (©Saatchi Art)

«Sono una giovane ipovedente dalla nascita – scrive Arianna Colonello – e vorrei raccontare la mia storia professionale, soprattutto per motivare, incoraggiare le persone senza lavoro, con e/o senza disabilità, a trovare la loro strada, affrontando lotte quotidiane per raggiungere tale scopo. Dopo tanto girovagare per l’Italia, per partecipare a concorsi vari, a un certo punto mi è sembrato di essere in una galleria, in un tunnel senza uscita, ma dopo quattro anni di vera battaglia, ora lavoro presso un ente pubblico e grazie ai miei sforzi, ho ottenuto il cosiddetto “posto fisso”»

Assistenza igienica agli alunni con disabilità: la “tipicità” siciliana

Assistenza igienica agli alunni con disabilità: la “tipicità” siciliana

«L’illegittima disapplicazione delle leggi nazionali in tema di progetti comunali sulle barriere – scrive Salvatore Nocera -, sottolineata in “Superando.it” da Salvatore Di Giglia e Marilina Munna, non avviene solo in Sicilia, ma anche in tantissimi altri Comuni italiani e in essi anche in servizi pubblici essenziali, quali le scuole. In Sicilia, però, c’è un’altra incredibile mancata applicazione delle leggi nazionali, a proposito dell’assistenza di base e igienica agli alunni con disabilità, il tutto tra finanza allegra, violazione della normativa inclusiva e soddisfazione di chi la viola!»

Malati Rari ancora invisibili, soli e abbandonati?

Una rappresentazione grafica dedicata a chi è affetto da una Malattia Rara

«Nei vari programmi elettorali – scrive Nicola Antonelli, presidente dell’AS.NA.MA.RA.DE.VA. (Associazione Nazionale Malattie Rare Dermatologiche Vascolari) – non si fa nemmeno un minimo accenno alle parole “Malattie Rare”. Siamo dunque destinati, in questo Paese, ad essere ancora invisibili, soli e abbandonati? E i Parlamentari della prossima Legislatura saranno a conoscenza delle condizioni economiche e di salute delle persone con Malattie Rare? Da tali domande ritengo necessario avanzare una serie di proposte da porre all’attenzione del prossimo Governo»

Le leggi che riguardano la disabilità non sono “norme morali”

Le leggi che riguardano la disabilità non sono “norme morali”

«Chiediamo alla classe politico-amministrativa – scrivono Salvatore Di Giglia e Marilina Munna, presidenti di due organizzazioni siciliane impegnate per i diritti delle persone con disabilità, parlando della Sicilia, ma con uno sguardo rivolto anche al resto dell’Italia – affinché ribalti e si adoperi a modificare l’atteggiamento mentale fino ad oggi mostrato verso le norme giuridiche che stabiliscono diritti in favore delle Persone in condizione di disabilità, fino al punto da considerarle come se fossero inesistenti, addirittura per diversi decenni»

“Lavoratori fragili” ancora in presenza nel settore privato

Il “Decreto Aiuti bis” ha prorogato fino al 31 dicembre lo “smart working” (“lavoro agile”), per i cosiddetti “lavoratori fragili”, «ma nelle aziende private – sottolinea una Lettrice – questi lavoratori hanno dovuto rientrare in presenza sin dal 1° agosto e tuttora devono continuare a farlo, finché quel Decreto non arriverà in Gazzetta Ufficiale. Per loro, però, non è più garantita alcuna tutela della salute e della sicurezza, dal momento che l’utilizzo di mascherine e il distanziamento sono ormai un lontano ricordo all’interno dei luoghi di lavoro»

Verso le elezioni regionali siciliane: al sociale servono cambiamenti decisi

«Ancora pochi giorni – scrivono dall’ANFFAS Sicilia – e i Siciliani torneranno alle urne per eleggere i candidati che dovranno rappresentarli per i prossimi cinque anni. Sono molte le criticità con cui la politica è chiamata a confrontarsi, ma riteniamo che il sociale abbia bisogno di cambiamenti decisi e radicali, stabiliti di concerto con le Associazioni di categoria e con le Cooperative maggiormente rappresentative, a partire da un aggiornamento dell’ormai obsoleta Legge Regionale del 1986 sui servizi e le attività socio-assistenziali nell’Isola»

Alunni e alunne con disabilità: come andrà questo nuovo anno scolastico?

