Studio

L’AIPD e l’inclusione scolastica: quei testi sono migliorati

L’AIPD e l’inclusione scolastica: quei testi sono migliorati

È un giudizio complessivamente favorevole quello dell’Osservatorio Scolastico dell’AIPD Nazionale (Associazione Italiana Persone Down), sui Decreti Attuativi della Legge 107/15 ( “La Buona Scuola”), approvati dal Consiglio dei Ministri, a partire da quello sull’inclusione degli alunni con disabilità. «Dall’inaccettabile stesura iniziale di metà gennaio – viene infatti sottolineato dall’AIPD – sembra ora che i testi approvati abbiano recepito i pareri delle Commissioni Parlamentari presso le quali le Federazioni FISH e FAND hanno fatto in questi mesi un grande lavoro di confronto e pressione»

Campania: programmare l’inclusione insieme alle Associazioni

Campania: programmare l’inclusione insieme alle Associazioni

Nei giorni scorsi i responsabili del Gruppo Scuola della FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) hanno incontrato il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, per affrontare una serie di argomenti riguardanti l’inclusione degli studenti e delle studentesse con disabilità della Regione e gli argomenti “caldi” non sono certo mancati, a partire dalla rivendicazione del ruolo fondamentale che devono sempre avere le Associazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie, nel programmare le varie azioni necessarie all’inclusione stessa

“La Buona Scuola” e l’inclusione degli alunni con disabilità visiva

“La Buona Scuola” e l’inclusione degli alunni con disabilità visiva

Sarà questo il titolo dell’importante convegno in programma per l’8 aprile a Palermo, coincidente con l’Assemblea della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, cui parteciperanno i vari Enti Nazionali collegati all’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), con l’obiettivo di individuare i punti di forza e di debolezza dell’attuale processo di inclusione degli alunni/studenti con disabilità visiva, promuovendo una maggiore consapevolezza sulle problematiche della minorazione visiva tra i vari attori istituzionali e sociali coinvolti

Dieci strategie educative per il bambino con autismo a scuola

Dieci strategie educative per il bambino con autismo a scuola

Sono quelle proposte dal Centro Studio Erickson, in occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza dell’Autismo, che ogni insegnante potrebbe adottare per facilitare lo sviluppo cognitivo ed emotivo dei bambini con autismo. Per approfondirne i contenuti, sarà anche possibile seguire nel pomeriggio di oggi, 3 aprile, un seminario in rete gratuito (webinar) con Dario Ianes, docente ordinario di Pedagogia e Didattica Speciale e co-fondatore dello stesso Centro Studi Erickson

Scuola: tutto quello (ed è molto) che ancora non va

Scuola: tutto quello (ed è molto) che ancora non va

Dopo che nei giorni scorsi la Federazione FISH aveva chiesto un incontro con la ministra dell’Istruzione Fedeli, sottolineando una serie di punti «tutt’altro che marginali, rimasti irrisolti dopo i pareri delle Commissioni Parlamentari competenti, sui Decreti Attuativi della Legge “La Buona Scuola”», anche la FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) e FIABA (Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche) rilevano il permanere di alcune importanti criticità, centrate per la maggior parte su questioni analoghe

Scuola: la FISH chiede un confronto con il Ministero

Scuola: la FISH chiede un confronto con il Ministero

«Le proposte delle Commissioni Parlamentari migliorerebbero certamente quei testi, ritenuti in origine largamente insoddisfacenti, e tuttavia, oltre alla preoccupazione sull’effettiva adozione dei suggerimenti da parte del Ministero, rimangono irrisolti alcuni elementi tutt’altro che marginali»: così il Consiglio Nazionale della Federazione FISH commenta i pareri espressi dalle preposte Commissioni della Camera sugli Schemi dei Decreti Attuativi della Legge sulla “Buona Scuola” e chiede un confronto urgente con la ministra Fedeli, per ottenere garanzie in particolare su alcuni punti

Le strade di una reale inclusione scolastica

Un'immagine del convegno nazionale organizzato dai Centri Territoriali di Supporto (CTS) romani