«Anche per quest’anno scolastico – scrive Giovanni Barin – familiari e associazioni dovranno vigliare affinché ai bambini e ragazzi con disabilità venga garantito in questi giorni un diritto fondamentale, quello cioè di iniziare le lezioni in condizioni di parità con i loro compagni di classe. Ma insieme agli elementi innovativi introdotti dai più recenti Decreti, non mancano diversi elementi di criticità»

Abilismo: riconoscerne e comprenderne la dimensione sistemica e politica

È interamente dedicato a descrivere e decostruire il fenomeno dell’abilismo il libro “Mezze Persone. Riconoscere e comprendere l’abilismo”, scritto dalle sorelle Elena e Maria Chiara Paolini. Uno dei meriti dell’opera, non l’unico, è quello di avere efficacemente illustrato le strutture di potere che stanno alla base del fenomeno preso in esame. Dalla lucida analisi emerge che anche se spesso esso continua ad essere considerato come una questione individuale, il fenomeno potrà essere adeguatamente contrastato solo intervenendo sulla sua dimensione sistemica e politica

Quel che si dovrà fare per le persone con disordine dello spettro autistico

«Ci sono alcuni provvedimenti quanto mai necessari – scrive Carlo Hanau, presidente dell’APRI (Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale),.rivolgendo un appello a quello che sarà il nuovo Parlamento, dopo le prossime elezioni del 25 settembre – che se attuati, produrrebbero una svolta molto positiva, aumentando la qualità di vita delle persone con autismo e del loro contesto familiare e sociale nel presente e nel futuro, oltre a ridurre la grande spesa pubblica che oggi costituisce un eclatante esempio di spreco di risorse»

Collaborare tutti, per un anno scolastico senza le solite criticità

«Purtroppo siamo certi – scrive Vincenzo Falabella – che anche quest’anno i nostri alunni e alunne con disabilità non potranno iniziare l’anno scolastico come tutti e tutte, a causa di vari problemi, tra cui una serie di questioni “croniche” tuttora irrisolte. Ma in ogni caso un messaggio di augurio va a tutti e tutte, per far sì che la sfida di un nuovo anno scolastico, che riguarda tutto il Paese, riparta al meglio. E perché questo succeda, c’è bisogno di coesione, serve collaborazione, solidarietà e lucidità da parte di tutti»

La persona con disabilità di fronte al futuro

Si terrà il 16 settembre a Orbetello (Grosseto), il convegno “La persona con disabilità di fronte al futuro: le Fondazioni tipologia ed esperienze”. A promuoverlo, insieme alle Istituzioni territoriali, l’Associazione Oltre lo Sguardo la cui presidente Elena Improta ne presenta i temi, soffermandosi tra l’altro sulla necessità «di mettere la persona al centro delle sue scelte, soprattutto sforzandoci di costruirgli basi solide affinché il suo futuro sia effettivamente sostenibile dal punto di vista economico ed esigibile dal punto di vista del diritto a una vita dignitosa»

Quando diventerà veramente centrale il benessere della persona con disabilità?

«Quando i caregiver familiari potranno veramente avere al loro fianco gli enti di prossimità, che siano sociali o sanitari, in un percorso che li veda, non solo a livello teorico, in una stretta collaborazione sinergica, in un rapporto di fiducia e collaborazione reciproca, dove il benessere della persona con disabilità e il suo migliore interesse siano veramente centrali?»: a chiederselo è Sofia Donato, portavoce del gruppo Caregiver Familiari Comma 255, occupandosi di quanto sta avvenendo a Roma in tema di assistenza domiciliare alle persone con disabilità