«Solo ragionando in un’ottica sistemica, sarà finalmente possibile un vero accompagnamento nel percorso di inclusione di tutti gli istituti, di tutti i docenti e di tutti i ragazzi in qualunque zona del nostro Paese. E in tale percorso, deve diventare fondamentale ed essere reso strutturale il ruolo di organismi come i Centri Territoriali di Supporto (CTS) e i Centri Territoriali per l’Inclusione (CTI)»: è quanto emerso con chiarezza a Roma, durante il convegno nazionale intitolato “Inclusione: conquiste, realizzazioni e prospettive”, promosso dai CTS della Capitale

Inclusione: conquiste, realizzazioni e prospettive

Un'aula scolastica sin troppo affollata

40 anni dalla Legge che ha avviato l’inclusione scolastica in Italia, 25 dalla Legge 104 e 10 dalla nascita dei CTS, i Centri Territoriali di Supporto voluti per integrare la didattica inclusiva con le risorse delle nuove tecnologie, ma ai quali lo stesso Ministero non sembra credere troppo, a giudicare almeno dai vari atti normativi via via prodotti. Tutte tappe fondamentali, sulle quali si rifletterà a fondo l’8 e il 9 marzo a Roma, durante il convegno nazionale “Inclusione: conquiste, realizzazioni e prospettive”, promosso dai CTS della Capitale, in collaborazione con la Federazione FISH

“Il Pianeta Dravet”: un progetto per l’inclusione scolastica

Immagine simbolo del Progetto "Il Pianeta Dravet"

Impegnata già da tempo nel panorama dell’informazione, della promozione della ricerca scientifica, della cura e del sostegno delle persone con sindrome di Dravet – grave e rara forma di epilessia farmacoresistente associata a disturbi dello sviluppo neurologico – l’Associazione Gruppo Famiglie Dravet ha avviato dall’inizio di quest’anno “Il Pianeta Dravet”, progetto gratuito, indirizzato agli insegnanti e agli alunni delle scuole di ogni ordine e grado, allo scopo di favorire l’inclusione scolastica dei ragazzi con Dravet

Restituiteci quelle parole!

«E se non vi fosse possibile far rispettare i diritti dei bambini e ragazzi con disabilità, allora restituiteci almeno le parole che ci avete rubato, togliendo da quel testo i riferimenti alla Costituzione, alle Leggi 104 e 328 e alla Convenzione ONU, dichiarando sinceramente l’intenzione dello Stato Italiano di mettere in secondo piano quei diritti rispetto alle esigenze di bilancio»: si conclude così, con caustico sarcasmo, la lettera aperta inviata dalla Federazione LEDHA ai Parlamentari della Lombardia, che contesta duramente il recente Schema di Decreto sull’inclusione scolastica

In Senato a discutere di inclusione

«Abbiamo sottolineato la necessità di giungere ad alcuni obiettivi imprescindibili: la formazione qualificata degli insegnanti di sostegno, la presenza di non più di 20 alunni ove siano presenti studenti con disabilità certificata, il coinvolgimento delle Famiglie e delle Associazioni nelle diverse fasi che contraddistinguono il percorso di inclusione, nonché l’accessibilità dei libri di testo e degli strumenti didattici»: così l’UICI riferisce della propria Audizione al Senato, sui Decreti Attuativi della Legge sulla “Buona Scuola”, a fianco dei rappresentanti di varie altre organizzazioni

Bene le parole della Ministra, ora modificare quel testo

Soddisfazione esprime l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) per l’apertura della ministra Fedeli sugli esami della scuola media – ciò di cui avevamo riferito nei giorni scorsi – rispetto al testo di uno degli Schemi di Decreto attuativi della Legge sulla “Buona Scuola”, che toglieva agli alunni con disabilità la possibilità di conseguire il diploma di licenza media, sostenendo prove differenziate basate sul Piano Educativo Individualizzato. «L’auspicio – dichiara Paolo Virgilio Grillo, presidente dell’AIPD -è che le parole della Ministra siano confermate dalla modifica di quel testo»

Quell’opportuna marcia indietro del Ministero

«Perché quel “colpo basso” ai ragazzi con disabilità che frequentano le scuole medie – aveva scritto Flavio Fogarolo sulle pagine del nostro giornale – contenuto nel recente schema di Decreto sulla valutazione delle competenze degli studenti, che rischia di mettere in discussione la stessa filosofia dell’inclusione? Non sarà semplicemente un uso frettoloso del “copia e incolla”, da parte del Ministero, da correggere quanto prima?». Ebbene, oggi il Ministero ammette opportunamente l’errore, tramite le parole della stessa Valeria Fedeli, responsabile del Dicastero

Scuola: i dubbi e la fiducia del CoorDown

«Registriamo con favore la disponibilità del Governo a recepire le proposte di modifica ai Decreti Attuativi della riforma sulla scuola, riguardanti gli alunni con disabilità. Le criticità sono tante e in questa fase resteremo vigili e attenti all’evoluzione dello scenario, attendendo con fiducia gli sviluppi del confronto in corso». Lo ha dichiarato Antonella Falugiani, vicepresidente del CoorDown, dopo avere partecipato alla riunione dell’Osservatorio Permanente per l’Integrazione degli Alunni con Disabilità, assieme ai rappresentanti delle altre Federazioni e Associazioni

Scuola: il confronto si riapre

«Esprimiamo una cauta soddisfazione per le aperture raccolte, ma manterremo uno stato di mobilitazione fino al raggiungimento degli obiettivi che riteniamo irrinunciabili, per la reale qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità»: lo dichiarano Franco Bettoni e Vincenzo Falabella, presidenti delle Federazioni FAND e FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), dopo i segnali di apertura – sia da parte governativa che parlamentare – che potrebbero portare a ridiscutere i Decreti Attuativi della Legge sulla “Buona Scuola”, a partire da quello sull’inclusione

Applicativi liberi nella scuola di tutti e per tutti

Presentiamo un ampio approfondimento dedicato all’Open Source, ovvero agli applicativi informatici di libero utilizzo e alla loro importanza per la didattica, in particolare proprio degli alunni e degli studenti con disabilità. «Il software libero – scrivono i docenti e formatori Fusillo, Striano, Fazio e Brocato – crea partecipazione e inclusione e ci si augura che la nuova Legge sull’inclusione se ne occupi, finanziando anche i centri di ricerca che lo sviluppano»

Storie di scuola inclusiva

Già definito come «il primo esempio in letteratura di autobiografie professionali nel settore dell’inclusione», il libro “Storie di scuola. L’inclusione raccontata dagli insegnanti: esperienze e testimonianze”, promosso dal Centro Territoriale di Supporto (CTS) dell’Istituto De Amicis di Roma, con il coinvolgimento, quali Autori, di otto tra operatori e dirigenti di CTS, raccoglie appunto varie testimonianze di insegnanti ed educatori, differenti per età, formazione o carriera, ma tutti accomunati dall’impegno e della volontà di realizzare una scuola inclusiva

Servizi di consulenza tiflodidattica: i più moderni criteri di valutazione

«Si auspica – scrive Gianluca Rapisarda – che i criteri di valutazione individuati dal NIS (Network per l’Inclusione Scolastica) dell’UICI, per tutti i servizi dei propri Enti collegati, possano essere recepiti anche dal Ministero dell’Istruzione, in queste settimane di serrato confronto parlamentare sul neonato Schema di Decreto sull’inclusione, sia rispetto ai “livelli essenziali delle prestazioni”, sia agli “indicatori di qualità”, allo scopo di garantire un sempre più proficuo, efficace e uniforme processo di inclusione scolastica ai bambini/ragazzi ciechi e/o ipovedenti del nostro Paese»

Scuola: troppi errori e lacune in quei testi

«Dovranno essere profondamente rivisti, quei Decreti Attuativi della Legge 107/15, per rispondere alle necessità dei nostri bambini/ragazzi inclusi nella scuola»: lo dichiara Franco Bettoni, presidente della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), dopo avere partecipato all’Audizione presso le competenti Commissioni della Camera che stanno esaminando quegli Schemi di Decreto prodotti dal Governo. E come già la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), anche la FAND ritiene indispensabili ulteriori confronti