La Scuola non può più attendere

«È inammissibile la logica dei tagli, che anziché investire nella Scuola, continua ad ignorare il valore dell’educazione e della vita sociale, fondamentali per garantire il futuro del nostro Paese»: lo scrivono rivolgendosi alle Istituzioni e al mondo della politica i componenti del Libero Gruppo di Lavoro per l’Inclusione Nazionale, oltre cento tra insegnanti, genitori, dirigenti, docenti universitari, formatori, esperti in pedagogia, psicologi, psichiatri e professionisti della scuola in pensione, indicando le azioni necessarie ad attribuire maggiore dignità all’educazione e alla formazione

Linee Guida sul collocamento mirato: le reti e i responsabili degli inserimenti

«Torniamo ad analizzare le Linee Guida per il collocamento mirato delle persone con disabilità – scrive Marino Bottà -, dopo esserci occupati in due precedenti contributi di Banca Dati Unica Nazionale, del personale che si occupa del collocamento al lavoro e delle buone pratiche esistenti. Questa volta ci dedichiamo alle reti e ai responsabili degli inserimenti e le criticità non mancano di certo, nemmeno su tali temi»

Scuola dell’infanzia: l’obbligo, il diritto e gli alunni con disabilità

«Rispetto alla proposta espressa nei giorni scorsi di rendere obbligatoria la scuola dell’infanzia – scrive Salvatore Nocera – credo che sarebbe stato più opportuno (e lo sarebbe ancora) parlare non di obbligo, ma di diritto. Infatti, mentre l’obbligo evoca in sostanza l’idea di un’imposizione, il concetto di diritto (soggettivo) evoca l’idea di una pretesa da avanzare se lo si desidera. Quindi, lungi dall’essere visto come un’imposizione, il diritto soggettivo è visto come un potere da esercitarsi liberamente. Ciò ad esempio è avvenuto per gli allievi e le allieve con disabilità»

Le croci da sopportare e il diritto a una vita degna di essere chiamata tale

«Durante la mia infanzia – scrive Rosa Mauro – mi dicevano che “Dio non dà mai una croce senza dare le possibilità di sopportarla”, senza però tenere conto del cambiamento, legge fondamentale della natura. Oggi mio figlio Giovanni è un uomo con autismo che come ogni altro avrebbe diritto ad una vita degna di essere chiamata tale, senza che questo dipendesse dalla famiglia i cui componenti avrebbero anch’essi diritto a una vita in cui vi fosse il riposo e un termine al lavoro di essere genitori o fratelli. Dipende da un mondo ipocrita che dovrebbe finalmente cominciare a lavorare seriamente»

Quale idea dell’amore si sono fatte le persone con disabilità?

«In particolare negli ultimi anni – scrive Simona Lancioni -, la divulgazione in tema di affettività e sessualità delle persone con disabilità sembra essersi prevalentemente orientata ad affermare il loro diritto ad essere riconosciute come soggetti sessuati e ad esprimere la propria sessualità, mentre non è stata ugualmente sviluppata una riflessione critica sull’amore. Questa lacuna non ha permesso di individuare e promuovere, tra le diverse ideologie sull’amore, quelle più idonee a realizzare l’approccio inclusivo promosso dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità»

Ben venga ogni riflessione sulla vulnerabilità umana

«Ben vengano opere come questa – scrive Simona Lancioni, riferendosi al recente volume miscellaneo “Vulnerabilità: etica, politica, diritto” -, ben venga qualunque cosa che, liberandoci dai falsi miti e dalle convinzioni ingannevoli, ci porterà a vedere la vulnerabilità umana non come un elemento squalificante e imbarazzante da occultare o temere, ma come un comune denominatore per promuovere alleanze, condivisione e solidarietà reciproca»

Il diritto per tutti di vivere un’esistenza dignitosa

«Esiste un “durante noi” – scrive Gianfranco Vitale – davanti al quale siamo largamente impreparati e rassegnati. I nostri figli autistici (posso dire “tutte” le persone fragili), e noi con loro, hanno bisogno “ora e subito” di risposte consone. Credo che lavorare per migliorare la realtà con cui ogni giorno facciamo i conti sia più urgente della pur doverosa attenzione da prestare verso ciò che (solo per comodità) chiamo “scenario futuribile”». «Sarebbe quindi tempo – aggiunge – che ci occupassimo anche di noi, perché il nostro “mal-essere” non è di alcuna utilità ai nostri figli»